Canavese

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Canavese
Stati: Bandiera dell'Italia Italia
Regioni amministrative: Bandiera del Piemonte Piemonte (BI, TO, VC)
Territorio: suddiviso in 133 comuni
Capoluogo:
Ivrea-Stemma.png
Ivrea
Superficie: 2.047,61 km²
Abitanti: 335.367  (28/02/2009)
Densità: 164 ab./km²
Status:
Lingue: italiano; in uso anche il piemontese e francoprovenzale

Canavese-Mappa.png

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Il Canavese (Canavèis in piemontese) è una regione storico-geografica del Piemonte estesa tra la Serra di Ivrea, il Po, la Stura di Lanzo e le Alpi Graie, ossia il territorio compreso tra Torino e la Valle d'Aosta e, ad est, con le province di Biella e Vercelli. I suoi centri di maggior rilievo sono le città di Ivrea, considerata la capitale del Canavese, quindi Chivasso, Ciriè, Cuorgnè e Rivarolo Canavese.


Indice

[modifica] Geografia

L'area geografica denominata Canavese non ha una definizione univoca. Nella Guida del Canavese scritta da A. Maselli e stampata ad Ivrea nel 1904 si afferma:

« Il Canavese non ha attualmente, né mai ebbe una circoscrizione propria. Né la storia, né la geografia gli danno precisi confini »
(A. Maselli)

La definizione forse più precisa è quella data dall'Enciclopedia Treccani:

« Con questo nome [Canavese] si suole indicare quella parte del Piemonte compresa tra la Serra d'Ivrea e il corso inferiore della Dora Baltea da Mazzè sino alla confluenza con il Po, il corso di questo fiume sino alle vicinanze della confluenza della Stura di Lanzo, la riva sinistra della Stura, escludendo una piccola parte della pianura a nord di Torino (Settimo Torinese), quindi le vette culminanti delle Alpi Graie dalle Levanne al massiccio del Gran Paradiso (Valle del Malone, Val di Locana, Val di Soana e Val Chiusella»
(Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1949)
Le campagne intorno a Samone

Il territorio, solcato dai fiumi Dora Baltea, Chiusella, Soana, Malone e Orco, è dominato dall'Anfiteatro morenico di Ivrea e dal massiccio del Gran Paradiso, che contornano la vasta area pianeggiante intorno a Chivasso. Numerosi i laghi glaciali, tra cui spiccano quello di Candia Canavese e quello di Viverone al confine orientale con il Biellese.

La capitale storica del Canavese è Ivrea, città di origine celtica che divenne Municipium romano nel I secolo a.C., mantenendo il nome di Eporedia, da cui il termine eporediesi con cui sono definiti i suoi abitanti. Nonostante ciò, il toponimo deriva dall'antico abitato di Cuorgnè, Canava, posto sulle rive del torrente Orco o, più probabilmente, sulle pendici del monte Quinzèina, dove ancor oggi si trova l'abitato di Nava. Secondo alcuni potrebbe invece essere legato all'antica coltivazione in zona della canapa. Gli abitanti della regione sono detti canavesani.

Il Canavese è generalmente suddiviso in Alto Canavese (i dintorni di Cuorgnè, Rivarolo Canavese, Feletto, Lusigliè, Castellamonte e valli Orco e Soana), Eporediese (i dintorni di Ivrea, racchiusi dal suo anfiteatro morenico) e Basso Canavese (San Giusto Canavese, dintorni di Caluso, Mazzè, fino a Chivasso, e al Torinese).

[modifica] Parchi e Riserve Naturali

[modifica] Storia

[modifica] Preistoria

Come attestano i numerosi reperti rinvenuti dai paleontologi il Canavese è abitato fin dal Neolitico e, in particolare, dalla fase finale dell'ultima pulsazione glaciale del Pleistocene inferiore (a partire da circa dieci-dodicimila anni fa).[1],[2],[3] In questo periodo la presenza umana è documentata in varie località tra le quali la Boira Fusca e Santa Maria di Doblazio (nei pressi di Cuorgnè), San Martino Canavese, Vialfrè,[4] Viverone[5] e nell'area dei 5 laghi (ed in particolare nei dintorni dell'antico Lago Coniglio).[6] Il popolamento umano si consolidò nel corso dell'età del bronzo; tra i reperti risalenti a questo periodo particolarmente ben conservati sono quelli ritrovati nei pressi di bacini lacustri tuttora esistenti o che con il tempo si sono trasformati in torbiere. Di notevole importanza sono per esempio le ricerche effettuate sui villaggi palafitticoli di Viverone[7] e di Bertignano, dove furono anche rinvenute alcune piroghe.[8]

[modifica] Periodo romano

In epoca pre-romana il Canavese fu abitato dai Salassi, un popolo di origine celtica. Il primo scontro con Roma risale al 143 a.C., quando i Salassi resistettero alle truppe del console Appio Claudio Pulcro. Nei successivi quarant'anni non vi furono battaglie degne di nota, ma certamente proseguì la penetrazione economica di Roma, che permise al Senato di fondare nel 100 a.C. la colonia romana di Eporedia (l'odierna Ivrea,[32]) su un preesistente villaggio fortificato dei Salassi. La resistenza delle popolazioni in pianura e nella vicina Valle d'Aosta fu risolta nel 25 a.C. dall'imperatore Augusto il quale, come narra lo storico Strabone, ottenne la resa dei Salassi e poté fondare il municipium di Augusta Praetoria.[9] Ivrea divenne così un importante snodo per i commerci che, tramite Eporedia, Aosta e i valichi del piccolo e del Gran San Bernardo, si svolgevano tra la Pianura Padana e le Gallie. Pregevoli testimonianze relative a quest'epoca sono state rinvenute anche sotto la chiesa di San Benigno Canavese, dove è presente un mosaico romano appartenente a un'antica abitazione di periodo imperiale.

[modifica] Medioevo e Rinascimento

La torre campanaria dell'Abbazia di Fruttuaria

Dopo la caduta dell'Impero Romano, il Canavese fece parte di un ducato longobardo e di una contea franca (verso la fine del VIII secolo d.C.) e acquisì notevole importanza sotto Arduino, re d'Italia tra l'anno 1000 e il 1015[10]. Quindi sorsero le piccole dinastie dei "Conti Rurali" dall'autorità assoluta ed insindacabile, che diedero poi vita al feudalesimo. Nel Trecento la regione fu teatro delle rivolte dei Tuchini[11], abitanti dei piccoli Comuni rurali che si ribellarono contro lo strapotere dei signori feudali. Nel Basso Medioevo il territorio fu frammentato tra la dominazione dei Vescovi di Ivrea, dei Marchesi del Monferrato, dei Principi di Acaja e dei Savoia; questi ultimi ne acquisirono il dominio a partire dal XIV secolo. Nel periodo che segna la transizione tra Medioevo e Rinascimento il Canavese, anche grazie alla relativa stabilità politica assicurata dallo stato sabaudo, conobbe una discreta crescita economica; tra le varie opere realizzate all'epoca è da segnalare il Naviglio di Ivrea, la cui costruzione come canale navigabile fu avviata da Amedeo VIII su disegno di Leonardo da Vinci con lo scopo di collegare la città di Ivrea a quella di Vercelli.[12]

[modifica] Età moderna e contemporanea

Verso la fine del Settecento i francesi invasero il Canavese e vi imposero le nuove leggi e di costumi giacobini della rivoluzione provocando la rivolta della popolazione già lacerata dai numerosi e interminabili conflitti. Nei primi dell'Ottocento la situazione si fece particolarmente difficile poiché Napoleone dopo la vittoria di Marengo penetrò a Torino provocando l'insurrezione dei paesi del Canavese che, tuttavia, restarono sotto il suo dominio fino al 16 aprile 1814, quando rientrarono i Savoia. Nel XIX secolo si svilupparono nuove industrie e rifiorirono l'artigianato e l'agricoltura, lasciando tracce indelebili nel paesaggio della regione. Il Canavese fu poi interessato, specie a partire dal secondo dopoguerra, da una diffusa crescita dell'edificato, specie nelle aree pianeggianti,[13] e dalla costruzione di varie infrastrutture tra le quali l'autostrada Torino-Aosta e la A4/A5 - Diramazione Ivrea-Santhià, ovvero la cosiddetta Bretella. Alcune di queste infrastrutture, oltre che le campagne e i centri abitati della zona, furono pesantemente danneggiate dall'alluvione che colpì l'area dell'AMI nell'ottobre 2000 provocando l'esondazione della Dora Baltea e di vari altri corsi d'acqua piemontesi e valdaostani.[14], e dalla costruzione di varie infrastrutture tra le quali l'autostrada Torino-Aosta e la cosiddetta Bretella (A4/A5 - Diramazione Ivrea-Santhià). Alcune di queste infrastrutture, oltre che le campagne e i centri abitati della zona, furono pesantemente danneggiate dall'alluvione dell'ottobre 2000 che provocò l'esondazione di vari corsi d'acqua piemontesi e valdaostani.[15]

[modifica] Eventi

Carnevale di Ivrea: la Battaglia delle Arance

[modifica] Luoghi d'interesse storico ed artistico

[modifica] Castelli

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Castelli del Canavese.

Il paesaggio del Canavese si presenta ovunque punteggiato di castelli e rocche, costruiti a partire dall'alto Medioevo, testimonianza dei diversi casati nobiliari e della travagliata storia di questa regione.

[modifica] Chiese e Abbazie

Panorama con veduta del Santuario di Belmonte, nel comune di Valperga

[modifica] Curiosità

Molti dei toponimi del Canavese terminano con un particolare suffisso in <<>> tronca e accentata; ne sono esempi i centri di Agliè, Mazzè, Vialfrè, Vestignè, Loranzè, Cuorgnè, Lusigliè, Ciriè, Arè. Fenomeni simili si osservano spesso nei territori caratterizzati da una forte identità storico-culturale (similmente al caso dell'Insubria, dove moltissimi toponimi terminano in -ate, es. Canegrate, Segrate, Tradate, Carnate, eccetera).

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate al Canavese

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[modifica] Economia

L'economia del Canavese si regge sull'allevamento e sullo sfruttamento forestale nelle valli alpine, sull'agricoltura (cereali, vite) nell'area collinare e in pianura. Oltre al turismo, molto sviluppati sono i settori dell'industria meccanica, tessile e chimica[16].

[modifica] Comuni

Non esiste una precisa definizione territoriale del Canavese: nelle ipotesi più inclusive si considera un'area di 2.047,61 km² che comprende 133 comuni (di cui 130 appartenenti alla Provincia di Torino, due alla Provincia di Biella e uno alla Provincia di Vercelli) per un totale di 335.367 abitanti[17].

[modifica] Note

  1. ^ www.comune.vialfre.to.it Insediamenti umani in Età Preistorica. Comune di Vialfrè. URL consultato il 23-11-2010.
  2. ^ www.associazioneviafrancigena.com Preistoria. Associazione Via Francigena. URL consultato il 23-11-2010.
  3. ^ www.serramorena.it Da Borgofranco ad Ivrea. Associazione Serramorena. URL consultato il 23-11-2010.
  4. ^ www.comune.vialfre.to.it Insediamenti umani in Età Preistorica. Comune di Vialfrè. URL consultato il 23-11-2010.
  5. ^ www.associazioneviafrancigena.com Preistoria. Associazione Via Francigena. URL consultato il 23-11-2010.
  6. ^ www.serramorena.it Da Borgofranco ad Ivrea. Associazione Serramorena. URL consultato il 23-11-2010.
  7. ^ AA.VV., Biella e provincia: Candelo, Santuario di Oropa, Valle del Cervo, Oasi Zegna, Borgaro, Touring Editore, 2003. ISBN 88-365-2570-9
  8. ^ Augusto Cavallari-Murat, Tra Serra d'Ivrea, Orco e Po, Torino, Istituto bancario San Paolo di Torino, 1976. (ISBN non disponibile)
  9. ^ Strabone, Geografia - libro IV 6-7. (ISBN non disponibile)
  10. ^ cfr. Geoturismo Italia
  11. ^ Contesto ambientale, culturale, artistico e storico del bacino Canavese
  12. ^ www.ovestsesia.it Cenni storici. Consorzio Ovest Sesia. URL consultato il 23-11-2010.
  13. ^ osservatoriopaesaggio.ecomuseoami AMI - orografia, nuclei antichi ed espansioni recenti (cartina in formato .pdf). Osservatorio del Paesaggio AMI. URL consultato il 23-11-2010.
  14. ^ Elena Masuelli. «Alluvione 2000, dieci anni fa». La Stampa, 15 10 2010. URL consultato in data 23-11-2010.
  15. ^ Elena Masuelli. «Alluvione 2000, dieci anni fa». La Stampa, 15 10 2010. URL consultato in data 23-11-2010.
  16. ^ Canavese in Enciclopedia Zanichelli, Bologna, Zanichelli, 1995.
  17. ^ Dati ISTAT al 28-02-2009, cfr. Bilancio demografico mensile ISTAT 2009

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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