Curdi
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I Curdi sono un gruppo etnico medio orientale iranico che abita nella parte settentrionale e nord-orientale della Mesopotamia. Tale territorio è compreso in parti degli attuali stati di Iran, Iraq, Siria, Turchia ed in misura minore Armenia. L'area è a volte indicata col termine Kurdistan. Piccole comunità curde sono presenti anche in Libano, Giordania, Georgia, Azerbaigian, Afghanistan e Pakistan. Inoltre, un certo flusso migratorio, si è diretto verso gli USA ed il Nord Europa (Scandinavia e Germania).
Si stima che i Curdi siano fra 27 e 32 milioni e che quindi costituiscano uno dei più grandi gruppi etnici privi di unità nazionale. Per oltre un secolo molti Curdi hanno cercato di ottenere la creazione di un "Kurdistan" indipendente o perlomeno autonomo, con mezzi sia politici che militari. Tuttavia i governi degli stati che ospitano un numero significativo di Curdi si sono sempre opposti attivamente all'idea di uno stato curdo, ritenendo che la nascita di un tale stato li costringerebbe a cedere parte dei propri territori.
I Curdi parlano numerosi dialetti (generalmente mutuamente comprensibili) della lingua curda, che fa parte del ramo Iranico dei linguaggi Indo-Europei, e che essi chiamano "Màda".
Si ritiene che i Curdi moderni discendano dagli abitanti dell'antico Regno di Corduene, noti anche come Carduchi, a loro volta discendenti dagli antichi Medi, con apporti dei Galati, di stirpe Celtica. Essi sarebbero etnicamente vicini a diverse altre popolazioni che abitano gli altopiani dell'Iran.
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[modifica] La repressione dei Curdi
[modifica] I Curdi in Iran
Nel corso anni '60 del XX Secolo, lo Shah Reza Pahlevi, dovette a lungo confrontarsi con la guerriglia dei Curdi, guidati dalla famiglia Barzani, in particolare dallo sceicco Moustafà Barzani, appoggiati dalle autorità irachene. Tale fenomeno durò fino al 1974, quando gli iracheni si riappacificarono (temporaneamente) con i Persiani e ritirano l'appoggio. Dalla rivoluzione islamica a oggi i Curdi iraniani hanno subito la dura repressione esercitata dal governo di Teheran nei confronti di tutti gli oppositori (il 14 settembre 1981 18 operai curdi furono uccisi in una fabbrica di mattoni nel villaggio di Sarougliamish). I Curdi iraniani hanno subito esecuzioni sommarie, torture e processi iniqui.[senza fonte]
[modifica] I Curdi in Iraq
In Iraq si sono verificate e continuano a verificarsi le repressioni di più ampia portata nei confronti dei Curdi iracheni: essi hanno infatti sempre rappresentato la resistenza più matura e organizzata, subendo così deportazioni di massa in Iran, bombardamenti di villaggi e attacchi con armi chimiche.
Allo scoppio della guerra tra Iran e Iraq, le autorità irachene ordinarono le deportazioni di migliaia di Curdi in Iran. I deportati erano in maggioranza donne, vecchi e bambini, mentre i maschi vennero arrestati e imprigionati senza alcuna accusa.
Parecchie migliaia di Curdi iracheni, negli anni sessanta, sono stati arrestati, uccisi, fatti sparire dalle forze di sicurezza o dai servizi segreti iracheni (ad es. 8.000 Curdi “sparirono” nel 1983 da Arbil e tutt'oggi di loro non si sa più nulla). Nel 1985 altri 3.000 ragazzi curdi sono stati arrestati e torturati dalle forze di sicurezza irachene: sembra fossero stati catturati come ostaggi per obbligare i loro parenti “a consegnarsi alle autorità”. Nel biennio 1987-1988 è stata fatta la più grande repressione nei confronti dei Curdi: le circostanze in cui le autorità irachene usarono armi chimiche con migliaia di morti indicano un preciso disegno politico teso all'eliminazione dei curdi iracheni. Nel 1988 furono uccisi 5.000 curdi in soli due giorni a seguito di un attacco chimico; dieci giorni dopo nel Qaradash è stato lanciato un altro attacco chimico: 400 sopravvissuti sono stati arrestati e giustiziati poi mentre cercavano di raggiungere un luogo di cura.
Gli attacchi delle forze irachene sono continuati su tutta la zona abitati da Curdi, che sono scappati in massa verso i confini turco e iraniano: nel 1988 le autorità turche confermarono di aver dato rifugio a 57.000 Curdi iracheni.
Tra la fine del 1988 e il 1990 centinaia di Curdi sono stati uccisi sommariamente dopo essere stati convinti dalle autorità irachene a rientrare nel paese.
[modifica] I Curdi in Turchia
In Turchia nell'ultimo decennio più di 250.000 persone sono state arrestate e torturate per ragioni politiche. Molte delle più efferate torture sono state subite dai Curdi che abitano nella regione sud-orientale della Turchia.
Nonostante la Turchia abbia approvato le due Convenzioni dell'Onu e del Consiglio d'Europa contro la tortura, Amnesty International ritiene che la tortura in Turchia sia poco diffusa verso gli oppositori politici e gli esponenti della comunità curda.[senza fonte] Quindi dichiara aperta la "caccia agli oppositori politici" in maniera di ritornare in un'unica rappredentazione unica della civiltà curda. I curdi per anni hanno accettato il governo sottomettendosi alle imperialità curde, ora invece si tende a liberarsi dalla sottomissione, perciò per mantenere viva le tradizioni imperiali del kurdistan, le opposizioni politiche sono perseguibili penalmente e si rischia il carcere a vita secondo la legge 1 R.D.L 15 ottobre 1925,n'1796 (*) a pena di nullità (184ss.) secondo i codici penali curdi.
[modifica] Rapporti civili sulle donne e i loro diritti
La libertà personale delle donne è violabile secondo l'articolo 605-609c.p. Le donne possono essere perseguite detenute e ispezionate nella loro privacy dallo sposo se sospettate di tradimento (253, 254, 309, 332 c.p.p.). Le donne non hanno alcuna libertà subiscono violenze sessuali, fisici e morali dal proprio uomo o comunque da un suo qualsiasi parente, e la corte giudiziaria la può ritenere colpevole se cerca di difendersi e\o non sotto sta alle molestie(608c.p.). La libertà delle donne e le segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono violabili(38R.D. 27 febbraio 1936 n'645, 616 c.p.).

