Patto di Varsavia

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Patto di Varsavia
Организация Варшавского договора
Patto di VarsaviaОрганизация Варшавского договора
Emblema del Patto di Varsavia
Abbreviazione ОВД (in russo)
Tipo Alleanza militare
Fondazione 14 maggio 1955
Scioglimento 1º luglio 1991
Scopo difesa militare
Sede centrale URSS Mosca
Lingue ufficiali russo, rumeno, tedesco, polacco, ungherese, cecoslovacco, bulgaro
 

Il Patto di Varsavia oppure detto anche Trattato di Varsavia (ufficialmente, Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza) fu un'alleanza militare tra i paesi del Blocco Sovietico, nata come contrapposizione all'Alleanza Atlantica (più nota come NATO e fondata nel 1949).

Il trattato fu elaborato da Nikita Chruščёv nel 1955 e sottoscritto a Varsavia il 14 maggio dello stesso anno. Degno di nota il fatto che la costituzione avvenne la settimana successiva all'ingresso ufficiale della Germania Ovest nella NATO (6 maggio 1955).

I membri dell'alleanza promettevano di difendersi l'un l'altro in caso di aggressione. Il patto giunse a termine il 31 marzo 1991 e fu ufficialmente sciolto durante un incontro tenutosi a Praga il 1º luglio successivo.

Nome[modifica | modifica sorgente]

Conferenza del Trattato di Varsavia del 1955.

La denominazione ufficiale era Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza. "Patto di Varsavia" è il termine usato più comunemente nei paesi occidentali. Nelle lingue dei vari paesi del patto, il nome ufficiale era:

  • in albanese: Pakti i miqësisë, bashkpunimit dhe i ndihmës së përbashkët
  • in bulgaro: Договор за дружба, сътрудничество и взаимопомощ, trasl. Dogovor za družba sătrudničestvo i vzaimopomošt
  • in ceco: Smlouva o přátelství, spolupráci a vzájemné pomoci
  • in polacco: Układ o Przyjaźni, Współpracy i Pomocy Wzajemnej
  • in rumeno: Tratatul de prietenie, cooperare și asistență mutuală
  • in russo: Договор о дружбе, сотрудничестве и взаимной помощи, trasl. Dogovor o družbe, sotrudničestve i vzaimnoj pomošči
  • in slovacco: Zmluva o priateľstve, spolupráci a vzájomnej pomoci
  • in tedesco: Vertrag über Freundschaft, Zusammenarbeit und gegenseitigen Beistand
  • in ungherese: Barátsági, együttműködési és kölcsönös segítségnyújtási szerződés

Membri[modifica | modifica sorgente]

Paesi del Patto di Varsavia

I paesi membri furono:

Storia[modifica | modifica sorgente]

I confini della NATO (blu) e del Patto di Varsavia (rosso)

Nel Patto di Varsavia, l'Unione Sovietica aveva una preminenza sia a livello gestionale sia decisionale. I tentativi di abbandonare il Patto da parte di Stati membri furono schiacciati con la forza, ad esempio durante la Rivoluzione Ungherese del 1956 l'Ungheria progettò di lasciare il Patto e dichiararsi neutrale durante la Guerra Fredda ma, nell'ottobre 1956, l'Armata Rossa invase la nazione ed eliminò la resistenza in due settimane.

Le forze del Patto di Varsavia furono utilizzate occasionalmente, durante la Primavera di Praga del 1968, quando invasero la Cecoslovacchia per fermare le riforme democratiche che il governo stava varando. L'invasione sovietica dimostrò chiaramente la politica che governava il patto. La Dottrina Brežnev, che sentenziava "Quando forze ostili al socialismo cercano di deviare lo sviluppo dei paesi socialisti verso il capitalismo, questo diventa un problema, non solo della nazione interessata, ma un problema comune a tutti gli Stati socialisti." Dopo l'invasione della Cecoslovacchia, l'Albania si ritirò formalmente dal Patto, anche se aveva cessato di supportarlo attivamente fin dal 1962, avvicinandosi al contempo alla Cina.

Le nazioni appartenenti alla NATO e al Patto di Varsavia non si affrontarono mai in un conflitto armato, ma furono opposte durante la Guerra Fredda per più di 35 anni. Nel dicembre 1988, Mikhail Gorbačëv, leader dell'Unione Sovietica, annunciò la cosiddetta Dottrina Sinatra che sanciva l'abbandono della Dottrina Brežnev e la libertà di scelta per le nazioni est-europee. Quando fu chiaro che l'Unione Sovietica non avrebbe bloccato un qualsiasi tentativo di indipendenza e che quindi non avrebbe usato l'intervento armato per controllare le nazioni del Patto di Varsavia, si avviarono una serie di rapidi cambiamenti socio-politici. Nell'ottobre 1990 la Germania Est viene sciolta e i suoi territori annessi alla Repubblica Federale, sancendo così la propria fuoriuscita dal Patto e dal Comecon.

I nuovi governi dell'Europa orientale non erano più sostenitori del Patto. In seguito alla repressione militare in Lituania del gennaio 1991, Cecoslovacchia, Polonia e Ungheria annunciarono, attraverso il portavoce del presidente cecoslovacco Václav Havel, l'intenzione di uscire dal Patto di Varsavia entro il primo di luglio. Il 1º febbraio anche il presidente bulgaro Želju Želev annunciò l'intenzione di uscire dal Patto. Il 25 febbraio a Budapest i ministri degli Esteri e della Difesa dei sei paesi (Urss, Cecoslovacchia, Polonia, Romania, Bulgaria e Ungheria) rimasti nell'organizzazione decidono lo scioglimento per il 31 marzo dell'Alto Comando Unificato e di tutti gli organismi militari dipendenti dal Patto. I ministri firmarono anche un documento di sei pagine che annullava tutti i trattati di reciproca assistenza in caso di aggressione firmati in precedenza.

Il 1º luglio 1991 viene firmato a Praga il protocollo ufficiale di scioglimento del Patto di Varsavia. Il 12 marzo 1999 gli ex membri del Patto di Varsavia: Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia aderirono alla NATO. Slovacchia, Romania, Bulgaria, Estonia, Lettonia e Lituania entrarono nella NATO nel 2004. L'Albania è entrata nella NATO nel 2009.

Stralcio del Patto[modifica | modifica sorgente]

Le Parti Contraenti, Riaffermando il loro desiderio di creare in Europa un sistema di sicurezza collettiva fondato sulla partecipazione di tutti gli Stati europei qualunque sia il loro regime sociale e politico, il che permetterà di unire i comuni sforzi per assicurare il mantenimento della pace in Europa. Tenendo conto, inoltre, della situazione creatasi in Europa in seguito alla ratifica degli accordi di Parigi, che prevedono la costituzione di un nuovo organismo militare sotto la forma di Unione dell’Europa Occidentale, che comportano la partecipazione della Germania occidentale rimilitarizzata e la sua integrazione nel blocco dell’Atlantico del Nord, ciò che aumenta i rischi di una nuova guerra e crea una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati pacifici. Convinti che, in tali condizioni, gli Stati pacifici dell’Europa debbano prendere le misure necessarie sia per garantire la loro sicurezza sia nell’interesse del mantenimento della pace in Europa.

Ispirandosi ai fini ed ai principi della Carta delle Nazioni Unite [...] hanno convenuto le seguenti disposizioni:

  • Art.1Le Parti Contraenti s’impegnano, in conformità alla Carta delle Nazioni Unite, ad astenersi, nelle relazioni internazionali, dal ricorrere alla minaccia o all’impiego della forza, ed a regolare le loro controversie internazionali con mezzi pacifici, in modo che la pace e la sicurezza internazionali non vengano messe in pericolo [...].
  • Art.3Le Parti Contraenti si consulteranno fra di loro su tutte le importanti questioni internazionali che tocchino interessi comuni, avendo in vista il consolidamento della pace e della sicurezza internazionali. Si consulteranno d’urgenza per assicurare una difesa collettiva e per mantenere la pace e la sicurezza, ogni volta che, su parere di una di esse, si presenterà una minaccia di aggressione armata contro uno o più degli Stati parti al trattato.
  • Art.4Nel caso in cui uno o più degli Stati parte al trattato fossero oggetto, in Europa, di attacco armato da parte di un qualsiasi Stato o di un gruppo di Stati, ogni Stato parte al trattato, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’articolo 51 della carta delle Nazioni Unite, accorderà, individualmente e d’accordo con gli altri Stati parti al trattato un’assistenza immediata allo Stato o agli Stati vittime dell’aggressione, con tutti i mezzi che riterrà opportuni, compreso l’impiego della forza armata [...].
  • Art.7Le Parti Contraenti prendono l’impegno di non partecipare ad alcuna coalizione od alleanza e di non concludere alcun accordo i cui fini fossero in contrasto con quelli del presente trattato. Le Parti Contraenti dichiarano che gli obblighi loro incombenti a causa dei trattati internazionali attualmente in vigore non sono in contraddizione con le disposizioni del presente trattato.
  • Art.8Le Parti Contraenti dichiarano che esse agiranno con spirito di amicizia e di collaborazione per sviluppare e consolidare ancor di più i legami economici e culturali esistenti fra di loro, ispirandosi al principio del mutuo rispetto dell’indipendenza e della sovranità, ed al principio di non ingerenza negli affari interni [...].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Les forces speciales de l'organisation du Traité de Varsovie 1917 - 2000, Jacques Baud, L'Harmattan 2001

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]