Legge sul cognome

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La Legge sul cognome della Repubblica di Turchia (turco Soyadı Kanunu) fu votata e adottata il 21 giugno 1934.[1] La legge imponeva ai cittadini turchi l'adozione di un cognome qualora non ne fossero già in possesso. Turchi cristiani ed ebrei già facevano normalmente uso di un cognome, mentre i musulmani non lo prevedevano nella loro tradizione onomastica.

I musulmani nell'Impero ottomano usavano titolature onorifiche quali "Pascià", "Khwaja", "Bey", "Hanım", "Efendi", etc. Tali titoli definivano in linea di massima la professione formale (è il caso di Pascià, Khwaja, etc.) oppure il loro status sociale informale (Bey, Hanım, Efendi, etc.). Il Gran Vizir ottomano (Sadrazam/Vezir-î Azam), i ministri (Nazır/Vezir o Vizir) e altre funzioni amministrative civili di alto rango usavano del pari il titolo di Pascià. I generali/ammiragli in pensione continuavano per parte loro a far uso del titolo che avevano quando erano ancora in servizio. Un "Pascià", d'altra parte, non sarebbe mai stato chiamato "Bey" dopo la sua cessazione dal servizio attivo, militare o politico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 1934 in history, from Turkish Ministery of Culture and Tourism.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Sabiha Gökçen