Lingua turca

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Turco (Türkçe, Türkiye Türkçesi
o Türk dili)
Parlato in Turchia, Bulgaria, Cipro, Germania, Belgio, Francia, Australia, Austria, Azerbaigian, Canada, Danimarca, Finlandia, Georgia, Grecia, Iran, Iraq, Israele, Moldavia, Romania, Siria, Kosovo.
Persone 71,5 milioni madrelingua - 125 milioni totale
Classifica 12
Scrittura Alfabeto latino modificato (dal 1928)
Tipo SOV agglutinante
Filogenesi Lingue altaiche
 Lingue turche
  Lingue turche occidentali
   Lingue oghuz (sudovest)
    Turco
Statuto ufficiale
Nazioni Turchia Turchia
Cipro del Nord Cipro del Nord
Cipro Cipro
Regolato da Türk Dil Kurumu
Codici di classificazione
ISO 639-1 tr
ISO 639-2 tur
ISO 639-3 tur  (EN)
SIL TUR  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Bütün insanlar hür, haysiyet ve haklar bakımından eşit doğarlar. Akıl ve vicdana sahiptirler ve birbirlerine karşı kardeşlik zihniyeti ile hareket etmelidirler.

La lingua turca (nome nativo Türkçe o Türk dili, Türkiye Türkçesi) è una lingua altaica appartenente al ceppo oghuz delle lingue turche, con circa 125 milioni di madrelingua[1] in Turchia, a Cipro, in Germania e sparsi per il mondo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il turco era parlato nell'Impero ottomano usando una versione modificata dell'alfabeto arabo. Nel 1928 Mustafa Kemal Atatürk, nei suoi sforzi per modernizzare la Turchia, rese illegale l'alfabeto arabo e lo rimpiazzò con una versione modificata dell'alfabeto latino. Ora il turco è regolato dall'Organizzazione linguistica turca.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Il turco fa parte di un insieme di lingue tra loro strettamente correlate che include anche il Turco Balcanico, il Gagauz e il Turco Khorasani. Appartiene al sottogruppo delle Lingue turche meridionali, che a loro volta appartengono al gruppo delle Lingue turche, che alcuni linguisti considerano essere parte della disputata famiglia linguistica Altaica (che è considerata essere parte dell'ancora più disputata famiglia linguistica Uralo-Altaica.)

Distribuzione geografica[modifica | modifica sorgente]

Il turco è parlato in Turchia e da minoranze di 35 altri paesi. È usato in stati come l'Azerbaijan, la Bulgaria, la Grecia, la parte settentrionale del Cipro occupata dalla Turchia fin dal 1974, la Macedonia, la Romania e l'Uzbekistan.

Lingua ufficiale[modifica | modifica sorgente]

Il turco è la lingua ufficiale della Turchia e una delle lingue ufficiali di Cipro.

Dialetti[modifica | modifica sorgente]

Come conseguenza dell'originaria idea nazionalista di fissare il dialetto di Istanbul come uno standard, la dialettologia rimane una disciplina fortemente immatura in Turchia. La lingua standard è essenzialmente l'ottomano emendato, scritto con l'alfabeto latino (e non più quello arabo), con l'incentivazione dei neologismi e l'esclusione dei prestiti linguistici dall'arabo e dal persiano. La forma colloquiale dominante si chiama İstanbul Türkçesi come testimoniato nei lavori di eminenti panturchisti come Ziya Gökalp (Güzel dil, Türkçe bize / Başka dil, gece bize. / İstanbul konuşması / En saf, en ince bize) e Ismail Gaspıralı. Accademicamente ci si riferisce spesso ai dialetti turchi come ağız o şive, facendo confusione con il concetto linguistico di accento. Il turco manca ancora di un atlante dialettologico completo ed è determinante l'assimilazione entro il turco ufficiale. I principali dialetti turchi includono:

La riforma linguistica[modifica | modifica sorgente]

Kadıköy: monumento commemorativo della riforma della lingua turca operata da Mustafa Kemal Atatürk (con l'introduzione dell'alfabeto latino)

Dopo l'assunzione dell'Islam come religione ufficiale degli Ottomani, la lingua turca acquisì un vasto numero di prestiti dall'arabo e dal persiano. La letteratura turca, durante il periodo ottomano, specialmente la poesia Diwan, fu fortemente influenzata da forme persiane, con l'adozione dei metri della poesia persiana e infine con l'apporto di un gran numero di parole persiane in turco. Negli oltre seicento anni dell'impero ottomano, la lingua letteraria e ufficiale fu una miscela di turco, persiano e arabo, che differiva considerevolmente dal turco parlato dell'epoca e che viene oggi denominata turco ottomano.

Mustafa Kemal Atatürk mentre insegna il nuovo alfabeto turco

Dopo l'instaurazione della Repubblica, nel 1923 fu istituita un'associazione per la lingua turca (Türk Dil Kurumu, TDK) da parte di Mustafa Kemal Atatürk, allo scopo di condurre ricerche sul turco. Uno dei compiti della neonata associazione fu quella di rimpiazzare i prestiti di origine araba e persiana con equivalenti turchi. La riforma linguistica costituì una parte delle più ampie riforme culturali in corso all'epoca (che erano a loro volta una parte della più vasta struttura delle riforme di Atatürk) e inclusero l'abolizione dell'alfabeto arabo a favore del nuovo alfabeto turco derivato da quello latino, che ha molto contribuito ad aumentare il tasso di alfabetizzazione popolare. Vietando l'uso dei prestiti nella stampa, l'associazione riuscì a rimuovere centinaia di parole arabe dalla lingua. Benché la maggior parte delle parole introdotte dal TDK fossero nuove, esso suggerì pure di riutilizzare antichi termini turchi non più in uso da secoli.

I giovani e gli anziani, in Turchia, tendono a esprimersi con un vocabolario differente a causa di questo repentino cambiamento. Mentre i nati prima degli anni quaranta ricorrono ai vecchi termini di origine araba, i più giovani preferiscono le nuove espressioni. Alcuni neologismi non sono usati altrettanto spesso dei loro vecchi equivalenti, o non sono riusciti a riprodurne esattamente il significato. Il dibattito su vecchio e nuovo nella lingua turca ha anche un significato politico, mentre d'altro canto i settori più religiosi della popolazione tendono a far uso di parole arcaiche sia nella stampa sia nella lingua quotidiana. Di conseguenza, il diverso uso del turco è indicativo dell'adozione o della resistenza alle riforme di Atatürk, avvenute ormai più di settant'anni fa. Gli ultimi decenni hanno visto da parte del TDK una continua opera di creazione di nuove parole turche per rappresentare concetti e tecnologie moderne, che tendono a entrare nella lingua come prestiti (principalmente inglesi), ma l'associazione viene talora criticata per il conio di parole che suonano artificiose e "inventate".

Comunque, molte delle parole introdotte dal TDK convivono con gli originali. I vari sinonimi - provenienti dal turco antico o introdotti dall'associazione, di origine araba o persiana, o talora provenienti da altre lingue europee come il francese - sono usati per esprimere significati leggermente diversi, specie allorché si parla di cose astratte. È grossomodo ciò che avviene con l'uso delle parole germaniche e di origine romanza in inglese.

Fra le parole sostituite c'è la terminologia geometrica, i punti cardinali, i nomi di alcuni mesi e molti sostantivi e aggettivi. Molte nuove parole sono state tratte da antiche radici verbali.

Fonetica[modifica | modifica sorgente]

Una delle caratteristiche del turco è l'armonia vocalica (se la prima vocale di una parola turca è una vocale palatale, la seconda e le altre vocali della parola o sono la stessa o sono altre vocali palatali; es.: Erdem). Si veda anche la Ğ (g dolce).

Sistema vocalico della lingua turca
Anteriore
(palatale)
Posteriore
(gutturale, velare)
Chiusa Non labializzato i ı
Labializzato ü u
Aperta Non labializzato e a
Labializzato ö o

Lettura delle vocali[modifica | modifica sorgente]

A, e, i, o, u sono del tutto simili alle vocali italiane. La ü si legge come in tedesco, come la u francese o lombarda, cioè una intermedia tra la u e la i, pronunciata spingendo la lingua in avanti e verso il palato. Anche la ö si pronuncia come in tedesco, o come i gruppi vocalici francesi eu e oeu (es. beurre = burro; coeur = cuore), cioè una intermedia tra la o e la e. Per quanto riguarda la i, come dalla grafia corretta di İstanbul occorre osservare la differenza tra quella con il punto sia maiuscola che minuscola (İ e i) e quella senza il punto altrettanto maiuscola come minuscola (I e ı). Quella senza punto (ı) ha un suono gutturale a metà strada fra una u e una o, che in italiano usiamo per esempio quando i bambini pronunciano le consonanti senza vocale. Si può averne un'idea se proviamo a pronunciare come due sillabe separate la t e la r della parola tra, notando che si tratta della vocale neutra. A volte sopra le vocali può trovarsi il segno ^, che fa sì che si leggano più lunghe. Questa grafia è usata solo per parole derivate dall'arabo.

Altre differenze di lettura con l'italiano[modifica | modifica sorgente]

Le consonanti italiane sono del tutto simili a quelle turche con poche eccezioni:

  • la c si legge sempre come la g italiana di "gelato": in Istiklal Caddesi (Via Istiklal) si legge infatti "giaddesi".
  • la ç ha il suono della c italiana di "ciao" (çocuk, che significa "bambino", si legge "ciogiuk")
  • la g è sempre gutturale (gece, che significa "notte", si legge "ghege")
  • la ğ non è una vera consonante: serve solo per allungare il suono della vocale che la precede (dağ, che significa "montagna", si legge "daa")
  • la h è sempre aspirata
  • la s è sempre sorda (come in "sale")
  • la ş è uguale al suono sc italiano (Şarap, equivalente turco di vino, si legge "sciarap")
  • la y è la i semivocale
  • la z è uguale alla s sonora di "rosa"

Grammatica[modifica | modifica sorgente]

Il turco, come il finlandese e l'ungherese, è una lingua agglutinante. È noto che possieda moltissimi suffissi e pochi prefissi. La sintassi della frase è Soggetto Oggetto Verbo come nel giapponese e nel latino. La grammatica turca è sistematica ed ha un unico sostantivo irregolare su (acqua) ed un unico verbo irregolare, essere, che difetta della forma infinitiva (come anche delle forme indipendenti, si supplisce con il verbo olmak).

Regola dell'eufonia[modifica | modifica sorgente]

Come si è detto esistono due gruppi vocalici: "e i ö ü" e "a ı o u". Ogni suffisso e desinenza ha almeno due forme con una vocale scelta da ciascuno dei gruppi. Considerando l'ultima vocale della parola alla quale deve essere aggiunto il suffisso si sceglierà la forma dello stesso gruppo vocalico. Questa regola è chiamata anche armonia vocalica. Esempio: il suffisso del plurale può essere -lar o -ler.

ev (casa) → evler (case)
oda (stanza) → odalar (stanze)
iş (lavoro) → işler (lavori)
kapı (porta) → kapılar (porte)
göl (lago) → göller (laghi)
yol (strada) → yollar (strade)
gün (giorno) → günler (giorni)
grup (gruppo) → gruplar (gruppi)

Sostantivo[modifica | modifica sorgente]

Come il Latino e altre lingue, il Turco declina il sostantivo secondo 6 casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo, ablativo e locativo.

Caso Singolare Plurale Significato
Nominativo Ø (nullo) köy köyler (il) villaggio
Genitivo -in köyün köylerin del villaggio
Dativo -e köye köylere al villaggio
Accusativo -i köyü köyleri il villaggio
Ablativo -den köyden köylerden dal villaggio
Locativo -de köyde köylerde nel villaggio

Verbi[modifica | modifica sorgente]

La coniugazione dei verbi turchi è la seguente:

Presente[modifica | modifica sorgente]

konuşmak (parlare)

  • (ben) konuşuyorum → (io) parlo
  • (sen) konuşuyorsun → (tu) parli
  • (o) konuşuyor → (egli) parla
  • (biz) konuşuyoruz → (noi) parliamo
  • (siz) konuşuyorsunuz → (voi) parlate
  • (onlar) konuşuyorlar → (essi) parlano

içmek (bere)

  • (ben) içiyorum → (io) bevo
  • (sen) içiyorsun → (tu) bevi
  • (o) içiyor → (egli) beve
  • (biz) içiyoruz → (noi) beviamo
  • (siz) içiyorsunuz → (voi) bevete
  • (onlar) içiyorlar → (essi) bevono

söylemek / demek (dire)

  • (ben) söylüyorum / diyorum → (io) dico
  • (sen) söylüyorsun / diyorsun → (tu) dici
  • (o) söylüyor / diyor → (egli) dice
  • (biz) söylüyoruz / diyoruz → (noi) diciamo
  • (siz) söylüyorsunuz / diyorsunuz → (voi) dite
  • (onlar) söylüyorlar / diyorlar → (essi) dicono

Sistema di scrittura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi alfabeto turco.

Il Turco è scritto con una versione modificata dell'alfabeto latino, introdotta nel 1928 da Kemal Atatürk insieme ad altre misure prese per modernizzare la Turchia. Sino al 1928 per scrivere il Turco si utilizzava una versione modificata dell'alfabeto arabo (vedi turco ottomano), che divenne illegale dopo quella data.

Esempi[modifica | modifica sorgente]

Italiano Turco
evet
no hayır
ciao merhaba
grazie teşekkür ederim
prego buyurun
per favore lütfen
mi scusi affedersiniz
buonanotte iyi geceler
buongiorno günaydın
arrivederci hoşça kalın
ti amo seni seviyorum

Numeri[modifica | modifica sorgente]

I numeri cardinali in turco
n 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
n sıfır bir iki üç dört beş altı yedi sekiz dokuz
10·n sıfır on yirmi otuz kırk elli altmış yetmiş seksen doksan
10n bir on yüz bin milyon milyar

Per i numeri dall'undici al diciannove, letteralmente sono "dieci uno", "dieci due" e così via.

Premi Nobel per la letteratura di lingua turca[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ RAPTOPOULUS N. "La famille des langues turques et le défi de création d'une communauté turcophone en Eurasie: le rôle assumé par Ankara" in Revue internationale de politique comparée, 2007/1, Vol. 14, p. 133