Mustafa Kemal Atatürk
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Mustafa Kemal Atatürk
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| Durata mandato 20 ottobre 1923 – 10 novembre 1938 |
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| Predecessore | Carica creata |
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| Successore | İsmet İnönü |
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| Durata mandato 3 maggio 1920 – 24 gennaio 1921 |
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| Predecessore | Carica creata |
| Successore | Fevzi Çakmak |
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| Partito politico | Partito Popolare Repubblicano |
| Firma | |
| « Il leader immortale è l'eroe senza rivali » | |
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(Preambolo della Costituzione della Repubblica Turca)
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Mustafa Kemal Atatürk (Salonicco, 19 maggio 1881[1] – Istanbul, 10 novembre 1938) è stato un militare e politico turco, fondatore e primo presidente della Repubblica Turca (1923-1938).
Indice |
[modifica] Biografia
"Giovane Turco" di media rilevanza prima della Grande Guerra, brillante generale durante il primo conflitto mondiale, fu promotore della Grande Assemblea Nazionale di Ankara (1920). Sconfiggendo i greci (1919-22), ristabilì l'unità e l'indipendenza della Turchia, quindi depose il sultano Maometto VI (1922), fondò la Repubblica (1923) e diede vita ad una serie di riforme fondamentali dell'ordinamento della nazione, sulla base di un'ideologia di chiaro stampo occidentalista. Abolì il califfato, laicizzò lo Stato, riconobbe la parità dei sessi, istituì il suffragio universale, adottò l'alfabeto latino, il calendario gregoriano, il sistema metrico decimale. Al fine di garantire la stabilità e la sicurezza dello Stato, istituì tuttavia un sistema autoritario fondato sul partito unico e represse duramente la minoranza greca.
Atatürk ("Padre dei Turchi") fu il cognome - assegnato esclusivamente a lui con apposito decreto - che nel 1934 il Parlamento della Repubblica attribuì a Mustafa Kemal quando egli impose l'adozione di regolari cognomi di famiglia come era uso nel mondo occidentale.
Mustafa Kemal morì di cirrosi epatica nel 1938 nel Palazzo Dolmabahçe, situato sulla riva del Bosforo, nel quartiere Beşiktaş di Istanbul e le sue spoglie riposano nell'Anıtkabir, mausoleo appositamente costruito per lui ad Ankara, capitale dello Stato repubblicano che egli contribuì in modo decisivo a creare.
Quella che guidò è spesso citata come esempio di rivoluzione nazionalista che trasforma una monarchia in una repubblica. Benché fosse lontanissimo dall'ideologia marxista, e anzi sostenesse l'inesistenza della questione di classe, i rapporti tra Mustafa Kemal e Lenin furono improntati a grande rispetto, e anche in seguito il buon vicinato con l'URSS[2] fu tra i cardini della politica estera kemalista. Le ragioni di questa scelta diplomatica sono da rintracciare, più che in affinità politiche, nel sostegno, anche economico, che l'Unione Sovietica concesse a Kemal durante la guerra di liberazione dall'occupazione degli Alleati.
A succedergli fu il suo braccio destro İsmet İnönü. I rapporti tra i due si erano deteriorati, ma Atatürk non volle o non poté esprimere una chiara scelta alternativa e la burocrazia del partito-Stato, il CHP, vedeva in İnönü il suo massimo garante. Con İnönü la Turchia continua la strada marcata da Mustafa Kemal, prima con un'accentuazione degli aspetti autoritari, poi, conclusasi la seconda guerra mondiale, con il passaggio al multipartitismo.
Atatürk è tuttora oggetto in Turchia di una religione civile. L'insulto alla sua persona è un vero e proprio reato. Questo riformatore ha lasciato una profonda e controversa eredità. La sua opera può essere considerata paradigmatica del problematico rapporto tra l'universalismo della civiltà occidentale e le altrui culture. Samuel Huntington considera il kemalismo una ben precisa ed estrema visione del mondo, secondo la quale la completa occidentalizzazione di società intrinsecamente non occidentale è possibile, necessaria e in sé desiderabile.[3] Hamit Bozarslan invece sottolinea l'aspetto autoritario della politica kemalista che giunge alla completa identificazione tra Stato e persona, lasciando alle generazioni successive la missione di preservare la nazione, quale entità immodificabile definita una volta per tutte.
A Kemal Atatürk sono dedicati, fra gli altri, il nuovo stadio di Istanbul e il principale aeroporto di Istanbul.
[modifica] Note
- ^ Il giorno e il mese di nascita sono oggetto di controversie. La Repubblica di Turchia comunque indica come data ufficiale il 19 maggio.
- ^ Non fu indifferente il fatto che l'Unione Sovietica sostenne, non solo a parole, la causa e le attività dei rivoluzionari turchi contro i greci nella guerra greco-turca del 1919–1922.
- ^ La visione di Huntington, il ben noto teorico della "guerra di civiltà" (clash of civilizations), risente dei consueti preconcetti storiografici, secondo i quali l'Impero Ottomano sarebbe stata una plurisecolare esperienza politica, economica e culturale sostanzialmente estranea all'Occidente. Allo studioso sfuggono in buona sostanza i prolungati rapporti (per quanto spesso di contrapposizione ideologico-politica e militare) con le principali Potenze europee, Repubblica di Venezia in testa, la cui conoscenza non superficiale impedirebbe di considerare l'esperienza ottomana come avulsa dal contesto europeo. A meno, ovviamente, di considerare come esclusiva caratteristica del fenomeno "Occidente" la sua appartenenza al sistema di valori cristiano (un Cristianesimo comunque indifferenziato, che ignora le violente contrapposizioni che animarono scissioni più o meno devastanti) e - solo dal XX secolo - al sistema culturale ebraico, che del Cristianesimo costituisce in effetti l'innegabile e logico antecedente. Così facendo, però, si trascura del tutto il lascito della cultura pagana greco-romana e alla sua capacità sincretistica di accogliere il portato di quasi tutte le culture mediterranee e non, che portò a un inconciliabile violento contrasto proprio col Cristianesimo, come mostrato dalla serie di contributi, coordinati da Arnaldo Momigliano, uscito per la torinese Einaudi nel 1975 sotto il titolo Il conflitto tra paganesimo e cristianesimo nel secolo IV.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Fotografie
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Kadıköy: monumento commemorativo della riforma della lingua turca operata da Atatürk |
[modifica] Bibliografia
- Fabio L. Grassi, Atatürk. Il fondatore della Turchia Moderna, Roma, Casa Editrice Salerno, 2008.
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Mustafa Kemal Atatürk
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) http://www.ataturk.com
- (TR) Sito del CHP (Partito Repubblicano del Popolo) fondato da Mustafa Kemal Atatürk
- (TR) http://www.biyografi.info/kisi/mustafa-kemal-ataturk
- (TR) Ataturk Fotos, Articles, History and Life
| Predecessore: | Presidente della Repubblica Turca | Successore: |
|---|---|---|
| - | 1923-1938 | İsmet İnönü |

