Winston Churchill

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Winston Churchill
Winston Churchill cph.3a49758.jpg

Primo Ministro del Regno Unito
Durata mandato 10 maggio 1940 –
27 luglio 1945
Capo di Stato Giorgio VI
Predecessore Neville Chamberlain
Successore Clement Attlee

Durata mandato 26 ottobre 1951 –
7 aprile 1955
Capo di Stato Giorgio VI (fino al 6 febbraio 1952)
Elisabetta II (dal 6 febbraio 1952)
Predecessore Clement Attlee
Successore Anthony Eden

Cancelliere dello Scacchiere
Durata mandato 6 novembre 1924 –
4 giugno 1929
Primo ministro Stanley Baldwin
Predecessore Philip Snowden
Successore Philip Snowden

Segretario di Stato per gli Affari Interni
Durata mandato 19 febbraio 1910 –
24 ottobre 1911
Primo ministro Herbert Henry Asquith
Predecessore Herbert Gladstone
Successore Reginald McKenna

Dati generali
Suffisso onorifico KG OM CH TD FRS PC (Can)
Partito politico Partito Conservatore (1900-04; 1924-64)
Partito Liberale (1904-24)
Alma mater Harrow School, Royal Military Academy Sandhurst
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la letteratura 1953

Sir Winston Leonard Spencer Churchill (Woodstock, 30 novembre 1874Londra, 24 gennaio 1965) è stato un politico, storico e giornalista britannico.

Conosciuto principalmente per aver guidato la Gran Bretagna durante la seconda guerra mondiale, è stato primo ministro del Regno Unito dal 1940 al 1945 e successivamente dal 1951 al 1955. Noto statista, oratore e stratega, Churchill fu inoltre un ufficiale dell'esercito britannico. Autore prolifico, vinse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1953 per i suoi scritti storici.

Durante la sua carriera nell'esercito, Churchill combatté con il corpo di spedizione chiamato Malakand Field Force nella battaglia di Omdurman in Sudan e durante la seconda guerra boera in Sudafrica. In questo periodo riuscì inoltre a raggiungere la fama come corrispondente di guerra.

Sulla scena politica per quasi sessant'anni, ricoprì numerose cariche politiche e di governo. Nei primi anni del Novecento, durante i governi liberali, fu a capo del Ministero per il commercio e l'industria (Board of Trade) e Segretario di Stato[1] per gli Affari interni (Home Secretary).

Durante la prima guerra mondiale fu Primo Lord dell'Ammiragliato e Ministro delle Munizioni (il ministero che sovrintendeva alla produzione bellica). Combatté anche con l'esercito sul fronte occidentale e comandò il 6th Battalion of the Royal Scots Fusiliers. Nel periodo tra le due guerre fu Ministro della Guerra e dell'Aviazione, Ministro delle Colonie e Cancelliere dello Scacchiere (il Ministro delle Finanze britannico).

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Churchill fu nominato Primo Lord dell'Ammiragliato. Successivamente in seguito alle dimissioni di Neville Chamberlain il 10 maggio 1940, divenne Primo Ministro del Regno Unito e guidò la Gran Bretagna alla vittoria contro le Potenze dell'Asse. I suoi discorsi furono di grande ispirazione alle forze alleate impegnate in combattimento. Dopo la sconfitta alle elezioni del 1945, Churchill divenne leader dell'opposizione. Nel 1951 divenne nuovamente Primo Ministro fino al ritiro definitivo dalla scena politica nel 1955. Alla sua morte la Regina gli concesse gli onori del funerale di stato, al quale parteciparono un gran numero di statisti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La madre di Winston, Jennie Jerome

Churchill nasce a Blenheim Palace, presso Woodstock (Oxfordshire), il 30 novembre 1874. La madre è l'americana Jennie Jerome, figlia del proprietario del New York Times. Il padre, Lord Randolph Churchill era figlio terzogenito di John Spencer-Churchill, VII duca di Marlborough e fu una figura di spicco del Partito Conservatore Britannico (Tory), nel 1885 ha guidato il Segretariato di Stato per l'India e nel 1886 è stato nominato Cancelliere dello Scacchiere (Ministro delle finanze).

In questa veste Sir Randolph Churchill si batte per la riduzione delle spese militari e, quando il premier Salisbury respinge le sue richieste, decide di presentare le sue dimissioni sperando, a torto, che venissero respinte. Lord Randolph non si riprende da questo infortunio politico e, complice l'insorgere di una grave malattia, viene a mancare prematuramente. Il dramma vissuto dal padre influenzerà gli inizi della vita politica di Churchill che cercherà di vendicarlo[senza fonte].

Discendendo dai Duchi di Marlborough, Winston Churchill è legato da una lontana parentela a Diana Spencer, Principessa del Galles (1961-1997), consorte sino al 1996 di Carlo, principe di Galles, figlio della Regina Elisabetta II del Regno Unito.

Soldati inglesi fatti prigionieri dai Boeri - Winston Churchill è a destra

Winston studia a Harrow e, nel 1893, viene ammesso all'Accademia Militare Reale di Sandhurst. Il padre lo voleva avviare alla carriera militare, Churchill invece dimostra notevole talento per la scrittura. Winston decide di trascorrere qualche anno come corrispondente tra Cuba, India e Sudafrica, dove viene prima catturato dai Boeri[2] e rinchiuso nel penitenziario locale dal quale riesce spettacolarmente a evadere. A quei tempi i continenti extraeuropei erano molto ambìti perché la fama e la carriera dipendevano esclusivamente da incarichi di frontiera.

Dalle sue corrispondenze dalla guerra afgana del 1897 verrà pubblicato un libro (The Story of the Malakand Field Force, 1898), ma la vera fama giungerà dalla sua partecipazione, come Ussaro, alla battaglia di Omdurman (settembre 1898) sul corso inferiore del Nilo, nella quale gli inglesi sconfiggono i Dervisci e ottengono il controllo del Sudan.

Churchill si sente pronto per incominciare la carriera politica. Dopo un primo insuccesso, riesce a entrare in Parlamento a 26 anni, nel 1900, quando viene eletto parlamentare per il Partito Conservatore al secondo tentativo nel collegio di Oldham. Nonostante abbia modellato la sua personalità sulla figura del padre, non tarda a manifestare una diversa sensibilità in campo sociale e politico. Il 24 maggio del 1901 fu iniziato alla Massoneria nella Loggia londinese Studholme n°1591[3]

La lunga parentesi liberale[modifica | modifica wikitesto]

In quel periodo il leader della corrente conservatrice dei liberali unionisti, guidata da Joseph Chamberlain, stava attuando una strategia politica caratterizzata, in campo economico, dalla cosiddetta Imperial Preference, che mirava al mantenimento della strategia imperialista britannica attraverso un forte protezionismo. Questa politica, criticata da più parti, tanto che poi porterà il partito, irrigidito nelle sue debolezze e nella sua boria, alla sconfitta nelle elezioni del 1906 da parte dei liberali, trova Churchill, che si batte per il libero commericio, in pieno disaccordo.

Churchill nel 1900 mentre visita il Congresso degli Stati Uniti

Nel maggio 1904, tre anni dopo essere stato eletto deputato conservatore, egli decise di abbandonare il partito: in Parlamento, senza preavviso e senza tante cerimonie, si spostò dai banchi del partito al Governo e prese posto accanto a David Lloyd George, futuro leader del rampante partito liberale, che stravincerà le elezioni nel 1906. Eletto deputato per il collegio di Manchester, Churchill comincia a fare carriera all'interno del partito liberale, schierandosi inizialmente con l'ala radicale: primo sottosegretario alle colonie tra il 1906 e il 1908, poi ministro, prima del commercio (1908-1910) e infine dell'interno (1910-1911), riformando il sistema britannico dell'esecuzione delle pene. Inoltre la sua presenza nel dibattito quotidiano in aula gli consente di emergere ulteriormente, grazie alle sue spiccate doti di oratore - nonostante un difetto di pronuncia (non riesce a pronunciare la "S") che non riuscì mai a correggere - e alla meticolosità con cui prepara gli interventi.

Durante il periodo in cui ha ricoperto l'incarico di ministro del commercio, Churchill ha attuato una serie di riforme in campo sociale che, anche se reputate troppo rivoluzionarie da molti (minimo salariale, orario massimo di otto ore di lavoro, commissioni arbitrali, aiuti per i disoccupati e l'imponente apparato legislativo delle assicurazioni sociali), ne fecero un personaggio assai popolare. Dichiarò, col solito tono di sfida: «Io saluterei con soddisfazione se lo stato intraprendesse certi possibili, nuovi, audaci esperimenti. Esso deve occuparsi dell'assistenza dei vecchi, dei malati e soprattutto dei bambini...Noi tracceremo una linea sotto la quale nessuno dovrà più vivere e lavorare. Abbiamo l'intenzione di stendere una rete di protezione sopra l'abisso...Il popolo non si lamenta mai senza un motivo veramente serio. La causa del liberalismo è la causa dei milioni di dimenticati». La sua crescente popolarità fece sì che gli stessi dirigenti del partito liberale decidessero di affidargli incarichi sempre più prestigiosi.

Nel 1911, quando con l'incidente di Agadir divengono chiare le mire espansionistiche della Germania, Churchill viene nominato Primo Lord dell'Ammiragliato - ruolo corrispondente a ministro della Marina Militare - con lo scopo dichiarato di mantenere la superiorità della Royal Navy sulla Kaiserliche Marine (la Marina Militare Tedesca) in tutti i possibili teatri di un futuro conflitto. Contro tutte le resistenze, Churchill riuscì a imporre la realizzazione di un vasto programma per il rafforzamento della flotta: diede grande impulso alle innovazioni, in particolare allo sviluppo dell'aviazione di marina, e ammodernò la flotta britannica mediante l'utilizzo di motori a gasolio. Da quest'ultima decisione dipenderà l'importanza strategica assunta dai giacimenti petroliferi in Mesopotamia (controllata allora dall'Impero Ottomano) e in Persia (formalmente indipendente, ma situata nella sfera di influenza sia russa sia britannica) e la conseguente campagna militare britannica nell'area del Golfo Persico durante la Prima guerra mondiale.

Il 4 agosto 1914 scoppia il primo conflitto mondiale e nel mese di ottobre dello stesso anno Churchill ordina l'invio di tremila fanti di marina in aiuto di Anversa assediata. Questa mossa non salverà Anversa dalla capitolazione, ma permetterà alla flotta britannica di assumere e mantenere il controllo dei mari. Churchill fu uno dei promotori dello sbarco alleato del gennaio 1915 nella penisola di Gallipoli sui Dardanelli, un'ambiziosa operazione militare che aveva l'obiettivo di aprire un collegamento via mare con i russi attraverso la conquista di Istanbul. La campagna militare però si dimostra molto più difficile del previsto per l'efficace difesa degli ottomani e gli alleati, dopo aver subito pesantissime perdite, decidono il ritiro da Gallipoli.

Considerato unico responsabile del disastro, Churchill, anche per le pressioni dei conservatori che sono da poco entrati a far parte di un governo di unità nazionale, viene estromesso dal governo e si trova a combattere la guerra in Francia come maggiore dell'Esercito britannico. Sarà necessaria una commissione di inchiesta, che nel 1917 lo assolve dal ruolo di unico responsabile per il disastro dei Dardanelli, per permettere al nuovo premier Lloyd George di nominarlo ministro per i rifornimenti militari nell'estate 1917. In quanto responsabile della produzione in massa di carri armati, Churchill svolge un ruolo focale nella vittoria britannica della prima guerra mondiale.

Dal 1919 al 1921 è segretario di Stato per la Guerra e l'Aria; in questo periodo cerca in tutti i modi, anche contro il parere negativo di molti esponenti del partito liberale, di convincere il governo a operare un intervento militare per stroncare la Rivoluzione Russa e il bolscevismo.[4] Tra il 1921 e il 1922 viene nominato ministro delle colonie: fra i suoi provvedimenti c'è quello della costituzione di un mandato britannico sulla Palestina, una questione che negli anni a venire provocherà molti problemi.

In questo periodo il suo più grande successo è stato l'accordo con gli indipendentisti irlandesi che porterà alla costituzione dello Stato libero d'Irlanda prima e della Repubblica d'Irlanda poi. Le elezioni del 1922 segnano la sconfitta dei liberali di Churchill, il quale perde anche il suo seggio in Parlamento, e il ritorno al governo dei conservatori. Le successive elezioni del 1923 sanciscono il sorpasso dei liberali, che divengono il terzo partito britannico, da parte del partito laburista.

Ritorno al partito conservatore[modifica | modifica wikitesto]

La struttura del sistema britannico fa sì che solo i due partiti maggiori giochino un ruolo di rilievo nella vita politica nazionale; pertanto se Churchill aspira a un ruolo di primo piano deve abbandonare il partito liberale, il quale del resto nel 1924 decide di appoggiare la nascita di un governo laburista, compiendo una scelta politica a cui Churchill è fortemente contrario. Nel 1924, dopo circa venti anni, rientra nelle file del partito conservatore.

Nel 1924 diviene Cancelliere dello Scacchiere del governo conservatore di Stanley Baldwin: la politica economica di questo periodo è altamente deflazionistica e la decisione di ripristinare lo standard aureo della sterlina causa un forte malumore popolare verso di lui e il governo, che culminerà nel grande sciopero del 1926. Nelle elezioni del 1929, anche a causa dell'impopolare politica economica di Churchill, i laburisti di Ramsay MacDonald conquistano la maggioranza relativa.

I conservatori, passati all'opposizione, attribuiscono a Churchill l'esclusiva responsabilità della sconfitta elettorale e decidono di emarginarlo politicamente. La polemica sull'India svolgerà un ruolo rilevante nell'emarginazione di Churchill, che è contrario alla proposta del governo (appoggiata anche dai conservatori) di concedere all'India lo status di dominion, ovvero una forma di governo maggiormente autonoma, simile a quella già adottata in Australia, Canada, Nuova Zelanda, Sudafrica. Churchill considera l'India non ancora pronta all'autonomia, e ritiene inoltre che la proposta produrrà un effetto diverso da quello sperato, inducendo gli indiani a chiedere con più forza l'indipendenza completa. Sulla polemica indiana Churchill si troverà in forte isolamento anche tra i conservatori.

Va detto che la previsione di Churchill si dimostrerà corretta: il Partito del Congresso (la maggiore forza politica indù) rifiuterà la proposta di trasformare l'India in dominion e rivendicherà con maggior determinazione l'indipendenza. Pochi anni prima Churchill manifesta interesse e ammirazione per il nuovo capo del Governo italiano, Benito Mussolini, che definisce "il più grande legislatore vivente"[5] (1926), pur riconoscendo, dopo la guerra d'Etiopia (1936), il pericolo costituito dal fascino che esercitano su di lui il nazismo e la figura autoritaria e solenne di Adolf Hitler.

Quando al governo salgono Stanley Baldwin e Arthur Neville Chamberlain, anch'essi conservatori, che in politica estera adottavano la cosiddetta strategia di appeasement verso Hitler, Churchill non ha remore a mostrare il suo forte disaccordo con tale atteggiamento. Teme, infatti, che le eccessive concessioni al regime nazista tedesco (la questione dei Sudeti, la conferenza di Monaco del 1938, l'Anschluss) sottovalutino il pericolo e rischino di sostenere il piano di Hitler di una sempre maggiore espansione dello "spazio vitale" (Lebensraum) che Hitler ritiene necessario alla Germania in Europa.

I due governi Churchill[modifica | modifica wikitesto]

« Gran Bretagna e Francia potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore. Avranno la guerra. »
(riferendosi agli accordi di Monaco del 29-30 settembre 1938)
Churchill alla Conferenza di Québec, agosto 1943
Conferenza del Cairo, Tchang Kaï-chek, Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill
Il famoso saluto usato in molte occasioni da Churchill
Manifesto di propaganda (1941) di Charles Rich Wilcox: Il leone (il sigaro in bocca è tipico di Churchill) che rappresenta l'Impero britannico insieme al castoro Canada

Gli anni trenta videro un declino del prestigio di Churchill ("il suo deserto"), che rapidamente risorse quando, allo scoppio della seconda guerra mondiale, i suoi ammonimenti sui pericoli rappresentati dal nazismo, accolti inizialmente con diffidenza, suonarono profetici e divennero la base della vasta fiducia che lo sostenne. Il 3 settembre 1939, giorno della dichiarazione di guerra dell'Inghilterra alla Germania, il primo ministro Neville Chamberlain, preso atto del fallimento della sua politica di appeasement, nomina Churchill Primo Lord dell'Ammiragliato, ossia ministro della marina, come già nella prima guerra mondiale. «Winston is back» fu il telegramma che partì dal ministero alla volta della flotta.

L'errata conduzione della guerra, insieme alla pressione dell'opinione pubblica, spingono Chamberlain a presentare le sue dimissioni (maggio 1940) e i conservatori a pregare Churchill di accettare l'incarico da primo ministro. Tuttavia, ancora pochi giorni prima né il re, né Chamberlain, né uno solo dei tre partiti inglesi l'avrebbero voluto con quell'incarico: Churchill scalzò ogni resistenza e riluttanza opponendo un ostinato, minaccioso silenzio alla richiesta se fosse disposto ad assumere un ministero in un gabinetto presieduto da Lord Halifax, attendendo pazientemente che «lo mandassero a chiamare». Formato un governo di unità nazionale - comprendente i Tories, i Laburisti e i Liberali - il suo atteggiamento deciso contro Germania e Italia accresce enormemente la sua popolarità interna. Nonostante abbia promesso «lacrime, sudore e sangue», e a dispetto delle molte sconfitte subite dalla Gran Bretagna nei primi anni di guerra, la popolazione lo appoggia incondizionatamente fino alla vittoria nel 1945.

In politica estera Churchill si mostra più diffidente e preoccupato nei confronti di Stalin di quanto non lo sia il presidente degli Stati Uniti Roosevelt. Nonostante la storica vittoria militare, la reputazione di grande leader e il notevole consenso popolare, Churchill perde, a sorpresa, le elezioni politiche del 1945[6] e deve lasciare il passo a Clement Attlee, leader del partito laburista.

Forse pesò, nel risultato elettorale, il fatto di essere sempre stato inviso ai sindacati. Tra l'altro, le promesse in campo economico del partito laburista prevedevano nazionalizzazioni, un sistema fiscale progressivo, un piano di sviluppo dell'occupazione, un nuovo sistema sanitario, pensionistico e scolastico. Era, quindi, un piano di attuazione di quello che viene oggi chiamato welfare state, un progetto di modernizzazione tanto innovativo quanto benefico agli occhi dell'elettorato, che il partito conservatore non poteva né voleva proporre e che sarà tra i motivi della sorprendente scelta elettorale del 1945.

Un altro fatto determinante nel risultato delle elezioni fu il discorso pronunciato da Churchill alla radio, qualche giorno prima delle elezioni. In tale occasione egli manifestò tutto il suo disprezzo nei confronti dei laburisti, sostenendo che essi avrebbero imposto in Inghilterra il socialismo e che, con una loro vittoria, si sarebbe imposta una forma di Gestapo (la polizia politica nazista). Infine, secondo Churchill, anche il voto dei militari gli fu contrario.

Churchill continua comunque a giocare un ruolo politico di primo piano: la sua voce è ascoltata in tutto il mondo. Tra gli argomenti più cari allo statista vi è l'incentivazione di politiche di distacco dall'URSS, posizione che ne fa uno dei sostenitori di quella che poi prenderà il nome di guerra fredda (durante il discorso di Fulton (Missouri), tenuto al Westminster College, in presenza del presidente Truman, nel 1946, fu egli a coniare la famosa espressione cortina di ferro), coerente con l'anticomunismo che da sempre lo aveva distinto. Nel 1950, con altre illustri personalità, si impegna inutilmente per la salvezza di Milada Horáková, condannata a morte dal regime comunista cecoslovacco.

Dopo aver vinto le elezioni nel 1951, Churchill riceve nuovamente l'incarico di formare un governo, all'età - non certo giovanile - di settantasette anni. Durante il secondo governo di Churchill, la Gran Bretagna reprime la guerriglia marxista in Malesia e la sanguinosa rivolta dei Mau-Mau in Kenya. Nel 1952 cerca di destituire il premier iraniano democraticamente eletto, Mohammad Mossadeq, in seguito alla sua decisione di nazionalizzare la Anglo-Iranian Oil Company (di cui il Governo britannico è azionista di maggioranza), ma quando i primi tentativi di golpe vengono scoperti e l'Ambasciata britannica viene espulsa dall'Iran, il governo Churchill si trova costretto a chiedere alla CIA e all'amministrazione Eisenhower di portare avanti il colpo di Stato.

L'elemento più rilevante della politica estera di Churchill in quegli anni sarà l'impegno a favorire la distensione tra USA e URSS. Sostenne con forza l'esigenza di sfruttare a questo fine il potere deterrente dell'arma nucleare, di cui dotò la Gran Bretagna. Negli anni ottanta questa tesi venne ripresa e sostenuta da Margaret Thatcher, che davanti al Congresso degli Stati Uniti citò Churchill a sostegno della necessità per USA e Gran Bretagna di mantenere un forte armamento nucleare come deterrente verso l'Unione Sovietica.

Dopo aver sostenuto negli anni precedenti la necessità di fronteggiare con forza l'URSS, ora, pur senza mettere minimamente in discussione l'alleanza con gli USA di cui è stato il primo alfiere, Churchill valuta necessario far scemare la tensione tra i blocchi contrapposti e attribuisce in questo un ruolo guida alla Gran Bretagna. Nel 1952 muore Giorgio VI, facendo di Winston Churchill il primo premier della Regina Elisabetta II. Nel 1955 Churchill si dimette da premier passando la mano al suo delfino Anthony Eden.

Il suo contributo al servizio del Paese sarà ricompensato con una messe di premi e riconoscimenti, anche dall'estero. Nel 1953 ottiene il Premio Nobel per la letteratura, principalmente per la sua opera La seconda guerra mondiale (The Second World War), 1948-1954. Nel 1955 si ritira definitivamente a vita privata. Muore il 24 gennaio 1965: ai suoi funerali presso la cattedrale di San Paolo a Londra partecipano circa 300.000 persone; la sua salma viene esposta alla Westminster Hall.[7]

Dopo i funerali di Stato, il 30 gennaio 1965, per esaudire un suo ultimo desiderio, il corpo del grande statista fu trasportato con un treno a Bladon, dove fu sepolto nel camposanto della St Martin's Church, con una cerimonia privata, officiata dal rettore della chiesa, a cui parteciparono solo parenti e amici intimi. La figura di Churchill nel Regno Unito ha sempre goduto e gode tuttora di grande prestigio; lo statista è considerato tra i più grandi personaggi nazionali del XX secolo.

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

Winston Churchill con la fidanzata Clementine Hozier nel 1908 poco prima del matrimonio

Churchill incontrò la sua futura consorte, Clementine Hozier, nel 1904 a un ballo alla Crewe House, residenza di Robert Crewe-Milnes, conte di Crewe e della moglie Margaret Primrose[8]. Quattro anni dopo si incontrarono nuovamente a una cena, ospiti della baronessa di Saint Helier. I due si trovarono seduti uno accanto all'altra e presto ebbe inizio la relazione della loro vita[9]. Il 12 settembre 1908 la coppia si sposò nella chiesa di Saint Margaret in City of Westminster, e si trasferì nel marzo 1909 nella casa di Eccleston Square, al numero 33.

Da Clementine e Winston nacquero:

  • Diana (11 luglio 1909 - 20 ottobre 1963), maritata il 12 dicembre 1932 al baronetto sir John Milner Bayley, dal quale non ebbe figli e divorziò nel 1935; il 16 settembre dello stesso anno sposò il politico conservatore Duncan Sandys (1908 - 1987), dal quale ebbe tre figlie:
Anche questo matrimonio fallì e i due divorziarono nel 1960. Diana morì suicida ingerendo un'overdose di barbiturici.
  • Sarah Churchill (7 ottobre 1914 - 24 settembre 1982). Fu ballerina e attrice. Andata sposa a Victor Oliver von Samek nel 1936, divorziò nel 1945; sposò quindi Anthony Beauchamp (1949) ma ne rimase vedova nel 1957 e sposò quindi in terze nozze nel 1962 Henry Tuchet-Jesson, 23º barone Audley, ma l'anno successivo rimase nuovamente vedova.
  • Mary (15 settembre 1922 - 1 giugno 2014), sposò nel 1947 il barone Christopher Soames (1920 - 1987), dal quale ebbe cinque figli:
    • Nicholas (12 febbraio 1948, vivente),
    • Emma (9 settembre 1949, vivente),
    • Jeremy,
    • Charlotte,
    • Rupert (18 maggio 1959, vivente).

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Memorie di Guerra, trad. I. Balcinelli, Edizioni Alpes, Milano, 1929
  • La Crisi Mondiale (titolo originale: The World Crisis), trad. a cura dell'Ufficio del Capo di Stato Maggiore della Marina (Ufficio Storico) del capitano di fregata Carlo E. Giartosio, Società Anonima Poligrafica Italiana, 5 voll.: vol.I 1911-1914, 1929; vol.II 1915, 1930; vol. III parte I: 1916-1918, 1930; vol.III parte II: 1916-1918, 1931; vol.IV: Il Dopoguerra, 1931; col titolo Crisi Mondiale e Grande Guerra 1911-1922, 4 voll., Il Saggiatore, Milano, 1968
  • Memorie (1874-1903), Treves, Milano, 1935; Garzanti, Milano, 1946
  • I discorsi segreti di Churchill, Editori Riuniti, 1946
  • Passo a Passo (lettere sulla politica estera e la difesa scritte dal maggio 1936 al maggio 1939), Collezione Le Scie, Mondadori, Milano, I°ed. maggio 1947
  • In Guerra: Discorsi pubblici e segreti, 2 voll.: Volume I 1938-1942, Volume II: 1943-1945, Rizzoli, Milano-Roma, I°ed. 1948
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte prima: L'addensarsi della tempesta: volume I: Da Guerra a Guerra (1919-1939), trad. Olga Ceretti Borsini, Mondadori, Milano, I°ed. luglio 1948
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte prima: L'addensarsi della tempesta, volume II: Guerra in sordina (3 settembre 1939 - 10 maggio 1940), trad. Olga Ceretti Borsini, Mondadori, Milano, I°ed. 1948
  • Seconda Guerra Mondiale: parte II: La loro ora più bella, volume I: Il crollo della Francia, trad. Giorgio Monicelli, Mondadori, Milano, I°ed. marzo 1949
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte II: La loro ora più bella, volume II: Isolati, trad. Giorgio Monicelli Mondadori, Milano, I°ed. 1949
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte III: La Grande Alleanza, volume I: La Germania punta a Oriente, trad. Arturo Barone, Mondadori, Milano, I°ed. 1950
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte III: La Grande Alleanza, volume II: La guerra investe l'America, trad. Arturo Barone, Mondadori, Milano, I°ed. 1950
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte IV: La svolta fatale, volume I: Il Giappone all'attacco, trad. Arturo Barone, Mondadori, Milano, I°ed. 1951
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte IV: La svolta fatale, volume II: La battaglia d'Africa, trad. Arturo Barone, Mondadori, Milano, I°ed. 1951
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte V: La morsa si stringe, volume I: La campagna d'Italia, Mondadori, Milano, I°ed. 1951
  • La Seconda Guerra Mondiale: parte V: La morsa si stringe, volume II: Da Teheran a Roma, trad. Arturo Barone, Mondadori, Milano, I°ed. 1953
  • Seconda Guerra Mondiale: parte VI: Trionfo e Tragedia, volume I: L'Onda della Vittoria, trad. Arturo Barone e Glauco Cambon, Mondadori, Milano, I°ed. 1953
  • Seconda Guerra Mondiale: parte VI: Trionfo e Tragedia, volume II: La Cortina di Ferro, trad. Arturo Barone e Glauco Cambon, Mondadori, Milano, I°ed. 1953
  • Storia dei popoli di lingua inglese: Nascita dell'Inghilterra (titolo originale: A History of the English-Speaking People. vol.I - The Birth of Britain), trad. Bruno Maffi, Mondadori, Milano, I°ed. 1956 - 1965; Prefazione di Luca Codignola, Collana Saggi, BUR, Milano, ottobre 1999 ISBN 88-17-25851-2
  • Storia dei popoli di lingua inglese: Libertà e Stato Sovrano (titolo originale: A History of the English-Speaking People. vol. II - The New World), trad. Bruno Maffi, Mondadori, Milano, I°ed. 1957 - 1965; Collana Saggi, BUR, Milano, ottobre 1999 ISBN 88-17-25852-0
  • Storia dei popoli di lingua inglese: L'età della Rivoluzione (titolo originale: A History of the English-Speaking People. vol. III - The Age of Revolution), trad. Bruno Maffi, Mondadori, Milano, I°ed. 1957 - 1965; Collana Saggi, BUR, Milano, I°ed. gennaio 2003 ISBN 88-17-10096-X
  • Storia dei popoli di lingua inglese: Le Grandi Democrazie (titolo originale: A History of the English-Speaking People. vol. IV - The Great Democracies, trad. Bruno Oddera, Mondadori, Milano, I°ed. 1959 - 1965
  • Gli anni della mia giovinezza. La formazione di un grande leader nell'Inghilterra degli anni gloriosi (titolo originale: My early Living - A Roving Commission, I°ed. orig. 1930), trad. Ugo Tolomei, Collana i Garzanti n.276, Garzanti, Milano, 1961-1973; col titolo Gli anni dell'avventura. L'India, la guerra anglo-boera, la politica: la formazione di un grande leader, Collana I Grandi Tascabili, Bompiani, 1997 ISBN 978-88-452-3026-4; col titolo Dall'Avana a Durban: Viaggi e avventure di gioventù, CDA & Vivalda, 2005 ISBN 978-88-7480-068-1
  • Marlborogh. La vita e i tempi del «duca di ferro» (titolo originale: Marlborough: His Life and Times, 4 voll., 1934-1938), biografia dell'antenato John Churchill, duca di Marlborough, trad. Giovanna Paroni, a cura di Henry Steele Commager, Mondadori, Milano, 1973; Prefazione di Emilio Radius, Note bio-bibliografiche di Vincenzo Mantovani, Collana Scrittori del Mondo: i Nobel n.60, 2 voll., UTET, Torino, 1973-1979
  • Riconquistare Khartoum (titolo originale: The River War: An Account of the Reconquest of the Sudan), trad. A. Audisio, Piemme, Novara, I°ed. 1999 ISBN 978-88-384-4326-8
  • La Seconda Guerra Mondiale. Edizione condensata (titolo originale: The Second World War), Edizione italiana a cura di Paolo A. Dossena, Prefazione di Sergio Romano, trad. Arturo Barone, Glauco Cambon, Olga Ceretti Borsini, Giorgio Monicelli, Collana Saggi, 2 voll.: VOL. I: Dal Trattato di Versailles all'Operazione Barbarossa, VOL. II: Da Pearl Harbor alla Cortina di Ferro, BUR, Milano, I°ed. novembre 2000 ISBN 88-17-86576-1

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Winston Churchill appare in diversi film e da alcuni suoi scritti sono state tratte delle sceneggiature:

Sceneggiature[modifica | modifica wikitesto]

Film o documentari dove appare Churchill[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Stemma personale di Sir Winston Churchill.

Onorificenze britanniche[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito
— 1º gennaio 1946
Compagno dell'Ordine dei Compagni dell'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'Ordine dei Compagni dell'Onore
Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1953
India Medal - nastrino per uniforme ordinaria India Medal
Queen's Sudan Medal - nastrino per uniforme ordinaria Queen's Sudan Medal
Queen's South Africa Medal - nastrino per uniforme ordinaria Queen's South Africa Medal
British War Medal - nastrino per uniforme ordinaria British War Medal
Medaglia interalleata della vittoria (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia interalleata della vittoria (Regno Unito)
Territorial Decoration - nastrino per uniforme ordinaria Territorial Decoration

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Croce della Libertà per il comando militare di I Classe (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce della Libertà per il comando militare di I Classe (Estonia)
Compagno de l'Ordre de la Libération (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno de l'Ordre de la Libération (Francia)
Medaglia militare (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia militare (Francia)
Croce dell'Ordine al Merito Militare di Spagna - nastrino per uniforme ordinaria Croce dell'Ordine al Merito Militare di Spagna
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi
Cavaliere di Gran Croce con Collare dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce con Collare dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 1950
Croce di guerra belga (croix de guerre) (1939-1945) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra belga (croix de guerre) (1939-1945)
Membro di I Classe dell'Ordine della Stella del Nepal (Nepal) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine della Stella del Nepal (Nepal)

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Winston Churchill Padre:
Randolph Spencer-Churchill
Nonno paterno:
John Spencer-Churchill, VII duca di Marlborough
Bisnonno paterno:
George Spencer-Churchill, VI duca di Marlborough
Trisnonno paterno:
George Spencer-Churchill, V duca di Marlborough
Trisnonna paterna:
Susan Stewart
Bisnonna paterna:
Jane Stewart
Trisnonno paterno:
George Stewart, VIII conte di Galloway
Trisnonna paterna:
Jane Bailey Paget
Nonna paterna:
Frances Vane-Stewart
Bisnonno paterno:
Charles Vane, III marchese di Londonderry
Trisnonno paterno:
Robert Stewart, I marchese di Londonderry
Trisnonna paterna:
Frances Pratt
Bisnonna paterna:
Frances Vane-Tempest
Trisnonno paterno:
Henry Vane-Tempest, II baronetto di Wynyard
Trisnonna paterna:
Anne Katherine McDonnell, II contessa di Antrim
Madre:
Jennie Jerome
Nonno materno:
Leonard Walter Jerome
Bisnonno materno:
Isaac Jerome
Trisnonno materno:
Aaron Jerome
Trisnonna materna:
Elizabeth Ball
Bisnonna materna:
Aurora Murray
Trisnonno materno:
Reuben Murray
Trisnonna materna:
Sarah Guthrie
Nonna materna:
Clarissa Hall
Bisnonno materno:
Ambrose Hall
Trisnonno materno:
Ambrose Hall
Trisnonna materna:
Mehitable Beach
Bisnonna materna:
Clarissa Willcox
Trisnonno materno:
David Willcox
Trisnonna materna:
Anna Baker

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Winston Churchill a Londra

Il programma televisivo della BBC 100 Greatest Britons lo ha eletto il più grande britannico di tutti i tempi.[12]

A lui è dedicato un sommergibile nucleare inglese della classe Churchill, così come un cacciatorpediniere statunitense della classe Arleigh Burke, il DDG-81, entrato in servizio nel 2001.

Una delle statue che lo ritraggono è esposta in Parliament Square a Londra, di fronte al Big Ben.

È uno dei personaggi storici che appaiono nella serie tv britannica di fantascienza Doctor Who: nel terzo episodio della quinta stagione, L'arma di Churchill, il Dottore salva Londra dai Dalek, che Churchill pensava fossero stati creati da uno scienziato dell'esercito britannico; Churchill e il Dottore sembrano essere vecchi amici.

Un estratto di un suo celebre discorso (We shall fight on the beaches) venne utilizzato dalla band heavy metal londinese Iron Maiden in apertura dei concerti del World Slavery Tour come introduzione al brano Aces High. La traccia è intitolata Intro: Churchill's Speech ed è la prima traccia del doppio disco live Live After Death.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Era affetto da rupofobia conclamata, tanto da trascorrere molte ore al giorno nella vasca da bagno[13].
  • La sua speciale dentiera - che gli consentiva una particolare dizione per cui andava famoso - è andata all'asta nel luglio 2010[14].
  • Il 26 agosto 1944 il partigiano italiano Nello Iacchini salvò la vita a Churchill catturando un cecchino tedesco pronto a colpirlo.[15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nella terminologia anglosassone equivale al ministro
  2. ^ Nel libro Gli anni dell'avventura, I grandi tascabili Bompiani, 1997 RCS Libri - ISBN 88-452-3026-0 (Pagg. 234-244), Churchill racconta di essere stato catturato da Louis Botha che, in seguito diverrà uno dei più eminenti uomini politici sudafricani. Non fa cenno a Camillo Ricchiardi, militare italiano a capo del gruppo di Afrikaner che conquistarono il treno
  3. ^ Giuseppe Seganti, Massoni Famosi - Atanòr Roma 2005 ISBN 88-7169-223-3.
  4. ^ A proposito di ciò si ricordi la celebre frase pronunciata in quegli anni: «Il bolscevismo deve essere strangolato nella culla»[senza fonte]
  5. ^ Citato in Richard Lamb, Mussolini e gli inglesi, pag. 108, con ampio dettaglio di riferimenti documentali
  6. ^ Avvisato della sconfitta elettorale dal suo maggiordomo mentre faceva il bagno, Churchill commentò: "È proprio perché questi eventi possano continuare ad accadere che abbiamo combattuto la guerra! Ora passami l'asciugamano!"[senza fonte]
  7. ^ Funerale di Churchill
  8. ^ (EN) Mary Soames, Speaking for Themselves: The Personal Letters of Winston and Clementine Churchill, p. 1
  9. ^ Soames, op. cit. p. 6
  10. ^ Nota in Italia per la sua burrascosa e intensa relazione sentimentale con Gianni Agnelli, durata dal 1948 al 1952
  11. ^ Convertitasi più tardi al cattolicesimo, riuscì a ottenere l'annullamento del matrimonio. (Bedell Smith, Reflected Glory. The Life of Pamela Churchill Harriman, Ed. Simon and Schuster, 1996)
  12. ^ (EN) Victory for Churchill as he wins the battle of the Britons, BBC - Press Office, 25 novembre 2002. URL consultato il 13 novembre 2012.
  13. ^ M.Liberti, Grandi Fifoni su Focus Storia, aprile 2010, p.76
  14. ^ Fonte: La Repubblica, 29.07.2010, "All'asta la dentiera di Churchill"
  15. ^ Così mio padre nelle Marche salvò Churchill dal cecchino tedesco - Corriere della Sera (24 agosto 2004)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Winston Churchill, Gli anni dell'avventura, I grandi tascabili Bompiani, 1997 RCS Libri - ISBN 88-452-3026-0
  • Lord Moran, Churchill: Un Duro a Morire. Dal diario del medico personale di Sir Winston Churchill. 1940-1965, Mondadori, Milano, 1966
  • William Manchester, Churchill. L'ultimo leone: Visioni di gloria 1874-1914, Collana Biografie, Frassinelli, Milano, 1985 ISBN 88-7684-065-6
  • William Manchester, Churchill. L'ultimo leone: Anni ruggenti 1914-1932, Collana Biografie, Frassinelli, Milano, 1986
  • William Manchester, Churchill. L'ultimo leone: La solitudine 1932-1938, trad. B. Amato, Collana Biografie, Frassinelli, Milano, 1989
  • William Manchester, Churchill. L'ultimo leone: Il vortice 1938-1940, trad. B. Amato, Collana Biografie, Frassinelli, Milano, 1991
  • William Manchester - Paul Reid, The Last Lion: Winston Spencer Churchill: Defender of the Realm 1940-1965, Bantam, 2013 ISBN 978-0-345-54863-4
  • John Lukacs, Il Duello. 10 maggio - 31 luglio 1940. Churchill e Hitler: le drammatiche fasi di uno scontro personale che dimostra come la storia può essere determinata dalle scelte di due uomini, trad. Maurizio Imperiali, Collana Il Cammeo n.217, Longanesi, Milano, 1990; Collana Storica, TEA, Milano, 1995
  • Martin Gilbert, Churchill (Churchill. A Life, ed. orig. 1991),(sovraccoperta illustrata da Ferenc Pinter), l'autore fu nominato nel 1968 biografo ufficiale dello statista britannico, trad. Davide Panzieri, Collana Le Scie, Mondadori, Milano, I°ed. ottobre 1992 ISBN 978-88-04-36047-6; Collana Storia, Oscar Mondadori, Milano, 1994-2013
  • Martin Gilbert, Winston S. Churchill. vol. III: Challenge of War: 1914-1916, 1982
  • Martin Gilbert, Winston S. Churchill: vol. IV: World in Torment: 1916-1922, Heinemann, London, 1975
  • Martin Gilbert, Winston S. Churchill: vol. V: The Prophet of Truth: 1922-1939,
  • Martin Gilbert, Winston Churchill: The Wilderness Years,
  • Martin Gilbert, Winston S. Churchill. vol. VII: Road to Victory: 1941-1945, Hillsdale College Press, 2013 ISBN 978-0-916308-44-5
  • Martin Gilbert, Winston S. Churchill. vol. VIII: Never Despair: 1945-1965, 1988; Hillsdale College Press, 2012 ISBN 978-0-916308-45-2
  • Martin Gilbert, Churchill and America,
  • Geoffrey Penn, Fisher, Churchill and the Dardanelles, Pen & Sword Books, 1999 ISBN 978-0-85052-646-2
  • Ernesto Ragionieri, Churchill, Sellerio, Palermo, 2002
  • John Lukacs, Churchill. Visionario, Statista, Storico, Collana Storica, Corbaccio, Milano, 2003
  • Jack Dixon, Dowding & Churchill. The Dark Side of the Battle of England, Pen & Sword Books, 2008 ISBN 978-1-84415-854-6
  • Fabio Casini, Churchill e la Campagna d'Italia - agosto 1944: Passaggio in Toscana, Siena, Ed. Nuova Immagine, 2009
  • T.O. Smith, Churchill, America and Vietnam, 1941-1945, Pelgrave Macmillan, 2011 ISBN 978-0-230-29821-7
  • Christopher M. Bell, Churchill and Seapower, Oxford University Press, 2012 ISBN 978-0-19-969357-3
  • Walter Reid, Churchill under Friendly Fire. 1940-1945, Birlinn General, 2012 ISBN 978-1-84341-059-1
  • David Dilks, Churchill and Company. Rivals and Alliances in War and Peace, I.B. Tauris & Co., 2012 ISBN 978-1-84885-718-6
  • Peter Clarke, Mr. Churchill's Profession. Statesman, Orator, Writer, Bloomsbury Publishing, 2013 ISBN 978-1-4088-3123-6
  • Chris Schoeman, Churchill's South Africa. Travels during the Anglo-Boer War, Struik Publisher, 2013 ISBN 978-1-920545-47-5
  • Kenneth Weisbrode, Churchill and The King. The Wartime Alliance of Winston Churchill and George VI, Penguin Putnam, 2013 ISBN 978-0-670-02576-3
  • Roy Irons, Churchill and the Mad Mullah of Somaliland. Betrayal and Redemption 1899-1921, Pen & Sword Books, 2013 ISBN 978-1-78346-380-0
  • Philip White, Churchill's Cold War. How the Iron Curtain speech shaped the Post War World, Gerald Duckworth, 2013 ISBN 978-0-7156-4577-2
  • John Grehan, Churchill's Secret War. Britain's First Large-Scale Combined Operations Offensive 1942, Pen & Sword Books, 2013 ISBN 978-1-78159-382-0
  • A.W. Beasley, Churchill: the Supreme Survivor, Mercer Books, 2013 ISBN 978095571273
  • Steve Cliffe, Churchill, Kitchener & Lloyd George. First World Warlords, Fonthill Media, 2013 ISBN 978-1-78155-272-8
  • Michael Shelden, Young Titan. The Making of Winston Churchill, Simon & Schuster, 2014 ISBN 978-1-4711-1323-9
  • Stephen Wentworth Roskill, Churchill and the Admirals, Pen & Sword Books, 2014 ISBN 978-1-4738-2112-5
  • Churchill: The Power of Words. His Remarkable Life Recounted Through His Writings and Speeches. Selected, Edited and Introduced by Martin Gilbert, Transworld Publishers, 2014 ISBN 978-0-85750-146-2
  • Cat Wilson, Churchill on the Far East in the Second World War: Hiding the History of the 'Special Relationship', Pelgrave Macmillan, 2014 ISBN 978-1-137-36394-7
  • Con Coughlin, Churchill's First War. Young Winston and the fight against the Taliban, Pan Macmillan, 2014 ISBN 978-0-330-54596-9
  • Jonathan Rose, The Literary Churchill: Author, Reader, Actor, Yale University Press, 2014 ISBN 978-0-300-20407-0
  • Lawrence James, Churchill and Empire. Portrait of an Imperialist, Pegasus Books, 2014 ISBN 978-1-60598-569-5
  • Ashley Jackson, Churchill, Quercus, 2014 ISBN 978-1-62365-804-5

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Primo ministro del Regno Unito Successore Flag of the United Kingdom.svg
Neville Chamberlain 10 maggio 1940 - 27 luglio 1945 Clement Attlee I
Clement Attlee 26 ottobre 1951 - 7 aprile 1955 Sir Anthony Eden II
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Neville Chamberlain 10 maggio 1940 - 7 aprile 1955 Sir Anthony Eden

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