Marxismo-leninismo

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Bandiera raffigurante Marx, Engels e Lenin, i tre padri del marxismo-leninismo

Il marxism–leninism è un'ideologia comunista basata sulle teorie di Karl Marx e Vladimir Lenin che promuove la creazione e lo sviluppo di una società comunista internazionale attraverso la leadership di un partito d'avanguardiain uno stato socialista rivoluzionario in rappresentanza della dittatura del proletariato.[1] La società marxista-leninista esclude elementi considerati borghesi, idealisti o religiosi[2] e porta alla creazione di uno stato a partito unico; rifiuta il pluralismo partitico sostenendo che il proletariato necessiti di un solo partito di rappresentanza per l'esercizio del potere politico.[3] Attraverso la politica del centralismo democratico, il partito comunista è l'istituzione politica suprema dello stato marxista-leninista.

Il marxismo-leninismo è un'ideologia di estrema sinistra: si basa sui principi della lotta di classe, egalitarianismo, materialismo dialettico, razionalismo e progresso sociale. È antiborghese, anticapitalista, anticonservatore, antifascista, anti-imperialista, anti-liberale e anti-reazionario e si oppone alla democrazia borghese. Viene comunemente riconosciuto come l'ideologia ufficiale dell'Unione Sovietica e dapprima del Comintern, fino al 1943, poi del Cominform a partire dal 1947, creata da Stalin. La scelta del nome composto mirava a far ritenere che fosse derivata dal pensiero dei due principali esponenti del comunismo. Successivamente passò a indicare le ideologie ufficiali degli altri stati del blocco sovietico, della Cina maoista e della Cuba castrista che però vi aggiunge il martismo, ossia il "complesso delle idee"[4] di José Martí, la guida ideologica e politica dell'indipendenza dell'arcipelago caraibico.

Con il differenziarsi delle posizioni fra Unione Sovietica, Cina e Albania si andarono a creare diverse versioni del marxismo-leninismo. Quindi lo stalinismo, il maoismo, l'hoxhaismo e il castrismo sono differenti versioni del marxismo-leninismo, come pure l'ideologia dell'URSS dopo la denuncia dei crimini di Stalin.

Indice

[modifica] Uso corrente

Allo stato attuale ci sono molti piccoli, ma anche grandi (vedi Partito Comunista delle Filippine), partiti che si rifanno a una delle versioni del marxismo-leninismo, i principali partiti comunisti europei l'hanno da tempo abbandonato per adottare l'eurocomunismo, anche se al loro interno possono permanere correnti che ancora lo seguono.

Nei nomi dei partiti, l'appellativo 'Marxista-Leninista' è normalmente usato da un partito comunista che vuole distinguersi da altri - definiti revisionisti, poiché hanno abbandonato il marxismo-leninismo - dello stesso Paese. Più spesso, tali partiti sono quelli originati dalla tradizione "anti-revisionista", come i gruppi Maoisti o Hoxaisti. In effetti numerose guerriglie maoiste continuano da allora a dichiararsi marxiste-leniniste-maoiste: questo soprattutto in Perù (Sentiero Luminoso d'Abimaël Guzman) e in Nepal. In Francia, il marxismo-leninismo-maoismo continua a essere rappresentato dal Partito comunista marxista-leninista-maoista. In Italia dai Comunisti-Sinistra Popolare, dal Partito Marxista Leninista Italiano (PMLI), dai CARC e da Proletari Comunisti.

La confusione popolare abbonda a causa della complessa terminologia usata per definire le varie scuole di derivazione marxista. L'appellativo marxista-leninista" è spesso usato da coloro che non sono familiari con l'ideologia comunista (ad esempio molti giornali e altri media) come sinonimo per qualunque tipo di Marxismo.

[modifica] Il marxismo-leninismo nella storia: evoluzione e interpretazioni

Il termine marxismo-leninismo fu coniato per la prima volta da Stalin nella sua opera Dei princìpi del leninismo. Sostanzialmente, agli inizi dello scritto, egli vedeva nel leninismo la continuazione e l'ammodernamento del marxismo. Fu questo che lo portò a definirlo «il marxismo dell'epoca dell'imperialismo e della rivoluzione proletaria». Analogamente, Stalin non mancò di rimarcare che il marxismo-leninismo non era relegato ai confini della sola Russia, ma aveva un carattere internazionale. Non a caso tutti i partiti comunisti dell'epoca lo assunsero come ideologia ufficiale, salvo poi abbandonarlo in favore dell'eurocomunismo o di simili "progetti", mentre a tenere alta la bandiera del marxismo-leninismo rimasero pochi partiti storici e un numero sempre maggiore di partiti e organizzazioni scissionisti.

Nel 1956, Nikita Chruščëv propose (più propriamente impose) una nuova visione del marxismo-leninismo, visto ora come pacifico, non violento e da attualizzare; opera portata avanti dai suoi successori, fino a Gorbačëv che chiuse definitivamente con l'esperienza del marxismo-leninismo in URSS. Alla visione di Krusciov si affiancarono molti partiti comunisti storici, i paesi del Patto di Varsavia, il Laos e il Vietnam (quest'ultimo solo dopo la morte di Ho Chi Minh).

A rappresentare l'ortodossia del marxismo-leninismo furono Mao Zedong e il Partito Comunista Cinese. Mao oppose una strenua resistenza al revisionismo chruscioviano e rigettò il ripudio di Stalin, tanto che i partiti marxisti-leninisti che si scissero dai partiti più storici vedevano nella Cina il baluardo del socialismo. L'elaborazione teorica, pratica, politica, filosofica e ideologica dell'autorevole dirigente cinese è contenuta nel pensiero di Mao Zedong. Non a caso, attualmente i partiti marxisti-leninisti, in maggioranza, sostengono che il pensiero di Mao Zedong sia stata una terza tappa del marxismo-leninismo e che sia importante impugnarlo per opporsi al revisionismo moderno e affrontare le sfide della nostra epoca.

Attualmente, gran parte dei partiti comunisti più grandi ha definitivamente voltato pagina con il marxismo-leninismo. Per questo, sono denunciati come revisionisti dai marxisti-leninisti e considerati gli agenti della borghesia nel movimento della classe operaia.

[modifica] Critiche

Per gli oppositori di Stalin, il termine marxismo-leninismo camuffa lo stalinismo, ideologia di una politica criminale e molto lontana dall'ideale di un potere proletario, considerando che all'opposto lo stalinismo è segnato dalla dittatura di capi di stato come Stalin e Mao Zedong, lo sfruttamento e l'oppressione delle masse da parte della burocrazia di partito nella cornice di una economia pianificata capitalista. L'ideologia inventata da Stalin non ha avuto altro obiettivo che giustificare la dittatura rifacendosi formalmente alle teorie e alle pratiche di Lenin dal momento della sua presa del potere in Unione Sovietica.

Questa posizione è sintetizzata cosi da Boris Souvarine: «Il marxismo-leninismo […] è una locuzione menzognera creata da Stalin dopo la morte di Lenin (1924) per camuffare le sue mostruose azioni: è in realtà sinonimo di stalinismo, vera antitesi del marxismo e caricatura dello stesso leninismo.»

Da un certo punto di vista, gli anti-comunisti adottano la stessa analisi con tuttavia un differente taglio: secondo loro non vi sono altri comunismi possibili, solo degli stalinismi mancati o dei pensieri utopistici.

[modifica] Note

  1. ^ Michael Albert, Robin Hahnel. Socialism today and tomorrow. Boston, Massachusetts, USA: South End Press, 1981. Pp. 24-25.
  2. ^ Silvo Pons (ed.) and Robert Service (ed.). A Dictionary of 20th Century Communism. Princeton, New Jersey, USA; Oxfordshire, England, UK: Princeton University Press. Pp. 526.
  3. ^ Michael Albert, Robin Hahnel. Socialism today and tomorrow. Boston, Massachusetts, USA: South End Press, 1981. Pp. 25.
  4. ^ Preambolo della Costituzione cubana del 1976.

[modifica] Voci correlate

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