Pioggia

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La pioggia
Pioggia
Pioggia
Pioggia (tacuinum sanitatis casanatense, XIV secolo)

La pioggia è la forma più comune di precipitazione atmosferica e si forma quando gocce separate di acqua cadono al suolo da delle nuvole. Il suo codice METAR è RA. Una parte della pioggia che cade dalle nuvole non riesce a raggiungere la superficie ed evapora nell'aria mentre cade, specialmente se attraversa aria secca (questo tipo di precipitazione è detta virga).

La pioggia gioca un ruolo importantissimo nel ciclo dell'acqua, nel quale il liquido che evapora dagli oceani si condensa nelle nuvole e cade di nuovo a terra, poi ritorna negli oceani con le correnti e i fiumi per ripetere di nuovo il ciclo. L'ammontare della pioggia caduta si misura in millimetri: una precipitazione di 1 mm equivale a dire che su una qualunque superficie si è depositata una quantità di acqua uniformemente alta 1 mm. La misura è indipendente dalla grandezza della superficie considerata.

L'odore caratteristico che accompagna talvolta la pioggia è quello dell'ozono liberato dalle nubi.

Indice

[modifica] Formazione

Una nube è formata da miliardi di goccioline d'acqua, ciascuna delle quali è a sua volta formata da circa 550 miliardi di molecole d'acqua. Queste goccioline sono il risultato dell'evaporazione dell'acqua da oceani, mari, corsi d'acqua dolce, vegetazione e suolo. Il vapore acqueo viene quindi portato verso l'alto da correnti ascendenti; salendo, l'aria si raffredda e raggiunge la saturazione. Tuttavia questo non è sufficiente per provocare la condensazione del vapore, dato che la goccia d'acqua formatasi tende a sua volta ad evaporare. In condizioni normali non si potrebbe avere la condensazione del vapore e quindi la formazione di nubi, neanche in presenza di sovrasaturazioni del 500%. Fortunatamente, nell'aria sono presenti particelle di pulviscolo e cristalli di ghiaccio che agiscono come "nuclei igroscopici" o "di condensazione" (di dimensioni comprese tra 0,1 e 4 µm) che promuovono e agevolano la trasformazione di stato delle particelle di vapore .

Le precipitazioni e quindi la pioggia possono avvenire però solo quando la forza peso risulterà maggiore della resistenza offerta dal moto ascendente che ha portato alla formazione della nube stessa e che tende a mantenere le goccioline in sospensione. Occorrono centinaia di milioni di goccioline di nube per formare una goccia di pioggia del diametro compreso tra 200 µm e qualche millimetro. I due principali meccanismi di formazione sono l'accrescimento per coalescenza e il processo Bergeron-Findeisen.

[modifica] Accrescimento per coalescenza

Questo fenomeno accade nelle cosiddette nubi calde con temperatura superiore a 0 °C. Le goccioline di nube più grandi, spinte verso l'alto dalle correnti ascendenti, collidono con le goccioline più piccole e in seguito a ciò, aumentano di dimensioni. Una volta raggiunto il diametro di 200 µm, le correnti ascensionali non sono più in grado di mantenerle in sospensione e quindi cominciano a cadere, ingrandendosi ulteriormente. Il processo è particolarmente efficace nel caso di moti turbolenti.

[modifica] Processo Bergeron-Findeisen

Nelle cosiddette nubi fredde, immerse nell'atmosfera a temperature inferiori a 0 °C, il processo avviene a causa dei nuclei glaciogeni che attraggono su sé stessi le goccioline di vapore, formando microcristalli di ghiaccio. Questi s'ingrandiscono attirando le molecole di vapore, che perdono così più molecole per l'evaporazione di quante non ne perdano i microcristalli di ghiaccio. Questo è dovuta al differente valore della tensione di vapore del ghiaccio o dell'acqua liquida. Con questo prcesso si producono cristalli di ghiaccio di qualche centinaio di micrometri, che risultano grandi abbastanza per cadere dalla nuvola. Durante la caduta questi cristalli possono ingrandirsi ancora per coalescenza, sia urtando gocce e goccioline sopraffuse, sia scontrandosi con altri cristalli. Una volta usciti dalla nube, se la tempertura rimane negativa o poco superiore allo zero cadono come cristalli di neve, altrimenti si trasformano in gocce di pioggia.

[modifica] Descrizione

Le gocce di pioggia sono spesso descritte e raffigurate come a "forma di lacrima", tonde sul fondo e più strette verso la cima, ma questo è scorretto (solo le gocce d'acqua che gocciolano da qualche sorgente sono a forma di lacrima al momento che si formano). Le gocce di pioggia piccole sono quasi sferiche. Le gocce più grandi sono molto appiattite a forma di panino, quelle più grandi ancora sono a forma di paracadute. Le gocce di pioggia che risultano dallo scioglimento poco tempo prima di un fiocco di neve sono grandi e formano una rosellina di gocce più piccole quando arrivano al suolo. In media le gocce sono 1-2 mm di diametro, le più grosse sono state registrate in Brasile e nelle Isole Marshall nel 2004 con più di 1 cm di diametro. Questa grandezza è stata spiegata con la condensazione di grandi particelle di fumo o di collisione tra gocce in zone relativamente piccole con un contenuto d'acqua particolarmente notevole.

[modifica] Intensità

La pioggia caduta viene misurata in millimetri dai pluviometri. A seconda dell'intensità della precipitazione viene distinta in:

  • Pioviggine (<1 mm ogni ora)
  • Pioggia debole (1-2 mm/h)
  • Pioggia moderata (2-6 mm/h)
  • Pioggia forte (>6 mm/h)
  • Rovescio (>10 mm/h ma limitato nella durata)
  • Nubifragio (>30 mm/h)

A maggiore intensità del fenomeno è legato anche un maggiore diametro delle gocce di pioggia e una velocità di impatto al suolo più elevata, dovuta al fatto che le correnti ascensionali non sono in grado di rallentarne la caduta.

[modifica] Cultura

La Piazza d'Europa (Parigi), sotto la pioggia, dipinto di Gustave Caillebotte

Molte culture hanno sviluppato strategie per affrontare la pioggia e hanno creato numerosi tipi di protezione come ombrelli e impermeabili. Molte persone preferiscono stare in casa quando piove, specialmente nei climi tropicali, dove la pioggia è di solito accompagnata da temporali.

Generalmente la pioggia ha un pH leggermente inferiore a 6, cioè debolmente acido a causa dell'assorbimento di anidride carbonica dall'atmosfera, che a contatto con l'acqua delle goccioline dà luogo alla formazione di quantità minime di acido carbonico. In alcune aree desertiche, il pulviscolo atmosferico contiene tanto bicarbonato di calcio da bilanciare la naturale acidità della precipitazione e quindi la pioggia può essere neutra o addirittura alcalina.

La pioggia con un pH inferiore a 5,6 è considerata pioggia acida.

[modifica] Primati[1]

  • Precipitazione più intensa in un minuto: 31,2 mm registrati il 4 gennaio 1956 a Unionville, Maryland, Stati Uniti.
  • Precipitazione più intensa in un'ora: 305 mm registrati il 22 giugno 1947 a Holt, Missouri, Stati Uniti.
  • Precipitazione più intensa in 12 ore: 1.144 mm registrati tra il 7 e l'8 gennaio 1966 a Foc-Foc, Isola della Riunione.
  • Precipitazione più intensa in un giorno: 1.825 mm registrati tra il 7 e l'8 gennaio 1966 a Foc-Foc, Isola della Riunione.
  • Precipitazione più intensa in due giorni: 2.467 mm registrati tra l'8 e il 10 gennaio 1958 a Aurère, Isola della Riunione.
  • Precipitazione più intensa in tre giorni: 3.929 mm registrati tra il 24 e il 26 febbraio 2007 al cratere Commerson, Isola della Riunione.
  • Precipitazione più intensa in quattro giorni: 4.869 mm registrati tra il 24 e il 27 febbraio 2007 al cratere Commerson, Isola della Riunione.
  • Precipitazione più intensa in un anno: 26.470 mm registrati tra l'agosto del 1860 e il luglio 1861 a Cherrapunji, India.
  • Il luogo più piovoso della Terra è Lloró (Colombia) che registra ogni anno una media di 13.300 millimetri di pioggia.

[modifica] Note

  1. ^ (EN) Global Weather & Climate Extremes

[modifica] Bibliografia

Giuliacci, Mario (a cura di). Manuale di meteorologia. Milano, Alpha Test, 20052. ISBN 88-483-0457-5

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