Progetto Manhattan

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Il Progetto Manhattan sviluppò il primo ordigno nucleare della storia. Nella foto l'esplosione durante il Trinity test.

Il Progetto Manhattan fu un progetto di ricerca e sviluppo che produsse le prime bombe atomiche durante la Seconda guerra mondiale. È stato condotto dagli Stati Uniti d'America con il supporto del Regno Unito e del Canada. Dal 1942 al 1946, il progetto è stato diretto dal Generale Leslie Groves del U.S. Army Corps of Engineers.

La componente militare del progetto fu designata Manhattan District; "Manhattan" sostituì gradualmente il nome in codice ufficiale, Development of Substitute Materials, designando l'intero progetto. Nel tempo, il progetto assorbì l'analogo progetto britannico, Tube Alloys. Il Progetto Manhattan iniziò con poche risorse nel 1939 ma crebbe fino ad occupare più di 130 mila persone e costò quasi 2 miliardi di dollari americani. Oltre il 90% dei costi fu impiegato per costruire edifici e produrre materiale fissile, con solo il 10% impiegato per lo sviluppo e la produzione di armi. L'attività di ricerca e produzione ebbe luogo in più di 30 siti diversi negli Stati Uniti, Regno Unito e Canada.

Durante la guerra furono sviluppati due tipi di bomba atomica. Fu realizzata una relativamente semplice gun-type fission weapon usando l'uranio-235, un isotopo contenente solo lo 0.7% di uranio naturale. Dal momento che è chimicamente identico all'isotopo più comune, l'uranio-238, ed ha quasi la stessa massa, è risultato difficile da separare. Furono utilizzati tre metodi per l'arricchimento dell'uranio: elettromagnetico, gassoso e termico. Gran parte di queste attività ebbero luogo a Oak Ridge, nel Tennessee.

In parallelo con il lavoro sull'uranio fu svolto uno sforzo per produrre plutonio. Vennero costruiti dei reattori a Oak ridge e nel sito di Hanford, nello stato di Washington, in cui fu irradiato l'uranio per ottenere plutonio. Dopodiché il plutonio fu separato chimicamente dall'uranio. Il tipo di arma così sviluppata si rivelò impraticabile da usare con il plutonio perciò venne ideata un'arma che utilizzasse un'implosione più sofisticata. La progettazione e realizzazione di questa nuova arma venne condotta nel principale laboratorio di ricerca e sviluppo a Los Alamos, nel Nuovo Messico.

Il Progetto Manhattan fu inoltre incaricato di condurre attività di intelligence sul Programma nucleare militare tedesco. Il personale del Progetto Manhattan, nell'ambito dell'Operazione Alsos, fu inviato in Europa, talvolta oltre le linee nemiche, dove raccolse materiale e documenti del programma tedesco oltre che arruolare scienziati tedeschi.

Il primo ordigno nucleare della storia era una bomba a implosione che venne fatta detonare nel corso del Trinity test, condotto a 56 km a sud-est di Socorro, Nuovo Messico, presso l'Alamogordo Bombing and Gunnery Range il 16 luglio 1945. Little Boy, una bomba gun type, e Fat Man, una bomba a implosione, furono rispettivamente usate per bombardare le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Negli anni dell'immediato dopoguerra, il Progetto Manhattan condusse test nucleari sull'atollo di Bikini nell'ambito dell'Operazione Crossroads, sviluppò nuove armi, promosse lo sviluppo del United States Department of Energy national laboratories, sostenne la ricerca medica nel campo della radiologia e gettò le basi della marina nucleare. Mantenne inoltre il controllo delle armi nucleari statunitensi sino alla creazione, nel gennaio 1947, della United States Atomic Energy Commission.

Malgrado le precauzioni prese per tenere segreto il Progetto Manhattan le spie sovietiche vennero a conoscenza delle operazioni condotte dal governo statunitense per la costruzione della bomba atomica.

Generalità[modifica | modifica sorgente]

Nato nel 1939 come semplice progetto di ricerca, il Progetto Manhattan mutò nel 1942 i propri obiettivi e crebbe fino a occupare più di 130 000 persone, costando alla fine oltre 2 miliardi di dollari dell'epoca (28 miliardi di dollari del 2008)[1][2].

La direzione scientifica fu affidata al fisico Robert Oppenheimer e il coordinamento gestionale-amministrativo fu affidato con pieni poteri al generale Leslie Groves; la sede direzionale fu allocata sotto copertura in un edificio di Manhattan a New York, da cui il nome in codice del Progetto.

L'intera faccenda era incentrata sullo sviluppo delle tecnologie per realizzare un ordigno atomico e sulla produzione di quantità sufficienti di materiale fissile di adeguata purezza. Per arrivare a questo risultato furono seguite due strade parallele, che portarono alla produzione di due diversi tipi di bomba nei laboratori nazionali di Los Alamos.

Subito dopo il bombardamento del Giappone, il governo degli Stati Uniti d'America rilasciò il "Rapporto Smyth"[3] che spiegava la storia del Progetto Manhattan.

In esso non si faceva cenno al fatto che le due bombe nucleari sganciate fossero basate su tecnologie e combustibili diversi.

Il metodo dell'implosione, ad esempio, fu conservato come segreto militare fino alla testimonianza di David Greenglass contro Julius ed Ethel Rosenberg nel 1951 e le fotografie delle prime bombe realizzate furono declassificate e rese pubbliche solo negli anni sessanta.

Assieme ai progetti crittografici condotti a Bletchley Park in Inghilterra, ad Arlington Hall e al Naval Communications Annex di Washington, D.C., e allo sviluppo del radar ai Radiation Lab del MIT di Boston, il Progetto Manhattan fu una delle principali imprese tecnologiche realizzate durante il secondo conflitto mondiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prime idee sull'energia nucleare[modifica | modifica sorgente]

Negli anni a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti avevano assunto una posizione predominante nella fisica nucleare, grazie al lavoro di fisici americani e stranieri.

I fisici del Lawrence Berkeley National Laboratory svilupparono gli strumenti di base della fisica nucleare (ciclotroni e altri acceleratori di particelle), grazie ai quali vennero create nuove sostanze, ovvero radioisotopi non esistenti in natura, ottenuti per eccitazione di atomi tramite particelle ad alta energia.

Enrico Fermi ricordò le origini del Progetto Manhattan in una conferenza tenuta nel 1954 quando si ritirò dalla carica di presidente dell'APS.

« Mi ricordo chiaramente il primo mese, nel gennaio 1939, in cui iniziai a lavorare ai Pupin Laboratories perché le cose iniziarono ad accadere molto rapidamente. In quel periodo, Niels Bohr era impegnato come professore a Princeton e mi ricordo che un pomeriggio Willis Lamb tornò molto eccitato e disse che Bohr aveva fatto trapelare grandi novità. La grande novità era la scoperta della fissione nucleare e quanto meno le linee principali della sua interpretazione. Quindi, più tardi nel corso di quel mese, ci fu una riunione a Washington dove la possibile importanza dell'appena scoperto fenomeno della fissione, venne discussa in tono semi scherzoso, come possibile fonte di energia nucleare. »

In Germania gli scienziati scoprirono la fissione verso la fine del 1938. Scienziati europei rifugiatisi in America come Leo Szilard, Edward Teller ed Eugene Wigner ritenevano che l'energia rilasciata durante la fissione nucleare avrebbe potuto essere utilizzata dai tedeschi a fini bellici.

Essi persuasero pertanto Albert Einstein, il fisico più autorevole della pattuglia dei "rifugiati", ad avvertire il presidente Franklin Delano Roosevelt di questo pericolo.

Il programma di armamento nucleare[modifica | modifica sorgente]

L'11 ottobre 1939, al presidente Roosevelt, venne consegnata una lettera firmata da Albert Einstein (trascritta da Leo Szilard), che sollecitava gli Stati Uniti a sviluppare rapidamente un programma di armamento atomico.[4] Il presidente accettò e la Marina assegnò alla Columbia University un primo fondo di 6 000 dollari per il "Progetto uranio" che diventò in seguito il Progetto Manhattan.

Sotto gli auspici di Lyman Briggs, capo del National Bureau of Standards, piccoli programmi di ricerca iniziarono nel 1939 al United States Naval Research Laboratory di Washington, dove il fisico Philip Hauge Abelson esplorò la separazione degli isotopi di uranio. Alla Columbia University il fisico nucleare italiano Enrico Fermi costruì un prototipo di reattore nucleare, usando varie configurazioni di grafite e uranio. Vannevar Bush, direttore della Carnegie Institution di Washington, DC, organizzò il National Defense Research Committee nel 1940, per mobilizzare le risorse scientifiche degli Stati Uniti in supporto allo sforzo bellico.

Vennero creati nuovi laboratori, compresi il Radiation Laboratory del Massachusetts Institute of Technology(MIT), che aiutò nello sviluppo del radar, e l'Underwater Sound Laboratory di San Diego, che sviluppò il sonar. Anche il National Defense Research Council (NDRC) si occupò del Progetto uranio quando venne presentato il programma di ricerca di Briggs. Nel 1940, Bush e Roosevelt crearono l'Office of Scientific Research and Development per ampliare questi sforzi.

Il Progetto uranio non aveva ancora fatto molti progressi nell'estate del 1941, quando giunse voce che in base a calcoli fatti da Otto Frisch e Fritz Peierls, un quantitativo molto piccolo (qualche chilogrammo) di un isotopo fissionabile dell'uranio (U-235), poteva produrre un'esplosione equivalente a diverse migliaia di tonnellate di TNT. La National Academy of Science propose uno sforzo colossale per costruire armi atomiche e Bush creò un comitato speciale, il comitato S-1, per dirigere questo sforzo.

Ancor prima di prendere questa decisione, i giapponesi bombardarono Pearl Harbor il 7 dicembre 1941 e gli Stati Uniti entrarono in guerra. Ai Metallurgical Laboratory (nome di copertura) dell'Università di Chicago, ai Radiation Laboratory dell'Università della California e nel dipartimento di fisica della Columbia University, gli sforzi per preparare il materiale fissile (uranio o plutonio) per una bomba vennero accelerati.

L'uranio-235 doveva essere separato dalla restante matrice metallica dell'uranio naturale, costituita essenzialmente da uranio-238 non fissile. Ciò era indispensabile per costruire la bomba all'uranio, mentre altri test avevano mostrato che l'elemento artificiale plutonio-239 era ottenibile per irraggiamento neutronico dell'uranio durante il funzionamento della pila di Fermi. A partire dal 1942, grossi impianti vennero costruiti all'Oak Ridge National Laboratory (Site X) in Tennessee e all'Hanford Site (Site W) nello stato di Washington, per produrre questi materiali.

Quando gli Stati Uniti entrarono nella Seconda Guerra Mondiale, nel dicembre 1941, diversi progetti erano già in corso, per investigare la separazione dell'uranio-235 fissionabile dall'uranio-238, la produzione del plutonio e la fattibilità delle pile nucleari e delle esplosioni.

Albert Einstein (a sinistra) e Oppenheimer (a destra).

Il fisico e Premio Nobel Arthur Holly Compton organizzò il Metallurgical Laboratory dell'Università di Chicago all'inizio del 1942 per studiare il plutonio e le pile a fissione. Compton chiese al fisico teorico Robert Oppenheimer dell'Università della California, di studiare la fattibilità di un'arma atomica.

Nella primavera del 1942, Oppenheimer e Robert Serber, dell' Università dell'Illinois, lavorarono sul problema della diffusione di neutroni (come i neutroni si muovono in una reazione a catena) e sull'idrodinamica (come l'esplosione prodotta dalla reazione a catena potrebbe comportarsi).

Per rivedere questo lavoro e la teoria generale delle reazioni di fissione, Oppenheimer riunì una sessione estiva all'Università della California nel giugno 1942. I teorici Hans Bethe, John Van Vleck, Edward Teller, Felix Bloch, Richard Tolman ed Emil Konopinski conclusero che una bomba a fissione era fattibile.

Gli scienziati suggerirono che tale reazione venisse iniziata assemblando una massa critica (una quantità di esplosivo nucleare che potesse sostenerla): o sparando una contro l'altra due masse sotto-critiche di plutonio o uranio-235, o facendo implodere una sfera cava composta da questi materiali ricoperti di esplosivo ad alto potenziale. In mancanza di migliori dati sperimentali, questo era tutto ciò che si poteva fare. Teller vide un'altra possibilità: circondando una bomba a fissione con deuterio e trizio, era possibile costruire una "super-bomba" molto più potente. Questo concetto, si basava su studi della produzione di energia nelle stelle fatti da Bethe nel 1938.

Quando l'onda prodotta dalla detonazione della bomba a fissione si muove attraverso una miscela di nuclei di deuterio e trizio, questi si fondono assieme producendo più energia di quella della fissione, in un processo di fusione termonucleare, esattamente come gli elementi fusi nel sole producono calore e luce. Bethe era scettico, e quando Teller spinse per la sua "super-bomba" proponendo schema dopo schema, Bethe li rigettò tutti.

Quando Teller sollevò la possibilità che una bomba atomica potesse incendiare l'atmosfera, comunque, egli instillò una preoccupazione che non si estinse completamente fino al Trinity test, anche se Bethe mostrò, teoricamente, che non poteva succedere. La conferenza estiva, i risultati della quale furono riassunti da Serber nel "The Los Alamos Primer" (LA-1), fornì le basi teoriche per la costruzione della bomba atomica, che sarebbe diventato il compito principale a Los Alamos durante la guerra, e l'idea della bomba H, che sarebbe stata perseguita nei laboratori del dopoguerra[5].

Una questione cruciale rimase in sospeso, circa le proprietà dei neutroni veloci. John Manley, un fisico dei Metallurgical Laboratory, venne incaricato di aiutare Oppenheimer a trovare risposte a queste questioni, coordinando diversi gruppi di fisica sperimentale sparsi per tutta la nazione.

Le misurazioni delle interazioni di neutroni veloci con i materiali di una bomba sono essenziali perché il numero di neutroni prodotti nella fissione dell'uranio e del plutonio devono essere noti e perché la sostanza che circonda il materiale nucleare deve avere la capacità di riflettere o spargere i neutroni dentro alla reazione a catena prima dell'esplosione per poter aumentare l'energia prodotta. Quindi le proprietà di diffusione dei neutroni, dei materiali, dovettero essere misurate per poter trovare i migliori riflettenti.

Stimare il potere esplosivo richiede conoscenza di molte proprietà nucleari, compresa la "sezione d'urto" (una misura della probabilità dell'incontro tra particelle che risulti in uno specifico effetto) per i processi nucleari dei neutroni nell'uranio e in altri elementi. I neutroni veloci possono essere prodotti solo negli acceleratori di particelle, che erano ancora strumenti relativamente poco diffusi nei dipartimenti di fisica del 1942.

Il bisogno di un miglior coordinamento era chiaro. Nel settembre 1942, le difficoltà connesse con la conduzione di studi preliminari sulle armi atomiche in università sparse per tutti gli Stati Uniti, indicarono il bisogno di un laboratorio dedicato unicamente a quello scopo. Tale bisogno era però oscurato dalla richiesta di impianti di produzione per l'uranio-235 e il plutonio, i materiali fissili che avrebbero fornito l'esplosivo nucleare.

Vannevar Bush, il capo dell'Office of Scientific Research and Development (OSRD), chiese al presidente Franklin Roosevelt di assegnare ai militari le operazioni su larga scala connesse con il rapido evolversi del Progetto uranio. Roosevelt scelse che l'esercito lavorasse con l'OSRD nella costruzione degli impianti di produzione. Il genio militare scelse il colonnello James Marshall per supervisionare la costruzione degli impianti per la separazione degli isotopi di uranio e la produzione di plutonio per la bomba.

Gli scienziati dell'OSRD esplorarono diversi metodi di produzione del plutonio e di separazione dell'uranio-235 dall'uranio naturale ma nessuno di questi era pronto per la produzione (ne erano state preparate solo quantità microscopiche). Solo un metodo, la separazione elettromagnetica, sviluppato da Ernest Lawrence ai Radiation Laboratory di Berkeley, sembrava promettente per la produzione su larga scala.

Ma gli scienziati non potevano smettere di studiare altri metodi potenziali di produzione del materiale fissionabile, poiché era molto costoso e perché non ci si poteva attendere che solo con questo si potesse produrre abbastanza materiale prima della fine della guerra. Marshall e il suo delegato, colonnello Kenneth Nichols, dovettero lottare per comprendere il processo e gli scienziati con cui dovevano lavorare.

Scagliati all'improvviso nel nuovo campo della fisica nucleare, si sentirono incapaci di distinguere tra preferenze tecniche e personali. Anche se decisero che un sito vicino a Knoxville, Tennessee, sarebbe stato adatto per il primo impianto di produzione, non sapevano quanto grande dovesse essere il sito e quindi rinunciarono all'acquisizione. Ma c'erano anche altri problemi.

A causa della sua natura sperimentale, il lavoro sull'arma atomica, infatti, non poteva competere per l'assegnazione di un'alta priorità con altri più urgenti compiti dell'esercito. Inoltre la scelta delle mansioni per gli scienziati e della costruzione degli impianti di produzione erano spesso ritardati dall'incapacità di Marshall di recuperare materiali critici, come l'acciaio, che erano necessari anche per altre produzioni militari.

Anche la scelta del nome per il nuovo programma di armamento nucleare dell'esercito fu difficile. Il titolo scelto dal generale Brehon Somervell, "Sviluppo di materiali sostitutivi", era difatti discutibile poiché sembrava rivelare troppo.

Il "distretto Manhattan"[modifica | modifica sorgente]

Alcuni dei più importanti siti del Progetto Manhattan sul territorio degli Stati Uniti.

Nell'estate 1942, il colonnello Leslie Groves era delegato al comando delle costruzioni per il genio dell'esercito americano e aveva supervisionato la costruzione del Pentagono, il più grande palazzo di uffici del mondo.

Sperando in un comando oltremare, Groves obiettò quando Somervell lo incaricò di prendere il controllo del Progetto uranio.

Le sue obiezioni vennero rigettate e Groves si rassegnò a guidare un programma che riteneva avesse poche probabilità di successo.

Il Generale Leslie Groves (a sinistra) venne nominato comandante militare del Progetto Manhattan, mentre Robert Oppenheimer (a destra) direttore scientifico.

La prima cosa che fece fu ribattezzare il programma come Il distretto Manhattan.

Il nome deriva dall'abitudine del genio di nominare i distretti in base alla città che ospita il quartier generale (e il quartier generale di Marshall era nell'isola di Manhattan a New York).

Al tempo stesso, Groves venne promosso a brigadiere generale, il che gli diede un grado che si pensava fosse necessario per trattare con i più anziani scienziati coinvolti.

Nel giro di una settimana dalla sua nomina, Groves aveva risolto i problemi più urgenti del Progetto Manhattan.

Questo modo di agire valido ed efficace divenne anche troppo familiare per gli scienziati atomici.

Il primo grande ostacolo scientifico del Progetto Manhattan venne risolto il 2 dicembre 1942 alle 14:20 ora locale sotto le gradinate dello stadio del campus dell'Università di Chicago. Lì un gruppo guidato da Enrico Fermi iniziò la prima reazione nucleare a catena auto-alimentata (Chicago Pile-1).[6]

Un messaggio in codice ("Il navigatore italiano è giunto nel nuovo mondo") fu inviato al presidente Roosevelt per avvisarlo che l'esperimento aveva avuto successo.

La messa in funzione della Chicago Pile 1 è da tutti considerata come il momento in cui è iniziata l'era dell'energia nucleare.

Anni dal 1943 al 1945[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1943, il progetto atomico militare anglo-canadese (denominato informalmente Tube Alloys), inizialmente autonomo, finì per confluire interamente nel Progetto Manhattan.

Si è congetturato che una parte dell'uranio di "Little Boy" (o una frazione, dopo la conversione, del plutonio della bomba "Fat Man") sia stata di provenienza tedesca.

Secondo un registro oggi conservato al Navy's Operational Archive statunitense[7] una certa quantità di ossido di uranio (560 chilogrammi) era stata effettivamente rinvenuta a bordo del sommergibile tedesco U-234[8].

Verso la fine della guerra in Europa, su tale sommergibile vennero caricate le più avanzate tecnologie tedesche per trasferirle in Giappone ma, dopo la resa della Germania, i due ufficiali giapponesi a bordo del sommergibile decisero di suicidarsi dato che l'equipaggio aveva deciso di arrendersi agli alleati.

Si ipotizza che l'ossido di uranio potrebbe essere stato utilizzato per le bombe statunitensi, data la scarsezza di uranio fissile prodotto fino ad allora negli USA, ma su questo non esistono effettive prove dirette[7].

Si stima anche che dall'ossido d'uranio trasportato fosse possibile estrarre solo una quantità limitata (3,5 chilogrammi) di materiale fissile, dato che non vi sono prove che la Germania disponesse in quel periodo di abbastanza uranio per produrre una o più bombe atomiche.

Alcun studiosi sostengono una tesi più articolata secondo la quale alti ufficiali di Hitler avevano avuto contatti con alti ufficiali dei servizi USA e con militari per accordarsi segretamente sullo scambio tra il sommergibile tedesco U-235 (e la tecnologia ancora mancante agli uomini del Progetto Manhattan per la produzione della bomba atomica, come quella per l'estrazione dell'uranio-235 e per la risoluzione dei problemi di trasporto aereo e di detonazione della bomba) e la libertà loro, degli scienziati tedeschi e, più in generale, di quanti collaborarono fornendo informazioni utili.

A favore di costoro non venne emanata alcuna legge d'immunità o di amnistia per impedire processi e condanne per crimini di guerra (considerato che si sarebbe poi dovuta obbligatoriamente estendere a tutte le persone coinvolte nel conflitto per non portare alla luce l'accordo segreto di cui sopra) però la giustizia militare non spiccò mai nei loro confronti un mandato di cattura internazionale che avrebbe ordinariamente coinvolto tutte le polizie del mondo nella ricerca.

Ai gerarchi nazisti sarebbero inoltre stati forniti dei salvacondotti per fuggire dalla Germania e dei documenti falsi per espatriare sotto falso nome nei Paesi dell'America Latina, dove vissero impunemente per decenni probabilmente grazie a una politica tesa a rispettare questi accordi segreti.... .

Bombe atomiche prodotte[modifica | modifica sorgente]

Considerazioni generali[modifica | modifica sorgente]

Furono quattro le bombe atomiche fabbricate nell'ambito del Progetto Manhattan.

Tutti questi congegni furono sviluppati principalmente al Los Alamos National Laboratory e allestiti durante la primavera del 1945.

I disegni originali sono tuttora classificati, tuttavia si hanno ugualmente molte informazioni sui loro principali componenti costitutivi.

The Gadget[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Gadget.

La prima bomba realizzata (chiamata con il nome in codice di "The Gadget", in italiano "l'arnese") fu fatta esplodere con successo nel primo test nucleare (il "Trinity").

Little Boy[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Little Boy.

La seconda bomba costruita, la Mk.1 (nome in codice "Little Boy", in italiano "ragazzino"), fu anche la prima arma nucleare della storia a essere stata utilizzata in un conflitto attraverso il bombardamento di Hiroshima durante gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale.

Fat Man[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fat Man.

La terza bomba approntata fu la Model 1561 (Mk.2) dal criptonimo di "Fat Man" (in italiano "uomo grasso", nome che per altro viene usato per indicare genericamente anche le prime bombe basate sul medesimo progetto) che, al pari di "Little Boy", trovò anch'essa un'applicazione militare come secondo e ultimo ordigno nucleare mai adoperato in combattimento con l'incursione su Nagasaki al termine del secondo conflitto mondiale.

Il quarto dispositivo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Thin Man.

Non vi sono dettagli invece sulla quarta bomba ma Groves e Oppenheimer avevano avvisato il Dipartimento della Guerra statunitense di avere disponibile per il 12 agosto 1945 un ulteriore "nocciolo" di plutonio con il quale poter predisporre eventualmente una seconda "Fat Man".

Progetto Manhattan come fenomeno culturale[modifica | modifica sorgente]

Tra le più note pellicole riguardanti il Progetto Manhattan si possono annoverare le seguenti:

Per quanto invece concerne la musica, nel 1985 i Rush hanno pubblicato il motivo "Manhattan Project", incluso nell'album "Power Windows", mentre il cantautore italiano Marco Ongaro ha scritto nel 2004 una canzone, inserita nella raccolta omonima, dal titolo Esplosioni nucleari a Los Alamos. Nel 1980 gli OMD estrassero dall'album "Organization" il singolo "Enola Gay".

In ambito videoludico, il progetto Manhattan è citato nella saga di Metal Gear Solid: uno dei protagonisti, Otacon, si riferisce a suo nonno come uno dei partecipanti a tale progetto, e a suo padre che nacque il giorno del bombardamento di hiroshima.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stephen I. Schwartz. Atomic Audit: The Costs and Consequences of U.S. Nuclear Weapons. (in inglese) Washington D.C., Brookings Institution Press, 1998.
  2. ^ Manhattan Project expenditures
  3. ^ Versione online del Rapporto Smyth
  4. ^ Albert Einstein Alerts President Roosevelt of German Atomic Energy Program dal sito della National Nuclear Security Administration
  5. ^ Raramente una sessione estiva di fisica è stata così determinante per il futuro dell'umanità.
  6. ^ Enrico Fermi Achieves First Self Sustain Nuclear Chain Reaction dal sito della National Buclear Security Administration
  7. ^ a b Angelo Todaro. Arma totale. Italia editrice, 1997. p. 185.
  8. ^ The Type XB boat U-234 - German U-boats of WWII - uboat.net

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Cacace, Nascita e fine di un monopolio (1945-1955) - Spie vere e presunte, in L'atomica europea, 1ª ed., Roma, Fazi Editore (collana Le terre/Interventi 82), 2004, pp. 7-8.. ISBN 88-8112-526-9.
  • Martin Cruz Smith, Los Alamos, Mondadori, 1986.
  • Richard Feynman, Sta scherzando, Mr. Feynman!, Le Ellissi, 1988. ISBN 88-08-03718-5.
  • Robert Jungck, Gli apprendisti stregoni, Torino, Einaudi, 1971.
  • Pierre François Lacenaire, Operazione Epsilon. Memorie, Milano, Selene Edizioni.
  • Stefania Maurizi, Una bomba, dieci storie. Gli scienziati e l'atomica, Milano, Bruno Mondadori, 2004. ISBN 88-424-9036-9.
  • Maurizio Orlandi (a cura di), 10 La società - Forze armate e difesa - Bombe, in Il Guinnes dei primati 1994, 1ª ed., Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1993, p. 273.. ISBN 88-04-37412-8.
  • Richard Rhodes, L'invenzione della bomba atomica, Rizzoli.
  • M. Rouché, Oppenheimer e la bomba atomica, Roma, Editori Riuniti, 1966.
  • Angelo Todaro. Arma totale. Italia editrice, 1997.
  • (EN) Henry De Wolf Smyth, Atomic Energy for Military Purposes. The Official Report on the Development of the Atomic Bomb under the Auspices of the United States Government. 1940-1945, Princeton, Princeton University Press, 1945.
  • (EN) Gregg Herken, Brotherhood of the Bomb. The Tangled Lives and Loyalties of Robert Oppenheimer, Ernest Lawrence and Edward Teller, New York, Henry Holt and Co., 2002. ISBN 0-8050-6588-1.
  • Stephen I. Schwartz. Atomic Audit: The Costs and Consequences of U.S. Nuclear Weapons. (in inglese) Washington D.C., Brookings Institution Press, 1998.
  • Michelangelo De Maria. Fermi: un fisico da via Panisperna all'America, Le Scienze - I grandi della scienza, 2004, 6, 8, 76-77.
  • Stefania Maurizi. Il segreto del disegno con l'idea dell'atomica. Intervista ad Hans Bethe, La Stampa (inserto "Tuttoscienze"), 10 dicembre 2003 (testo)
  • Stefania Maurizi. I segreti di Ted Hall, la spia che aiutò l'URSS. Intervista a Joan Hall, La Stampa (inserto "Tuttoscienze"), 27 agosto 2003 (testo)
  • Stefania Maurizi. Il mio no all'atomica. Intervista a Joseph Rotblat, La Stampa (inserto "Tuttoscienze"), 2 ottobre 2002 (testo)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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