Neofascismo
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| Il Fascismo |
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Neofascismo è il termine con cui si definisce l'insieme dei movimenti politici d'estrema destra che, nati prima della seconda guerra mondiale finendo poi per legarsi al nazismo tedesco, acquisirono maggiore visibilità solo dopo la fine del conflitto[1]. Questi gruppi si ispirano a personaggi tradizionalisti come Julius Evola, a politici come Codreanu, al nazismo tedesco e, molto vagamente al fascismo italiano[2].
Indice |
[modifica] Storia
Il movimento neofascista in Italia incominciò a prendere vita già nei primi mesi dopo la liberazione, grazie anche a reduci della Repubblica Sociale Italiana e a militari italiani prigionieri degli Alleati nei campi per non cooperatori. Nel 1946 molti gruppi agivano illegalmente come i Fasci di Azione Rivoluzionaria ed il Partito Democratico Fascista. Altri reduci decisero di agire democraticamente, all'interno della neonata Repubblica, con la fondazione del Movimento Sociale Italiano, che si definì subito post fascista, con il motto: "Non rinnegare, non restaurare". Altri paradossalmente passarono tra le file comuniste, ritenendo di non poter impudentemente aderire ad un partito quale l' MSI ormai schierato con i capitalisti che avevano combattuto ed affossato il fascismo. Il portavoce di questi "fascisti rossi" fu Stanis Ruinas tramite il suo giornale Pensiero Nazionale.
Nel 1954, Pino Rauti, in rotta con la segreteria del MSI, fonda il "Centro Studi Ordine Nuovo", apparato di analisi e di approfondimento. Nel 1960 nasce Avanguardia Nazionale, guidato da Stefano Delle Chiaie. Nel 1969, Pino Rauti e altri dirigenti rientrano nel MSI, mentre, gli ordinovisti contrari al rientro, danno vita al Movimento Politico Ordine Nuovo guidato da Clemente Graziani. Il 21 novembre 1973 viene decretato lo scioglimento dell'organizzazione e trenta membri vengono condannati per ricostituzione del Partito Nazionale Fascista. Tre anni dopo viene decretato, con le stesse motivazioni, anche lo scioglimento di Avanguardia Nazionale.
Attorno alla metà degli anni settanta, crescono associazioni, soprattutto giovanili, a destra del Msi-Dn, come Terza Posizione, Lotta di Popolo e Costruiamo l'azione.
Durante gli Anni di piombo nasce lo spontaneismo armato a destra, con formazioni terroristiche e clandestine come i Nuclei Armati Rivoluzionari, ma anche con formazioni non violente ed associazioni sociali come Terza Posizione. Negli anni ottanta cessano praticamente tutti gli attentati e le azioni violente.
Nel 1993 viene varato il Decreto Mancino, che mette fuorilegge per razzismo Movimento Politico, Base Autonoma, Azione Skinhead, L'Uomo Libero. Nello stesso anno Meridiano Zero si scioglie volontariamente.
Altri movimenti neofascisti sono Fascismo e Libertà fondato da Giorgio Pisanò e Nuovo Ordine Nazionale.
La XII disposizione transitoria della Costituzione Italiana vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista e, in deroga all'articolo 48, stabilisce con legge, per non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e all'eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.
In base a questa disposizione, l'apologia del fascismo costituisce reato in quanto promuove la riorganizzazione del movimento fascista e denigra i valori di base della Costituzione.
[modifica] Ideologia del neofascismo
[modifica] Critica al sistema democratico
La prima critica che il neofascismo fa all' attuale sistema democratico è il paradosso insito in se stesso, ovvero se la maggioranza delle persone desiderasse un governo antidemocratico, la democrazia cesserebbe di esistere. Tuttavia se si opponesse cesserebbe di essere democrazia in quanto andrebbe contro alla volontà della maggioranza. Quindi si sostiene che in pratica la democrazia non può esistere, è solo una teoria utopica. Per entrambi i casi dell' esempio si citano come validi gli esempi dei colpi di stato di tipo sudamericano.
In secondo luogo si puntualizza un fattore semantico troppo spesso volutamente frainteso: le parole "democrazia" e "libertà" non sono sinonimi. Molto spesso il travisamento della semantica porta a pensare che gli antidemocratici siano contrari alla libertà. In realtà si presume che nessuno si dica contrario alla libertà (se non in ambito restrittivo giudiziario), nemmeno i neofascisti quindi.
| « I fasci italiani di combattimento non sono un partito, ma piuttosto l'antipartito. Non sono un'organizzazione di propaganda, ma di combattimento. Più che al proselitismo, per vendere marchette, tendono all' azione. Non hanno programmi immutabili. Non si propongono di vivere all' infinito. Non promettono il paradiso in terra e la felicità universale. Nella vasta democrazia della civiltà essi rappresentano l' aristocrazia del coraggio. Libertari, sono per necessità antidemagogici. Spregiudicati, sanno andare contro corrente. È una associazione di uomini che possono provenire da tutti gli orizzonti perché si "ritrovano" in alcune identità o affinità ideali » | |
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(Benito Mussolini, dal discorso tenuto alla prima adunata fascista il 6 ottobre 1919[3])
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Ogni sistema politico può essere democratico o non democratico. In ogni sistema politico può esserci libertà oppure non esserci. Ma queste due parole non necessariamente vanno di pari passo. In un sistema può esserci democrazia senza libertà, e può esserci libertà senza democrazia. Quindi secondo i neofascisti dittature tipo quella cilena di Augusto Pinochet altro non sono che fasi in cui democraticamente la maggioranza della popolazione desidera che il sistema partitico venga sospeso. Viene ripristinato (come è stato nel 1989 in Cile) allorquando democraticamente la maggioranza pende nell' altro senso. Questo discorso non vale per i regimi fascisti veri e propri, in quanto fondamentalmente il fascismo rifiuta la democrazia, proprio in virtù delle consapevolezze sopra espresse. Anche per questo motivo generalmente i neofascisti non vedono un modello fascista nelle dittature di tipo sudamericano o nella Spagna franchista. I neofascisti quindi non considerano il fascismo una "crociana" esigenza temporanea, ma un sistema politico a se stante a tutti gli effetti, ed a questo proposito ne sostengono la causa. Cosa, si noti bene, che notoriamente non avviene da parte di altri tipi di dittature di destra le quali non hanno sostenitori a lungo termine se non le persone direttamente coinvolte e interessate.
Secondariamente, il neofascismo mette l' accento sulla banale constatazione che le "autoproclamatesi" democrazie siano in realtà effettivamente dittature massoniche, basate su partitocrazia e plutocrazia, cioè l' opposto rispetto al significato letterale di "democrazia". Alla luce di queste constatazioni i neofascisti considerano il fascismo come il sistema politico più realmente libertario esistente.
| « Il fascismo è un metodo, non un fine; una autocrazia sulla via della democrazia » | |
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(Benito Mussolini, dall' intervista concessa all' inviato del Sunday Pictorial di Londra il 12 novembre 1926[4])
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Nella sua fase finale il fascismo cercò di rifarsi una verginità democratica ideando la democrazia organica, che ebbe una sperimentazione parziale solo nella Spagna franchista e nel Portogallo. Ma non tutti i movimenti neo-fascisti la approvano, ed anche nell'MSI-DN la divisione su questo argomento era netta, coi rautiani favorevoli, e gli almirantiani contrari.
[modifica] Economia
| « Noi non combattiamo il lusso perche alimenta vizi e conduce alla perdizione, come dicono i preti; noi diciamo che il lusso è idiota e criminale, quando impoverisce la nazione e la rende economicamente schiava dello straniero » | |
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(Benito Mussolini, dall' articolo "Imponete una disciplina!" comparso sul "Popolo d' Italia, 15 dicembre 1919" [5])
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Il neofascismo si basa su una concezione antimaterialista della vita partendo proprio dall' impostazione del sistema economico, attraverso la netta opposizione al capitalismo, quanto al comunismo. Sulla base di questo punto di partenza aspira ad un sistema comunitaristico identitario fondato su concetti di solidarietà di stirpe e su un ideale pauperistico tendente a creare l' "Uomo nuovo". A questo scopo sostiene come propri i cardini economici ideati dal fascismo:
considerandoli gli unici capaci di creare una società gerarchizzata meritocraticamente ma equa e solidaristica, eliminando da un lato le consuetudini antropologiche che provocano lo sfruttamento dell' uomo sull' uomo, e dall' altro i conseguenti problemi di ordine sociale strumentalizzati dai partiti politici per scopi di potere.
| « I nostri programmi sono decisamente rivoluzionari le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero "di sinistra"; le nostre istituzioni sono conseguenza diretta dei nostri programmi; il nostro ideale è lo Stato del Lavoro. Su ciò non può esserci dubbio: noi siamo i proletari in lotta, per la vita e per la morte, contro il capitalismo. Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo. Se questo è vero, rivolgersi alla borghesia agitando il pericolo rosso è un assurdo. Lo spauracchio vero, il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta, viene da destra. A noi non interessa quindi nulla di avere alleata, contro la minaccia del pericolo rosso, la borghesia capitalista: anche nella migliore delle ipotesi non sarebbe che un'alleata infida, che tenterebbe di farci servire i suoi scopi, come ha già fatto più di una volta con un certo successo. Sprecare parole per essa è perfettamente superfluo. Anzi, è dannoso, in quanto ci fa confondere, dagli autentici rivoluzionari di qualsiasi tinta, con gli uomini della reazione di cui usiamo talvolta il linguaggio » | |
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(Benito Mussolini, Milano, 22 aprile 1945[6])
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[modifica] Identità
I neofascisti riconoscono l' esistenza e la diversità delle razze, a differenza di altre idee politiche che la negano. Secondo i neofascisti è solo una questione semantica: con qualunque nome si voglia indicare il concetto di "razza", esso rimane ed è evidente anche senza ricorrere all' antropologia. Ma a differenza di quello che si suol pensare i neofascisti non credono nella superiorità della propria razza sulle altre. Essi identificano in un'unità di stirpe una comunità nella quale riconoscersi ed appartenere in nome della solidarietà reciproca. Nella diversità delle razze e nei conflitti tra nazioni essi intravedono un aspetto dell' evoluzione darwinistica, e quindi la considerano come imperscrutabile dall' uomo. Nell' antisemitismo essi non vedono pregiudizi razziali, ma differenza culturale sociologica e socioeconomica. Ovvero non biasima gli ebrei in quanto tali, ma una società culturalmente diversa dal suo ideale.
[modifica] Lotta alla droga
I neofascisti sono contrari alle droghe per un motivo basilare, cioè che l' economia che esse muovono è anch' essa una droga, la "droga" del liberalcapitalismo, il prodotto fittizio che lo sostiene alimentando un P.I.L. falsato. Uno stratagemma ideato negli anni nei quali il capitalismo sembrava cedere di fronte al comunismo, ed attuato a partire dal 1967 con l' Operazione Chaos e volto anche alla conservazione delle coltivazioni di oppio del Laos tramite il controllo del Vietnam. Ed i neofascisti pensano che una persona che si dica contraria al capitalismo è ipocrita se poi personalmente ne favorisce la sopravvivenza partecipando direttamente al suo sostentamento diventando consumatore di droga. Inoltre sostengono che la droga porti a criminalità organizzata di tipo mafioso con conseguenti vittime; gioventù intontita dalla droga; morti per overdose; famiglie distrutte; carceri affollate.
[modifica] Revisionismo
I neofascisti criticano la storiografia ufficiale (che essi chiamano "vulgata") ma sostengono di indagare per scoprire la verità tramite il revisionismo, sulla seconda guerra mondiale e sui campi di concentramento tedeschi, ponendo l' accento sui crimini di guerra Alleati e partigiani.
[modifica] Apologia del fascismo
| Per approfondire, vedi la voce Apologia del fascismo. |
L'apologia del fascismo è in Italia un reato, come sancito dalla Legge Mancino 20 giugno 1952, n. 645 “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione” che all'art. 1 recita: "si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista". Mentre l'art. 4: "Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell'articolo 1 è punito [...]"
[modifica] Partiti e movimenti neofascisti attuali
I partiti e i movimenti che si richiamano a idee neofasciste sono:
- Nuovo Ordine Nazionale fondato da Giuseppe Martorana (noto come "NON")
- Fronte Sociale Nazionale (FSN) fondato nel 1997 da Adriano Tilgher
- Socialismo nazionale (RSI) :nato da una scissione dal Fronte Sociale Nazionale; portavoce del movimento è Maurizio Canosci.
- Blocco Sociale Nazionale (corrente nazionalrivoluzionaria del partito La Destra)
- Movimento Sociale Fiamma Tricolore (Fiamma Tricolore) fondato nel 1995 da Pino Rauti dopo la scissione da Alleanza Nazionale
- Forza Nuova (FN) fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello
- Movimento Idea Sociale, fondato da Rauti dopo la sua uscita dal MS FT.
- Azione Sociale, fondato da Alessandra Mussolini nel 2003
- Movimento Fascismo e Libertà, fondato da Giorgio Pisanò nel 1991
- La Destra, fondata da Francesco Storace nel 2007
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale di Fronte Sociale Nazionale
- Sito ufficiale di Socialismo Nazionale
- Sito ufficiale del Fronte per il Socialismo Nazionale
- Sito ufficiale di Fiamma Tricolore
- Sito ufficiale di La Destra
- Sito ufficiale di Forza Nuova
[modifica] Note
- ^ Intervista sul fascismo, Renzo De Felice, Editori Laterza pag. 97. De Felice afferma che questi gruppi in piena “guerra fredda” assorbirono e presero il posto del fascismo, favoriti in ciò dalla strategia geo-politica dell’Alleanza Atlantica che in tali gruppi vedeva un argine efficace all’espansione comunista
- ^ Intervista sul fascismo, Renzo De Felice, Editori Laterza pagg. 98-106. Testualmente: "Se guardiamo agli esponenti del radicalismo di destra dobbiamo chiederci: quali sono i loro maestri ideali? Quali i modelli a cui si rifanno? Si rifanno a Mussolini? Molto vagamente: si rifanno a Mussolini come si rifanno a Garibaldi. Sarà una battuta di spirito, ma è così: tutti gli italiani si rifanno a Garibaldi. E tutti quelli che sono contrari a un certo sistema democratico, si rifanno a Mussolini. Me è un fatto del tutto esterno. E non si rifanno nemmeno all'esperienza fascista italiana, perchè è una esperienza sostanzialemente fallimentare, non solo per la guerra perduta, ma anche per l'incapacità che il fascismo italiano ha dimostrato di creare uno stato fascista vero. I maestri a cui si rifanno sono altri: sono Evola, Codreanu e i nazisti veri e propri (...)"
- ^ Il manuale delle guardie nere, Ed. reprint
- ^ Il manuale delle guardie nere, Ed. reprint
- ^ Il manuale delle guardie nere, Ed. reprint
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