Nazionalismo bianco

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« È un movimento che respinge l'idea dell'uguaglianza sociale, noi crediamo nella trasmissione del valore della famiglia e nell'eredità di una cultura bianca. »
(Dall'articolo White Nationalists Seek Respectability in Meeting of 'Uptown Bad Guys' di Jonatan Tilove[1])
Esponenti del Ku Klux Klan in marcia

Il nazionalismo bianco è un'ideologia radicale socio-politica che si trova negli Stati Uniti e promuove la difesa del paese dall'impatto dell'immigrazione, del multiculturalismo e di legislazioni favorevoli alle minoranze come l'Affirmative action, sostenendo l'esistenza di un'identità culturale e religiosa della popolazione bianca.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto nel corso degli anni novanta, il nazionalismo bianco si è distinto da altri movimenti razzisti legati al misticismo nazista o al cosiddetto suprematismo bianco, focalizzando l'attenzione sull'autodeterminazione nazionale per affermare quello che i militanti considerano un vero e proprio diritto naturale a mantenere l'identità culturale, politica e genetica dei bianchi europei.[2]. Si differenzia inoltre da gruppi neonazisti e afferenti al Potere bianco per la scelta di propagandare la propria ideologia con metodi nonviolenti.

Il movimento è prettamente separatista: non accetta una società multietnica per la salvaguardia dell'identità razziale e culturale bianca, e si differenzia dai suprematisti, che invece nell'ottica di accettazione di una società multietnica, vogliono la supremazia del popolo bianco sulle altre etnie. Secondo l'analista politico Samuel P. Huntington i nazionalisti bianchi non affermano una superiorità razziale dei bianchi ma sostengono che la cultura sia un prodotto della razza ed enfatizzano il timore che i cambiamenti demografici in atto negli Stati Uniti (che porteranno i bianchi non ispanici a diventare minoranza nel paese entro il 2040) provocheranno la sostituzione della cultura bianca con altre culture, che ritengono inferiori dal punto di vista intellettuale e morale[3].

Lo stesso autore, avvicinandosi al pensiero dei nazionalisti bianchi[4], sottolinea come gli Stati Uniti non sarebbero gli stessi se fossero stati colonizzati da cattolici francesi, spagnoli o portoghesi anziché da protestanti britannici e che la cultura anglo-protestante dei padri fondatori, benché arricchita dagli apporti degli immigrati, sia rimasta, almeno fino agli ultimi decenni del XX secolo, alla base dell'identità statunitense[5].

Organizzazioni rilevanti[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondo del nazionalismo bianco statunitense operano molte organizzazioni di stampo sciovinista ed estremista, ma le più influenti sono la rivista American Renaissance,[6] il partito di destra Council of Conservative Citizens[7][8] e il gruppo neofascista National Alliance.[9][10] Si è invece sciolta nel marzo 2007 la potente organizzazione estremista National Vanguard.[11]

In Europa, il fenomeno è ancora poco noto, ma esistono partiti di estrema destra come Front National (Francia), Partito nazionaldemocratico (Germania) e Interesse Fiammingo (Belgio) che promuovono il "nazionalismo europeo" e ne difendono l'identità cristiana. Inoltre in Russia è presente l'organizzazione terrorista Spas.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Newhouse News Service, 4 aprile 2000
  2. ^ Carol Swain, The New White Nationalism in America (pag 16)
  3. ^ "These new white nationalists do not advocate white racial supremacy but believe in racial self-preservation and affirm that culture is a product of race. They contend that the shifting U.S. demographics foretell the replacement of white culture by black or brown cultures that are intellectually and morally inferior." Samuel P. Huntigton, The Hispanic challenge, in Foreign Policy del marzo/aprile 2004 [1]
  4. ^ Jared Taylor, A Racist In The Guise Of 'Expert', Pittsburgh Post-Gazette (Pennsylvania), January 23, 2005
  5. ^ "Contributions from immigrant cultures modified and enriched the Anglo-Protestant culture of the founding settlers. The essentials of that founding culture remained the bedrock of U.S. identity, however, at least until the last decades of the 20th century. Would the United States be the country that it has been and that it largely remains today if it had been settled in the 17th and 18th centuries not by British Protestants but by French, Spanish, or Portuguese Catholics? The answer is clearly no." Samuel P. Huntigton, The Hispanic challenge, in Foreign Policy del marzo/aprile 2004 [2]
  6. ^ New Century Foundation (American Renaissance), Anti-Defamation League, 2005. URL consultato il 14 febbraio 2008.
  7. ^ Council of Conservative Citizens, Anti-Defamation League, 2005. URL consultato il 14 febbraio 2008.
  8. ^ Nazis, racists join Minuteman Project, Southern Poverty Law Center, 22 aprile 2005. URL consultato il 14 febbraio 2008.
  9. ^ (EN) National Alliance, Anti-Defamation League, 2005. URL consultato il 14 febbraio 2008.
  10. ^ (EN) Anti-Immigration Groups, Southern Poverty Law Center.
  11. ^ (EN) White Nationalism, Southern Poverty Law Center.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carol Swain, The New White Nationalism in America, Cambridge University Press, 2002.
  • Charles Conant Josey, The Philosophy of Nationalism, Washington DC, Cliveden Press, 1983, ISBN 1-878465-10-4.
  • Michael E. Levin, Why Race Matters: Race Differences and What They Meane, Westport, Praeger Publishers, 1997, ISBN 0-275-95789-6.
  • George McDaniel, A Race Against Time: Racial Heresies for the 21st Century, Oakton, New Century Foundation, 2003, ISBN 2-88155-004-5.
  • Guy Ankerl, Coexisting Contemporary Civilizations, Geneva, INU Press, 2000, pp. 150-56, ISBN 0-9656383-2-4.
  • Wilmot Robertson, The Dispossessed Majority, Cape Canaveral, Howard Allen, 1981, ISBN 0-914576-15-1.
  • Wilmot Robertson, The Ethnostate, Cape Canaveral, Howard Allen, 1993, ISBN 0-914576-22-4.
  • Carol M. Swain, Contemporary Voices of White Nationalism in America, New York City, Cambridge University Press, 2003, pp. 312 pagine, ISBN 0-521-01693-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]