Fronte Nazionale (Francia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Front National)
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Fronte Nazionale
(FR) Front National (FN)
Logo Front National.svg
Leader Marine Le Pen
Stato Francia Francia
Fondazione 5 ottobre 1972
Sede 76 rue des Suisses,
Nanterre
Ideologia Nazionalismo francese[1]
Conservatorismo nazionale[2]
Destra sociale
Alter-globalizzazione
Euroscetticismo
Collocazione Destra/Estrema destra[1]
Gruppo parlamentare europeo Non Iscritti
Seggi Assemblea nazionale
3 / 577
Seggi Senato
0 / 348
Seggi Europarlamento
3 / 72
Organizzazione giovanile Front National de la Jeunesse
Sito web frontnational.com

Il Fronte Nazionale (Front National, FN) è un partito politico francese. FN è stato fondato nel 1972 da Jean-Marie Le Pen e si caratterizza come un partito di Destra sociale. Oggi il leader è la figlia Marine Le Pen.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nascita[modifica | modifica sorgente]

FN nacque per iniziativa degli esponenti del movimento Ordre Nouveau (Ordine Nuovo), che si riprometteva la rinascita del sentimento patriottico, la restaurazione familiare ed educativa e la promozione di una gerarchia dei valori. Il partito fu ufficialmente fondato il 5 ottobre 1972 con il nome di Fronte Nazionale per l'Unità francese (Front national pour l'unité française) o Fronte Nazionale. Il nuovo partito si modellò sul Movimento Sociale Italiano; il FN adottò una versione francese della fiamma tricolore del MSI come logo ufficiale. L'intento del FN era unire tutte le correnti francesi di centrodestra sotto la guida di Le Pen.

L'affermazione del FN fu resa difficile, per circa un decennio, dalla "concorrenza" con il PFN, Parti des forces nouvelles (Partito delle Forze Nuove), di Jean-Louis Tixier-Vignancour, fondato nel 1974 da ex membri dell'ON, sciolto nel 1973 dalla Presidenza del Consiglio francese, dopo aver organizzato un discusso convegno sull'immigrazione clandestina; il PFN che rimarrà particolarmente attivo nella vita politica francese fino alla fine degli anni '80. Solo alle elezioni europee del 1984, il FN riuscì ad ottenere un risultato di rilievo, eleggendo due deputati.

Il FN è stato fortemente penalizzato dal sistema elettorale francese (maggioritario a doppio turno con un'altissima soglia di sbarramento). Infatti, anche quando ha raggiunto percentuali a doppia cifra è riuscito ad eleggere solo pochi deputati. Infatti, qualora un candidato del FN riesca a superare lo sbarramento (attualmente al 12,5% degli elettori del collegio) ed accedere al secondo turno, gli elettori di sinistra e moderati solitamente fanno convergere i propri voti sui candidati di qualsiasi altro partito; inoltre, i partiti di centro-destra si sono sempre rifiutati di fare accordi elettorali con il FN, opponendovi il principio della difesa delle istituzioni repubblicane da forze anti-sistema.

Per le elezioni politiche del 1986, il Presidente Mitterrand, al fine di evitare la sconfitta del proprio schieramento politico (il PS), decise di introdurre un sistema elettorale proporzionale, molto meno selettivo del precedente. In quelle elezioni, il FN ottenne il 6% dei voti e ben 35 seggi. Però, già alle legislative del 1988, essendo stato reintrodotto il sistema maggioritario, il FN riuscì ad eleggere un solo deputato. Nel corso degli anni ottanta molti monarchici hanno aderito a FN, considerandolo il partito erede della tradizione dell'Action française.

Dagli anni novanta alle presidenziali del 2002[modifica | modifica sorgente]

Gli anni novanta si caratterizzarono per l'impegno del partito nel denunciare la corruzione politica sia dei socialisti, che dei neogollisti. Del resto, Le Pen fece di tutto per presentare il partito non come un tradizionale partito nazionalista neo-fascista, ma come una forza politica trasversale: di "destra" perché attenta ai valori patriottici, di "sinistra" perché attenta ai problemi sociali, di "centro" perché attenta ai valori cristiani. In questo periodo si ha la cosiddetta "proletarizzazione" del partito, tanto che alla fine degli anni '90 sono più gli operai che votano FN di quelli che votano comunista.

Alle elezioni del 1993, grazie alla campagna antieuropeista al Referendum del 1992 sul Trattato di Maastricht, FN ottenne il 13% (+4%) dei consensi al primo turno, ma non riuscì comunque ad eleggere deputati. Alle elezioni del 1997 FN salì al 14,9% ed elesse un solo deputato.

Nel 1998, il partito raggiunse il suo massimo storico alle elezioni locali; ma, subito dopo, ha subito la scissione operata da Bruno Mégret, vice di Le Pen, che ha dato vita al Movimento Nazionale Repubblicano, che alle elezioni successive si è attestato intorno al 2% dei voti. FN ha dovuto, negli stessi anni contrastare la competizione operata dal partito conservatore Movimento per la Francia di Philippe de Villiers, che, alle elezioni del 2002, pur attestandosi appena allo 0,8% è riuscito comunque ad eleggere un deputato.

Alle elezioni presidenziali del 2002, anch'esse a doppio turno, Le Pen riuscì a giungere al ballottaggio superando, a sorpresa, il candidato socialista Lionel Jospin. Al ballottaggio contro il Presidente uscente, il gollista Jacques Chirac, Le Pen si limitò a confermare il risultato del primo turno, 16%. Tutti i partiti politici, infatti, compresi quelli di sinistra, fecero confluire i propri voti sul presidente uscente pur di non far eleggere Le Pen. Nonostante l'inaspettato risultato delle presidenziali, alle politiche di pochi mesi dopo FN calò all'11,3%, non riuscendo ad eleggere alcun deputato.

Dalla flessione del 2007 alla presidenza di Marine le Pen[modifica | modifica sorgente]

Le Pen si è candidato anche per le elezioni presidenziali del 2007 contro il candidato di centro-destra Sarkozy, la candidata socialista Royal e il candidato centrista Bayrou. Per l'occasione ha suscitato sorpresa e, addirittura qualcuno ha parlato di "svolta", un manifesto con una ragazza di origine nordafricana che invita a votare Le Pen. Alle presidenziali del 2007 Le Pen ottiene il 10,4% classificandosi al quarto posto. Alle legislative del 2007 l'FN è crollato al 4,3%. I voti dell'FN sono quasi interamente trasmigrati verso l'Unione per un Movimento Popolare di Sarkozy, vincitore delle presidenziali del mese precedente. Alle europee del 2009 il Fronte Nazionale recupera consensi raccogliendo il 6,3% ed eleggendo tre deputati tra cui Marine Le Pen. Alle elezioni regionali del 2010 il partito conquista il 12% di media nazionale.

Il 16 gennaio 2011, dopo le dimissioni del padre, Marine Le Pen è eletta Presidente del partito con il 67,65% dei voti, e vice presidente Louis Aliot, consigliere della Regione Linguadoca. Marine Le Pen si candida alle presidenziali del 2012, dove si classifica terza, ottenendo il 17,9%, dietro ad Hollande e Sarkozy. Come sempre accade l'FN viene penalizzato dal sistema elettorale in vigore per le elezioni parlamentari e vede così diminuire i propri consensi rispetto alle presidenziali. Alle legislative, il Fronte Nazionale ottiene comunque il 13,6% e due seggi all'Assemblea con la ventiduenne Marion Maréchal-Le Pen, nipote di Jean Marie, e l'avvocato Gilbert Collard.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Parties and elections - France. URL consultato l'11 giugno 2012.
  2. ^ Betz, op. cit., p. 13

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]