Holodomor
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L'Holodomor (in lingua ucraina Голодомор) fu la terribile carestia che colpì l'Ucraina sovietica tra il 1932 e il 1933. Si tratta della più grave catastrofe che si sia mai abbattuta sulla nazione ucraina durante la storia moderna, visto che essa significò la morte di diversi milioni di persone (le stime sono molto discordanti tra loro). Secondo diversi storici e lo stesso governo ucraino, la carestia è stata causata intenzionalmente dalla politica del dittatore sovietico Stalin, tanto da poter essere considerata un vero e proprio genocidio.
Il termine Holodomor deriva dall'espressione ucraina moryty holodom (Морити голодом), che significa "infliggere la morte attraverso la fame". In Ucraina, il giorno ufficiale di commemorazione dell'Holodomor è il quarto sabato di novembre.
Se è vero che la carestia che interessò l'Ucraina fu parte di un più ampio fenomeno che si manifestò in altre regioni sovietiche, il termine "Holodomor" si applica esclusivamente a quanto accadde nei territori abitati da genti di etnia ucraina. Proprio per questo motivo, l'Holodomor è anche noto come "il genocidio ucraino" o "l'olocausto ucraino", espressione usata con l'implicazione che la carestia sia stata appositamente pianificata dalle autorità sovietiche per distruggere la nazione ucraina come entità politica e sociale. Mentre gli storici sono ancora divisi sul fatto di considerare l'Holodomor un genocidio (sulla base della definizione legale di genocidio fornita dalla Convenzione per la prevenzione e la punizione del crimine di genocidio), diversi Stati (non c'è unanimità secondo le fonti [1]) lo hanno riconosciuto come tale. Il Parlamento Europeo lo ha riconosciuto crimine contro l'umanità [2].
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[modifica] Cause ed effetti
Nei primi anni venti, quando l'Unione Sovietica aveva bisogno di guadagnare la simpatia delle altre nazioni al neonato stato comunista, l'Ucraina godette di un breve revival della sua cultura nazionale sotto la politica nazionalista nota come korenizacija, che promuoveva l'inserimento dei rappresentanti dei singoli stati dell'Unione nel governo e nella burocrazia locale, così come nella piccola élite del Partito comunista. Questo periodo ebbe fine fin troppo presto, rimpiazzato dalla Russificazione, causando quindi gravi conflitti sociali, culturali e politici nei territori ucraini.
[modifica] Collettivizzazione
Allo stesso tempo fu introdotta la collettivizzazione dell'agricoltura, che in Ucraina fu colpita molto più duramente che altrove, poiché l'Ucraina aveva una lunga tradizione di fattorie possedute individualmente, mentre la maggior parte delle fattorie russe, ad esempio, era di proprietà comune (anche se non collettiva)[3].
Inaspettatamente, dal punto di vista bolscevico, la collettivizzazione fu alquanto impopolare tra la popolazione rurale. Fintanto che essa fu volontaria, pochi vi aderirono; il regime iniziò quindi a porre pressioni sui contadini e, per accelerare il processo, decine di migliaia di funzionari furono inviati in campagna tre il 1929 e il 1930. Contemporaneamente "Venticinquemila" lavoratori dell'industria, perlopiù devoti bolscevichi, furono inviati dalle città nelle campagne per aiutare a condurre le fattorie. Inoltre dovevano combattere le forme di resistenza attiva e passiva alla collettivizzazione, lotta che fu eufemisticamente denominata "dekulakizzazione": arrestando i kulaki — termine peggiorativo col quale erano designati i fattori che si supponeva si opponessero al regime e trattenessero il grano — e deportando forzatamente le loro famiglie nei gulag siberiani. In effetti il termine kulak fu applicato a chiunque resistesse alla collettivizzazione. Ci sono documenti che provano che circa 300.000 ucraini ne subirono le conseguenze nel 1930-31.[4]
La politica sovietica diede prova di danneggiare il rendimento dell'agricoltura ovunque, ma poiché l'Ucraina era l'area più produttiva (agli inizi del XX secolo oltre il 50% della farina della Russia imperiale era prodotto in quella nazione), lì gli effetti furono particolarmente drammatici. Malgrado la riduzione del rendimento, le autorità sovietiche richiesero un sostanziale incremento del raccolto nel 1932, portandolo ad un obiettivo irrealizzabile, anche se alcuni storici ritengono che ciò non fosse intenzionale, ma un grosso errore di stima. Il 7 agosto 1932 il governo di Mosca varò un decreto che imponeva la pena di morte per il furto di una proprietà pubblica,[5][6] includendo anche l'appropriarsi da parte di un contadino di grano per uso personale. A settembre il Politburo approvò delle misure che riducevano la pena a dieci anni di detenzione per i casi meno gravi, limitando la pena di morte ai casi di furti sistematici di cibo.[4]
Magrado ciò alla fine di ottobre Mosca ricevette soltanto il 39% del grano richiesto. Quando divenne chiaro che la spedizione di grano non avrebbe raggiunto le aspettative del governo, la riduzione del rendimento agricolo fu imputata ai kulaki, ai nazionalisti e ai "Petluravisti". Secondo un rapporto del capo della Corte Suprema, per la metà di gennaio 1933 oltre 103.000 persone erano state condannate in base al decreto del 7 agosto; di queste 4.880 furono sentenze di morte, 26.086 condanne a dieci anni di prigione. Le condanne a morte furono comminate principalmente ai kulaki; la maggior parte delle condanne a dieci anni ai contadini che non lo erano.[4]
[modifica] Repressione
Una speciale commissione capeggiata da Vjačeslav Molotov fu inviata in Ucraina per soddisfare le richieste di grano.[7] Il 9 novembre un decreto segreto ordinò alla polizia bolscevica e alle forze di repressione di aumentare la loro "efficacia". Molotov ordinò anche di non lasciare grano nei villaggi ucraini e confiscare anche barbabietole, patate, verdure ed ogni tipo di cibo. Il 6 dicembre furono imposte le seguenti sanzioni ai villaggi ucraini: divieto di conservare nei villaggi alcun bene o cibo, il cibo o il grano trovato sarebbe stato requisito, divieto di commerciare e confisca di tutte le risorse finanziarie.[8] Frequentemente delle "brigate d'assalto" effettuavano delle incursioni nelle fattorie per portar via il grano raccolto, senza tener conto se i contadini avessero cibo sufficiente per nutrirsi o se si lasciavano sementi per la prossima semina. Tutto ciò, combinato col divieto di commercio e la quarantena armata imposta dalle truppe dell'NKVD ai confini dell'Ucraina, trasformò il paese in un gigantesco campo di sterminio.
[modifica] Carestia
La carestia colpì soprattutto la popolazione rurale. A paragone della precedente carestia russa del 1921-1923, causata dalla concomitanza delle requisizioni e della siccità, e della successiva del 1947, la carestia del 1932-1933 in Ucraina non fu causata da un collasso infrastrutturale, né dalla guerra, ma fu un deliberato atto politico e una decisione amministrativa (vedi ad esempio [1]).
Il risultato fu disastroso. In pochi mesi la campagna ucraina, una delle più fertili regioni al mondo, fu lo scenario nel quale imperversò una terribile carestia. Il governo sovietico negò gli iniziali rapporti sull'evento e impedì ai giornalisti stranieri di viaggiare nella regione. Alcuni autori affermano [4] che "il Politburo e i comitati del Partito regionale insistettero che azioni immediate e decisive fossero prese contro la carestia così che gli "agricoltori coscienziosi" non avessero a soffrire, mentre i comitati di Partito dei singoli distretti dovevano essere istruiti affinché fornissero latte ad ogni bambino e decretassero che chiunque mancasse di mobilitare le risorse per sfamare o ospitare le vittime della carestia fosse perseguito".
La realtà fu drammaticamente differente secondo il racconto di migliaia di testimoni oculari. Le masse di bambini in fuga dalle campagne furono arrestate e deportate nei "collettori" e negli orfanotrofi, dove morirono presto di malnutrizione. Il regime sovietico tentò, ad un certo livello, di limitare gli effetti della carestia, autorizzando l'utilizzo di un totale di 320.000 tonnellate di grano come cibo. Le esportazioni di grano continuarono nel 1932-33, tuttavia, anche se a un livello significativamente inferiore agli anni precedenti.
Per prevenire il diffondersi di informazioni sulla carestia furono proibiti viaggi dal Don, dall'Ucraina, dal Caucaso settentrionale e dal Kuban con le direttive del 22 gennaio 1933 (firmate da Molotov e Stalin) e del 23 gennaio (direttiva congiunta del Comitato Centrale del Partito e del Sovnarkom). Le direttive affermavano che i viaggi "per il pane" da queste aree erano organizzati da nemici dell'Unione Sovietica con lo scopo di fomentare agitazioni nelle aree settentrionali dell'URSS contro le fattorie collettive; pertanto i biglietti ferroviari dovevano essere venduti soltanto dietro permesso dei comitati esecutivi (ispolkom) e coloro diretti a nord dovevano essere arrestati. Ciò contribuì ad aggravare il disastro.
Nel frattempo Stalin stava anche centralizzando il potere politico in Ucraina. Nel gennaio del 1933, in seguito alle lamentele da parte del Partito riguardanti i disastrosi effetti della collettivizzazione forzosa, egli mandò Pavel Postyshev in Ucraina come vicesegretario, insieme a migliaia di funzionari russi. Postyshev eliminò tutti i funzionari ucraini contrari alla collettivizzazione o che avevano supportato l'ucrainizzazione degli anni '20, sebbene alcuni sopravvissero, inclusi Stanislav Kosior e Vlas Chubar.
Le scorte di grano, limitate per dare un minimo sollievo alla carestia, erano ridotte per la semina del 1933, ma grazie alle condizioni climatiche dell'anno la mietitura del 1932-33 fu adeguata ad evitare il protrarsi della carestia. Nella primavera del 1933 le requisizioni di grano furono ulteriormente incrementate perché le città si trovavano in difficoltà. Allo stesso tempo continuavano le esportazioni, sebbene ad un livello ridotto. Le esportazioni erano viste come necessarie dal governo sovietico per ottenere valuta pregiata per rafforzare l'industrializzazione. La popolazione rispose a questa situazione con un'intensa resistenza politica, che però non divenne mai organizzata su vasta scala, anche per la bassa densità della popolazione rurale dell'Ucraina. Inoltre le autorità sovietiche risposero aspramente ai segni di dissenso, spesso deportando intere comunità.
[modifica] Stime delle vittime
Mentre il corso degli eventi, così come le cause sottostanti, può essere tuttora oggetto di dibattito, nessuno nega il fatto che milioni di persone morirono d'inedia, o comunque non di cause naturali, fra il 1932 e il 1933. L'Unione Sovietica ha negato a lungo che ci sia mai stata una carestia e gli archivi dell'NKVD (e più tardi del KGB) relativi all'Holodomor sono stati aperti con riluttanza. Il numero esatto di vittime rimane sconosciuto e probabilmente non sarà mai conosciuto.
Il numero di vittime riconosciuto ufficialmente è di 7 milioni [9]. Il ministro degli esteri ucraino dichiarò alla 61a assemblea delle Nazioni Unite che le vittime furono tra i 7 ed i 10 milioni, tuttavia le stime delle vittime variano da 1,5 [4] a 10 milioni e, secondo Stanislav Kulchytsky, moderni metodi di calcolo indicano una cifra compresa tra 3 e 3,5 milioni di morti.[10][11]
[modifica] Bibliografia
- Ewald Ammende, Human life in Russia, ed. John T. Zubal, 1936
- W. H. Chamberlin, L'età del ferro della Russia, ed. Einaudi, 1937
- D. F Solovei, The Golgotha of Ukraine: Eye-witness accounts of the famine in Ukraine, ed. Ukrainian Congress Committee of America, 1953, ASIN B0006AV9C2
- Federation of Ukraine Prisoners, The black deeds of the Kremlin - A white book II - The great famine in Ukraine in 1932-1933, ed. Democratic Organization of Ukranians Formerly Persecuted by the Soviet Regime, 1955
- Oleksa Voropai, On the road to the West: Diary of a Ukrainian refugee, 1982, ASIN B0006EFN3E
- Oleksa Voropai, The ninth circle: In commemoration of the victims of the famine of 1933, ed. Harvard University, Ukrainian Studies Fund, 1983, ISBN 0960982205
- Oksana Procyk, Leonid Heretz, James E. Mace, Famine in the Soviet Ukraine 1932-1933: A Memorial Exhibition, ed. Harvard College Library, 1986, ISBN 0674294262
- Roman Serbyn, Bohdan Krawchenko, Famine in Ukraine, 1932-1933, ed. Canadian Inst of Ukranian Study Press, 1986, ISBN 0920862438
- Miron Dolot, Execution by Hunger: The Hidden Holocaust, ed. W. W. Norton & Company, 1987, ISBN 0393304167
- The Foreign Office and the famine: British documents on Ukraine and the Great Famine of 1932-1933, ed. Limestone Press, 1988, ISBN 0919642314
- Robert Conquest, Raccolto di dolore. Collettivizzazione sovietica e carestia terroristica, ed. Fondazione Liberal, 2004, ISBN 8888835083
- Leonard Leshuk, Days of Famine, Nights of Terror: Firsthand Accounts of Soviet Collectivization 1928-1934, ed. Europa Univ Press, 2001, ISBN 0970646402
- Anatoliy Dimarov, Yevhen Hutsalo, Olena Zvychayna, A Hunger Most Cruel: The Human Face of the 1932-1933 Terror-Famine in Soviet Ukraine, ed. Language Lanterns Publications, 2002, ISBN 096838997X
- R. W. Davies, Stephen G. Wheatcroft, The Years of Hunger: Soviet Agriculture, 1931-1933, ed. Palgrave Macmillan, 2004, ISBN 0333311078
- De Rosa G., Lomastro F., La morte della terra. La grande «carestia» in Ucraina nel 1932-33. Atti del Convegno (Vicenza, 16-18 ottobre 2003), ed. Viella, 2005, ISBN 888334135X
- Andrea Graziosi, Lettere da Kharkov. La carestia in Ucraina e nel Caucaso del nord nei rapporti diplomatici italiani 1932-33, ed. Einaudi, 1991, ISBN 8806121820
[modifica] Note
- ^ Le fonti differiscono nell'interpretare le dichiarazioni degli organi dei governi sul riconoscimento della carestia come genocidio. Per esempio, secondo la dichiarazione del Latvian Sejm del 13 marzo 2008, il totale dei paesi è 19 (vedi to Ukrainian BBC: "Латвія визнала Голодомор ґеноцидом"), 16 (vedi Korrespondent, edizione russa: "После продолжительных дебатов Сейм Латвии признал Голодомор геноцидом украинцев"), "più di 10" (vedi Korrespondent, edizione ucraina: "Латвія визнала Голодомор 1932-33 рр. геноцидом українців")
- ^ vediMEPs recognize Ukraine's famine as crime against humanity
- ^ Vladimir Vol'fovič Žirinovskij, Roman Manekin:: Was Holodomor come il genocidio del popolo ucraino? Ekho Moskvy 15/04/2008
- ^ a b c d e (EN) Stephen Wheatcroft, R.W Davies The Years of Hunger: Soviet Agriculture, 1931-1933, Palgrave Macmillan, 2004
- ^ (PL) Władysław A. Serczyk, "Historia Ukrainy", terza ed., Zakład Narodowy im. Ossolińskich, Wrocław 2001, ISBN 8304045303
- ^ (EN) Andrew Gregorovich Genocide in Ukraine 1933, parte 4: "Come organizzò Stalin il Genocidio?", Ukrainian Canadian Research & Documentation Centre, Toronto 1998.
- ^ (PL) Czesław Rajca, "Głód na Ukrainie", Werset, Lublin/Toronto 2005, ISBN 8360133042
- ^ (PL) Robert Potocki Polityka państwa polskiego wobec zagadnienia ukraińskiego w latach 1930-1939 , Lublin 2003, ISBN 8391761541
- ^ come indicato nei monumenti commemorativi 1, 2, 3
- ^ Stanislav Kulchytsky How many of us perished in Holodomor in 1933, Zerkalo Nedeli, novembre 23-29, 2002. Disponibile online in (RU) and in (uk).
- ^ Stalislav Kuchytsky Demographic lossed in Ukrainian in the twentieth century, Zerkalo Nedeli, ottobre 2-8, 2004. Disponibile online in (RU) and in (uk).
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Ukrainian Genocide Famine Foundation USA
- (EN) Famine - genocide in Ukraine 1932 - 1933
- (EN) Quotidiano "The Ukrainian Weekly"
- (EN) Dichiarazione del Papa Giovanni Paolo II per il 70esimo anniversario della carestia
- (EN) Stanislav Kulchytsky Ricerche italiane sull' Holodomor, ottobre 2005.
- Archivio fotografico
[modifica] Dichiarazioni e atti legali
- (EN) Rapporto della Commissione per la Carestia ucraina, Commissione americana per la Carestia in Ucraina, Rapoorto al Congresso degli Stati Uniti. Presentato dalla Commissione il 19 aprile 1988
- (EN) Dichiarazione congiunta alle Nazioni Unite per la commemorazione del 70esimo anniversario della Grande carestia in Ucraina 1932-1933 en.wikisource
- (uk) Proclama della Verkhovna Rada alla nazione ucraina in commemorazione delle vittime dell'Holodomor 1932-1933
- (IT) RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00384, Camera dei Deputati
- (IT)Discorsi: Memento Gulag. Memento oggi, Senato della Repubblica
[modifica] Libri
- (EN) Robert Conquest The Harvest of Sorrow: Soviet Collectivization and the Terror-Famine (1986)
- (EN) Douglas Tottle Fraud, Famine, and Fascism: The Ukrainian Genocide Myth from Hitler to Harvard (1987)

