Lingua finlandese

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Finlandese (suomi)
Parlato in Finlandia, Estonia,
Svezia, Russia e Norvegia
Regioni Nord Europa
Persone 5 milioni[1]
Classifica non nelle prime 100
Tipo SVO (ordine libero) agglutinante
Filogenesi Uraliche
 Ugrofinniche
  Finnopermiche
   Finnovolgaiche
    Finnosami
     Baltofinniche
      Finlandese
Statuto ufficiale
Nazioni Flag of Europe.svg Unione Europea
Finlandia Finlandia
Riconosciuta come lingua minoritaria in:
Flag of Sweden.svg Svezia[2]
Flag of Karelia.svg Repubblica di Carelia (Russia)[3]
Regolato da Kotimaisten kielten tutkimuskeskus
Codici di classificazione
ISO 639-1 fi
ISO 639-2 fin
ISO 639-3 fin  (EN)
SIL FIN  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Kaikki ihmiset syntyvät vapaina ja tasavertaisina arvoltaan ja oikeuksiltaan. Heille on annettu järki ja omatunto, ja heidän on toimittava toisiaan kohtaan veljeyden hengessä.

La lingua finlandese (suomen kieli) è l'idioma maggiormente parlato in Finlandia.

Il finlandese appartiene alla famiglia delle lingue uraliche (alla quale appartengono, tra gli altri, l'ungherese, l'estone e le lingue sami). Le peculiarità del finlandese possono essere sintetizzate come segue:

  • è una lingua agglutinante
  • la grammatica è basata sulla declinazione delle singole parole
  • la posizione delle parole nella frase è generalmente basata sull'importanza del messaggio informativo di ogni singolo termine
  • la forma base di costruzione della frase è comunque SVO (soggetto-predicato-oggetto).

Per lingua agglutinante si intende una lingua che ricorre maggiormente a suffissi e declinazioni, anziché a preposizioni o posposizioni distinte dal vocabolo base. Ad esempio:

  • kirja: libro
  • kirjani: il mio libro
  • kirjassa: nel libro
  • kirjassani: nel mio libro
  • kirjassanikin: anche nel mio libro

Il finlandese è parlato da circa sei milioni di persone. La maggior parte di esse vive in Finlandia (dove il finlandese è parlato da circa il 93% della popolazione), ma antiche minoranze di locutori si trovano anche nella Svezia settentrionale (il dialetto finlandese parlato in tale zona è chiamato meänkieli, ovvero "la nostra lingua"), in Norvegia (è la lingua del popolo Kven) e in Ingria. Di tale regione fa parte l'attuale Carelia, in cui circa 70.000 persone parlano il dialetto finlandese del careliano, e che ha status di lingua ufficiale nella repubblica russa della Carelia. Gruppi di recente formazione di locutori finlandesi si trovano in America settentrionale (emigrazione durante il XIX secolo) e in Europa. Il più grande gruppo di locutori finlandesi al di fuori della Finlandia si trova comunque in Svezia, dal momento che, oltre alla minoranza linguistica del meänkieli, numerosa è la presenza di finlandesi nel sud della Svezia (soprattutto a Göteborg) a causa dell'emigrazione avvenuta durante gli anni sessanta e settanta dello scorso secolo.

Storia della lingua finlandese[modifica | modifica wikitesto]

Il protofinnico, ovvero la forma originaria del finlandese, appartenente al gruppo di lingue baltofinniche, era parlato su entrambe le rive del Golfo di Finlandia (ovvero nell'attuale Finlandia meridionale e in Estonia) già nel periodo avanti Cristo. Il protofinnico e le lingue sami possono essere a loro volta riunite in un'unica forma originaria, chiamata finlandese primitivo oppure lingua finnosami originaria. Le lingue baltofinniche e le lingue sami hanno iniziato a differenziarsi intorno al 1500-1000 a.C. Tale differenziazione è avvenuta lentamente, poiché i sami residenti nel sud della Finlandia erano assimilati agli antenati finlandesi.

I dialetti baltofinnici della parte settentrionale del Golfo di Finlandia hanno iniziato a dare origine alla lingua finlandese solo intorno al 1200, quando il nuovo confine di Novgorod tra Svezia e Russia separò i protolocutori del careliano dai protolocutori dei dialetti finlandesi orientali. Il finlandese scritto si è formato, durante un periodo che va dal XVI al XIX secolo, sulla base del dialetto sudoccidentale della regione dell'attuale Turku, mentre il popolo continuava a parlare i propri dialetti. Anche oggigiorno sono abbastanza marcate le differenze dialettali, sebbene molto lontane dalla differenziazione linguistica presente in Italia.

Abckiria, ovvero "il libro dell'Abc"

Prima del 1500, nel periodo del protofinnico, la lingua non era praticamente usata in forma scritta; si sono infatti conservati solo alcuni nomi, parole e frammenti di frase. La nascita ufficiale del finlandese avviene infatti con la riforma religiosa del XVI secolo. Grazie al vescovo Mikael Agricola vedono la luce i primi libri stampati in finlandese (l'Abckiria, ovvero il "libro dell'Abc" nel 1543, e Se Wsi Testamenti, ovvero "Il nuovo testamento", nel 1548). L'ortografia di Agricola era basata sul modello della lingua latina, tedesca e svedese, per cui, ad esempio, la scrittura delle vocali lunghe e la distinzione tra la ä e la e erano contraddittorie. A partire da questi libri, e per i successivi tre secoli, la lingua finlandese scritta si è sviluppata e logicizzata, sebbene il suo utilizzo fosse circoscritto, per lo meno fino all'Ottocento, alla cerchia ecclesiastica e dell'insegnamento elementare. In finlandese vennero scritti principalmente libri religiosi e importanti testi amministrativi (ad esempio, le ordinanze statali alla popolazione), e la popolazione stessa sapeva generalmente leggere, ma raramente scrivere.

I cambiamenti politici del XIX secolo (il cosiddetto "periodo dell'autonomia", coincidente con il periodo della dominazione russa), e le idee del romanticismo nazionalista portarono ad un forte e veloce sviluppo del finlandese scritto. Nacque anche un conflitto letterario a causa dell'uso scritto preponderante dei dialetti finlandesi sudoccidentali a scapito di quelli orientali, che si concluse con un compromesso tale per cui la lingua scritta non doveva rappresentare nessun dialetto in particolare. La terminologia venne rapidamente sviluppata costruendo numerosi neologismi, oppure modificando termini dialettali per altri usi; ad esempio juna (treno) deriva originariamente da jono (fila). Finalmente nel 1863 vide luce il primo decreto sulla lingua, in cui si specificava che la lingua finlandese avrebbe assunto ruolo di lingua ufficiale, affiancandosi allo svedese, nel giro dei successivi 20 anni. Questo costrinse anche a incrementare l'educazione della popolazione verso l'apprendimento della lingua; non a caso proprio in quel periodo venne iniziata la pubblicazione regolare di riviste di letteratura non religiosa in finlandese.

Il periodo del finlandese contemporaneo viene fatto iniziare intorno al 1870, contemporaneamente alla pubblicazione del primo romanzo in lingua, Sette fratelli (Seitsemän veljestä) del maggiore scrittore finlandese Aleksis Kivi. Da allora fino ai giorni nostri la lingua finlandese comune non ha più subito repentini cambiamenti, se si eccettua l'introduzione di neologisimi. I cambiamenti più evidenti di questi ultimi decenni non sono legati alla lingua comune, bensì al suo uso: oggigiorno infatti è accettato l'uso del finlandese parlato anche in contesti ufficiali. Le differenze tra la lingua parlata e quella scritta sono legati principalmente all'uso di termini dialettali; per esempio i pronomi personali "io" e "tu" sono usati nella forma parlata e anziché in quella scritta minä e sinä, oppure l'uso delle forme passive dei verbi viene preferito all'uso della prima persona plurale dell'indicativo (me mennään, cioè "noi si va" in luogo di me menemme, "noi andiamo").

Evoluzione del lessico[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il periodo del protofinnico, periodo distinto nell'evoluzione della lingua finlandese, il lessico si è rinnovato in parte autonomamente — formazione di derivati e agglutinazione di più termini in parole composte — e in parte in forma di prestiti linguistici. I prestiti più antichi sono evidenti trasformazioni di parole straniere alla pronuncia del finlandese, tramite processi di semplificazione dei gruppi consonantici (es. lukkari dallo svedese klockare, sagrestano), o di vere e proprie sostituzioni consonantiche (sohva dallo svedese soffa, divano).

Le maggiori influenze straniere nella lingua finlandese vengono principalmente dai secoli di dominazione culturale e linguistica svedese, dalla cui lingua numerosi sono i prestiti. Anche termini paneuropei quali aasi (asino), öylätti (ostia), sono giunti in Finlandia con il tramite della lingua svedese. Influenze della lingua russa sono presenti nei dialetti più orientali, e sono passati nel XIX secolo ad uso scritto, parte a causa della loro presenza nel poema epico finlandese Kalevala e parte a causa del fatto che la maggior parte dei Finlandesi ignorava la loro origine straniera. Alcuni esempi di prestiti dal russo sono leima (timbro), rotu (razza), viesti (messaggio).

Durante la strutturazione della lingua finlandese scritta sono stati elimitati neologismi nati in forma orale da prestiti linguistici, e sostituiti con parole derivate da termini finlandesi. Così da kirja (libro) si è costruito kirjasto (biblioteca) al posto del prestito svedese biblioteekki, puhe (parola, il parlare) → puhelin (telefono) al posto di telefooni, oppi (sapere, conoscenza) → yliopisto (università) al posto di universiteetti, muovata (foggiare, sagomare) → muovi (plastica) al posto di plastiikki.

Molti neologismi sono comunque andati persi, e sostituiti da prestiti stranieri: sätiöradio, kärkkybakteeri (batterio), äänikkömagnetofoni (magnetofono), jalopeuraleijona (leone), paukkumaissipopcorn, joukkoistuinsohva (divano).

Oggigiorno i prestiti sono abbastanza evidenti, anche a causa dell'internazionalizzazione di molti termini tecnici. Generalmente i prestiti stranieri nella lingua finlandese sono modificati in modo da poter accordarsi con le regole grammaticali (tapeteippi, scotch), oppure traducendoli alla lettera (scheda madre → emolevy).

I prestiti più comuni vengono, per motivi storici, prevalentemente dallo svedese, ma anche dal russo e, più recentemente, dall'inglese. I prestiti più antichi sono invece dalle lingue germaniche parlate in Sassonia (non a caso la Germania è chiamata Saksa in finlandese).

Dizionari e grammatiche di lingua finlandese[modifica | modifica wikitesto]

Suomalaisen Sana - Lugun Coetus, il primo dizionario finlandese

La prima grammatica finlandese, dal nome latino di Linguae Finnicae brevis institutio risale al 1649 a cura di Aeschillus Petraeus, mentre il primo dizionario, chiamato Suomalaisen Sana – Lugun Coetus, è del 1745 e a cura di Daniel Juslenius, contenente circa 16.000 parole, ed anche provvisto di un piccolo elenco di termini svedesi.

I dizionari di finlandese più usati oggigiorno sono il Nykysuomen sanakirja (dizionario di finlandese corrente) stampato dalla WSOY e giunto nel 2002 alla sua quindicesima edizione (la prima risale alla fine degli anni venti) e il Suomen kielen perussanakirja (dizionario base della lingua finlandese), pubblicato dal Kotimaisten kielten tutkimuskeskus (centro di ricerca delle lingue nazionali), sia in formato cartaceo che elettronico.

Morfologia linguistica[modifica | modifica wikitesto]

La lingua finlandese è scritta con l'alfabeto finlandese, ossia con l'alfabeto latino nella sua forma usata anche in Svezia, ovvero comprendente le lettere speciali ä, ö e å (quest'ultima presente solo nelle parole svedesi).

I termini della lingua finlandese sono divisi nelle seguenti categorie: sostantivi (substantiivit), aggettivi (adjektiivit), pronomi (pronominit), numerali (numeraalit), verbi (verbit) e particelle (partikkelit).

I casi[modifica | modifica wikitesto]

In finlandese i sostantivi, gli aggettivi, i pronomi, i numerali e le parti nominali dei verbi vengono declinate, oltre che in base al numero (singolare o plurale), anche in base a 15 casi:

  • Nominativo: è il caso del soggetto (Kirja on pieniIl libro è piccolo).
Risponde alle domande: kuka? (chi?), mikä? (che cosa?).
Il plurale si forma aggiungendo la desinenza -t al morfema debole del tema
È uguale al genitivo nella forma singolare e al nominativo nella forma plurale. Fanno eccezione i pronomi personali, che vengono declinati con la desinenza -t (es. minut, me).
  • Genitivo: è il caso del complemento di specificazione (Kirjan kansio on punainen – La copertina del libro è rosso).
Risponde alle domande: kenen? (di chi?), minkä? (di che cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -n al singolare oppure -en, -ten, -den/-tten al plurale, quindi è identico all'accusativo.
  • Partitivo: indica la parte di una cosa o una quantità indefinita, è anche il complemento diretto delle frase negative (En näe kirjaa Non vedo il libro).
Risponde alle domande: ketä? (chi?), mitä? (che cosa?).
Si forma aggiungendo le desinenze -(t)a/-(t)ä; V+ta → Va (kirja+ta → kirjaa)
  • Inessivo: è il caso del complemento di stato in luogo interno (Mario on autossa – Mario è nella macchina).
Risponde alla domanda: missä? (dove?).
Si forma aggiungendo la desinenza -ssa/-ssä
  • Elativo: è il caso del complemento di moto da luogo interno o la provenienza (Mario tuli ulos autosta – Mario è uscito dalla macchina).
Risponde alla domanda: mistä? (da dove?).
Si forma aggiungendo la desinenza -sta/-stä
  • Illativo: è il caso del complemento di moto a luogo interno (Mario astuu autoon – Mario si siede nella macchina).
Risponde alla domanda: mihin? (verso dove?).
Si forma aggiungendo le desinenze -Vn, -hVn, -seen al singolare e -hin, -siin al plurale
  • Adessivo: è il caso del complemento di stato in luogo esterno (Kirja on pöydällä – Il libro è sul tavolo), oppure il mezzo con cui si svolge un'azione o il modo in cui si compie (Mario opiskelee kirjalla – Mario studia con un libro). Inoltre indica il possessore nell'espressione: io ho (Minulla on kirjaIo ho un libro).
Risponde alla domanda: millä? (dove? in che modo? a chi?), millä paikalla? (in che posto?).
Si forma aggiungendo la desinenza -lla/-llä
  • Ablativo: è il caso del complemento di moto da luogo esterno. Indica separazione o provenienza (Mario ottaa kirjan pöydältä – Mario prende il libro dal tavolo).
Risponde alla domanda: miltä? (come? da dove?), miltä paikalta? (da che posto?).
Si forma aggiungendo la desinenza -lta/-ltä
  • Allativo: è il caso del complemento di moto a luogo esterno (Il libro è caduto sul pavimento), oppure del complemento di termine (Mario on kirjoittanut Luigille – Mario ha scritto a Luigi).
Risponde alla domanda: kenelle? (a chi?).
Si forma aggiungendo la desinenza -lle
  • Essivo: indica lo stato/la situazione in cui si trova una persona o una cosa. (Lääkärinä Mario tekee paljon töitä – Mario studia da medico).
Risponde alla domanda: minä? (in qualità di cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -na/-nä
  • Translativo: esprime una trasformazione (Mario valmistui lääkäriksi – Mario è diventato medico).
Risponde alla domanda: miksi? (come?).
Si forma aggiungendo la desinenza -ksi
  • Istruttivo: è il caso del complemento di mezzo (Näin sen omin silmin – L'ho visto con i miei occhi).
Risponde alla domanda: miten? (come?).
Si forma aggiungendo la desinenza -n
  • Comitativo: è il caso del complemento di compagnia, abbastanza raro nel finlandese parlato (Mario tuli kirjaneen – Mario è venuto con il suo libro).
Risponde alle domande: kenen kanssa? (con chi?), minkä kanssa? (con cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -ne
  • Abessivo: esprime la mancanza di qualcosa, molto raro nel finlandese parlato (Mario on kirjatta – Mario è senza libri).
Risponde alla domanda: mitä ilman? (senza che cosa?).
Si forma aggiungendo la desinenza -tta/-ttä

L'abessivo, l'instruttivo e il comitativo sono casi rari e solitamente appaiono in espressioni avverbiali (jalan, a piedi), pertanto la distinzione tra declinazioni e avverbi non è assoluta. Ancora più indefiniti sono i casi cosiddetti "non convenzionali", come ad esempio il prolativo, che si forma con l'aggiunta della desinenza -tse (maitse, meritse, sähköpostitse, rispettivamente "via terra", "via mare", "via posta elettronica"). Nelle grammatiche più recenti, non viene neanche menzionato l'accusativo come caso a sé, dal momento che ricalca il caso genitivo al singolare e il nominativo al plurale. Il caso particolare della desinenza -t dei pronomi personali del caso accusativo è usata in alcuni dialetti anche per i nomi propri di persona (otetaan Matit ja Maijat mukaan ja lähetään kylälle, passiamo a prendere Matti e Maija e andiamo in paese).

Suffisso possessivo[modifica | modifica wikitesto]

I sostantivi si declinano anche in funzione della persona, ad essi cioè può essere legato anche un suffisso possessivo. Tali suffissi vengono inseriti dopo la desinenza del caso utilizzato.

  • -ni (prima pers. sing.)
  • -si (seconda pers. sing.)
  • -nsa, -nsä oppure vocale della desinenza + -n (terza pers. sing.)
  • -mme (prima pers. pl.)
  • -nne (seconda pers. pl.)
  • -nsa, -nsä oppure vocale della desinenza + -n (terza pers. pl.)

L'uso del suffisso possessivo è obbligatorio nella lingua finlandese scritta, in aggiunta può essere utilizzato, come attributo del sostantivo, anche il pronome di persona al genitivo (minun autoni oppure autoni, "la mia auto"). Nella terza persona, l'usare o meno il pronome di persona indica, rispettivamente, la forma non riflessiva o riflessiva della frase:

  • Pekka näki autonsa, "Pekka ha visto la sua propria auto"
  • Pekka näki hänen autonsa, "Pekka ha visto la sua auto" (di un'altra persona).

Nella lingua parlata i suffissi possessivi vengono usati raramente. Generalmente il loro utilizzo si limita alle forme di possesso riflessivo (mä löysin kirjani, "trovai il mio libro"), oppure in senso rafforzativo o in linguaggio volutamente forbito. A prescindere dal loro uso o meno, essi sono completamente comprensibili anche nella forma parlata.

I suffissi possessivi sono utilizzati anche abbinati ai pronomi riflessivi (itselleni, "a me stesso", toiselleen "ad un altro"), e anche con le forme infinite dei verbi (kerroin tulevani huomenna, "dissi che sarei arrivato domani").

Lo sviluppo della lingua finlandese suggerisce una diminuzione progressiva dell'uso suffissi possessivi, che sono sostituiti semplicemente dall'attributo al genitivo, così come accaduto nella lingua estone, che ha perso completamente tali suffissi.

Verbi[modifica | modifica wikitesto]

Le forme dei verbi vengono divise in due categorie:

  • Forma finita. Sono le forme coniugabili in funzione della persona (6 forme personali più il passivo); i verbi in forma finita vengo usati nella forma canonica di predicato
  • Forma infinita o Forma nominale. In questa forma i verbi vengono declinati alla stregua dei sostantivi (casi, singolare/plurale e suffissi possessivi), e usati pertanto anche in forma sostantivata.

I modi dei verbi in forma finita sono quattro: indicativo, imperativo, condizionale e potenziale. Raramente sono utilizzati i vecchi modi eventivo e optativo.

I tempi sono anch'essi quattro: presente, imperfetto, perfetto e piuccheperfetto. Altri tempi usati nel passato sono caduti in disuso. Interessante notare come nella lingua finlandese non esista un tempo futuro.

I verbi in forma nominale si dividono in infinitivi e participi. La forma infinitiva è usata all'interno della frase allo stesso modo dei sostantivi, e può presentarsi in alcune forme declinate. Ad esempio il verbo syödä (mangiare) diventa syömässä ("a mangiare", "mangiando", stato in luogo), syömästä ("dal mangiare", moto da luogo), syömään ("a mangiare", moto a luogo), syömättä ("senza mangiare", "senza aver mangiato", abessivo). In forma infinitiva i verbi possono anche avere il suffisso possessivo (mennessämme, "nel nostro andare", "mentre stiamo/stavamo andando", nähdäkseni, "per vedermi"). I participi, nel loro declinarsi e nella loro sintassi, si comportano come aggettivi, ovvero possono declinarsi in tutti i casi, e in tutti i modi comparativi. Ad esempio il primo participio (participio presente) del verbo tehdä (fare) è tekevä (facente, colui che fa), e può assumere la forma comparativa relativa tekevämpi e comparativa assoluta tekevin, difficilmente traducibili direttamente in italiano senza l'uso di circonlocuzioni. Così come nel modo infinitivo, anche i participi hanno forme attive e passive. Il citato verbo syödä ha come participio presente syövä (mangiante) nella forma attiva e syötävä (mangiabile) nella forma passiva, mentre il participio passato è syönyt (mangiato) nella forma attiva e syöty (stato mangiato) in quella passiva.

Un'altra peculiarità del finlandese, presente anche in altre lingue uraliche, è il verbo di negazione, che si coniuga in funzione della persona. All'indicativo le sei forme personali sono en, et, ei, emme, ette, eivät, all'imperativo è presente nella seconda e terza persona singolare (älä e älköön) e in tutte e tre le forme plurali (älkäämme, älkää, älkööt). Dei modi nominali del verbo di negazione è rimasto, nel finlandese corrente, solo la forma del participio presente (primo participio) che è epä ed è spesso utilizzato come prefisso di negazione in molti aggettivi (es. epävirallinen, non ufficiale, ufficioso).

La negazione dei verbi si ottiene dunque inserendo il verbo di negazione tra il soggetto e il verbo, ovvero come un vero e proprio verbo ausiliare. Ad esempio, sinä olet lukenut (tu hai letto) diventa sinä et ole lukenut (tu non hai letto).

Nella forma interrogativa, è il verbo a spostarsi all'inizio della frase e ad assumere la particella interrogativa -ko o -kö: oletko lukenut (hai letto?), etkö sinä ole lukenut (non hai letto?).

Alterazioni fonetiche morfologiche o relative alla declinazione[modifica | modifica wikitesto]

A differenza delle lingue agglutinanti canoniche, nella lingua finlandese la radice (il tema lessicale) e la desinenza dei termini possono avere numerose varianti. Questo comportamento è legato agli sviluppi fonetici della lingua risalenti alle lingue baltofinniche o ancora a tempi antecedenti. I cambiamenti nel tema lessicale sono causati dai seguenti fattori:

  • Cambiamento del morfema vocalico e consonantico. La maggior parte dei sostantivi terminano, in forma nominativa, con una vocale (es. veri, sangue), oppure il tema, a cui viene aggiunta la desinenza, termina con una vocale (es. nominativo: hevonen, genitivo: hevose-n, "cavallo"). Ma nel caso di altre desinenze, soprattutto del partitivo, una consonante viene aggiunta al tema (variante del tema) privato della vocale terminale (ad es. il partitivo singolare degli esempi sopra citati è ver-ta e hevos-ta).
  • Alternanza consonantica: nei termini che presentano nel tema consonanti occlusive (k, p, t), esse cambiano a seconda che la sillaba successiva (generalmente la desinenza) sia chiusa (terminante con una consonante) oppure aperta (es. nominativo: kukka, genitivo kuka-n, partitivo kukka-a, "fiore"). L'alternanza consonantica è sintatticamente un fenomeno così importante che si estende anche ai nuovi prestiti stranieri, a termini di uso esclusivo della lingua parlata, e anche a consonanti non storicamente presenti nella lingua finlandese. Ad esempio, il neologismo dubata, "doppiare (un film)" diventa alla terza persona singolare dell'indicativo dubbaa
  • Variazioni del tema lessicale con vocali terminali e e i: nelle parole in cui il tema termini con la vocale e, la forma del nominativo singolare termina in i (gen. vere-n : nom. veri, "sangue", gen. lapse-n : nom. lapsi, "bambino"). Le parole aventi tema terminante in i, e il cui nominativo termina anch'esso in i, sono da un punto di vista della declinazione termini a tema vocalico, e sono generalmente parole derivate come kasvi (pianta) o prestiti stranieri come lasi (bicchiere).
  • Cambiamenti di t e s: anticamente (già prima del periodo del protofinnico), la t si è trasformata in s davanti alla vocale i, per cui nelle parole antiche in cui il morfema vocalico i si trasforma in e e aventi davanti ad esso una t (o alla sua consonante alternativa d), quest'ultima cambia in s. Ad esempio la parola "acqua" è vesi al nominativo, vettä al partitivo e veden al genitivo.

Esempi di tipi di temi lessicali:

  • valo (luce)
    • tema vocalico invariabile valo-: valon (gen.), valoa (part.)
  • takka (camino, focolare)
    • tema vocalico forte takka-: takkaan (illativo)
    • tema vocalico debole taka-: takassa (inessivo)
  • keihäs (lancia)
    • tema vocalico keihää-: keihäät (nom. pl.)
    • tema consonantico keihäs-: keihästä (part. sing.)
  • opas (guida)
    • tema vocalico (di grado forte) oppaa-: oppaana (essivo)
    • tema consonantico (di grado debole) opas-: opasta (part.)
  • vesi (acqua)
    • tema vocalico forte vete-: vetenä (essivo)
    • tema vocalico debole vede-: vedestä (elativo)
    • tema consonantico vet-: vettä (part.)

Fonetica e ortografia[modifica | modifica wikitesto]

Sistema fonetico[modifica | modifica wikitesto]

Nel finlandese il sistema vocalico è alquanto ampio. Esso è composto da:

  • Cinque vocali anteriori
    • arrotondate: vocale semialta ö e alta y (pronunciata come la tedesca ü)
    • non arrotondate: alta i, semialta e e ampia ä
  • Tre vocali posteriori
    • arrotondate: semialta o e alta u
    • non arrotondate: ampia a.

Le vocali si presentano in forma lunga e breve (la forma lunga è rappresentata dalla stessa vocale scritta due volte). Inoltre esistono numerosi dittonghi o unioni di vocali (vocali consecutive pronunciate con una breve pausa tra di esse).

Ad un'ampia scelta di vocali corrisponde un limitato sistema consonantico. Esso è composto da:

  • le occlusive sorde p, t, k e l'occlusiva sonora d (la d è presente solamente nelle parole che hanno una t come corrispondente nel morfema debole del tema)
  • la sibilante s
  • le nasali m, n e ng (quest'ultima talvolta simile al gn italiano di gnomo, ma in forma meno marcata)
  • le liquide l e r
  • le fricative v e j (quest'ultima con pronuncia fricativa molto debole, praticamente semivocale) e la debole fricativa h (equivalente alla c toscana in la casa).

In aggiunta a queste consonanti, sono presenti prestiti consonantici stranieri, quali b e d (in posizioni diverse dal caso sopra specificato), g, f, e š.

Le consonanti (eccetto la h) possono presentarsi in forma breve o lunga. La j è raddoppiata solo con aggiunta di una i, mentre la v solo dopo un dittongo terminante in u, ma non viene raddoppiata nella forma scritta. Le parole aventi occlusive nel tema lessicale sono caratterizzate dall'alternanza consonantica.

Armonia vocalica[modifica | modifica wikitesto]

Armonia vocalica nella lingua finlandese

Come nel turco e nell'ungherese, nella lingua finlandese (almeno per le parole originarie) esiste un'armonia vocalica: in una stessa parola possono coesistere solo le vocali anteriori y, ä, ö oppure le posteriori a, o, u; la e e la i sono considerate vocali neutre e sono presenti anche con vocali posteriori. Questo influisce anche sulle desinenze, che devono contenere vocali che mantengano l'armonia velare: kala-ssa, (nel pesce), kylä-ssä (nel paese), levo-ttom-uus (inquietudine), työ-ttöm-yys (disoccupazione). Se sono presenti solo vocali neutre queste valgono ovviamente come vocali anteriori. (es. Helsingi-ssä-kö, "a Helsinki?")

L'armonia vocalica non è presente nelle parole composte dall'agglutinazione di due termini distinti (kesäloma, "vacanze estive", aamuyö, "le ore piccole"). Stesso discorso vale per parole aventi suffissi esterni (es. tällainen, "simile") e parole composte che abbiano un morfema identificativo del limite tra le due parole (laihan-länta).

Struttura e accento delle parole[modifica | modifica wikitesto]

Le parole finlandesi possono essere divise in sillabe, che possono iniziare con una vocale o al massimo con una consonante. Anche per questa ragione i termini originari finlandesi possono avere al massimo una consonante all'inizio, e nei vecchi prestiti stranieri il morfema iniziale è semplificato in base a questa regola (es. ranta, "spiaggia", dal germanico strand). I termini che iniziano per vocale (che può essere breve, lunga o un dittongo) sono seguiti da 0-2 consonanti; la sillaba più breve è pertanto costituita da una vocale breve (es. o-lo, "l'essere", "lo stare", i-sä, "padre").

I termini finlandesi di radice antica sono generalmente bisillabici e a tema lessicale con terminazione vocalica (kala, "pesce", muna, "uovo", mene-, tema del verbo mennä, "andare", otta-, tema del verbo ottaa, "prendere"), monosillabici sono solo il verbo di negazione (ei, e-), alcuni temi di pronomi (se, "esso", tuo, "quello", tä-, tema del pronome tämä, "questo", ku-, tema del pronome kuka, "chi") e un piccolo gruppo di parole bisillabiche che hanno perso una consonante interna (es. jää, ghiaccio, kuu, luna, pää, testa). Ovviamente in coda al tema possono essere aggiunte desinenze e suffissi, oltre alla possibilità di costruire parole composte, cosicché le parole finlandesi possono essere anche molto lunghe.

L'accento nelle parole finlandesi è, senza eccezioni, sulla prima sillaba. Questa è una tipica particolarità del finlandese, tant'è che l'accento non è affetto né dalla durata della sillaba, né del suono: suoni (vocali) lunghi e brevi possono presentarsi indifferentemente sulla sillaba accentata o su altre. Nella lingua parlata l'accento più marcato può essere spostato su altre sillabe (es. hetkiNEN, "un attimo!"), ma solo nei casi in cui la parola vuol'essere enfatizzata. Nell'ambito della frase alcune parole brevi possono restare senza accento, come ad esempio le parole inizianti per on-. Oltre all'accento principale, nelle parole composte da almeno quattro sillabe, è possibile avere un accento secondario. Emil Nestor Setälä, in un suo scritto del 1930 ha definito gli accenti secondari come segue:

« L'accento secondario si presenta, in aggiunta al principale in parole composte da più di tre sillabe, sulla terza o sulla quarta sillaba e, successivamente, ogni due sillabe (eccetto sull'ultima). L'accento sulla quarta sillaba (e quindi sulla sesta, ottava, e così via) cade generalmente solo su parole composte da cinque o più sillabe in cui la terza sillaba è breve. »

Nelle parole composte l'accento secondario è importante per distinguere le parole singole.

Ortografia[modifica | modifica wikitesto]

L'ortografia della lingua finlandese è nella gran parte fonologica, ovvero ad ogni suono corrisponde una lettera. Le eccezioni maggiori sono:

  • il suono äng, ovvero una n velare, che viene scritto come nk (kenkä, scarpa) o ng (kengät, scarpe)
  • il fenomeno sandhi, ovvero i cambiamenti di pronuncia tra due parole consecutive, tra cui il più comune è la geminazione di frontiera

La geminazione di frontiera si presenta in quei termini che hanno perso una consonante finale (generalmente -k o -h); se a una parola di questo tipo segue un termine iniziante per consonante, questa consonante viene foneticamente raddoppiata. La geminazione di frontiera non viene generalmente scritta; nei trattati linguistici viene spesso contrassegnata dal simbolo x. Esempi della geminazione di frontiera sono i seguenti:

  • Dopo il verbo coniugato tramite l'uso del verbo di negazione: en ota sitä [en otas sitä] (non lo prendo)
  • Nella seconda persona singolare del modo imperativo dei verbi: ota se [otas se] (prendilo), älä tule tänne [älä tulet tänne] (non venire qui)
  • Nella forma del primo infinito dei verbi (corrispondente al nostro infinito): en tahdo ottaa sitä [en tahdo ottas sitä] (non voglio prenderlo)
  • Nei sostantivi declinati nel caso allativo: äidille pitää soittaa [äidillep pitää soittaa] (si deve chiamare la mamma)
  • In alcuni avverbi che (così come nel caso dei termini all'allativo o dei verbi all'infinito) avevano nella loro forma antica una -k terminale: tänne tulo [tännet tulo] (l'arrivo qua)
  • termini (originari o prestiti) anticamente terminanti per -(e)k- e -(e)h-, la cui forma nominativa dei derivati moderni termina generalmente in e; ad esempio la parola herne, pisello, derivante dal baltico herneh: hernekeitto [hernekkeitto], "zuppa di piselli", oppure puhe ("parola", "parlata", dal verbo puhua, parlare), da cui puhemies [puhemmies], "portavoce", "presidente".

I problemi nella scrittura e nella pronuncia nascono spesso nel caso di prestiti linguistici. In alcuni casi, infatti, si è mantenuta la scrittura originaria, o comunque non modificata secondo le regole di pronuncia finlandese. Ad esempio, il prestito latino invalidi (invalido), è scritto con una sola i, e così dovrebbe essere pronunciato dal momento che nella versione latina della parola tale i era breve; in realtà in pratica la pronuncia della i viene raddoppiata seguendo la regola linguistica di altre parole aventi la stessa sequenza di vocali e consonanti (es. invaliidi, Balttia).

La sibilante š presenta lo stesso tipo di indeterminazione di scrittura: per i prestiti che presentavano tale vocale viene talvolta consigliato l'uso di una normale s (sakaali, sciacallo, sampoo, sciampo, snautseri, schnauzer, sokki, shock, attasea, addetto, hasis, hashish, klisee, cliché, montaasi, montaggio, reportaasi, reportage, sabotaasi, sabotaggio, kollaasi, collage, saali, scialle, samppanja, champagne, sekki, ma anche šekki, scacchi, sifonki, chiffon, sortsit, ma anche šortsit e shortsit, calzoncini corti, brosyyri, brochure, ecc.), mentre l'uso della š viene consigliato nelle parole šaahi, scià, šamaani, sciamano šeikki, sceicco, šeriffi, sceriffo, šillinki, scellino, geiša, geisha, šakki, scacchi, tšekki, Cechia, Tšehov, Cecov, šovinismi, sciovinismo, bolševikki, bolscevico, kašmir, cachemire, pašša, pascià, e comunque nella traslitterazione dei nomi russi (es. Hovanštšina, Tšehov, Tšaikovski, Gorbatšov, Tšetšenia). La forma sh- viene usata raramente in prestiti inglesi (es. sherry, show), oppure nel caso in cui, per ragioni tecniche, non si possa usare la lettera š.

Esempi di lingua[modifica | modifica wikitesto]

Parole e frasi di uso comune[modifica | modifica wikitesto]

  • Kyllä: sì
  • En/et/ei/emme/ette/eivät: no (cambia a seconda della persona)
  • Hei!: ciao!
  • Terve!: salve!
  • Tervetuloa!: benvenuto/a/i/e!
  • Hyvää huomenta!: buon giorno! (al mattino presto)
  • Hyvää päivää!: buon giorno!
  • Hyvää iltaa!: buona sera!
  • Hyvää yötä!: buona notte!
  • Näkemiin!: arrivederci!
  • Kiitos: grazie
  • Paljon kiitoksia: molte grazie
  • Eipä kestä: di niente, Prego
  • Mitä kuuluu?: come va?
  • Anteeksi: scusa/i
  • Kuinka paljon...?: quanto...?
  • Kuinka monta...?: quanti/e...?
  • Mikä...?: che (cosa)...?
  • Kuka...?: chi...?
  • Missä...?: dove...? (stato)
  • Mihin...?: dove...? (moto)
  • Milloin...? : quando...?
  • Puhutko suomea/italiaa/englantia/ranskaa/saksaa?: parli finlandese/italiano/inglese/francese/tedesco?
  • suomeksi/italiaksi/englanniksi/ranskaksi/saksaksi: in finlandese/italiano/inglese/francese/tedesco
  • Oletko suomalainen/italialainen?: sei finlandese/italiano?
  • Mitä kello on?: che ore sono?

Numeri cardinali[modifica | modifica wikitesto]

Numeri da zero a dieci
  • zero: nolla
  • uno: yksi
  • due: kaksi
  • tre: kolme
  • quattro: neljä
  • cinque: viisi
  • sei: kuusi
  • sette: seitsemän
  • otto: kahdeksan
  • nove: yhdeksän
  • dieci: kymmenen
Numeri da undici a mille
  • undici: yksitoista
  • ...
  • venti: kaksikymmentä
  • ...
  • cento: sata
  • ...
  • mille: tuhat

Giorni della settimana[modifica | modifica wikitesto]

  • maanantai: lunedì
  • tiistai: martedì
  • keskiviikko: mercoledì (letteralmente "metà settimana")
  • torstai: giovedì
  • perjantai: venerdì
  • lauantai: sabato
  • sunnuntai: domenica

Nomi dei mesi[modifica | modifica wikitesto]

  • tammikuu: gennaio (lett.: "(il) mese della quercia")
  • helmikuu: febbraio (lett.: "(il) mese della perla")
  • maaliskuu: marzo
  • huhtikuu: aprile
  • toukokuu: maggio (lett.: "(il) mese della semina")
  • kesäkuu: giugno (lett.: "(il) mese dell'estate")
  • heinäkuu: luglio (lett.: "(il) mese del fieno")
  • elokuu: agosto (lett.: "(il) mese del raccolto")
  • syyskuu: settembre (lett.: "(il) mese dell'autunno")
  • lokakuu: ottobre (lett.: "(il) mese del fango")
  • marraskuu: novembre
  • joulukuu: dicembre (lett.: "(il) mese del Natale")

Voci geografiche[modifica | modifica wikitesto]

Presente indicativo del verbo essere (olla)[modifica | modifica wikitesto]

  • (minä) olen: io sono
  • (sinä) olet: tu sei
  • (Te) olette: Lei è[nota 1]
  • hän on: lui/lei è
  • se[nota 2] on: esso è
  • (me) olemme: noi siamo
  • (te) olette: voi siete
  • he ovat: loro/essi/esse sono
  • ne[nota 2] ovat: essi/esse sono
  1. ^ Il "Lei" è molto meno usato rispetto all'italiano.
  2. ^ a b Pronomi dimostrativi. Gli altri pronomi dimostrativi sono: tämä (pl. nämä) = "questo" e tuo (pl. nuo) = "quello".

Dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione dei dialetti finlandesi: 1. Dialetti sud-occidentali, 2. Dialetti hämäläismurteet, 3. Dialetto dell'Ostrobotnia meridionale, 4. Dialetti keskipohjalaiset e pohjoispohjalaiset, 5. Dialetti peräpohjalaiset, 6. Dialetti del Savo, 7. Dialetti sud-orientali.

Nonostante il basso numero di locutori del finlandese (circa sei milioni), esistono numerose variazioni dialettali. Molti dialetti hanno radici antiche, praticamente più antichi della nascita della lingua finlandese vera e propria. Prima del Medioevo non esisteva una definizione vera e propria, ma esisteva una distinzione tra dialetti etnici baltofinnici; da quelli rimasti all'interno dei confini della Svezia del tempo, quando si è iniziato a costruire la lingua finlandese. La lingua finlandese attuale non è figlia di un singolo dialetto, bensì frutto di compromesso di unificazione dei vari dialetti effettuato durante il XIX secolo.

I dialetti non vengono più parlati nelle loro forme originarie, e si può dire che stanno lentamente morendo. In alcune regioni, comunque, il dialetto si è mantenuto forte e conta numerosi locutori; si può in ogni caso affermare che i dialetti originari siano stati sostituiti dalla locale lingua parlata. Negli ultimi decenni è nato un nuovo interesse nei dialetti, per cui oggigiorno esiste una nutrita pubblicazione di libri scritti nei vari dialetti locali, arrivando addirittura a pubblicare fumetti (ad es. Paperino) nei vari slang.

I dialetti finlandesi sono tradizionalmente divisi in due gruppi: i dialetti occidentali e quelli orientali. Le differenze sostanziali sono le seguenti:

  • Variazione della t nella forma debole del tema lessicale. Essa si trasforma in d nel finlandese scritto, nei dialetti occidentali spesso diventa r o l, mentre in quelli orientali viene completamente rimossa, oppure sostituita da un fonema di transizione,
  • Trasformazione delle vocali lunghe in dittonghi (nei dialetti orientali): ad es. moa invece di maa (terra), peä invece di pää (testa)
  • Differenze nell'uso dei vocaboli. Ad esempio il fascio di rametti di betulla che si usa in sauna è chiamato vihta nei dialetti occidentali, mentre vasta in quelli orientali. Alcune parole assumono significati diversi, come tuima, che nei dialetti occidentali significa forte, pungente, mentre in quelli orientali significa insipido, insapore.

Dialetti occidentali[modifica | modifica wikitesto]

I dialetti occidentali vengono suddivisi tra i dialetti del sud-ovest, parlati nelle regioni del Varsinais-Suomi e della Satakunta, e il gruppo dei dialetti denominati hämäläismurteet, dai quali i dialetti contemporantei del sud-ovest hanno origine, e parlati principalmente della regione dell'Häme. I dialetti dell'Ostrobotnia meridionale sono parlati nelle regioni dell'Ostrobotnia meridionale, mentre i dialetti dell'Ostrobotnia centrale e settentrionale ovviamente delle regioni dell'Ostrobotnia centrale e settentrionale. I dialetti finlandesi parlati in Lapponia sono generalmente chiamati dialetti della Lapponia meridionale. Lo stesso meänkieli (lett. "la nostra lingua"), parlato nel Tornedalen può essere considerato un dialetto della Lapponia, sebbene si sia diviso dagli altri dopo il 1809, anno in cui la Finlandia è passata sotto la dominazione russa, mentre i locutori del meänkieli sono rimasti in Svezia. Stesso discorso vale per la lingua kven, parlata nel Finnmark norvegese.

I dialetti occidentali che hanno subito poche influenze nel corso dei secoli sono solo i dialetti del sud-ovest e quelli del gruppo degli hämäläismurteet. I vari dialetti dell'Ostrobotnia hanno subito influenze dai dialetti orientali, sempre più marcate più a nord ci spostiamo. Per questa ragione molti studiosi stanno pensando di riclassificare i dialetti in tre gruppi: occidentali, orientali e settentrionali.

Dialetti orientali[modifica | modifica wikitesto]

I dialetti orientali sono principalmente divisi nei dialetti del Savo e nei dialetti del sud-est. Alcuni ricercatori sostengono che tali dialetti siano più vicini alla lingua careliana che ai dialetti occidentali.

La regione dei dialetti del Savo è geograficamente l'area dialettale finlandese più vasta, poiché i contadini originari del Savo si sono trasferiti – durante il Medioevo e anche successivamente – in altre aree dialettali, ma difficilmente in centri già abitati, evitando così influssi da altri dialetti. I dialetti del Savo sono dunque anche parlati nella Carelia settentrionale, nella regione del Päijät-Häme ad est del lago Päijänne, nella Finlandia centrale, nel Kainuu, nel Koillismaa e anche nell'Ostrobotnia, nelle enclavi linguistiche dei distretti di Keuruu ed Evijärvi. Inoltre il dialetto dei Finlandesi delle foreste, parlato nel Värmland svedese e nell'adiacente regione norvegese fino all'inizio del XX secolo, ha origine come dialetto del Savo.

I dialetti del sudest sono o sono stati parlati nella Carelia meridionale, nell'Istmo di Carelia e dal XVII secolo in Ingria (la regione in cui giace l'odierna San Pietroburgo). I dialetti parlati nelle regioni di confine della Carelia e nelle regioni a nord-est del Lago Ladoga non sono direttamente legati alla lingua finlandese, bensì a quella della Carelia, sebbene nelle regioni di confine siano perfettamente comprensibili dai finlandesi.

Altri dialetti o slang della lingua finlandese[modifica | modifica wikitesto]

  • Finglish, forma di slang in cui sono presenti numerosi prestiti dalla lingua inglese
  • Dialetto di Rauma, dialetto parlato principalmente nella città di Rauma, appartenente al gruppo dei dialetti del sud-ovest, ma con forti distinzioni quali l'accorciamento delle parole, una propria intonazione e molti prestiti germanici.
  • Stadin slangi (letteralmente "slang di Helsinki"), forma dialettale nata a Helsinki all'inizio del XX secolo e praticamente basata sull'uso di numerosi prestiti svedesi. Tale dialetto nacque come sorta di lingua franca per permettere la comunicazione tra finlandesi di lingua svedese e finlandese.

Premi Nobel per la letteratura di lingua finlandese[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FI) Suomen sukukielet
  2. ^ (EN) National minorities and minority languages
  3. ^ (RU) О государственной поддержке карельского, вепсского и финского языков в Республике Карелия

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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