Cognome

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« La sorgente più copiosa dei cognomi è il soprannome »
(Giovanni Flecchia)

Il cognome è quella parte del nome di una persona che indica a quale famiglia appartiene. In italiano è uso corretto scrivere il cognome dopo il nome proprio di persona, eccetto nei casi in cui sia indispensabile o logica l'anteposizione, come negli elenchi alfabetici. Esiste, tuttavia, a livello popolare, anche l'usanza opposta.

Origine dei cognomi[modifica | modifica sorgente]

Il più antico uso di nomi di famiglia o cognomi non è chiaro. Le più antiche testimonianze sono rintracciabili nella Cina antica ove, secondo la leggenda, l'uso dei cognomi è iniziato con l'Imperatore Fu Hsi nel 2852 a.C.[senza fonte] La sua amministrazione standardizzò il sistema di nomi al fine di facilitare il censimento, e l'uso delle informazioni del censimento. Dalla documentazione scientifica risulta che i cognomi matrilineari esistevano in Cina prima della dinastia Shang (1600-1046 a.C.) e che "dal tempo della dinastia Shang (i cognomi cinesi) erano divenuti patrilineari".

In Giappone e in Tibet l'uso dei cognomi fino al XIX secolo non era frequente, tranne che tra l'aristocrazia.

Nell'antica Grecia, durante alcuni periodi, l'identificazione formale, normalmente includeva il luogo d'origine. In altri periodi anche i nomi dei clan e i patronimici ("figlio di") erano comuni. Ad esempio, Alessandro Magno era conosciuto come Eraclide (come discendente presunto di Eracle) e dal nome dinastico Karanos/Caranus, che si riferiva al fondatore della dinastia alla quale apparteneva. In nessuno di questi casi, però, erano questi nomi considerati parti essenziali del nome della persona, né erano esplicitamente ereditati nel modo che è comune in molte culture oggi.

Se nei tempi arcaici veniva usato un solo nome, nella Roma antica già negli ultimi secoli della Repubblica romana le persone libere adottavano tre nomi (tria nomina):

  • praenomen (che distingueva l'individuo ed era paragonabile al nome proprio di persona contemporaneo),
  • nomen (che denotava la gens di appartenenza, paragonabile all'odierno cognome)
  • cognomen (che era un soprannome dato all'individuo o ai membri del ramo di una famiglia).

Verso il V secolo la distinzione fra nomen e cognomen si fece sempre più sfumata e divenne comune l'uso di un nome unico (detto supernomen o signum), con le caratteristiche di non essere ereditato e di avere un significato immediatamente comprensibile (ad esempio il nome imperiale Augustus che significa "consacrato dagli auguri" o "favorito da buoni auspici").

Dopo la caduta dell'Impero romano, ogni persona veniva identificata dal solo nome personale, di cui venivano usati vezzeggiativi in ambito familiare. Tali nomi si riferivano, anche, alle caratteristiche della persona, alla provenienza o alla paternità. L'avvento della religione cristiana e le ripetute invasioni barbariche facilitarono la diffusione di nuovi nomi che si aggiunsero a quelli già in uso.

A seguito della grande crescita demografica avvenuta in Europa tra il X secolo e l'XI secolo, divenne sempre più complicato distinguere un individuo da un altro usando il solo nome personale. Tra le principali difficoltà nell'individuare correttamente una persona e registrarla, dev'essere considerata la condizione, tipica dell'epoca medievale, di chi fuggiva dallo status di servo rurale per vivere in città: ci si registrava nelle corporazioni municipali fornendo il nome e la provenienza (Montanaro, Dal Bosco, ecc.) oppure un nomignolo originato da un pregio o difetto fisico (Gobbo, Rosso, Mancino, ecc.), oppure un mestiere (Sella, Ferraro, Marangon, ecc.) oppure l'indicazione del padre e della madre (es. Petrus Leonis equivaleva a Pietro figlio di Leone, che in seguito divenne Pierleone o Pier di Leone) e, dopo un anno solare, il feudatario perdeva il diritto di riportare il fuggitivo nel feudo di provenienza.

Si rese così nuovamente necessario identificare tutti gli individui appartenenti alla medesima discendenza con un altro nome. Si diffuse in tal modo in Europa, proprio verso il XII secolo[1], il cognome moderno, che poteva essere originato da una caratteristica peculiare delle persone, come, ad esempio, la loro occupazione, il luogo d'origine, lo stato sociale o semplicemente il nome dei genitori: "Rossi" (il cognome più diffuso in Italia) potrebbe far riferimento al colorito della carnagione o dei capelli di qualche antenato; "Fiorentini", probabilmente, la provenienza originaria da Firenze, "Di Francesco" potrebbe indicare "figlio di Francesco". Esistono cognomi composti da più parole; il cognome Coladonato, ad esempio, deriva da Cola (abbreviazione di Nicola) e Donato, quindi potrebbe essere composto in origine dai due patronimici del padre e del nonno (=figlio di Cola, a sua volta figlio di Donato). In Italia, l'uso dei cognomi è, inizialmente, una prerogativa delle famiglie più ricche. Tuttavia, tra il XIII secolo e il XIV secolo, l'uso si estende agli strati sociali più modesti.

Il Concilio di Trento del 1564 sancisce l'obbligo per i parroci di gestire un registro dei battesimi con nome e cognome, al fine di evitare matrimoni tra consanguinei.

I cognomi nel mondo[modifica | modifica sorgente]

I cognomi non sono universalmente in uso. In particolare, i tibetani e gli abitanti dell'isola di Giava spesso non ne utilizzano — persone note che non hanno un cognome comprendono Suharto e Sukarno. Inoltre, molte famiglie reali non utilizzano cognomi.

Ugualmente in parte dell'Africa (Eritrea ed Etiopia) i cognomi non esistono. Seguendo le peculiari regole dell'onomastica abissina il nome di ogni persona è costituito da quello proprio seguito da quello del padre (sostituito, in alcuni casi, da quello della madre).

Nei cognomi arabi la persona veniva identificata dal solo nome personale, di cui venivano usati vezzeggiativi in ambito familiare con aggiunte di nomi che si riferivano anche alle caratteristiche della persona, alla provenienza o alla paternità.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cognomi arabi e Onomastica araba.

L'Islanda è l'unico paese dell'Europa occidentale dove in luogo del cognome è in uso il patronimico. Vale a dire, ogni persona assume come cognome il nome del padre seguito dal suffisso -son se maschio, -dottir se femmina. Quindi, solo i fratelli maschi o sorelle femmine avranno cognome uguale fra loro, mentre nella stessa linea di fratelli e sorelle ci saranno due cognomi. L'elenco del telefono è compilato in ordine del nome di battesimo.

Anche in Russia viene utilizzato, prima del cognome, il patronimico, una sorta di secondo nome che il figlio, o la figlia, eredita dal padre. Per fare un esempio con un nome noto, Sergej Vasil'evič Rachmaninov è composto dal nome proprio, dal patronimico ereditato dal padre Vasilij e infine dal cognome. Il patronimico, come tutte le parole russe, è naturalmente declinato in genere e caso.

La maggior parte dei cognomi irlandesi, si sono formati con la particella gaelica irlandese Ó, che indica la discendenza da un comune avo capo di un clan in Irlanda. Ó gaelico irlandese in gran parte anglicizzato in O' e in seguito in una buona parte dismesso. Un esempio di cognomi dell'Irlanda nati dagli antichi clan irlandesi sono: Ó Brian, O' Brien, Brian, Brien; Ó Crotaigh, O'Crotty, Crotty, Crotti; Ó Callachain, O'Callaghan, Callachan, Callaghan; Ó Conchúir, O'Connor, Connor, Connors, ecc.

In generale, nel mondo è comune per le donne cambiare il proprio cognome con quello del marito dopo il matrimonio e trasmettere ai figli il cognome del padre. In Spagna e nei paesi ispano-americani i figli assumono sia il primo cognome del padre che il primo della madre, eccetto che in Argentina, dove i figli assumono solo il cognome paterno. In altri paesi, come negli Stati Uniti d'America, una coppia può decidere di chiamare il figlio con il cognome della madre, o comunque di aggiungerlo e anteporlo al cognome paterno: ad esempio, una coppia in cui il cognome di lui è Williams e quello di lei Hayes, una figlia può essere chiamata Julia Hayes Williams, dove Julia Hayes è il nome e Williams il cognome.

Alcune nazioni non permettono che la moglie mantenga un cognome diverso da quello del marito. Altre nazioni permettono di mantenere il cognome da nubile, ma il cambio è in qualche modo suggerito o incentivato. Altre nazioni ancora permettono l'opposto, cioè che l'uomo prenda il cognome della moglie, per esempio in Giappone dove entrambi i coniugi possono cambiare cognome. Alcune persone scelgono di mantenere ambedue i cognomi, spesso uniti con un trattino.

In Ungheria le donne sposate hanno diverse possibilità di scelta, una di queste addirittura permette di sostituire il proprio nome e cognome con il cognome e il nome del marito seguiti dal suffisso -né; ad esempio, la moglie di un uomo di nome János Szabó (o Szabó János, nell'ordine ungherese che pone prima il cognome) è chiamata Szabó Jánosné. In Lituania esistono regole simili sia per i figli sia per la moglie: un uomo il cui cognome è Danilevičius passerà ai figli maschi il cognome Danilevičius e alle figlie il cognome Danilevičiutė; la moglie invece dopo il matrimonio assumerà il cognome Danilevičienė.

In genere nei paesi slavi la moglie assume il cognome del marito. Siccome i cognomi si dividono tra cognomi invariabili per genere e cognomi che sono declinati come aggettivi, segue che, sebbene la moglie assuma il cognome del marito, il cognome può essere leggermente diverso. Un esempio di questi cognomi è Kowalski (al maschile, padre e figli) che diventa Kowalska (al femminile, per moglie e figlie). In polacco è possibile assegnare diverse terminazioni per distinguere, con il solo cognome, se ci si riferisce alla moglie o alla figlia di chi porta un cognome, ma questo uso si sta perdendo. Mediante il suffisso -ówna aggiunto al cognome paterno ci si riferisce a una figlia, mentre col suffisso -owa si indica la moglie: Nowakowna (declinazione nominale) è la figlia del signor Nowak, Nowakowa (declinazione aggettivale) ne è la moglie. In realtà anche in Polonia si sta andando verso una sola forma di cognome che non varia, almeno per genere[2]. Un esempio di cognome che è invariabile per genere anche tradizionalmente è Wajda (del regista polacco Andrzej Wajda). Tuttavia, in Polonia è comune ma non obbligatorio, il cambio del cognome della moglie. Anzi, al momento del matrimonio sono i coniugi a decidere tutti i cognomi: del marito, della moglie e dei futuri figli, scegliendo tra i propri cognomi, senza troppe difficoltà burocratiche. Tutti potranno avere il cognome del marito, entrambi i cognomi nell'ordine preferito o decidere in modo diverso. In realtà il cambio di cognome per il marito è rarissimo.

Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia, nonostante il codice civile, all'art. 143-bis, preveda che la «moglie aggiunga al proprio cognome quello del marito» l'attuale normativa sul diritto di famiglia prevede che la moglie conservi il suo cognome di nascita e questa aggiunta non viene riportata in alcun documento (carta d'identità, patente, passaporto) rimanendo quindi del tutto teorica.

È possibile aggiungere, su richiesta, nei documenti ufficiali la dicitura ... coniugata XXX, ma la donna che volesse quindi realmente modificare il cognome aggiungendovi quello del marito dovrebbe intraprendere una pratica burocratica dall'esito incerto.

In Italia, ai sensi del codice civile, figli nati da coppie legalmente sposate prendono automaticamente il cognome del padre.

Il cambio del cognome secondo la legge italiana[modifica | modifica sorgente]

Il cambio del cognome è possibile ai sensi del D.P.R. 3 novembre 2000 n. 396, emanato ai sensi dell'art. 2, comma 12 della legge 15 maggio 1997, n. 127.

L'area dello stato civile del Ministero dell'Interno esamina le istanze di cambiamento di cognome o di aggiunta di altro cognome al proprio (art. 84 del d.P.R. n. 396/2000). La procedura per il cambiamento del proprio cognome, perché ridicolo o vergognoso o perché rivela origine naturale, è invece di competenza del Prefetto della provincia).

In sintesi il d.P.R. 396/2000 consente:

a) il cambiamento del nome o del cognome perché ridicolo o vergognoso o perché rivela origine naturale (art. 89);
b) il cambiamento del nome o aggiunta di altro nome al proprio (art. 89);
c) il cambiamento del cognome o aggiunta di altro cognome al proprio (art. 84).

I provvedimenti di cambiamento o modifica del nome o del cognome rivestono carattere eccezionale e possono essere ammessi solo ed esclusivamente in presenza di situazioni oggettivamente rilevanti, supportate da adeguata e pregnante documentazione e da solide e significative motivazioni.

Procedimento[modifica | modifica sorgente]

La richiesta[modifica | modifica sorgente]
  • La richiesta di cambiare il nome o il cognome perché ridicolo o vergognoso o perché rivela origine naturale va rivolta, in carta semplice, al Prefetto della provincia del luogo di residenza o del luogo di nascita.

Il Prefetto effettua l'istruttoria e, in presenza dei requisiti previsti, emana il decreto con il quale si autorizza l'affissione del sunto dell'istanza medesima nell'albo pretorio del comune di nascita e del comune di attuale residenza. Durante il periodo di affissione (trenta giorni), eventuali controinteressati possono presentare opposizione al Prefetto competente. Dopo questo periodo il Prefetto emana il provvedimento definitivo, che, se favorevole, andrà trascritto e annotato, a cura dell'interessato, nel registro di stato civile.

  • La richiesta di cambiare il nome o di aggiungere altro nome al proprio, per motivi diversi da quelli indicati nel punto a) va rivolta, su carta bollata, al Prefetto della provincia del luogo di residenza o del luogo di nascita.

La procedura è identica a quella già descritta nel punto a).

  • La richiesta di cambiare il cognome o di aggiungere altro cognome al proprio, per motivi diversi da quelli indicati nel punto a) va rivolta, su carta bollata, al Ministero dell'Interno, per il tramite del Prefetto della provincia del luogo di residenza.

Il Prefetto, effettuata l'istruttoria, trasmette la relativa documentazione, unitamente al proprio parere, al Ministero. Qualora la richiesta appaia meritevole di considerazione, il Ministro, o il Sottosegretario di Stato a ciò delegato, autorizza, con proprio provvedimento, l'affissione della richiesta stessa all'albo pretorio del comune di residenza e di nascita dell'interessato. Il prosieguo della procedura è identico a quello descritto nel precedente punto a), mentre il provvedimento definitivo è adottato dal Ministro o dal Sottosegretario di Stato a ciò delegato.

Istruttoria[modifica | modifica sorgente]

L'istruttoria, sempre di competenza della Prefettura, comprende:

  • l'acquisizione delle certificazioni e degli atti a corredo dell'istanza (copia integrale dell'atto di nascita, residenza, stato di famiglia, etc…);
  • l'acquisizione delle informazioni tramite le Forze di Polizia locali ed eventualmente di altre fonti ritenute utili, relative alla rispondenza al vero delle dichiarazioni dell'interessato, all'eventuale esistenza di carichi pendenti o di motivi ostativi all'adozione del decreto di autorizzazione, ivi compreso il possibile nocumento che potrebbe derivare a terzi, e quant'altro ritenuto necessario (ad es. audizione del richiedente e di altre persone interessate) per valutare se vi siano i presupposti per l'adozione di un motivato provvedimento.

Particolarità[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Chioggia rappresenta un caso demografico unico in Italia: l'elevatissimo tasso di omonimia tra i due cognomi principali, Boscolo e Tiozzo (più di diecimila residenti portano questi cognomi), ha indotto l'ufficializzazione nel registro dell'anagrafe dei soprannomi, tipici di tutto il Veneto e utilizzati popolarmente per distinguere i vari rami di una stessa famiglia. In ogni documento ufficiale, patente di guida e carta d'identità compresi, questi soprannomi - alcuni dei quali molto bizzarri - vengono dunque inseriti a tutti gli effetti di legge, accompagnando la vita giuridica dell'interessato[3].

Per fare alcuni esempi, dei Boscolo si distinguono, tra gli altri, i Forcola, i Bachetto, gli Anzoletti, i Gioachina, i Cegion, i Bariga; dei Tiozzo i Caenazzo, i Fasiolo, i Napoli, i Campanaro, i Brasiola, i Pagio.

La Campania è la regione d'italia con il maggior numero dei cognomi "chilometrici", dei cognomi di santi e dei cognomi di località del mondo.

Esempi dei cognomi chilometrici più diffusi sono: Abbracciavento, Ammazzalamorte, Boccadifuoco, Buoncristiani, Catrogiovanni, Ciucciovino, Giuratrabocchetti, Guastadisegni, Incantalupo, Ingannamorte, Moccicafreddo, Passacantando, Paternoster, Quondamangelomaria, Saltalamacchia, Senzaquattrini, Sprecacenere, Stampachiacchiere, Tontodimamma, Tremamondo.

Esempi di cognomi più diffusi di santi sono: Sanciro, Sanfelice, Sangiuseppe, Sannazzaro, Sansebastiano, Santimoteo, Santabarbara, Santacecilia, Santalaura, Santamaria, Santapaola, Santarosalia, Santaveronica, Santangelo, Santelia, Santugo.

Esempi di cognomi più diffusi di località del mondo sono: Benevento, Calabrese, Comasco, Cosentino, Danese, Egiziano, Firenze, Francese, Genovese, Greco, Lombardi, Lombardo, Napoli, Palermo, Portoghese, Romano, Russo, Salerno, Siciliano, Spagnolo, Tarantino, Toscano, Veneto, Catania, Messina, Ragusa

Dati statistici sui cognomi italiani[modifica | modifica sorgente]

In Italia esistono 350.000 cognomi e circa 7.000 nomi propri. Nella tabella che segue sono elencati i primi dieci cognomi italiani con più alto rango di occorrenze a livello nazionale, elaborati da dati inerenti agli utenti telefonici privati portatori del cognome; nella colonna di sinistra i dati elaborati da un rilevamento del 30 settembre 1979 a cura di Emidio De Felice, nella colonna di destra le informazioni più aggiornate fornite dal sito Gens.info[4]:

i primi 10 cognomi italiani
  De Felice Gens
1 Rossi Rossi
2 Ferrari Russo
3 Russo Ferrari
4 Bianchi Esposito
5 Colombo Bianchi
6 Esposito Romano
7 Ricci Colombo
8 Romano Ricci
9 Conti Marino
10 Costa Greco

È certo che tra questi cognomi, il più diffuso in Italia sia Rossi, presente in 4541 comuni italiani.

Tabelle riassuntive[modifica | modifica sorgente]

Forma finale Esempio di composizione ese palme- ese Origine
asco Bin-asco, Bagn-asco, Com-asco, Cev-asco, Pegli-asco, Pin-asco Liguri, Piemontesi (province del sud)
ago/aghi/ate/ati Air-aghi, Arcon-ato, Bramb-ati, Casir-aghi, Gess-ati Liguri, Lombardi
atti/atto/etti/otti/elli/olli Por-atti, Giorg-etti, Pedr-otti, Lucian-etti, Ross-etti, Bel-otti, Arrigh-etti, Bonic-atto, Begh-elli, Cavati-olli, Zanin-etti Lombardi
azzi/azzo Bott-azzi, Bertol-azzi, Fontan-azzi, Gale-azzi, Tavol-azzi, Zan-azzi, Pal-azzo Liguri, Emiliani
di/oldi Bol-di, Garibal-di, Gast-oldi, Sav-oldi, Sol-di, Ub-oldi Lombardi
ingo/inghi/enghi/engo Ard-enghi, Borl-enghi, Girard-engo, Interl-enghi, Pol-enghi, Martin-engo Lombardi, Toscani
otti Bartol-otti, Bel-otti, Chel-otti, Matte-otti, Mel-otti, Guid-otti, Pap-otti, Tur-otti, L-otti, T-otti Lombardi, Toscani (provincia di Massa Carrara)
ero/ario Accorn-ero, Barb-ero, Ferr-ero, Masp-ero, Molin-ero, Sobr-ero Piemontesi
esio D-esio, Franc-esio, Gen-esio, Gorr-esio, Carch-esio Piemontesi, Abruzzesi
audi/aldi Grib-audi, Ein-audi, Ramb-audi Piemontesi
aro/ari Camp-ari, Ferr-ari, Campan-aro, Campagn-aro, Campan-ari, Pri-ari, Mon-aro, Corg-aro, Semer-aro Lombardi, Liguri, Campani
oni Alessandr-oni, Bori-oni, Bell-oni, Ceri-oni, Cesar-oni, Formig-oni, Luci-oni, Vecchi-oni Campani, Lombardi, Marchigiani
e Antracen-e, Bov-e, Calvanes-e, Matron-e, Mazzon-e, Puscion-e, Vetron-e, Zanzaron-e Campani (provincia di Benevento)
è Danz-è, Nard-è, Mon-è, Sant-è, Scim-è, Vicer-è Campani
eo/ei Maff-eo, Maff-ei, Mazz-eo, Mazz-ei, Mass-eo, Mass-ei, Alf-eo, Alf-ei, Orr-eo, Orr-ei Campani
ela/ele Madrin-ela, Taglialat-ela, Bi-ele, I-ele, Mi-ele, Vi-ele Campani
ella Pezz-ella, Mont-ella, Col-ella, Pan-ella Campani
elli Calandr-elli, Martusci-elli, Mazzar-elli, Porc-elli, Santar-elli, Vicari-elli Campani
erto Asci-erto, Conci-erto, Fusci-erto, Mu-erto, Sbi-erto, Vomi-erto Campani
etta Etta, Gazz-etta, Maruzz-etta, Spital-etta, Z-etta Campani
ez/es Gonzal-es, Sang-es, Zingal-es, Martin-ez, Martin-es, Alvar-ez, Alvar-es, Per-ez Campani, Siciliani
ano Catal-ano, Cusm- ano, Formis-ano, Giord-ano, Giugli-ano, Marchigi-ano, Provenz-ano, Rom-ano, Venezi-ano, Verrazz-ano, Viscia-ano Campani
ante Ador-ante, Casam-ante, Ferr-ante, Fisc-ante, Parl-ante, Pom-ante, Viol-ante Campani, Abruzzesi
ia/io Amazzon-ia, Gio-ia, Livon-ia, Manl-ia, Pasc-ia, Savo-ia, Manl-io, Titomanl-io Campani
iello Borr-iello, Cast-iello, Cerc-iello, Panar-iello, Porc-iello, Ricciard-iello, Roman-iello, Scaramuz-iello, Vit-iello Campani
ieri Oliv-ieri, Piant-ieri, Ran-ieri Campani
illi (ille)/illo Borz-illi, Fus-illi, Piccir-illi, Spit-illi, Verz-illi, Borz-illo, Piccir-illo, Vern-illo Campani, Abruzzesi
ino Ambros-ino, Bassol-ino, Iervol-ino, Lazzar-ino, Matt-ino, Sever-ino, Zerb-ino Campani
isi Camp- isi, Cass-isi, Gabbas-isi, Mel-isi, N-isi, Penn-isi, Pugl-isi, Tro-isi, Ronn-isi, Par-isi Campani, Siciliani
o Bass-o, Cannavaccuiol-o, Giangregori-o, Guarracin-o, Mostacciuol-o, Panariell-o, Prestifilipp-o, Prestigiacom-o, Quarantiell-o, Scaramuzz-o, Scongliamigli-o, Varricchi-o, Zoin-o Campani
one Fass-one, Manzi-one, Mazz-one, Pic-one, Stanzi-one, Visci-one Campani
ozzi/otti Pagn-ozzi, T-ozzi, Tremigli-ozzi, Umbert-ozzi, Ci-otti, Panz-otti, Pisci-otti Campani
uoli/aiuoli Acciai-uoli, Casci-aiuoli, Mazz-aiuoli, Raff-aiuoli Campani, Toscani
occhi (òcchie) Bert-occhi, Ciarr-occhi, Fabi-occhi, Pir-occhi Lombardi
oli Cavacchi-oli, Frattar-oli, Frondar-oli, Vallar-oli Abruzzesi
edda Del-edda, L-edda, Z-edda, Fa-edda Sardi
au Bidd-au, Mad-au, R-au Sardi
as/us Cann-as, Pir-as, Marr-as, Solin-as, Ros-as, Camp-us, Ang-us, Pint-us Sardi
is Vird-is, Lamp-is, Bol-is, Cortinov-is, Pel-is, Pell-is, Fabr-is, Carlevar-is Sardi, Lombardi (provincia di Bergamo)
u Cafedd-u, Al-u, Sor-u, Porc-u, Niedd-u, Schirr-u Sardi, Siciliani
aloro (aloru) Andaloro, Fav-aloro, Orgli-aloro Siciliani
aro (aru) Am-aru, Tod-aro, Caff-aro, Cannizz-aro, Cavall-aro, Finocchi-aro, Ferr-aro, Spad-aro Siciliani
eri Cambar-eri, Oliv-eri, Palm-eri, Scud-eri, Tuv-eri Siciliani
oti Sid-oti, F-oti, Scilip-oti Siciliani, Calabresi
osi (usi) Al-osi, Albert-osi, Cangel-osi, Nicol-osi Siciliani
ulla/ullo Ramp-ulla, Strazz-ulla, Zapp-ulla, Card-ullo, Mar-ullo Siciliani
audo B-audo, Grim-audo, Ribaudo Siciliani
ai/ini Ast-ai, Bott-ai, Boll-ai, Cas-ini, Casc-ini, Luc-ini, Fornari-ini, Paol-ini, Pont-ini Toscani, Lombardi
ucci (nome proprio)-ucci, Bell-ucci, Bertol-ucci, Bon-ucci, Lambert-ucci, Nard-ucci, Ucci Toscani, Abruzzesi, Campani
acco Acco, B-acco, Bazz-acco, Biss-acco, C-acco, Feltr-acco, Pol-acco, Br-acco Friulani
er Tauf-er, Pach-er, Pichl-er, Pineid-er, Wagn-er Trentini, Sudtirolesi
otto Zanz-otto, Bizz-otto, Bell-otto, Serrai-otto Veneti
ato Marcon-ato, Donol-ato, Bellin-ato, Luc-ato, Francesc-ato, Porr-ato, Vari-ato, Vedov-ato Veneti
igo Barbar-igo, Bri-igo, Mabral-igo, Pasqual-igo, Sandr-igo, Vezz-igo Veneti
l/n/r/z/ Cana-l, Vida-l, Ambrosi-n, Luci-n, Mani-n, Marco-n, Mari-n, Furla-n, Schiavo-n, Padoa-n, Pava-n, Zani-n, Carre-r, Venie-r, Muni-z, Pani-z Veneti, Friulani
ussi Bortol-ussi, Ben-ussi, Zan-ussi Friulani
utti/ut Bon-utti, Gregor-ut, Martin-ut, Var-utti Friulani
az Beth-az, Bion-az, Cune-az, Lucian-az, Marguerett-az, Pasquett-az, Pr-az, Ros-az Valdostani, Friulani
oz B-oz, Chabl-oz, Diemo-oz, Marc-oz, G-oz, Savi-oz, Vuillerm-oz Valdostani, Friulani
ou Fi-ou Valdostani
y Borne-y Valdostani
t Perre-t Valdostani
ra Fiche-ra, Guarne-ra, Bre-ra, Barbe-ra, Ferre-ra Lombardi, Piemontesi, Siciliani
meni Figlio-meni, Farco-meni Calabresi
Prefissi Esempio di composizione Origine
De De Bortoli, De Carli, De Cesare, De Falco, De Felice, De Lorenzi, De Luca, De Lucia, De Nigris, De Pasquale, De Maria, De Muru, De Stefani Suditaliani, Sardi, Norditaliani[5]
Del Del Basso, Del Ben, Del Grosso, Del Vecchio, Del Porto, Del Pozzo, Del Negro, Del Pasqua, Del Piero Camapani, Pugliesi
Della Della Bartola, Della Bella, Della Corte, Della Mea, Della Pasqua, Della Torre, Della Valle Norditaliani, Suditaliani, Centro Italia[6]
Dello Dello Iacovo, Dello Orbis, Dello Sciame, Dello Zaino Campani
Di Di Battista, Di Giovanni, Di Fluri, Di Stefano, Di Luch, Di Centa, Di Bert, Di Lazzaro, Di Pietro, Di Lorenzo Abruzzesi-Molisani, Friulani, Siciliani, Veneti[7]
La La Barbera, La Ferrera, La Fata, La Russa, La Malfa, La Rosa, La Pira, La Loggia, La Torre Campani, Siciliani, Pugliesi
Lo (Lu) Lo Certo, Lo Muzio, Lo Forte, Lo Giudice, Lo Iacono, Lo Nigro, Lu Piccolo, Lo Presti, Lu Vito Campani, Siciliani, Pugliesi
Li Li Calzi, Li Castri, Li Causi, Li Donni, Li Greci, Li Pira, Li Puma, Li Vigni, Li Voi, Li Volsi, Li Volti Siciliani, Campani (provincia di Benevento)

Portogallo e Brasile[modifica | modifica sorgente]

In Portogallo e in Brasile i figli assumono, nell'ordine, l'ultimo cognome della madre e l'ultimo cognome del padre, di modo che non scompaia il cognome paterno, anche se questo in qualche momento è preceduto dal cognome materno oppure succeduto dal cognome del marito.

Per esempio:

Il figlio di Mario Ferrari Rossi e Maria Garibaldi Bianchi si chiamerà Giovanni Bianchi Rossi. Giovanni Bianchi Rossi, quando si sposerà, trasmetterà a sua moglie il cognome Rossi, in quanto quest'ultimo è il cognome di suo padre. Quindi, sua moglie, Giovanna Lambertucci Paolini, col matrimonio perde il cognome della propria madre, conserva quello del padre, aggiungendone quello del marito, diventando da Giovanna Lambertucci Paolini, Giovanna Paolini Rossi.

Per definizione, si può dire che il cognome paterno va mantenuto comunque, sia per l'uomo che lo trasmette alla moglie e ai figli, che per la donna, che conserva sempre quello paterno, aggiungendone quello del marito.

Un cittadino non sposato dovrebbe avere sempre, in quest'ordine:

prenome + cognome materno + cognome paterno

Una donna sposata dovrebbe avere sempre, in quest'ordine:

prenome + cognome del padre + cognome del marito

L'uomo non subisce mai variazioni nel proprio cognome.

La pronuncia dei cognomi[modifica | modifica sorgente]

  • In Italia si presenta il dilemma se pronunciare il cognome in base alla cittadinanza (tenendo conto delle lingue ufficiali nelle regioni a statuto speciale) oppure sulla base dell'origine del cognome. La questione si renderà più pressante nei prossimi anni via via che gli immigrati prenderanno la cittadinanza italiana. La Francia ha adottato di fatto la regola di francesizzare la pronuncia di tutti i cognomi di origine straniera di cittadini francesi. Lo stesso cognome ungherese dell'ex Presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy è pronunciato in francese, mentre in ungherese andrebbe pronunciato come se in italiano fosse scritto "Sciôrcosi".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mario Pei, La meravigliosa storia dei nomi di luogo e di persona in La meravigliosa storia del linguaggio, Sansoni, 1952, p.47.
  2. ^ Impariamo il polacco. 2 commento linguistico - esercizi. B. Bartnicka, M. di Salvo, W. Jekiel, M. Jurkowski, D. Wasilewska, K. Wrocławski. Ed. Wiedza powszechna 1991. Pag. 104
  3. ^ R. C., I «detti» sono cognomi, il Viminale «salva» migliaia di Boscolo in Corriere del Veneto, 14 novembre 2009. URL consultato il 26 febbraio 2011.
  4. ^ gens.info
  5. ^ I cognomi con il prefisso De sono tipici del Sud pensinsulare e, in seconda battuta, della Sardegna; sono riscontrabili a media-bassa frequenza anche nei cognomi autoctoni del Nord Italia. In Abruzzo precedono un nome proprio espresso in ablativo latino (complemento di origine), ad es.: De Carolis, De Flaviis, De Dominicis ecc.
  6. ^ I cognomi con il prefisso Della hanno massima diffusione nel Nord Italia, con importanti presenze anche tra i cognomi del Sud peninsulare. A bassa frequenza, il prefisso è riscontrabile anche in alcuni cognomi del Centro Italia, in Toscana e nelle Marche.
  7. ^ I cognomi con il prefisso Di sono diffusi in tutta Italia, con punte massime in Abruzzo-Molise, in Sicilia, in Friuli-Venezia Giulia e a media-bassa frequenza in Veneto.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Emidio De Felice, I cognomi italiani - Rilevamenti quantitativi dagli elenchi telefonici: informazioni socioeconomiche e culturali, onomastiche e linguistiche, Società Editrice Il Mulino, Bologna 1980
  • Giulia Di Bello, L'identità inventata, Storia dei cognomi per i trovatelli di Firenze nell'800, Centro Editoriale Toscano, 1993, ISBN 88-7957-066-8
  • Michele Francipane, Dizionario ragionato dei cognomi italiani. 5.000 voci - 21.000 varianti - 2.100 cognomi stranieri comparati. Etimologie, fonti storiche, curiosità antropiche, Bur, 2005, ISBN 88-17-00764-1
  • Mario Sala Gallini, Elena Moiraghi, Il grande libro dei cognomi - Come ricostruire l'origine della propria famiglia seguendo la storia del cognome, Edizioni Piemme, 1997, ISBN 88-384-2725-9
  • Dario Soranzo, Cognomi dei Veneti, Padova, Finegil Editoriale SpA, 1996.
  • Vito Tartamella, Nel cognome del popolo italiano, ed. Viennepierre, 1995, ISBN 88-86414-09-9

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