Scrittura

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Tondo con affresco romano, del 50 circa, di donna con libro e stilo (cosiddetta "Saffo") proveniente da Pompei. Napoli, Museo archeologico nazionale.

La scrittura è la rappresentazione grafica della lingua per mezzo di lettere o altri segni (grafemi). I segni della scrittura (glifi) denotano sovente di suoni o gruppi di suoni (fonemi). Dopo la tradizione orale, la scrittura è il primo modo di comunicazione tra i popoli ed il primo mezzo usato per la conservazione e la trasmissione di dati.

In un senso più ampio, si definisce "scrittura" ogni mezzo che permette una più facile e più veloce trasmissione di informazioni, come per esempio, la "scrittura" della musica, dell'algebra, ecc.

Indice

[modifica] Cenni storici

Le Tavolette di Tǎrtǎria (cultura Vinča) sono tre reperti archeologici rinvenuti a Săliştea, Romania. Queste recano incisi simboli che sono stati oggetto di notevoli controversie tra gli archeologi, alcuni dei quali sostengono che le incisioni rappresentano la prima forma conosciuta di scrittura al mondo.

Fino a pochi decenni fa era opinione condivisa che la scrittura fosse nata in ambito neolitico, presso la civiltà sumera, ma la teoria classica secondo cui la scrittura sarebbe stata trasmessa dai Sumeri agli altri popoli (vedi “Scrittura sumera”), è oggi messa in discussione. Gli sviluppi dell'archeologia spingono alla riformulazione di un nuovo quadro. A parte le evidenze di testi egizi che risalgono tra il 3400 ed il 3200 a.C. e che precedono le prime forme di scrittura in Mesopotamia datate dal 3200 al 3100 a.C., sono state rinvenute iscrizioni su ceramiche della civiltà di Harappa, nella valle dell'Indo, che anticipano gli inizi di tale scrittura di un millennio, dal 2600 a.C. al 3500 a.C.

A questo bisogna aggiungere gli esempi di scrittura su terrecotte della antica civiltà europea che si è sviluppata attorno al corso del Danubio (cultura Vinča) e precedente l'ingresso delle popolazioni indoeuropee, tali scritture si datano dal 5400 al 4000 a.C. È ancora aperto il dibattito se la scrittura delle antiche civiltà europee abbia influenzato la scrittura cuneiforme mentre sembra accertato un legame con la lineare A cretese (II millennio a.C.).[1]

È improbabile che la scrittura sia stata inventata in un momento preciso da una civiltà e poi diffusa ad altre in modo lineare, possibile invece che si sia sviluppata attraverso una serie di fasi alternando progressi a stagnazioni. È verosimile inoltre che lo sviluppo della scrittura sia avvenuto indipendentemente in civiltà differenti e per motivazioni differenti, così nella cultura Vinča e nell'antico Egitto la scrittura era legata a forme di culto, mentre in Mesopotamia si sviluppò da esigenze di commercio e contabilità, mentre in Cina, nel 1200 a.C. e per quattro secoli, utilizzata come strumento divinatorio.[2]

[modifica] Importanza della scrittura

« Senza la scrittura le parole non hanno presenza visiva, possono solo essere "recuperate", "ricordate". »

L'avvento della scrittura, secondo Jack Goody, ha permesso un "addomesticamento del pensiero" tale da consentire processi quali l'astrazione, la formalizzazione, la logica, l'analisi, la classificazione, la sintesi e l'ipotesi (e quindi la formazione di nuove teorie).

Rispetto a culture in cui l'oralità è più diffusa della scrittura, grazie ad essa è quindi possibile l'innovazione, l'oggettività e il distacco. La scrittura ha portato anche ad una perdita dell'importanza della memoria, lo dimostra ad esempio il fatto che per i cittadini dei Paesi Occidentali è assai difficile ricordare i nomi degli avi, mentre nelle società ad oralità diffusa questa è una forte necessità per dimostrare il possesso di una proprietà. La lettura, rispetto alla trasmissione orale è un processo soggettivo che prevede una metabolizzazione privata, riflessiva e libera delle conoscenze (libro come mediatore della conoscenza).

Inoltre la scrittura può permettere di legare il pensiero concreto (legato all'esperienza), al pensiero astratto. Si ritiene che l'avvento della scrittura abbia condotto l'umanità non solo alla letteratura, alla poesia, al progresso ma anche a sentimenti come l'individualismo e il nazionalismo. Una figura come l'artista individuale, il poeta, è impensabile in una società ad oralità diffusa mentre in una società in cui è presente la scrittura il plagio diviene un reato e ciò che si scrive può portare alla censura e alla persecuzione.

Infine senza la scrittura le grandi religioni non avrebbero avuto modo di esistere perché sarebbe stata impossibile la presenza degli intoccabili testi sacri.

[modifica] Forme di scrittura

Alcuni sistemi di scrittura

Proprio a causa dell’avvento più o meno contemporaneo di varie scritture si sono sviluppati vari modi di scrivere. Un tempo si usava dividere le scritture in lineari e non lineari. Si definivano lineari quelle composte da linee appunto, mentre facevano parte delle non lineari ad esempio le scritture cuneiformi e quella cinese: invece delle linee, le cuneiformi presentavano incisioni, e la cinese era dipinta a pennello. Recentemente si tende ad abbandonare questa distinzione in quanto si tratterebbe solo di diverso materiale allora in uso: se i Sumeri avessero conosciuto la carta, non avrebbero inciso le lettere, e se i Cinesi avessero avuto a disposizione delle matite, non avrebbero usato pennelli. Perciò oggi si tende a ritenere non lineari solo quelle forme di scrittura che non fanno uso di grafemi. Rimane dunque la seguente principale classificazione:

  • scritture logografiche che usano segni per la notazione di parole;
  • scritture sillabiche dove i segni indicano sillabe;
  • scritture alfabetiche dove ogni fonema è scritto con le lettere di un alfabeto.

[modifica] Scritture logografiche

La forma più antica di scrittura è la logografia, cioè espressione per mezzo di figure che significano parole. Inizialmente le figure rappresentavano solo oggetti. Questa era la pittografia ed ovviamente non era legata alla lingua parlata dall'autore della figura: la scrittura/figura veniva letta da ognuno nella propria lingua. In questo modo comunicavano ad esempio gli Indiani d'America, sebbene ogni tribù possedesse un proprio idioma. Possiamo inserire in questo gruppo anche i moderni segnali di informazione, quali ad esempio un telefono che indica la possibilità di comunicare telefonicamente, o una tazzina che suggerisce la vicinanza di un bar.

Dalla pittografia che raffigurava solo oggetti, si sviluppò l'ideografia per rappresentare anche idee. La figura di un occhio non significava più solo "occhio", poteva significare anche "vedere". Così nacquero le scritture cuneiformi, i geroglifici e la scrittura cinese. Oggi gli ideogrammi vengono spesso usati nella pubblicità e in statistica. Ad esempio, se una figurina mostra dieci persone sopra un'automobile, sembra facile capire che in un dato luogo e tempo una persona su dieci possiede un'automobile. In modo analogo, in algebra, il segno "meno" (-) indica indiscutibilmente negatività.

[modifica] Scritture sillabiche

Col tempo, dalle scritture logografiche si svilupparono quelle sillabiche, cioè ogni segno stava ad indicare solo una sillaba. Questo passaggio evolutivo si rese necessario con lo sviluppo del commercio che richiese l’impiego di parole straniere. Le nuove espressioni potevano essere costituite da due o più parole, perciò bisognava scriverle con due o più segni. Un procedimento simile fece nascere le giapponesi hiragana e katakana dopo l’acquisizione di alcuni caratteri cinesi.

Nelle scritture sillabiche ogni sillaba è costituita da una consonante più una vocale. Normalmente la consonante iniziale non influisce sul segno grafico della sillaba: “ma” e “me” sono scritte in modo totalmente diverso, sebbene inizino ambedue con la “m”. Soltanto alcune scritture sillabiche che il linguista Peter T. Daniels chiama abugide prevedono una scrittura similare per sillabe con la stessa consonante iniziale. In questo tipo di scrittura spesso si indica solo la consonante, mentre le vocali vengono sostituite con segni diacritici. Le prime popolazioni ad usare questo sistema furono gli Indiani d’America [senza fonte]; oggi possiamo incontrarli ancora ad esempio nello hindi.

[modifica] Scritture alfabetiche

L’ulteriore sviluppo della scrittura portò alle scritture alfabetiche, dove i segni rappresentano i singoli suoni. La scrittura alfabetica più antica è l’abgiad (come lo definisce Daniels) e non nota le vocali, per cui si può presumere che si sia sviluppato da un’abugida. I geroglifici egiziani sono scritti in abgiad (o abjad) ed è questo il motivo per cui a tutt’oggi non possiamo sapere l’esatta pronuncia di alcuni nomi, dato che non conosciamo le relative vocali. Negli abgiad moderni (l’arabo e l’ebraico) esistono, in effetti, segni per le vocali, ma vengono usati solo per l’insegnamento della lingua.

Anche questo passaggio nacque probabilmente da necessità pratiche, e cioè per favorire gli scambi commerciali. Sono stati infatti i Fenici, i più grandi commercianti e marinai del mondo antico, a derivare la scrittura alfabetica da un abgiad. E proprio sul alfabeto fenicio si basa l’alfabeto greco antico che è il primo ad annotare tutte le vocali. È dunque il primo vero alfabeto e da esso derivano le scritture latiniche, cirilliche ed altre alfabetiche.

Le scritture alfabetiche consonantiche più note sono il cosiddetto protosinaitico, il protocananeo, l'ugaritico, il cananeo o fenicio arcaico, ed infine il fenicio. L'alfabeto gublitico (così chiamato dalla città di Biblo, non ancora decifrato, non si sa ancora se sia sillabico, o parzialmente sillabico oppure sillabico e consonantico assieme.

Il greco, l'alfabeto per eccellenza, sarebbe, secondo alcuni, derivato dal fenicio, secondo altri da un alfabeto molto più antico della Siria-Palestina.

Quest'ultima ipotesi sembra prendere sempre più corpo in seguito alle risultanze di studi molto recenti che, sulla base di una chiave epigrafica nuragica (offerta da documenti della Sardegna in protosinaitico, protocananeo e ugaritico della seconda metà del secondo Millennio a.C.) mostrano che una tipologia misteriosa di alfabeto vocalico greco, finito in maniera rocambolesca in Glozel (Vichy, Francia) era usato nel santuario di Pito per un dio chiamato Lossia e non ancora Apollo. L'origine dell'alfabeto greco consonantico-vocalico andrebbe posto quindi alla fine del XIV o nel XIII secolo, ovvero nel periodo del declino della scrittura greca chiamata Lineare B, decifrata dal Michael Ventris.

Il santuario pitico, una volta di influenza culturale e religiosa tebano-cadmea (semitica), divenuto definitivamente greco con la cacciata dei Cadmei da parte degli Argivi (secondo la nota testimonianza erodotea: Hist. I,57,2) adoperò un alfabeto completo (senza il quale la lingua greca, oracolare o meno, non avrebbe potuto essere espressa) servendosi delle cosiddette matres lectionis, ovvero dei grafemi delle consonanti semitiche non pronunciate dai greci (indoeuropei). Un aleph, ovvero il segno di aspirazione laringale divenne alfa (ma inizialmente anche epsilon o eta), il (altro segno di aspirazione) divenne epsilon, eta o alfa, yod divenne iota o ypsilon, ecc.). Quest'uso molto antico delle matres lectionis, dei grafemi semitici per esprimere il suono vocalico e non consonantico, si trova anche in alcuni dei documenti sardi.

[modifica] Scritture non lineari

Per definizione, sono non lineari le scritture per la cui annotazione non vengono usate delle linee scritte, ma oggi si tende a contestare questo concetto. Sono infatti inclusi in questo gruppo anche vari codici e crittografie, dove solitamente i segni sono comunque normali lettere o numeri, ma con senso alterato.

Anche la scrittura Braille per non vedenti potrebbe venir inclusa tra i normali alfabeti, in quanto ad ogni suono corrisponde un apposito segno. Viene invece inclusa nelle scritture non lineari solo in quanto il sostrato (la carta) non viene “scritto” ma “perforato”, per cui delle “linee” non sono possibili.

Analogamente nella scrittura Morse che pure potrebbe rientrare nelle scritture alfabetiche, manca l’azione dello “scrivere” in quanto i segni vengono originati da una “pressione” sul tasto apposito.

Rientra nella categoria anche la comunicazione a mezzo di bandiere usata perlopiù in marineria, la più moderna tra le scritture ideografiche. Ma anche in questo caso viene a mancare l’accezione di “scrivere”.

Quella che più si avvicina alla definizione è la scrittura della musica. I segni delle note non si possono definire un alfabeto o dei logografi, ma costituiscono un validissimo mezzo di scrittura. Solo che sono usabili unicamente in musica, non servono cioè per annotare delle parole.

In tutti questi casi si tratta dunque solo di supporti per l’annotazione di certe informazioni, e non di espressioni grafiche del linguaggio. Nell’accezione di scrittura quale mezzo di registrazione storica, cioè per la conservazione di dati, questi sistemi non sono neanche accettabili tra le “scritture”.

[modifica] Tecniche moderne di annotazione

Come detto sopra, l’uso della scrittura fu il primo modo di comunicazione e, più tardi, il mezzo principale per la registrazione e la conservazione di dati. Oggi sono a disposizione altre possibilità sia di comunicazione sia di testimonianza storica: stenografia, dattilografia, registrazione su nastro magnetico o su supporto digitale certamente non costituiscono una vera e propria scrittura, ma la sostituiscono egregiamente.

Sebbene probabilmente anche i libri verranno sostituiti da archivi elettronici, presumibilmente conterranno delle parti di testo. La notazione elettronica del testo si basa su una codifica dei caratteri, dove ogni carattere o segno di interpunzione viene rappresentato da un codice numerico univoco.

Le codifiche storicamente più usate sono ASCII e EBCDIC, che sono però limitate nel numero dei caratteri rappresentabili. Per questo motivo è stata sviluppata la codifica Unicode, oggi usata dalla maggior parte dei sistemi informativi, in grado di rappresentare decine di migliaia di caratteri differenti, potenzialmente tutti quelli esistenti in tutti gli alfabeti vivi o morti che siano.

[modifica] Filografia

La Filografia (termine composto da philos e graphia: scrittura. Propr. "amore per la scrittura") è lo studio e collezionismo di tutte le tracce relative alla scrittura, dai caratteri sumeri alle lettere inviate nello Spazio, dalle pergamene medievali alla dematerializzazione della parola scritta nei messaggi di posta elettronica e negli SMS.

[modifica] Note

  1. ^ Harald Haarmann, Modelli di civiltà a confronto nel mondo antico: la diversità funzionale degli antichi sistemi di scrittura, G. Bocchi, M. Ceruti ed., pag. 28-55
  2. ^ Harald Haarmann, Modelli di civiltà a confronto nel mondo antico: la diversità funzionale degli antichi sistemi di scrittura, G. Bocchi, M. Ceruti ed., pag. 28-55

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