Debito pubblico

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Debito pubblico rapportato al prodotto interno lordo nei paesi del mondo al 2007.

Per debito pubblico si intende il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti, individui, imprese, banche o soggetti stranieri, che hanno sottoscritto obbligazioni (come BOT e CCT) destinate a coprire il fabbisogno finanziario statale. La spesa per gli interessi corrisposti ai detentori delle obbligazioni statali viene indicata come servizio del debito. Il rapporto tra il debito pubblico ed il Prodotto interno lordo, ad esempio, costituisce un importante indice della solidità finanziaria ed economica di uno Stato, come nel caso del Patto di stabilità e crescita vigente nell'Unione Europea.

Di solito i titoli di stato sono considerati titoli a basso rischio, equiparati pertanto alla moneta. Tuttavia non mancano casi di insolvenza: la Spagna dichiarò bancarotta per 16 volte fra metà ottocento e il novecento. Di recente il governo argentino ha rifiutato di pagare i detentori di titoli ed ha cambiato moneta, togliendo al peso argentino corso legale. Con questo atto l'Argentina, rifiutandosi di pagare i vecchi creditori, ha dichiarato unilateralmente di aver azzerato il debito pubblico nella vecchia valuta. In realtà, l'Argentina è stata portata dai creditori nei tribunali internazionali (USA e Germania), ed inoltre sta subendo un'azione mossa presso la Camera Arbitrale (ICSID) della Banca Mondiale. I bond (obbligazioni) argentini, a causa del default (cessazione dei pagamenti) decretato e ancora non risolto, non hanno accesso al mercato nelle borse internazionali, essendo costretti al mercato domestico sotto legislazione argentina.

Indice

[modifica] Il finanziamento con tagli e imposte, e lo spiazzamento

Per approfondire, vedi la voce Elenco di Stati per debito pubblico.

L'esigenza di tenere sotto controllo l'espansione del debito pubblico ha due principali motivazioni:

  • A) La prima è di carattere finanziario e attiene alla difficoltà di finanziare il debito pubblico quando questo cresce troppo velocemente. Se cala la fiducia dei sottoscrittori dei titoli circa la capacità del debitore di pagare gli interessi e di restituire il capitale, il finanziamento del debito può avvenire solo corrispondendo interessi più elevati. Analogo aumento degli interessi avviene quando cresce la tassazione del risparmio, che diminuisce l'interesse netto che resta in tasca al risparmiatore. L'imposizione fiscale aggiunge poi un effetto spiazzamento.

Se la spesa per interessi aggrava il deficit pubblico, facendo ulteriormente aumentare il debito, può innescarsi un circolo vizioso in cui all'aumento vorticoso del debito corrisponde un aumento della spesa per interessi, dei deficit e quindi del debito pubblico.

Il taglio della spesa corrente per finanziare il debito ha effetti negativi sul gettito fiscale, poiché la spesa pubblica è uno strumento per riuscire a stimolare la crescita economica.

  • B) La seconda motivazione riguarda il cosiddetto effetto spiazzamento. Se una parte dei risparmi privati finisce col finanziare il debito pubblico, si sottraggono risorse agli investimenti privati, con conseguenze negative sulla crescita dell'economia. È l'effetto spiazzamento. È pur vero che queste somme sono distribuite ai detentori dei titoli, che sono imprese, privati e banche che possono tornare a prestare questo denaro per finanziare lo sviluppo.

L'Argentina, a seguito dell'impugnazione del suo debito, ha emesso una particolare modalità di finanziamento del debito pubblico, per il quale emette dei titoli di debito più complessi dei tradizionali bond. Si tratta di warrant che pagano l'interesse soltanto se la crescita del PIL misurata a fine anno (non quella prevista) supera il 4.2%; il capitale, come per i normali titoli di Stato, è garantito al 100%, mentre non lo è la quota interessi. Questo ragionamento vale solo nella misura in cui lo Stato, come appunto fatto dalla stessa Argentina, non dichiari default (cessazione dei pagamenti). In questo modo l'andamento del debito pubblico è legato alla crescita della ricchezza reale della nazione, e si evita quanto accadeva in passato, quando lo Stato doveva contrarre debiti non per investimenti produttivi che potevano arricchire il Paese, ma per ripagare i detentori di titoli quando le tasse sul reddito prodotto di cittadini e imprese non erano un gettito sufficiente. Si deve anche considerare che troppo spesso i finanziamenti produttivi, ovvero destinati agli investimenti ed allo sviluppo, sono stati dirottati verso la copertura del deficit pubblico stesso, inteso come spesa corrente dello Stato, innescando un circolo vizioso. Un altro circolo vizioso propulso dalla corruzione politica ha permesso a una piccola minoranza del paese di lucrare montagne di soldi successivamente esportati all'estero, prevalentemente in Svizzera, il welfare veniva mantenuto perché finanziato con i bond emessi all'estero. L'Argentina a tutt'oggi mantiene lo status di default, è stata estromessa dai mercati finanziari internazionali, è stata condannata per comportamento criminale, avendo occultato le sue riserve prima di dichiarare default, mantiene oltre 150 miliardi di dollari all'estero. Recentemente l'Argentina ha operato un altro default sui titoli INDEC di cui sopra, tramite una abile manipolazione dell'indice di riferimento dei prezzi su cui sono calcolate le cedole il paese è riuscito a pagare il mezzo per cento sui titoli, un rendimento di fatto negativo che espropria i risparmiatori del loro capitale.

[modifica] Debito estero

Più critica è la situazione quando i titoli da ripagare sono in possesso di stranieri, cui si pagano gli interessi sul debito. In questo caso, si ha una fuoriuscita di capitali dal paese.

[modifica] Debito interno

Il debito interno si contrae quando lo stato prende in prestito del denaro attraverso titoli di natura domestica (regolati secondo la giurisdizione locale) sia in valuta locale che in valuta estera.

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