Sangiaccato (suddivisione amministrativa)

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Il Sangiaccato (turco: Sancak; serbo: санџак sandžak) era una suddivisione amministrativa dell'Impero Ottomano che cessò di esistere con le guerre balcaniche del 1912-1913.
Sangiaccato è la traslitterazione della parola turca sancak, che significa "distretto" o "bandiera",[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

È il sultano Murad III (1574-1595) che decide di utilizzare questo termine per indicare le divisioni amministrative all'interno dell'Impero Ottomano. [2].

In origine i sangiaccati erano suddivisioni amministrative di primo livello. Verso la metà del secolo XIV divennero parte dei Timar in un sistema feudale di tipo militare.

Oltre ai corpi militari, nell'esercito ottomano era presente un corpo di cavalleria chiamato spahi o sipahi che prestavano servizio in cambio dell'uso (non la proprietà) di terreni donati dal Sultano (terreni estesi erano chiamati zaim o zeamet, piccole estensioni timar) e combattevano con al comando un sangiacco.

Con la costituzione di un nuovo primo livello di suddivisione dell'Impero, il beylerbeylik (più tardi eyalet o vilayet), il sangiaccato divenne suddivisione di secondo livello.

Il loro numero mutò in base ai confini dell'Impero per raggiungere i 400 nell'epoca delle Riforme (Tanzimat) del XIX secolo.

Non tutti i sanjak erano suddivisioni di province: in alcune aree appena conquistate o in altre come Bengasi o Çatalca rimasero indipendenti e i loro leader riferivano direttamente alla Sublime Porta.

Un sanjak poteva essere diviso in kadiluk, a sua volta suddiviso in Kadi. [3]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dictionary.com - Sanjak entry
  2. ^ Encyclopédie Universalis 2008 s.v. «Sandžak».
  3. ^ Noel Malcolm, Bosnia: A Short History, Macmillan, 1994, p. 50, ISBN 0330412442.