Razza ariana

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La quarta edizione del Meyers Konversationslexikon (1890) mostra gli "Ariani europei" e gli "Indo-ariani" che, insieme ai "Popoli semitici", costituirebbero la "razza caucasoide"

La locuzione razza ariana[1] indica un immaginario gruppo razziale a cui apparterrebbero tutti i popoli indoeuropei, in un'erronea trasposizione sul piano biologico delle famiglie linguistiche.

Tale espressione è principalmente nota per essere stata utilizzata, negli anni trenta-quaranta, come una delle basi per l'ideologia nazista e il genocidio delle "razze non-ariane" presenti in Europa; dove con l'espressione "razze non-ariane" venivano indicati gli ebrei (Shoah) e gli zingari (Porajmos), nonostante entrambi i gruppi fossero di lingua indoeuropea (lingua yiddish, appartenente alle lingue germaniche, per i primi; lingua romaní, appartenente alle lingue indoarie, per i secondi. In entrambi casi era comunque ampiamente diffuso l'uso, anche come madrelingua, di altre lingue indoeuropee: tedesco, polacco, russo, ecc.).

Secondo tale teoria, la razza ariana sarebbe la diretta discendente biologica del popolo indoeuropeo, che in epoca preistorica (V-II millennio a.C.) si è frammentato in un vasto e complesso moto migratorio che l'ha portato, partendo dalla propria patria originale (spesso indicata con l'espressione tedesca di Urheimat proto-indoeuropea), a diffondersi in gran parte dell'Eurasia, variamente mescolandosi con le popolazioni preesistenti.

Fallacia del concetto di "razza"[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Razza e Razzismo.

La suddivisione della specie umana in razze diverse è a-scientifica e arbitraria, come ricorda, tra i tanti, il documento UNESCO che riconosce soltanto il concetto di gruppo etnico come unico segmento della specie umana in cui sia riscontrabile una vera omogeneità tra individui[2]. Il concetto stesso di razza come suddivisione rigida dei popoli umani è quindi completamente decaduto.

Le moderne ricerche di genetica hanno mostrato che le differenze genetiche tra i popoli non possono distinguere razze in modo definito, ma che tutti i popoli umani mostrano caratteristiche genetiche che variano in maniera continua e progressiva[3]. Tale termine può essere unicamente inteso secondo il significato storico che assunse a partire dalla metà del XIX secolo e soprattutto nell'ideologia nazionalsocialista del XX secolo.

Il termine razza rimane valido, in zootecnica, solo per alcune specie addomesticate dall'uomo. Non è usato per gli animali selvatici. Così, come più in generale l'idea di razza, anche quella di razza ariana non ha alcun significato in termini genetici, né a maggior ragione ha senso cercare di identificare "razze" attraverso criteri linguistici.

Il concetto di razza ariana nella storia[modifica | modifica sorgente]

Origine ottocentesca[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Indoeuropeistica.

L'idea di razza ariana è nata dalla trasposizione sul piano biologico di una delle maggiori conquiste della linguistica storica all'inizio XIX secolo: l'identificazione della famiglia linguistica indoeuropea, alla quale appartengono numerose lingue eurasiatiche che condividono molte caratteristiche in comune nel vocabolario e nella grammatica; inoltre è stata rilevata una somiglianza notevole nella mitologia e nella religione di diversi popoli antichi di lingua indoeuropea.

Basandosi su documenti persiani e indiani si è giunti alla conclusione, a sua volta abbandonata dall'indoeuropeistica contemporanea, che i portatori di questa lingua si autodenominavano Ariani (Dal sanscrito "Arya", che significa "nobile" o "puro"). La parola "arianno" compare per la prima volta nel testo sacro indoario Rigveda e nell'Avesta iranico. I termini vedici e avestici sono derivati direttamente da *arya (proto-indoiranico), apparentemente un'autodenominazione dei proto-Indoiranici. Poiché, nel XIX secolo, gli Indoiranici erano il popolo che parlava quella che all'epoca era ritenuta essere la più antica lingua indoeuropea, la parola "ariano" è stata adottata per riferirsi non solo alla gente indoiranica, ma anche a tutti gli altri popoli indoeuropei.

Nel Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane pubblicato a metà del XIX secolo da Joseph Arthur de Gobineau si trova la prima definizione di razza ariana come "razza bianca pura". Il saggista francese ha affermato la superiorità dell'aristocrazia ariana rispetto al popolo, secondo lui invece frutto della mescolanza degli Ariani con razze inferiori. L'idea che gli europei fossero i più puri è stata successivamente affermata assiduamente non solo da De Gobineau ma anche da altri scrittori: il più importante è stato il suo discepolo Houston Stewart Chamberlain, che ha scritto della razza ariana: «Colei che ha parlato le lingue indoeuropee ed è stata prescelta per essere il più nobile dei popoli».

Nel XIX secolo c'è stato un ulteriore salto dalla linguistica all'etnologia: è stato dichiarato che gli esseri umani che parlano la lingua discendente dagli indoeuropei (tra i quali gran parte degli europei) discendono anche geneticamente da questo popolo. Di conseguenza gli esseri umani "bianchi" sono stati identificati come discendenti degli Ariani. Gli ebrei, sebbene in Europa siano indistinguibili dagli altri popoli (anche per il colore chiaro della pelle e degli occhi), sono stati politicamente esclusi da questa definizione durante il nazismo, perché non ritenuti di "pura origine indogermanica".

Utilizzo durante la dominazione britannica dell'India[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dravida.

In India, sotto l'Impero britannico, i britannici hanno usato l'idea della razza ariana conquistatrice per fondere la dominazione britannica con il sistema delle caste indiano. Si ribadiva che gli Ariani erano gente "bianca" che aveva invaso l'India nei periodi antichi, sottomettendo i Dravidi indigeni più scuri, che sono stati poi spinti verso sud. Così la fondazione dell'Induismo è stata attribuita agli invasori "bianchi" che si erano stabiliti come caste dominanti e che avevano scritto i testi Veda.

Utilizzo da parte del nazismo[modifica | modifica sorgente]

Sigilli con svastiche dalla Valle dell'Indo, oggi preservati al British Museum.
Mosaico romano con svastiche e altri simboli a La Olmeda, Spagna.
Volto di Cristo al centro di una svastica in un rosone della chiesa di Santa Maria a Bloxham, Inghilterra.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nazionalsocialismo e Politica razziale nella Germania nazista.

Secondo l'ideologia nazista la "razza ariana" (in tedesco arische Rasse) comprende tutti i popoli europei eccettuati i lapponi[4] (Adolf Hitler, Mein Kampf). Al tempo stesso Hitler propone il principio della diversità tra gli ariani stessi, assegnando un primato "biologico" ai popoli nordici (intendendo non tanto i Paesi nordici come oggi comunemente intesi, quanto quelli dove si parla una lingua germanica) rispetto agli altri ariani.

Secondo il nazionalsocialismo i popoli semitici sono una presenza straniera presso le società ariane; essi sono considerati la causa della distruzione dell'ordine sociale e portatori di valori che conducono alla rovina della civilizzazione e della cultura. Secondo gli ideologi nazionalsocialisti, la razza ariana ha sviluppato una civiltà che ha dominato il mondo negli ultimi cinquemila anni. Questa civiltà è declinata in molti Paesi al di fuori dell'Europa perché le "razze inferiori" hanno mescolato il loro sangue con quello ariano; tracce della civiltà ariana sono ancora visibili nel Tibet (attraverso il buddismo[5]), in Cina (Tocari[6]) e in India.

Già prima della salita al potere di Hitler, Heinrich Himmler inviò Ernst Schäfer in Tibet e in Nepal, che sono visti come la culla della civiltà, dove riteneva fossero comparsi i primi Ariani. Con lui era l'antropologo Bruno Beger, che effettuò tutta una serie di misure biometriche sui nativi. La convinzione di un'unica civiltà indoeuropea millenaria portò il movimento nazionalsocialista ad adottare come simbolo ufficiale un antico simbolo indoeuropeo: la svastica (in tedesco Swastika).

Secondo l'ideologia nazista la storia è una lotta tra la razza ariana, creatrice di civiltà, e le altre razze, considerate inferiori (Untermenschen, cioè sub-uomini) sia culturalmente che biologicamente. La "visione del mondo" (Weltanschauung) nazista deriva, in parte, anche da una distorsione del pensiero nietzscheano circa la contrapposizione tra l'uomo libero, forte, nobile (che "anela al superuomo") e l'uomo debole, meschino, malato nell'anima (décadent, secondo la definizione nietzscheana). Tuttavia l'idea nietzscheana di Übermensch[7] implica una "rivoluzione umana" (l'uscita dal nichilismo mediante la costruzione di "nuove tavole di valori") che non ha nulla a che vedere con distinzioni su base razziale: per Nietzsche esistono uomini superiori, non razze superiori. L'immagine di un Nietzsche fautore dell'arianesimo e dell'antisemitismo è dovuta alla manipolazione delle opere del filosofo a opera della sorella Elisabeth, moglie di un noto agitatore antisemita e fervente ammiratrice di Hitler (nonché "icona culturale" del suo regime) negli ultimi anni di vita.

La teoria che la patria originaria ariana sia stata nelle steppe della Russia (Teoria kurganica, tutt'oggi ampiamente maggioritaria nell'indoeuropeistica) è stata rifiutata in larga misura dai circoli nazionalisti in Germania. Secondo teorie pseudoscientifiche (per esempio quella di Hans F.K. Günther) l'ariano è originario delle regioni meridionali della Scandinavia o della Germania settentrionale, o almeno le caratteristiche razziali originarie si sono mantenute particolarmente pure in tali regioni. L'ariano è stato considerato fisicamente e mentalmente superiore e sulla purezza è stata basata la razza. L'ideologia del nazionalsocialismo ha interpretato così il termine "ariano" come razza dominante puramente germanica, la cui missione era di sottomettere o estinguere tutti i presunti popoli inferiori. I nazionalsocialisti hanno così giustificato la catalogazione di semiti e di slavi come "subumani" (Untermenschen). Hanno usato ancora un termine originariamente linguistico (semiti) in senso razziale. Gli abitanti del Terzo Reich e delle zone controllate dai nazionalsocialisti dovevano fornire il cosiddetto Ariernachweise come prova della loro purezza razziale. Con l'idea di mantenere pura la razza ariana, l'eutanasia o la sterilizzazione vennero usate su individui mentalmente handicappati o altrimenti "indesiderabili".

La natura apparentemente scientifica di tali teorie, proposta in particolare da Alfred Rosenberg in Razza e storia della razza, fu molto efficace nel diffondere le teorie ariane di supremazia tra gli intellettuali tedeschi nell'inizio del XX secolo, particolarmente dopo la Prima guerra mondiale. Nell'estrema ricerca della purezza della razza fu varato un ampio programma di eugenetica (sterilizzazione obbligatoria dei malati mentali e mentalmente carenti), eutanasia (uccisione dei disabili, fisici e psichici, istituzionalizzata con il programma Aktion T4), genocidio (principalmente degli ebrei e degli zingari) e omicidio di massa (degli omosessuali, dei cosiddetti "antisociali" e degli oppositori del regime). Inferiori agli ariani sono stati considerati dai nazionalsocialisti anche i popoli slavi dell'Europa orientale, che dovevano venire trasferiti più ad est, lasciando i loro territori alla colonizzazione tedesca per assicurare lo spazio vitale (Lebensraum) alla Germania. Nel Mein Kampf Hitler disse che gli slavi dei territori ad est della Germania dovevano essere trattati come i pellerossa in America, sebbene le lingue slave rientrino nel gruppo indoeuropeo. Questa incoerenza ritornò alla luce durante la guerra: per esempio, diversi popoli slavi militarono al fianco dell'Asse (bulgari, croati, slovacchi) e durante l'operazione Barbarossa i tedeschi trovarono conveniente identificare una "morfologia" del popolo ucraino affine a quella germanica, per arruolarlo nelle SS.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dal sanscrito आर्य ārya, "quello nobile", attraverso il francese arien (Giacomo Devoto, Dizionario etimologico, voce "ariano2").
  2. ^ The Race Question (pag. 6) - 1950 - UNESCO. URL consultato il 5 novembre 2010. . Cfr. Guido Barbujani, L'invenzione delle razze, pagg. 7-13 et passim.
  3. ^ Cavalli Sforza et al., "Storia e geografia dei geni umani"
  4. ^ I lapponi, parlanti una lingua ugrofinnica, non sono tuttavia l'unico popolo europeo non di lingua indoeuropea; l'insieme include infatti, tra i maggiori, anche baschi, finnici, estoni, ungheresi e turchi.
  5. ^ La lingua tibetana non è tuttavia una lingua indoeuropea, bensì sinotibetana.
  6. ^ Popolo effettivamente di lingua indoeuropea, ma estinto già prima della fine del I millennio d.C.
  7. ^ La cui corretta traduzione non è "superuomo" bensì "oltreuomo".

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]