Estrema destra

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Con estrema destra (a volte destra radicale) si intende la posizione di un soggetto, gruppo, movimento o partito politico che si caratterizza per una interpretazione radicale e massimalista delle posizioni tipiche della destra, quali ad esempio conservatorismo e nazionalismo.

Un movimento di estrema destra può appartenere allo spettro politico parlamentare oppure rimanerne al di fuori (destra extraparlamentare). Un movimento di estrema destra può essere di ispirazione neofascista, o appoggiare il neonazismo.

Definizione[modifica | modifica sorgente]

La definizione non rigorosa di estrema destra, variabile anche a seconda dell'area geopolitica, rende oggetto di dibattito la dimensione e il numero di movimenti e partiti a essa ascrivibili. Molti di questi inoltre rifiutano tale qualifica giudicandola pregiudizievole o denigratoria. L'aggettivo «estrema», che potrebbe richiamare il sostantivo estremismo, è da alcuni movimenti respinto, considerandolo come un'etichetta arbitraria loro assegnata dagli avversari politici per oscurarne le proposte politiche.[1]

La larga maggioranza di questi movimenti cavalca sentimenti popolari di opposizione all'immigrazione, definendola come uno strumento delle classi liberiste per introdurre nuovo capitale umano sul territorio o una conseguenza di un eccesso di solidarismo propugnato da ideologie di sinistra. Agli occhi dei seguaci di questi movimenti, l'immigrazione non solo sottrarrebbe posti di lavoro, ma intaccherebbe in varie forme lo stipendio medio della popolazione; porterebbe inoltre degrado sociale e delinquenza.

Gli aspetti ideologici su cui questi movimenti si fondano, portano a volte al rifiuto più o meno parziale dei valori democratici (come, per esempio, il parlamentarismo), considerati corrotti e inadeguati, spesso soggetti all'ingerenza di poteri extranazionali come l'UE, la NATO, le Nazioni Unite e le lobby. Essi infatti prediligono forme di partecipazione come lo Stato organico[2][3], che sarebbero capaci di integrare il volere popolare a un forte potere centrale. Tali movimenti, in nome del bene comune, si oppongono a qualsiasi forma di società segreta, da quelle Massoniche a quelle legate alla delinquenza organizzata, che in nome di interessi privati, derogasse da questo principio. Dichiaratamente antisionista, alcune frange minoritarie dell'estrema destra hanno riproposto, a più riprese, le teorie del complotto massone-giudaico pansionista che vede come protagonisti numerosi personaggi dell'alta finanza appartenenti al mondo ebraico.

Alcuni movimenti affermano che il termine «estrema destra» sia ambiguo e utilizzato dai commentatori politici e dai partiti maggioritari per classificare un gran numero di formazioni politiche che ben poco hanno in comune, si collocano in posizioni contrapposte rispetto a certi argomenti e provengono da storie politiche diverse (ad esempio, guardando all'estrema destra francese, si può notare come, a fronte di una maggioranza di partiti nati dal collaborazionismo con il Nazional Socialismo, esistano (rari) movimenti che hanno avuto origine all'interno della resistenza francese, come ad esempio i realisti della Confraternita di Notre Dame del Colonnello Rémy.

Tendenze[modifica | modifica sorgente]

Il termine estrema destra è di fatto utilizzato in riferimento a quattro tipi di movimenti o gruppi politici:

  • l'insieme dei movimenti e dei partiti disposti, dopo le elezioni, all'estrema destra dell'emiciclo del parlamento (a destra e in alto): in questo caso si parla di estrema destra parlamentare.
  • i movimenti qualificati come reazionari secondo la definizione marxista del termine, presunti partigiani di un ritorno a un presupposto ordine antico e che alcuni chiamano erroneamente conservatori.
  • un insieme di gruppi rivoluzionari la cui ideologia prende nettamente le distanze dal parlamentarismo delle volte definendosi "anarcofascista".
  • un insieme di gruppi insurrezionalisti, realmente estremisti, che fanno dell'avanguardismo la loro bandiera.

Fondamenti ideologici[modifica | modifica sorgente]

Le diverse correnti della filosofia politica solitamente apparentate a questi movimenti e a questi partiti, e comunemente classificate come estrema destra, si rifanno al nazionalismo, al comunitarismo (da non confondere col comunismo), al neofascismo (talvolta anche al nazionalsocialismo) o alle religioni. Di fatto però questi gruppi politici si pongono in maniera antitetica rispetto l'ideologia fascista.[4]

L'estrema destra può richiamarsi a diverse ideologie, tra cui:

Alcune delle quali non appartengono esclusivamente all'estrema destra:

e specificatamente in Francia:

e in particolare in Spagna:

Uso contemporaneo del termine[modifica | modifica sorgente]

In Italia[modifica | modifica sorgente]

L'estrema destra italiana è composta da formazioni politiche molto diverse, alcune attive, altre disciolte.

All'estero[modifica | modifica sorgente]

  • i razzisti: il Ku Klux Klan sostiene anch'esso la supremazia della «razza bianca». Altri movimenti, che propugnano invece la supremazia della razza nera, sono attivi negli USA o nello Zimbabwe.
  • alcuni partiti religiosi tradizionalisti, portatori di una politica classificabile come clericale al pari degli estremisti cristiani, certi partiti religiosi in Israele lo Shaas, Kipot srugot, A'Hihud Ha'Leumi, oltre che nelle parti del mondo con forti comunità ebraiche. Si possono contare anche partiti islamisti. Da notare che la componente nazional-cattolico è rappresentata in seno a numerosi partiti nazionalisti; per esempio in Francia il Front national di cui molti lefebvriani sono simpatizzanti, come Bernard Antony[senza fonte].

La religione rappresenta comunque un tema di divisione in seno all'estrema destra. Anche limitando l'analisi alla società europea è indispensabile operare una distinzione tra i partiti cristiani, i partiti laici o atei e i partiti affiliati in qualche modo al neopaganesimo come ad esempio, in Francia, i nazionalisti druidisti.

D'altro canto alcune formazioni sono considerate da taluni osservatori come di estrema destra, ma questa classificazione può essere criticata da coloro che stimano le medesime posizioni politiche come estranee ad una necessaria connotazione estremista, in altri tempi ed in altri luoghi. Tra queste ultime formazioni si possono citare:

Partiti e movimenti[modifica | modifica sorgente]

Belgio[modifica | modifica sorgente]

  • Vlaams Belang, partito fiammingo xenofobo e indipendentista.
  • Front National, partito francofono xenofobo e unitarista, diretto da Daniel Féret.
  • Front Nouveau de Belgique, guidato da François-Xavier Robert. Nato ufficialmente nel 1996, è stato fondato da dissidenti del Front National di Daniel Féret guidati dalla deputata federale frontista Marguerite Bastien.
  • Force Nationale, fondato nel 2004 dal senatore frontista Francis Detraux in seguito a numerosi conflitti con il presidente del Front National.
  • Nation, fondato a Bruxelles nel 1999 da Hervé Van Laethem (leader dei giovani del Front Nouveau de Belgique fino al 1997) et Michel Demoulin (parlamentare a lungo vicino a Marguerite Bastien, all'epoca presidente del Front Nouveau de Belgique)

Canada[modifica | modifica sorgente]

  • Il Christian Heritage Party of Canada ha raccolto lo 0,3% dei consensi popolari e rappresenta in qualche modo l'ala religiosa di destra e di estrema destra del Partito conservatore del Canada e lotta contro i diritti accordati o riconosciuti alle minoranze sessuali e religiose. Anche il deputato indipendente André Arthur è portatore di valori di estrema destra.

Cile[modifica | modifica sorgente]

Croazia[modifica | modifica sorgente]

In Croazia, i movimenti nazionalisti, sorti negli anni novanta, ebbero un carattere neofascista e paramilitare. Il principale fu il Partito Croato dei Diritti e la sua filiale paramilitare le Forze di Difesa Croate (HOS), anche se alcuni settori dell'HDZ di Tudjman, non fecero differenza.Oltre a ciò ci fu un riproponimento di antisemitismo e negazionismo in istanza con le posizioni degli Ustascia croati durante la Seconda guerra mondiale.

Danimarca[modifica | modifica sorgente]

  • Tra il 2001 e il 2004, il paese è stato governato da Anders Fogh Rasmussen del Parti libéral (Venstre), che beneficiava dell'appoggio del partito politico populista Dansk Folkeparti considerato di estrema destra da alcuni media. È stato rieletto nel 2005. In quelle elezioni, i movimenti dichiaratamente di estrema destra hanno accresciuto il loro consenso, ottenendo 24 seggi al Parlamento, totalizzando il 13,2% dei voti.[senza fonte]

Francia[modifica | modifica sorgente]

In Francia, la comparsa dell'idea di un'estrema destra risale alla seconda metà del XIX secolo - coincidente con la fine della monarchia. Tra le idee caratteristiche dei movimenti classificati come di estrema destra figuravano il monarchismo, l'antiparlamentarismo, l'antisemitismo, il nazionalismo. I movimenti attualmente classificati come estrema destra in Europa sono spesso accusati di razzismo e xenofobia, a causa della loro generica ostilità verso l'immigrazione e a causa di posizioni apertamente razziste rivendicate da alcuni dei rappresentanti.

Il primo periodo di successo dell'estrema destra si colloca negli anni 1930 e all'inizio degli anni 1940, attraverso il consenso verso diversi gruppi, poi ideologicamente attraverso il Regime di Vichy e soprattutto presso i collaborazionisti di Parigi. Dopo la Conferenza di Jalta, che avrebbe messo a punto secondo costoro una «suddivisione del mondo», alcuni movimenti classificati come di estrema destra difendono l'antiamericanismo.

I movimenti classificati come di estrema destra sono accusati dai loro avversari di condividere l'odio per un nemico comune, di un capro espiatorio che sarebbe cambiato nel corso del XX secolo: sono inizialmente stati antisemiti e antidemocratici. A partire dalla Rivoluzione d'Ottobre del 1917, la maggior parte di questi movimenti combattono il comunismo. Da notare quanto l'opposizione tra il «loro» e il «noi» fosse un tema centrale di numerosi discorsi politici. «Abbiamo ragione perché siamo i migliori. E siamo i migliori perché siamo di questo paese, o di questa razza, o parliamo questa lingua, ecc.»

Gruppi di estrema destra in Francia[modifica | modifica sorgente]

Numerosi giornali di estrema destra sono stati pubblicati in Francia all'inizio del XX secolo: Le Nouveau Siècle (1925), L'Ami du peuple, Le Franciste, Les Cahiers, La Revue française, Combats, Plans, Je suis partout.

Il regime di Vichy ha favorito la pubblicazione di numerosi giornali di estrema destra come Au Pilori, o Le Petit Marseillais. Tra i giornali di estrema destra pubblicati in Francia dopo il 1944, occorre citare Paroles françaises (1946), Aspects de la France (1947), Verbe (1949), Rivarol (1951), Fraternité française (1954), La Nation française (1955), Défense de l'Occident, Jeune Nation (1959), Europe-Action (1963), Militant, Nouvelle École, Éléments, Initiative nationale (1975), Pour une force nouvelle (1982), Présent, National hebdo, Alliance populaire - mensuel (1994) e Le Choc du mois. Negli anni settanta vi era il Parti de force nouvelle di Jean-Louis Tixier-Vignancour. Negli anni ottanta vi fu il successo elettorale di Jean-Marie Le Pen con il suo Front National. Nell'area culturale si evidenziò il Groupement de Recherche et d'Études pour la Civilisation Européenne (GRECE) fondato da Alain de Benoist.

Nel 2004, secondo i renseignements généraux francesi, esisterebbero da 2.500 a 3.500 militanti o simpatizzanti di diversi gruppi di estrema destra, senza contare il FN né il Movimento Nazionale Repubblicano. I gruppi più importanti si trovano in Alsazia, nella regione PACA e nell'Île-de-France.

Germania[modifica | modifica sorgente]

In Germania esistono almeno tre partiti di estrema destra:

  • l'NPD ("Partito nazionale democratico tedesco", circa 5000 iscritti, 9,2% dei voti alle elezioni in Sassonia del 2004);
  • la Deutsche Volksunion (DVU) ("Unione del popolo tedesco", 6,1% dei voti alle elezioni inBrandeburgo del 2004);
  • Die Republikaner ("i Repubblicani", 1,9% dei voti alle elezioni europee del giugno 2004.

Azioni dell'estrema destra tedesca[modifica | modifica sorgente]

  • Riunioni e discorsi: il 31 luglio 2004, tra i 300 e i 400 skinheads, su iniziativa dei movimenti tedeschi, si sono ritrovati nelle sale della squadra di calcio di Hipsheim (nel Basso Reno, Alsazia, Francia). I partecipanti hanno esibito bandiere con la croce uncinata e l'aquila imperiale, ed hanno intonato canzoni e slogan della Germania nazista.
  • Il 13 febbraio 2005: in occasione delle commemorazioni del bombardamento alleato su Dresda nel 1945, tra i 3000 e i 5000 manifestanti di estrema destra hanno manifestato davanti al parlamento della Sassonia (Germania) per ricordare i numerosi caduti morti arsi vivi dalle bombe incendiarie alleate.

Gran Bretagna[modifica | modifica sorgente]

  • British National Party (BNP) il cui leader attuale è Nick Griffin, 6,2% dei voti alle elezioni europee del 2009.
  • English Defence League (EDL) movimento anti-islamico nato nell'ambiente * Hooligan delle curve Inglesi. Nonostante possa sembrare un movimento neo-nazista, si oppone solo ed esclusivamente ai musulmani "jihadisti", e vi sono sezioni di questo movimento composte da persone di religione ebraica.

Grecia[modifica | modifica sorgente]

Russia[modifica | modifica sorgente]

Nella Federazione Russa è attivo il Partito Nazionale Socialista Russo.

Serbia[modifica | modifica sorgente]

In Serbia la caduta del regime comunista e la guerra civile, fecero sì che molti movimenti nazionalisti, conseguissero importanti affermazioni. Oltre a ciò la maggior parte di essi durante la guerra organizzarono formazioni paramilitari.

  • Il Partito Radicale Serbo di Vojislav Šešelj è il principale movimento nazionalista e raccoglie massicci consensi fra il 30% e il 40%. Negli anni novanta costituì i "Volontari del Partito Radicale Serbo", che guidati da Šešelj combatterono durante tutto il periodo di guerra.
  • Il già citato Movimento del Rinnovamento Serbo di Draskovic, che si considera erede della tradizione cetnica, apertamente monarchico e conservatore.
  • Altri meno importanti organizzazioni furono il Partito dell'Unità Serba, nato dalle ceneri della "Guardia Volontaria Serba" e guidato da Željko Ražnjatović "Arkan", oppure i "Falchi serbi" di Siniša Vučinić.Queste ultime però ebbero più un carattere militare che politico.

Spagna[modifica | modifica sorgente]

In Spagna sono attivi i partiti Democrazia Nazionale e Movimento Sociale Repubblicano.

Sudafrica[modifica | modifica sorgente]

In Sudafrica il nazionalismo afrikaner è stato rappresentato per quasi 80 anni dal National Party che, nel 1948, instaurò l'apartheid. L'estrema destra si è talvolta espressa in seno al Partito Nazionale, ma più frequentemente tra i dissidenti fondamentalisti («New Order» o in afrikaans «Neuwe Orde» con Oswald Pirow, la «Sentinelle dei carri trainati da buoi» (Ossewabrandwag) negli anni 1940, il HNP a partire dal 1969) o conservatori (Partito conservatore dell'Africa del Sud).

A partire dagli Anni 1970 si formano dei gruppi parlamentari di ispirazione neonazista. Il più simbolico e rappresentativo tra questi fu il Movimento di resistenza afrikaner (AWB) di Eugène Terre'Blanche. Nel 1994 il Fronte della Libertà è un nuovo partito sostenuto dalla destra e dall'estrema destra sud-africana, che rifiuta il ricorso alla violenza e partecipa alle prime elezioni multirazziali del paese. Con 4 deputati nel 2005, ha ampliato il suo spazio politico ed è diventato un partito rispettabile e rispettato, mentre l'antico National Party ha chiuso la sua carriera fondendosi con l'ANC nel 2004, dopo aver ottenuto a quelle elezioni l'1,6%.

Svizzera[modifica | modifica sorgente]

In Svizzera, l'estrema destra è attualmente composta principalmente da due formazioni:

  • I Democratici Svizzeri (DS), ideologicamente radicali, ma democratici e politici
  • Il Partei National Orientierter Schweizer (PNOS).
  • Il "Movimento d'Azione Sociale" (MAS)

I DS sono i discendenti dell'Action nationale, fondata nel 1961 da James Schwarzenbach. Una delle sue prime campagne fu il lancio dell'iniziativa «contro la sovrappopolazione straniera» che vide Schwarzenbach solo contro tutti in Parlamento. Attualmente, questo partito rivendica, oltre a consuete posizioni dell'estrema destra (sovranità, Identità, Patriottismo etc.), una componente ideologica basata sulla sovrappopolazione della Svizzera e sul conseguente costo sociale derivatone. Hanno al momento un solo rappresentante al Consiglio Nazionale e nessuno al Consiglio degli Stati, ma sono presenti a livello cantonale in alcuni parlamenti.

Il PNOS, il cui simbolo è una bandiera svizzera con sopra un mazzafrusto, è un partito nettamente più radicale e vicino agli ambienti Nazional Socialisti, più propenso alle manifestazioni che non alla politica tradizionale. Membri del PNOS si sono presentati a elezioni locali e cantonali (BE, AG). Personaggi importanti del PNOS sono già stati condannati a ammende e/o a pene reclusive per aggressione.

Il MAS nasce a Lugano, in Ticino, nel 2007,[5] ed è il primo movimento di estrema destra in Ticino. Si è segnalato finora solo per aver raccolto firme per chiudere l'unico centro sociale di estrema sinistra del Ticino, il CSOA Il Molino[6].

Turchia[modifica | modifica sorgente]

Il partito dell'azione nazionalista (MHP) e la sua milizia privata, i «Lupi grigi» sono le principali organizzazioni estremiste turche dal 1969. Un'ideologia nazional-islamista è alla base delle loro azioni violente (i «Lupi grigi» sono ritenuti responsabili dell'assassinio di circa 700 persone, durante gli «Anni di piombo» 1974-1980), si oppongono a qualsiasi concessione sui diritti dei Curdi e all'ingresso della Turchia in Europa e intrattengono legami con alcuni circoli politici e militari turchi (uno dei capi «clandestini» della milizia è rimasto ucciso durante un incidente automobilistico in compagnia di un ministro dello Stato).

Ucraina[modifica | modifica sorgente]

Il partito social-nazionale e il partito repubblicano conservatore possono essere assimilati a partiti estremisti, ma la principale organizzazione è l'Autodifesa nazionale ucraina (UNA-UNSO), partito che appoggia apertamente Yulia Tymoshenko e che si è fatto notare per l'espulsione di preti russi da chiese ortodosse, per l'intimidazione delle minoranze ungheresi, polacche e rumene dell'Ucraina occidentale alle elezioni del 2004 e per la richiesta di riabilitare i combattenti anticomunisti che parteciparono a fianco delle SS all'invasione della Russia.

Ungheria[modifica | modifica sorgente]

Il Partito della giustizia e della via ungherese (MIEP) è stato creato nel 1993 da dissidenti del partito principale di destra, il Forum democratico ungherese (MDF). Uno dei suoi dirigenti è già stato condannato nel 2003 per proposte antisemite.

Il MIEP si allea con la destra ungherese di Viktor Orban sui «problemi» delle minoranze ebree e gitane e chiede che la nazionalità ungherese sia concessa immediatamente a tutte le etnie ungheresi straniere, in primo luogo ai Magiari di Slovacchia, Romania, Serbia e Ucraina. L'iniziativa è stata bocciata da un referendum nel 2004, ma poi adottata dal parlamento ungherese nel 2010.

Il principale partito di estrema destra è attualmente Jobbik, che alle elezioni europee del 2009 ha ottenuto il 14,7% e tre seggi a Strasburgo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jean-Marie Le Pen Telegiornale notturno su TF1, 15 gennaio 1982.
  2. ^ Lo Stato Organico, unica democrazia seria - Rutilio Sermonti
  3. ^ Lo Stato organico. Scritti sull'idea di Stato 1934-1963 - Julius Evola
  4. ^ Marco Piraino, L'Estrema Destra contro il Fascismo, edizioni lulu.com, 2011
  5. ^ Ticinonline - È nato il "Movimento d'Azione Sociale"
  6. ^ Ticinonline - Ticino - MAS, raccolte diverse centina di firme contro il Molino

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nicola Rao, La Fiamma e la Celtica, Sperling & Kupfer, Roma, 2006, ISBN 8820041936
  • Gabriele Adinolfi, Quel domani che ci appartenne, Barbarossa editore, Milano, 2005
  • Nicola Antolini, Fuori dal cerchio, Elliot, 2010. ISBN 9788861921405
  • Ugo Maria Tassinari, Fascisteria, Castelvecchi Editore, 2001
  • Joseph Algazy, L'Extrême droite en France, L'Harmattan, 1989.
  • Christophe Bourseiller, La nouvelle extrême droite. Monaco, Paris, Éditions du Rocher, 2002, collection Documents. 235 pages. ISBN 226804419X.
  • Jean-Christophe Cambadélis et Éric Osmond, La France blafarde, 2001.
  • Vincent Duclert, L'histoire contre l'extrême droite. Les grands textes d'un combat français. Mille et une nuits, 2002, Les petits libres. 121 pages. ISBN 2842057120.
  • François Duprat, Les mouvements d'extrême droite en France de 1940 à 1944. Paris, Éditions de l'Homme Libre, 1999. 324 pages.
  • François Duprat, Les mouvements d'extrême droite en France de 1944 à 1971. Paris, Éditions de l'Homme Libre, 1998. 196 pages.
  • François Duprat, La droite nationale en France de 1971 à 1975. Paris, Éditions de l'Homme Libre, 2002. 168 pages.
  • Olivier Guland, Le Pen, Mégret et les Juifs. L'obsession du «complot mondialiste», La Découverte, 2000.
  • Pierre Milza, L'Europe en chemise noire. Les extrêmes droites en Europe de 1945 à aujourd'hui, Flammarion, collection «Champs», 2002.
  • Emmanuel Ratier, Les Guerriers d'Israël, Editions FACTA, 1993 (sur l'extrême droite juive).
  • Madeleine Rebérioux (sous dir.), L'Extrême droite en questions, EDI, 1991.
  • H. De Schampheleire et Y. Thanassekos (sous dir.), Extreem rechts in West-Europa/L'extrême droite en Europe de l'Ouest. Bruxelles, Presses Universitaires de la Vrije Universiteit Brussel, 1991. 407 pages.
  • Patrice Chairoff, Dossier néo-nazisme, éditions Ramsay, 1977.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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