Holodomor

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Un momento della memoria a Kiev, capitale dell'Ucraina.

Holodomor (in lingua ucraina Голодомор), noto informalmente anche come Genocidio ucraino o Olocausto ucraino[1], è il nome attribuito alla carestia, di origine dolosa, che si abbatté sul territorio dell'Ucraina[2] negli anni dal 1929 al 1933 e che causò milioni di morti. Il termine Holodomor deriva dall'espressione ucraina moryty holodom (Морити голодом), che significa "infliggere la morte attraverso la fame". In Ucraina, il giorno ufficiale di commemorazione dell'Holodomor è il quarto sabato di novembre.

Prendendo come riferimento la definizione giuridica di genocidio e le diverse testimonianze storiche raccolte dagli anni Trenta a questa parte, si può definire il fenomeno come un genocidio provocato dal regime sovietico. Nel marzo 2008 il parlamento dell'Ucraina e 19 nazioni indipendenti hanno riconosciuto le azioni del governo sovietico nell'Ucraina dei primi anni Trenta come atti di genocidio[3]. Una dichiarazione congiunta dell'ONU del 2003 ha definito la carestia come il risultato di politiche e azioni “crudeli” che provocarono la morte di milioni di persone. Il 23 ottobre 2008 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione nella quale ha riconosciuto l'Holodomor come un crimine contro l'umanità[4].

1929: l'inizio della politica repressiva in Ucraina[modifica | modifica wikitesto]

Moneta da 5 hryven', emessa in commemorazione dell'Holodomor.

Nella seconda metà degli anni '20 del XX secolo, Stalin decise di avviare un processo di trasformazione radicale della struttura economica e sociale dello stato sovietico, allo scopo di fondare un'economia e una società completamente regolate.
Le terre meridionali erano quelle più produttive dal punto di vista agricolo: agli inizi del XX secolo l'Ucraina forniva oltre il 50% della farina di tutta la Russia imperiale. Secondo il progetto del regime, la ricchezza prodotta dall'agricoltura doveva essere interamente trasferita all'industria, il vero motore dell'economia pianificata. Abbandonate totalmente le tesi di Bucharin, anzi entrato in contrasto con lui, Stalin dispose che le terre venissero unificate in cooperative agricole (Kolchoz) o in aziende di stato (Sovchoz), che avevano l'obbligo di consegnare i prodotti al prezzo fissato dallo stato. Affinché il processo si realizzasse compiutamente, le terre e tutta la produzione dovevano passare sotto il controllo dello stato. Nel 1927 fu avviato il processo di accorpamento degli appezzamenti in cooperative agricole (Kolchoz) o in aziende di stato (Sovchoz), che avevano l'obbligo di consegnare i prodotti al prezzo fissato dallo stato. Ma l'Ucraina aveva una lunga tradizione di fattorie possedute individualmente[5]. I piccoli imprenditori agricoli (Kulaki) costituivano la componente più indipendente del tessuto sociale ed economico locale. L'azione dello stato ebbe in Ucraina effetti particolarmente drammatici.

Sulla popolazione contadina ucraina si concentrò l'azione coercitiva dello stato sovietico, che non rinunciò al sistematico ricorso alla violenza per attuare il suo piano di trasformazione della società. La strategia fu attuata in due periodi successivi:

  • dal 1929 al 1932 furono varate due misure, dette “collettivizzazione” e “dekulakizzazione”. La prima comportò la fine della proprietà privata della terra. Tutti gli agricoltori dovettero trovare un impiego nelle fattorie collettive create dal partito. La “dekulakizzazione” significò l'eliminazione fisica o la deportazione (nelle regioni artiche) di milioni di contadini. Queste misure furono contenute nel primo piano quinquennale, approvato in una riunione del Partito comunista sovietico nel dicembre 1929;
  • negli anni 1932-1933 vennero attuate misure governative tali da mettere in ginocchio la popolazione sopravvissuta, quali: a) la requisizione totale di tutti i generi alimentari; b) l'obbligo di cedere allo stato quantità di grano talmente elevate da non lasciare ai produttori neanche il minimo necessario per il loro stesso sostentamento.

Con queste misure il governo di Mosca aggravò coscientemente e consapevolmente la carestia (per altro prevedibile[6]) che nello stesso periodo colpì i territori interessati.

I contadini, compresi i kulaki, si opposero fermamente alla collettivizzazione, imboscando le derrate alimentari, macellando il bestiame ed anche utilizzando le armi. Stalin reagì ordinando eliminazioni fisiche e deportazioni di massa nei campi di lavoro; questi provvedimenti colpirono milioni di contadini in maggioranza kulaki.

"Per eliminare i kulaki come classe non è sufficiente la politica di limitazione e di eliminazione di singoli gruppi di kulaki [...] è necessario spezzare con una lotta aperta la resistenza di questa classe e privarla delle fonti economiche della sua esistenza e del suo sviluppo". (Josif Stalin)[7]

Collettivizzazione e "dekulakizzazione"[modifica | modifica wikitesto]

Contrariamente alle aspettative del governo, la collettivizzazione fu alquanto impopolare tra la popolazione rurale. Fintanto che essa fu volontaria, infatti, pochi vi aderirono; il regime iniziò quindi a porre pressioni sui contadini e, per accelerare il processo, furono inviati in campagna, tra il 1929 e il 1930, decine di migliaia di funzionari governativi. Contemporaneamente, "venticinquemila" lavoratori dell'industria, perlopiù devoti bolscevichi, furono inviati dalle città nelle campagne per aiutare a condurre le fattorie e combattere le forme di resistenza attiva e passiva, lotta che fu eufemisticamente denominata "dekulakizzazione". Nella sua opera di propaganda, il partito comunista sovietico etichettò i contadini ucraini come “kulaki” e li additò alla pubblica esecrazione come “classe sociale” privilegiata. Ma negli anni attorno al 1930 i kulaki non esistevano più, essendo scomparsi come tipologia nel 1918[6]. Con tale appellativo si definiva in realtà chiunque possedesse almeno due o tre mucche. I contadini opposero una strenua resistenza all'esproprio dei loro beni:

« " L'opposizione prese all'inizio la forma dell'abbattimento del bestiame e dei cavalli, piuttosto che vederli collettivizzati.[...] Tra il 1928 e il 1933, il numero dei cavalli si ridusse da quasi 30.000.000 a meno di 15.000.000; da 70.000.000 di bovini, di cui 31.000.000 vacche, si passò a 38.000.000, di cui 20.000.000 vacche; il numero dei montoni e delle capre diminuì da 147.000.000 a 50.000.000 e quello dei maiali da 20.000.000 a 12.000.000.[...] Alcuni contadini assassinarono funzionari locali, incendiarono le proprietà della collettività e arrivarono a bruciare le proprietà della collettività. Altri, e in numero ancora maggiore, si rifiutarono di seminare e di raccogliere.[8] " »

Con l'accusa (falsa) di rubare il grano ed opporsi alle misure del regime, migliaia di kulaki vennero arrestati e poi deportati insieme alle loro famiglie nei gulag siberiani. Il termine kulak fu applicato a chiunque resistesse alla collettivizzazione.

Negli anni Quaranta Stalin disse al primo ministro inglese Winston Churchill che erano stati messi sotto accusa 10 milioni di kulaki e che "la gran massa era stata annientata", mentre circa un terzo fu mandato nei campi di lavoro[9]. Ci sono documenti che provano che circa 300.000 ucraini ne subirono le conseguenze nel 1930-31[10].

Il periodo 1932-1933[modifica | modifica wikitesto]

Leonid Denysenko: «Why!?»

Malgrado la riduzione di rendimento, le autorità sovietiche richiesero un sostanziale incremento del raccolto nel 1932, portandolo ad un obiettivo irrealizzabile[11]. Il 7 agosto 1932 il governo di Mosca introdusse la pena di morte per il furto allo Stato o alla proprietà collettiva[12][13] includendo, tra i reati, anche l'appropriazione da parte di un contadino di grano per uso personale. A settembre il Politburo approvò delle misure che riducevano la pena a dieci anni di detenzione per i casi meno gravi, limitando la pena di morte ai casi di furti sistematici di cibo[10].

Malgrado ciò, alla fine di ottobre Mosca ricevette soltanto il 39% del grano richiesto. Quando divenne chiaro che la spedizione di grano non avrebbe raggiunto le aspettative del governo, la riduzione del rendimento agricolo fu imputata ai kulaki, ai nazionalisti e ai "Petluravisti". Secondo un rapporto della Corte Suprema degli Stati Uniti, nel 1932 oltre 103.000 persone furono condannate in base al decreto del 7 agosto; di queste, 4.880 furono giustiziate, mentre 26.086 furono condannate a dieci anni di prigione. Le condanne a morte colpirono principalmente i kulaki; la maggior parte delle condanne a dieci anni riguardarono i contadini che non lo erano.[10]

Repressione[modifica | modifica wikitesto]

Una speciale commissione capeggiata da Vjačeslav Molotov fu inviata in Ucraina per sorvegliare la requisizione del grano ai contadini[14]. Il 9 novembre 1932 un decreto segreto ordinò alla polizia e alle forze di repressione di aumentare la loro "efficacia". Molotov ordinò anche di non lasciare grano nei villaggi ucraini e di confiscare anche barbabietole, patate, verdure ed ogni tipo di cibo. Il 6 dicembre furono imposte le seguenti sanzioni ai villaggi ucraini:

  • divieto di conservare nei villaggi alcun bene o cibo: il cibo o il grano trovato sarebbe stato requisito,
  • divieto di commercio e confisca di tutte le risorse finanziarie[15]. Frequentemente, delle "brigate d'assalto" effettuavano incursioni nelle fattorie per portar via il grano raccolto, senza tener conto del fatto che ai contadini rimanesse cibo sufficiente per nutrirsi e senza accertarsi che conservassero sementi per la semina successiva. Tutto ciò, combinato col divieto di commercio e la quarantena armata imposta dalle truppe dell'NKVD ai confini dell'Ucraina, trasformò il paese in un gigantesco campo di sterminio.

La carestia del 1932-33[modifica | modifica wikitesto]

In pochi mesi la campagna ucraina, una regione storicamente molto fertile, fu lo scenario nel quale imperversò una terribile carestia. La penuria alimentare colpì soprattutto la popolazione che viveva nelle campagne. A paragone della precedente carestia russa del 1921-1923, causata dalla concomitanza delle requisizioni e della siccità, e di quella successiva del 1947, la carestia del 1932-1933 in Ucraina non fu causata da un collasso infrastrutturale, né fu un effetto a lunga distanza della prima guerra mondiale, ma fu un deliberato atto politico e una decisione amministrativa[16].
Il governo sovietico negò gli iniziali rapporti sull'evento e impedì ai giornalisti stranieri di viaggiare nella regione. Alcuni autori affermano[10] che "il Politburo e i comitati del Partito regionale si impegnarono affinché fossero prese azioni immediate e decisive contro la carestia cosicché gli agricoltori non avessero a soffrire; da parte loro, i comitati di Partito dei singoli distretti avrebbero dovuto fornire latte ad ogni bambino e perseguire chiunque mancasse di mobilitare le risorse per sfamare o ospitare le vittime della carestia". Nell'agosto 1932 fu stabilita la pena di dieci anni di prigione per qualunque furto di cereali, di qualsiasi entità[9].

La realtà fu molto differente, secondo il racconto di migliaia di testimoni oculari. Le masse di bambini in fuga dalle campagne furono arrestate e deportate nei "collettori" e negli orfanotrofi, dove morirono in poco tempo di malnutrizione. Lo stato sovietico tentò, ad un certo livello, di limitare gli effetti della carestia, autorizzando l'utilizzo di un totale di 320.000 tonnellate di grano per uso alimentare. Le esportazioni di grano continuarono nel 1932-33, tuttavia, anche se a un livello significativamente inferiore agli anni precedenti.

Per prevenire il diffondersi di informazioni sulla carestia furono proibiti viaggi dalla regione del Don, dall'Ucraina, dal Caucaso settentrionale e dal Kuban con le direttive del 22 gennaio 1933 (firmate da Molotov e Stalin) e del 23 gennaio (direttiva congiunta del Comitato Centrale del Partito e del Sovnarkom). Le direttive affermavano che i viaggi "per il pane" da queste aree erano organizzati da nemici dell'Unione Sovietica con lo scopo di fomentare agitazioni nelle aree settentrionali dell'URSS contro le fattorie collettive; pertanto i biglietti ferroviari dovevano essere venduti soltanto dietro permesso dei comitati esecutivi (ispolkom) e chiunque fosse diretto a nord doveva essere arrestato. Ciò contribuì ad aggravare il disastro.

Nel frattempo Stalin stava anche centralizzando il potere politico in Ucraina. Nel gennaio del 1933, in seguito alle lamentele da parte del Partito riguardanti i disastrosi effetti della collettivizzazione forzata, egli mandò Pavel Postyshev in Ucraina come vicesegretario, insieme a migliaia di funzionari russi. Postyshev eliminò tutti i funzionari ucraini contrari alla collettivizzazione o che avevano appoggiato l'ucrainizzazione degli anni '20, sebbene alcuni sopravvissero, come Stanislav Kosior e Vlas Chubar.

Nell'annata 1933 le scorte di grano disponibili per la popolazione rurale erano ridotte, ma grazie alle buone condizioni climatiche della stagione, la mietitura del 1932-33 fu sufficiente ad evitare l'aggravarsi della carestia. Nonostante ciò in primavera le requisizioni di grano furono ulteriormente incrementate, poiché le città si trovarono in difficoltà. Allo stesso tempo continuarono però le esportazioni, sebbene ad un livello ridotto. Le esportazioni erano viste come necessarie dal governo sovietico per ottenere valuta pregiata con cui rafforzare l'industrializzazione. La popolazione rispose a questa situazione con un'intensa opera di resistenza civile, che però non divenne mai organizzata su vasta scala, anche per la bassa densità della popolazione rurale dell'Ucraina. Inoltre le autorità sovietiche replicarono aspramente ad ogni manifestazione di dissenso, deportando spesso intere comunità. Un alto funzionario ebbe a dire a un cittadino ucraino, che il raccolto del 1933 «fu una prova della nostra forza e della loro resistenza. Ci è voluta una carestia per dimostrare loro chi è il padrone qui. È costata milioni di vite, ma il sistema delle fattorie collettive deve restare. Noi abbiamo vinto la guerra»[9].
Nei 13 anni tra il 1926 e il 1939, la popolazione dell'Ucraina, invece di aumentare, si ridusse da 31 a 28 milioni[9].

Stime delle vittime[modifica | modifica wikitesto]

Il congresso Canadese-Ucraino del 2005 riconobbe l'Holodomor come genocidio di oltre 7 milioni di persone.
Lapide commemorativa delle vittime dell'Holodomor situata nel Memoriale Gloria Victis in Ungheria.

Mentre il corso degli eventi, così come le cause sottostanti, può essere tuttora oggetto di dibattito, nessuno nega il fatto che milioni di persone morirono d'inedia fra il 1932 e il 1933. L'Unione Sovietica ha taciuto a lungo sugli effetti della carestia, cominciando a parlarne solo negli anni '80 durante la perestroika.

Le ricerche accademiche stimano le vittime in Ucraina tra gli 1,5[10] milioni di Wheatcroft, che nega la pianificazione dell'accaduto, e i 5 milioni[6] di Conquest, che propugna l'intenzionalità delle gerarchie sovietiche. Il ministro degli esteri ucraino dichiarò alla 61ª assemblea delle Nazioni Unite che le vittime furono tra i 7 ed i 10 milioni; tuttavia dichiarazioni di questo tipo hanno attirato aspre critiche da parte degli studiosi, anche da parte di quelli, come Timothy Snyder, che sostengono la tesi della diretta colpevolezza dell'entourage staliniano.[17] Secondo Stanislav Kulchitsky, studioso ucraino tra i primi a sostenere la tesi del genocidio, moderni metodi di calcolo indicano una cifra compresa tra 3 e 3,5 milioni di morti.[18][19].
Vallin et al., senza entrare nella diatriba sull'intenzionalità o meno dell'evento, riprendono i dati usati da Kulchitsky e concludono che, nella SSR Ucraina, si possono stimare circa 2,5 milioni di morti in eccesso tra il '29 ed il '39. Vallin e altri ritengono che l'intera perdita di popolazione dell'Ucraina tra il '29 ed il '39 sia stata nell'ordine dei 4,6 milioni di individui, sommando alle morti in eccesso circa 900.000 individui soggetti ad emigrazione forzata, 1 milione di nascite mancate a causa della ridotta fertilità ed un imprecisato numero di emigranti volontari, che è difficile da separare statisticamente dal computo delle morti.[20]

Riconoscimento dell'holodomor come genocidio[modifica | modifica wikitesto]

La comunità internazionale sta gradualmente prendendo posizione sul riconoscimento dell'Holodomor come genocidio, o più in generale, come crimine contro l'umanità.

Nel quadro delle organizzazioni internazionali, vanno elencate le risoluzioni adottate da: Assemblea del Baltico[21][22], Assemblea Generale delle Nazioni Unite[23][24], Consiglio d'Europa[25], OSCE[26][27][28][29], Parlamento Europeo[30] e l'UNESCO[31][32][33].

Per quanto riguarda le singole nazioni, riconoscimenti espliciti sono giunti da parlamenti, capi di governo e capi di Stato. L'elenco aggiornato comprende:

Mappa dei paesi che hanno riconosciuto Holodomor come genocidio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cannibalismo e sterminio per fame. L’Ucraina rivive il fantasma di Stalin in Euronws.eu, 22 novembre 2013.
  2. ^ Per Ucraina, in questo contesto non si intende solo la nazione con capitale storica Kiev, ma anche le regioni dei fiumi Don, basso Volga e Kuban.
  3. ^ Le fonti differiscono nell'interpretare le dichiarazioni degli organi dei governi sul riconoscimento della carestia come genocidio. Per esempio, secondo la dichiarazione del Latvian Sejm del 13 marzo 2008, il totale dei paesi è 23 (vedi to Ukrainian BBC: "Латвія визнала Голодомор ґеноцидом"), 16 (vedi Korrespondent, edizione russa: "После продолжительных дебатов Сейм Латвии признал Голодомор геноцидом украинцев"), "più di 10" (vedi Korrespondent, edizione ucraina: "Латвія визнала Голодомор 1932-33 рр. геноцидом українців")
  4. ^ vedi MEPs recognize Ukraine's famine as crime against humanity
  5. ^ A differenza della maggior parte delle fattorie russe, che era di proprietà comune (anche se non collettiva).
  6. ^ a b c Robert Conquest, Raccolto di dolore, Roma, liberal edizioni, 2004.
  7. ^ J.Stalin, Questioni di leninismo, Roma, 1945.
  8. ^ (EN) Frederick L. Schuman, "Russia Since 1917 Four Decades Of Soviet Politics", 1957.
  9. ^ a b c d Robert Conquest, Il grande terrore, Mondadori, 1970. L'autore nota anche che la popolazione dei gulag, negli anni 1933-35, era composta per il 70% da contadini.
  10. ^ a b c d e (EN) Stephen Wheatcroft, R.W Davies The Years of Hunger: Soviet Agriculture, 1931-1933, Palgrave Macmillan, 2004
  11. ^ Alcuni storici ritengono che ciò non fosse intenzionale, ma solo un grosso errore di stima.
  12. ^ (PL) Władysław A. Serczyk, "Historia Ukrainy", terza ed., Zakład Narodowy im. Ossolińskich, Wrocław 2001, ISBN 83-04-04530-3
  13. ^ (EN) Andrew Gregorovich Genocide in Ukraine 1933, parte 4: "Come organizzò Stalin il Genocidio?", Ukrainian Canadian Research & Documentation Centre, Toronto 1998.
  14. ^ (PL) Czesław Rajca, "Głód na Ukrainie", Werset, Lublin/Toronto 2005, ISBN 83-60133-04-2.
  15. ^ (PL) Robert Potocki Polityka państwa polskiego wobec zagadnienia ukraińskiego w latach 1930-1939, Lublin 2003, ISBN 83-917615-4-1.
  16. ^ Vedi ad esempio [1].
  17. ^ "President Viktor Yushchenko does his country a grave disservice by claiming ten million deaths, thus exaggerating the number of Ukrainians killed by a factor of three" da "Holocaust: The ignored reality". Eurozine. 25 giugno 2009.
  18. ^ Stanislav Kulchitsky How many of us perished in Holodomor in 1933, Zerkalo Nedeli, novembre 23-29, 2002. Disponibile online in (RU) and in (uk).
  19. ^ Stalislav Kulchitsky Demographic lossed in Ukrainian in the twentieth century, Zerkalo Nedeli, ottobre 2-8, 2004. Disponibile online in (RU) and in (uk).
  20. ^ Jacques Vallin, France Meslé, Serguei Adamets e Serhii Pyrozhkov. A New Estimate of Ukrainian Population Losses during the Crises of the 1930s and 1940s, da Population Studies , vol. 56, n. 3, pagg. 249-264. Taylor & Francis, Ltd, 2002.
  21. ^ Statement: On Commemorating the Victims of Genocide and Political Repressions Committed in Ukraine in 1932 and 1933, 26th Session of the Baltic Assembly, 13th Baltic Council, 22 – 24 November 2007, Riga, Latvia
  22. ^ Baltic Assembly Adopts Statement "In Commemorating Victims of Genocide and Political Repression in Ukraine in 1932 to 1933", Ukrinform, December 4, 2007
  23. ^ Letter dated 7 November 2003 from the Permanent Representative of Ukraine to the United Nations addressed to the Secretary-General, Permanent Mission of Ukraine to the UN, November 7, 2003
  24. ^ 30 U.N. member-states sign joint declaration on Great Famine, The Ukrainian Weekly, November 16, 2003, No. 46, Vol. LXXI
  25. ^ Commemorating the victims of the Great Famine (Holodomor) in the former USSR. Resolution 1723 (2010, Assembly of the Council of Europe
  26. ^ Joint Statement "On 75th Anniversary of 1932-1933 Holodomor in Ukraine", Ministry for Foreign Affairs of Ukraine, December 7, 2010
  27. ^ 25 OSCE Participant-Countries Adopt Joint Statement "On 75th Anniversary of 1932-1933 Holodomor in Ukraine", Ukrinform, December 4, 2007
  28. ^ OSCE Parliamentary Assembly Passes Resolution on Holodomor, Kharkiv Human Rights Protection Group, July 3, 2008
  29. ^ Resolution on Holodomor of 1932-1933 in Ukraine, OSCE Parliamentary Assembly, OSCE, July 3, 2008
  30. ^ 20081022IPR40408-20-10-2008-2008-false/default_en.htm Parliament recognises Ukrainian famine of 1930s as crime against humanity, European Parliament, October 23, 2008
  31. ^ Remembrance of Victims of the Great Famine (Holodomor) in Ukraine, UNESCO, October 15, 2008
  32. ^ UNESCO Calls On Its Member-Countries To Honor Memories Of Victims Of 1932-1933 Famine In Ukraine, November 1, 2007, Ukrainian News Agency, (acedido a Novembro 1, 2007)
  33. ^ Not too late. Three messages in UNESCO resolution commemorating Holodomor victims, By Mykola Siruk, The Day, November 6, 2007
  34. ^ Proposta d’acord relativa al 75è aniversari de l’Holodomor de 1932-1933, Consell General Principat d'Andorra, November 26, 2009
  35. ^ Delibera del Senato dell'Argentina (n.º1278/03), Cámara de Diputados de la Nación, 26 giugno 2003
  36. ^ El proyecto de ley número 1278/03, Ukrainian World Congress, October 2006
  37. ^ Senador Nacional Carlos Alberto Rossi, Honorable Senado de la Nación, Febbraio 2006
  38. ^ Argentinean Parliament approved resolution to commemorate 1932 to 1933 Holodomor victims in Ukraine, Ukrinform, December 28, 2007
  39. ^ Resolution of the Senate of Australia (n.º 680), Journals of the Senate N.º 114, October 30, 2003
  40. ^ Australian Senate condemns Famine-Genocide, The Ukrainian Weekly, November 16, 2003, No. 46, Vol. LXXI
  41. ^ Proposição: REQ-124/2007 CDHM, Comissão de Direitos Humanos e Minorias (CDHM), Câmara dos Deputados do Brasil, 27 agosto 2007
  42. ^ Holocausto Ucraniano é lembrado no Congresso Nacional, Portal Fator Brasil, 22 settembre 2007
  43. ^ Resolution of the Senate of Canada, Journals of the Senate No 72, June 19, 2003
  44. ^ Canadian Senate adopts motion on Famine-Genocide, by Peter Stieda, The Ukrainian Weekly, June 29, 2003, No. 26, Vol. LXXI
  45. ^ Prime Minister Harper commemorates Ukrainian famine, Office of the Prime Minister, November 28, 2007
  46. ^ Cámara pide reconocer hambruna en Ucrania en 1933, Cámara de Diputados del Chile, 14 novembre 2007
  47. ^ Incontro del Santo Padre con i rappresentanti di Politica, Cultura, Scienza e dell'Industria, Sito della Santa Sede, 23 giugno 2001
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  58. ^ Risoluzione del Parlamento della Lettonia, Ukrainian World Congress, March 13, 2008
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  83. ^ President proposes Holodomor bill, Official Website of the President of Ukraine, March 23, 2007
  84. ^ Risoluzione dell'Assemblea Nazionale di Ungheria (n.º 129/2003), House of the Nation, November 24, 2003
  85. ^ Hungarian National Assembly Adopts A Resolution Recognizing The 1932-33 Great Ukrainian Famine As A Genocide, The Great Famine-Genocide in Soviet Ukraine (Holodomor), November 28, 2003

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

in italiano
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  • De Rosa G., Lomastro F., La morte della terra. La grande «carestia» in Ucraina nel 1932-33. Atti del Convegno (Vicenza, 16-18 ottobre 2003), ed. Viella, 2005, ISBN 88-8334-135-X
  • Andrea Graziosi, Lettere da Kharkov. La carestia in Ucraina e nel Caucaso del nord nei rapporti diplomatici italiani 1932-33, ed. Einaudi, 1991, ISBN 88-06-12182-0
  • Vasilij Grossman, Tutto scorre, ed. Adelphi, 1987, in particolare cap. 14-15 pp. 130 e ss.
  • François Furet, Il passato di un’Illusione. L'idea comunista nel XX secolo, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1995
  • Stéphane Courtois, Il libro nero del comunismo, collana Le Scie, Mondadori, 1998
in inglese
  • Ewald Ammende, Human life in Russia, ed. John T. Zubal, 1936
  • R. W. Davies, Stephen G. Wheatcroft, The Years of Hunger: Soviet Agriculture, 1931-1933, ed. Palgrave Macmillan, 2004, ISBN 0-333-31107-8
  • Anatoliy Dimarov, Yevhen Hutsalo, Olena Zvychayna, A Hunger Most Cruel: The Human Face of the 1932-1933 Terror-Famine in Soviet Ukraine, ed. Language Lanterns Publications, 2002, ISBN 0-9683899-7-X
  • Miron Dolot, Execution by Hunger: The Hidden Holocaust, ed. W. W. Norton & Company, 1987, ISBN 0-393-30416-7
  • Federation of Ukraine Prisoners, The black deeds of the Kremlin - A white book II - The great famine in Ukraine in 1932-1933, ed. Democratic Organization of Ukranians Formerly Persecuted by the Soviet Regime, 1955
  • The Foreign Office and the famine: British documents on Ukraine and the Great Famine of 1932-1933, ed. Limestone Press, 1988, ISBN 0-919642-31-4
  • Leonard Leshuk, Days of Famine, Nights of Terror: Firsthand Accounts of Soviet Collectivization 1928-1934, ed. Europa Univ Press, 2001, ISBN 0-9706464-0-2
  • Oksana Procyk, Leonid Heretz, James E. Mace, Famine in the Soviet Ukraine 1932-1933: A Memorial Exhibition, ed. Harvard College Library, 1986, ISBN 0-674-29426-2
  • Roman Serbyn, Bohdan Krawchenko, Famine in Ukraine, 1932-1933, ed. Canadian Inst of Ukranian Study Press, 1986, ISBN 0-920862-43-8
  • D. F Solovei, The Golgotha of Ukraine: Eye-witness accounts of the famine in Ukraine, ed. Ukrainian Congress Committee of America, 1953, ASIN B0006AV9C2
  • Oleksa Voropai, On the road to the West: Diary of a Ukrainian refugee, 1982, ASIN B0006EFN3E
  • Oleksa Voropai, The ninth circle: In commemoration of the victims of the famine of 1933, ed. Harvard University, Ukrainian Studies Fund, 1983, ISBN 0-9609822-0-5

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Dichiarazioni e atti legali[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Sitografia[modifica | modifica wikitesto]

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