Fronte della Libertà Più

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Fronte della libertà Più
Segretario Pieter Mulder
Presidente Abrie Oosthuizen
Stato Sudafrica Sudafrica
Fondazione 14 marzo 1994
Sede Pretoria
Ideologia Conservatorismo,
Cristianesimo democratico,
Liberalismo,
Nazionalismo Afrikaner,
Indipendentismo Afrikaner
[senza fonte]
Affiliazione internazionale Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati
Seggi
4 / 400
Seggi
1 / 90
Colori verde, arancione
Sito web http://www.vryheidsfront.co.za/a/index.asp


Il Fronte della Libertà Più (in afrikaans Vryheidsfront Plus, VF+) è un partito politico sudafricano.

Dalle origini al 2000[modifica | modifica sorgente]

Il Fronte della Libertà nasce nel marzo del 1994, quando manca poco più di un mese alle prime elezioni multietniche e multirazziali. Il partito è fondato dal Generale Constand Laubscher Viljoen, già Capo di Stato Maggiore dell'esercito sudafricano dal 1977 al 1985 (dal 1980 anche della forza di difesa SADF), che ne diventa segretario. Il Generale Viljoen era stato, fino a quel momento, a capo del Fronte Popolare Afrikaner (Afrikaner Volksfront), un'alleanza tra vari partiti e movimenti afrikaner-boeri, che reclamava l'indipendenza per la nazione Boera. Il Gen. Viljoen, per tale atto, fu accusato di tradimento dai suoi ex alleati. Nell'aprile del 1994 il Freedom Front affrontò le elezioni parlamentari ottenendo 640.000 voti (2,2%) e 9 deputati. Forte di ulteriori buoni risultati amministrativi (che diedero 5 senatori, che sono di nomina provinciale), il partito riuscì a fondare piccole comunità boere autogestite in particolare nelle zone di Vredendal e Orania, nell'ovest del paese. Tuttavia, prima delle elezioni del 1999, il partito ebbe alcune defezioni e, presentandosi diviso, ottenne risultati più modesti, che gli consentirono di mantenere soltanto 1 deputato, benché riuscisse a confermarsi in senato.

Dal 2000 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 il Generale Viljoen decise di ritirarsi a vita privata nelle sue proprietà terriere. Il nuovo segretario del partito divenne Pieter Mulder. Nel 2003, al VF si sono uniti l'Afrikaner Eenheids Beweging e il Partito Conservatore, di estrema destra, che aveva conteso la scena politica al Partito Nazionale e al Partito Democratico alle elezioni del 1981 e del 1987, divenendo il secondo partito sudafricano, prima, però, che venisse abolito l'apartheid e gli indiani ed i neri potessero votare. Il partito ha assunto così il nome di Fronte della Libertà Più (Vryheidsfront Plus, VF+). Alle elezioni del 2004 il VF+ ottenne lo 0,9%, confermando gli identici seggi che aveva in precedenza. Alle amministrative del 2006 il VF+ ha ottenuto l'1% dei consensi. Le comunità da esso fondate proseguono la loro attività, promuovendo con manifestazioni, convegni, mostre e simili iniziative la conoscenza e la diffusione della cultura boera. Il movimento dispone anche di un gruppo giovanile, la Gioventù Afrikaner (Afrikaner-Jeug). Nel 2008 si è riscontrato un certo impegno internazionale del partito, che intende collegarsi con altri movimenti etnici che abbiano nel mondo fini analoghi. Mulder ha infatti aderito col suo movimento all'Organizzazione delle Nazioni e dei Popoli non rappresentati (UNPO), un'associazione internazionale che riunisce vari movimenti di tutto il mondo che rappresentano gruppi che si ritengono poco o per nulla rappresentati dalle proprie istituzioni statali. A questa associazione aderiscono anche altri movimenti etnici africani, come quelli dei Masai, dei Cabinda, dei Pigmei, del Sultanato di Zanzibar, nonché quello dei connazionali Venda, con cui sono stati stipulati accordi specifici di azione comune.

Principi politici di base[modifica | modifica sorgente]

Il Fronte della Libertà è un partito nazionalista afrikaner che ha come primo obiettivo la protezione e il perseguimento degli interessi degli afrikaner e del loro diritto alla gestione politica ed economica del territorio. Vista l'impossibilità pratica di mantenere una struttura come quella dell'apartheid, i boeri, costruttori e fondatori del paese, devono riuscire a trovare il proprio spazio e la propria libertà nell'attuale Sudafrica. Ciò è possibile attraverso la creazione di territori autonomi direttamente ed esclusivamente gestiti dalla comunità afrikaner.

I concetti di diritto di comunità e di autonomia territoriale[modifica | modifica sorgente]

Il Fronte della Libertà reclama il diritto all'autogestione delle singole comunità. In questo senso ha trovato una forte convergenza con gli altri partiti sudafricani a base fortemente etnica, come l'Inkatha Freedom Party, espressione degli zulu, peraltro già antichi alleati dei boeri contro xhosa e anglosassoni. In base a ciò, un gruppo numericamente minoritario può far valere i propri diritti solo nell'ambito di un'autonomia territoriale, che deve essere garantita dal governo centrale.

Il principio antidemocratico[modifica | modifica sorgente]

Il Fronte della Libertà considera negativa la democrazia rappresentativa quando essa sia applicata a stati multirazziali come il Sudafrica. In base a questo sistema infatti, verranno premiate sempre e comunque le etnie numericamente maggioritarie, a danno di quelle minoritarie. Il sistema invece proposto da questo partito è quello meritocratico nell'ambito di libere comunità separate all'interno del Sudafrica.

La difesa dei costumi, della lingua e della cultura afrikaner: il "volkstaat"[modifica | modifica sorgente]

Il Fronte della Libertà ha indicato in alcuni punti chiave l'autonomia culturale ed etnica dei boeri. Il partito si pone l'obiettivo di realizzare il "volkstaat" (concetto di tipo spirituale che in inglese potrebbe essere reso come "homeland", terra nazionale). Tra i punti fondamentali troviamo:

  • Afrikanervolk.

La nazione afrikaner ha una sua precisa connotazione storica, sociale, politica ed economica.

  • Verskeidenheid.

Gli afrikaner si caratterizzano per la varietà delle idee nell'ambito dell'unità comunitaria.

  • Identifikasie.

L'identità nazionale afrikaner è forte e radicata.

  • Roeping.

Il carattere nazionale afrikaner è caratterizzato da una spinta religiosa Cristiana.

  • Vryheid.

La comunità afrikaner oggi non è libera poiché non dirige in modo esclusivo il suo territorio. La libertà boera può esserci solo con una gestione politica diretta.

  • Werk.

La comunità afrikaner si basa sul lavoro e sulla frugalità dei costumi, sia a livello morale che materiale.

  • Verspreiding.

Per poter esercitare i suoi diritti, la comunità afrikaner deve distribuirsi sul territorio in modo più corretto, senza sparpagliarsi perdendo così di forza.

  • Selfbeskikking.

Gli afrikaner hanno diritto all'autodeterminazione.

  • Gemeenskaplikheid.

La comunità afrikaner è una comunità collettivista dove l'eredità storica, il presente e il futuro si uniscono in una spiritualità transeunte che ne identifica il carattere.

  • Demografie.

Solo con una forte crescita demografica la comunità afrikaner potrà sostenere le battaglie future che l'attendono.

Fonti bibliografiche[modifica | modifica sorgente]

  • VF Plus se program van hoop (programma elettorale), Città del Capo, 2004
  • Mulder P., Policy of the Freedom Front, resoconti di congressi e incontri, anni 2004-2008

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]