Alluvione

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La parola alluvione viene usata per indicare un evento di accumulo di materiale fluviale. In sintesi le alluvioni sono i sedimenti trasportati dal fiume al di fuori degli argini in seguito ad un'esondazione ed è quindi errato definire "alluvione" un'esondazione in ambito scientifico.

L’origine del termine risale all’epoca romana, quando vennero coniati i termini per il processo di deposizione e di escavazione delle acque correnti. Il verbo alluere (ad + luere = aggiungere bagnando), indica il primo processo, mentre il verbo abluere (ab + luere = togliere bagnando) il secondo. Dai verbi derivano i sostantivi alluvio e abluvio, che indicano gli incrementi e i decrementi che subiscono gradualmente i terreni per i depositi e le escavazioni dei corsi d’acqua.[1]

Nell'italiano recente viene anche ritenuto sinonimo di inondazione, in effetti le due parole attualmente sono utilizzate con lo stesso significato. Tuttavia alluvione nasce come riferimento esclusivamente meteorologico, mentre inondazione più facilmente può avere anche un senso figurato, sebbene non sempre catastrofico (es.: "sono stato inondato di sms").

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il processo dell’alluvione è del tutto naturale e si manifesta costantemente in varie posizioni lungo l’alveo di tutti i corsi d’acqua. Periodicamente, quando i fiumi straripano e inondano le campagne circostanti, lo stesso processo si applica in forma più estesa ai territori sommersi e interessati dal deposito di sedimenti. È in questo modo che si sono formate le pianure alluvionali. Con la graduale trasformazione del significato originario il processo di sedimentazione delle acque non è più la causa, ma diventa la conseguenza dell’alluvione. Questa e altre conseguenze che solitamente concorrono a danneggiare le persone e le cose hanno enfatizzato la forza emotiva del termine.[2]

L' "alluvione" può essere un evento catastrofico, causato da avverse condizioni atmosferiche che provocano piogge torrenziali per giorni o settimane. È intesa come un fenomeno particolarmente devastante e fa parte delle calamità naturali, per il suo impatto drammatico sulle vite e le opere umane.

A livello culturale, il mito del diluvio universale è forse relativo ad un'antica alluvione catastrofica di cui è rimasta testimonianza nelle tradizioni scritte.

Un'alluvione è un evento non previsto, ancorché possa essere prevedibile, in particolar modo in quei paesi interessati annualmente dal fenomeno dei monsoni e dei cicloni, seguiti nelle nazioni più progredite con i più moderni strumenti messi a disposizione dalla moderna scienza meteorologica.

Un'alluvione trasporta grandi quantità di suolo e detriti strappati dalla forza dell'acqua, provocando ulteriori danni e rendendo più difficili i soccorsi. Non è raro che, nei territori a prevalenza montuosa e, specialmente, in quelli sottoposti ad abusi edilizi, un'alluvione sia accompagnata da frane o smottamenti più frequentemente in zone a forte rischio o dissesto idrogeologico. Gli smottamenti del terreno, oltre ad essere un pericolo di per sé, possono deviare corsi d'acqua o riempire parte dei bacini, provocando danni e vittime in maggiore quantità anche durante precipitazioni di durata ben più modesta dei quaranta giorni e delle quaranta notti di pioggia di biblica memoria.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Agosto 2010: immagine satellitare della esondazione del fiume Kabul, causata da forti piogge monsoniche, dal punto di rotta dell'argine, le acque esondano sulla piana alluvionale allargandosi e creando canali intrecciati fra di loro (braided). Il colore marrone delle acque è indicativo della quantità di sedimento solido trasportato in sospensione.

Durante un'alluvione, oltre alla massa d'acqua, grandi quantità di fango e altri sedimenti vengono trasportati nei territori adiacenti al letto fluviale. Durante le ere, questo meccanismo dà luogo alla formazione delle pianure alluvionali, qual è, ad esempio, la Pianura Padana.

Le alluvioni sono fenomeni naturali che avvengono periodicamente nelle piane alluvionali o nelle aree di confluenza di fiumi e torrenti, sono fenomeni ciclici che si manifestano in modo non regolare, ma si ripetono con continuità a intervalli di tempo piuttosto lunghi e da un punto di vista ambientale contribuiscono al modellamento del territorio.

Esiste tuttavia un processo artificiale dell'alluvione, generato da vari interventi dell’uomo, che spesso ha la conseguenza negativa di turbare gli equilibri naturali. Esempi di questi interventi sono gli sbarramenti per opere di derivazione, o le arginature dei corsi d’acqua e dei dissesti nei bacini montani. Opere di questo tipo incrementano il trasporto solido e lo contengono negli alvei, portando talvolta a fenomeni anomali di rialzamento e riempimento degli stessi, fino a renderli rialzati rispetto alla campagna circostante. A causa dell’intenso uso del suolo, in Italia questi problemi si manifestano sin dal Medioevo. In altre occasioni è l’uomo stesso a sfruttare in modo sistematico le alluvioni dei corsi d’acqua per predisporre l’interramento di zone paludose a scopo di bonifica. In questo caso si parla di colmata, un procedimento che in Italia ha un’illustre tradizione.[2]

Quando le alluvioni avvengono in territori più o meno densamente abitati possono essere causa di numerosi danni. Infatti, un aspetto di fondamentale importanza per quanto riguarda gli effetti delle alluvioni è la distribuzione delle popolazioni vicino ad un corso d'acqua le Abitazioni sono a rischio di frane e alluvioni. Sin dall'antichità l'uomo ha costruito le città vicino al mare o ai fiumi, per aver un accesso più rapido ed a buon mercato a riserve alimentari e alle vie di comunicazione commerciale. Il fertile suolo delle rive di una foce sono regolarmente soggetto al fenomeno dell'inondazione per le normali variazioni nelle precipitazioni.

Si consideri che, mentre da un lato l'uomo cerca di limitare o impedire le alluvioni tramite interventi sugli argini, dighe e canalizzazioni, dall'altra ne favorisce l'effetto devastante con la non tutela del territorio o con la deforestazione e l'abusivismo edilizio in luoghi che diventano così a rischio idrogeologico.

Specialmente nei pressi delle città più popolose non è infrequente che si costruisca a ridosso degli argini o nella parte asciutta del letto di un fiume dimenticando, in tempi di precipitazioni al di sotto della media, che i corsi d'acqua possono superare gli argini entro i quali scorrono.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Di Fidio M. e Gandolfi C., La lingua delle acque, Milano, Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, 2013, p. 27.
  2. ^ a b Di Fidio M. e Gandolfi C., La lingua delle acque, Milano, Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, 2013.

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