Reaganomics

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Per Reaganomics (anche Reaganismo, Reganismo) si intende l'insieme di scelte di politica economica adottate dagli Stati Uniti nel corso della presidenza di Ronald Reagan, dal gennaio 1981 al gennaio 1989.

Reagan spiega in televisione il suo piano per la riduzione delle tasse, luglio 1981

I pilastri della sua visione economica furono:

  • Riduzione della crescita del debito pubblico
  • Riduzione delle tasse sul lavoro e sui redditi di capitale
  • Riduzione della regolamentazione dell'attività economica
  • Controllo dell'offerta monetaria e riduzione dell'inflazione

Le teorie di Reagan possono essere collegate al Thatcherismo, la filosofia economica del Primo Ministro inglese Margaret Thatcher (19791990).

Reagan deve gran parte del suo successo prima come governatore della California e poi come Presidente degli Stati Uniti alla scelta di tagliare l'imposizione fiscale. In tal modo si invertiva la tendenza decennale di far crescere l'imposizione fiscale e contemporaneamente il ruolo dello stato nell'economia. Il punto di svolta è rappresentato dall'approvazione in California con un referendum popolare della proposition 13, che limitava la capacità impositiva dello stato. Il cambio di rotta nelle decisioni di politica economica si è accompagnato con il prevalere in campo universitario di tesi neoliberiste, il cui principale ispiratore era l'economista di Chicago e premio Nobel Milton Friedman. Si racconta in particolare che Reagan venne convinto dall'economista Laffer (vedi curva di Laffer) che una riduzione dell'imposizione fiscale avrebbe avuto effetti benefici sia sulla crescita economica che sull'imposizione fiscale, perché un'eccessiva imposizione fiscale spingeva i lavoratori a rinunciare a lavorare di più.

Alle scelte fiscali si sono aggiunte politiche di forti liberalizzazioni, scelte fortemente antisindacali, culminate nel licenziamento di migliaia di controllori di volo in sciopero, e di forti tagli alla spesa sociale, controbilanciati tuttavia da un forte aumento della spesa pubblica per armamenti.

Grazie al taglio della pressione fiscale, la produzione industriale aumentò decisamente, come del resto l'occupazione. Nonostante ciò è da sottolineare l'aumento del debito pubblico, dovuto alle politiche di spesa adottate dal congresso americano.

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