Blocco occidentale
Con il termine blocco occidentale (detto anche blocco capitalista[senza fonte]) ci si riferisce all'insieme di nazioni che durante la guerra fredda erano alleate o facevano riferimento agli USA in contrapposizione al blocco orientale che invece includeva i paesi allineati con l'URSS. In particolare il blocco occidentale includeva tutti i paesi del patto atlantico il cui "braccio armato" era la NATO e i paesi alleati degli Stati Uniti fuori dall'Europa, quali ad esempio l'Australia, Nuova Zelanda e successivamente il Giappone. In realtà l'espressione era un semplice contraltare al blocco orientale molto più citato nel vivere comune dei paesi dell'Europa occidentale. Spesso si preferiva utilizzare anche il termine mondo libero in contrapposizione al blocco orientale. I paesi non allineati non rientravano nel novero del blocco occidentale, pur avendo in alcuni casi le caratteristiche per farne parte. Né, ovviamente, ne facevano parte paesi neutrali come Svezia, Austria e Svizzera perfettamente inserite dal punto di vista politico ed economico nel mondo occidentale o primo mondo.
La definizione di blocco intendeva proprio dare l'idea di un'unione che si opponeva sia militarmente che politicamente all'URSS e al Patto di Varsavia. I due blocchi erano divisi in Europa da una linea ideale che andava dal Baltico a Trieste e che Winston Churchill in un suo famoso discorso [1] definì la cortina di ferro. Strettamente legata al concetto di blocco occidentale è anche la definizione di Primo Mondo o mondo libero. Con il venire meno della minaccia dei paesi comunisti e la caduta del muro di Berlino l'espressione è caduta in disuso. Addirittura molti dei paesi dell'ex blocco orientale attualmente sono entrati a far parte della Nato.
[modifica] Nazioni del Blocco occidentale
Stati Uniti
Gran Bretagna
Canada
Spagna
Portogallo
Francia
Italia
Paesi Bassi
Belgio
Lussemburgo
Danimarca
Islanda
Norvegia
Grecia
Turchia
Germania
Giappone
Corea del Sud
Australia
Nuova Zelanda
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
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