Vercelli

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Vercelli
comune
Vercelli – Stemma Vercelli – Bandiera
Piazza Cavour
Piazza Cavour
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Vercelli-Stemma.png Vercelli
Amministrazione
Sindaco Maura Forte (Partito Democratico) dall'08/06/2014
Territorio
Coordinate 45°19′00″N 8°25′00″E / 45.316667°N 8.416667°E45.316667; 8.416667 (Vercelli)Coordinate: 45°19′00″N 8°25′00″E / 45.316667°N 8.416667°E45.316667; 8.416667 (Vercelli)
Altitudine 130 m s.l.m.
Superficie 79,90 km²
Abitanti 46 958[2] (28/02/2014)
Densità 587,71 ab./km²
Frazioni Biliemme, Bivio Sesia, Boarone, Brarola, Campora, Cappuccini, Carengo, Cascina Bivio Sesia, Cascina Mostioli, Cascine Strà, Cominetti, Larizzate, Montonero[1].
Comuni confinanti Asigliano Vercellese, Borgo Vercelli, Caresanablot, Desana, Lignana, Olcenengo, Palestro (PV), Prarolo, Salasco, Sali Vercellese, San Germano Vercellese, Villata, Vinzaglio (NO), Quinto Vercellese.
Altre informazioni
Cod. postale 13100
Prefisso 0161
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 002158
Cod. catastale L750
Targa VC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti vercellesi
Patrono sant'Eusebio
Giorno festivo 1º agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vercelli
Sito istituzionale

Città d'arte, Vercelli (Vërsèj in lingua piemontese, Varseij in vercellese) è un comune italiano di 46 958 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia, situata nella parte orientale del Piemonte. È l'undicesima città della regione per numero di abitanti.[4], situata sulla sponda destra del fiume Sesia, ed è da sempre un importante centro agricolo e commerciale, nello specifico per il commercio del riso in tutta Europa, che le è valso l'appellativo di "capitale europea del riso", con tanto di Stazione Sperimentale di Risicoltura e la Borsa azionaria del Riso, la più importante d'Italia. Oltre il mercato risiero, l'agricoltura e l'enogastronomia, a Vercelli sono anche presenti industrie meccaniche, tessili, chimiche e alimentari. Di antica tradizione è altresì l'artigianato dell'argento.
Il centro storico sorge sull'area di un luogo fortificato romano, ed è delimitato da viali che corrono sul tracciato delle antiche mura; al di là si sono sviluppati i moderni quartieri; la manifestazione musicale di rilievo è il celebre premio internazionale Viotti (famoso violinista vercellese del XIX secolo), associato all'omonimo festival estivo. A Vercelli sono inoltre presenti gli Uffici amministrativi, il Rettorato ed il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro". La città è nota per conservare tuttora la prima traccia scritta in assoluto nella storia della lingua inglese, il cosiddetto Libro di Vercelli, e per aver ospitato la Sacra Sindone, salvandola dalla invasione francese.

Territorio e clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Vercelli.

La città di Vercelli è situata nella pianura padana, alla quota di 130 metri sul livello del mare, a nord-est del Po e sulle rive del Sesia. L'intera zona che circonda la città è pianeggiante ed è ricca di corsi d'acqua e canali, tra cui il canale Cavour, che permettono una abbondante irrigazione del territorio fondamentale per la coltivazione del riso. La città si trova a metà strada tra le città di Milano e Torino e tra Novara e Biella. La città si trova su un territorio con rischio sismico quasi nullo; la pianura circostante è coltivata quasi interamente a risaie. Dista 62 km da Milano, 64 km da Torino, 23 km da Novara, 57 km da Alessandria e 42 km da Biella.

Il clima è semi-continentale, di tipo padano, con inverni freddi e nebbiosi (fino a -10° a gennaio) ed estati calde ed afose (con picchi di 35-40° e 60% di umidità relativa nelle ore più calde di giugno-luglio). Le piogge cadono prevalentemente in primavera ed autunno per un regime medio annuo di 824.3 mm. Il mese più piovoso è maggio, seguito da novembre. Ogni anno cadono in media 35 cm di neve e il mese più nevoso risulta essere gennaio. Nel periodo che va da marzo a settembre sono comuni i temporali, a volte anche violenti con grandinate e, talvolta, fenomeni vorticosi. Vercelli ha un tasso di umidità molto elevato anche nella bella stagione a causa dell'evaporazione dell'acqua delle risaie ed è una città poco ventosa.

VERCELLI Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,6 8,4 13,1 18,3 22,7 26,7 29,2 28,3 24,7 18,3 10,6 5,3 6,1 18,0 28,1 17,9 17,5
T. min. mediaC) -3,4 -2,0 1,5 6,4 12,3 16,2 17,7 16,2 11,8 7,0 2,8 -1,7 -2,4 6,7 16,7 7,2 7,1
Precipitazioni (mm) 44,4 46,7 62,8 82,2 93,2 73,6 54,2 61,0 70,8 88,4 93,0 54,0 145,1 238,2 188,8 252,2 824,3
Giorni di pioggia 4,9 4,4 5,8 7,2 8,5 6,8 4,9 5,7 5,5 6,9 6,9 5,4 14,7 21,5 17,4 19,3 72,9
Umidità relativa media (%) 84 78 70 66 65 65 64 68 73 79 84 85 82,3 67 65,7 78,7 73,4
Eliofania assoluta (ore al giorno) 2,3 3,6 4,5 5,6 6,4 7,8 8,6 7,6 5,2 3,4 2,4 2,0 2,6 5,5 8,0 3,7 5,0
Vento (direzione-m/s) WSW
2,1
SSW
2,9
SSW
4,0
SSW
5,1
S
4,9
SSW
4,1
SSW
3,2
SSW
2,7
SSW
2,6
SSW
2,4
N
2,3
WSW
2,0
2,3 4,7 3,3 2,4 3,2

Storia[modifica | modifica sorgente]

Piazza Cavour

Origini del nome[modifica | modifica sorgente]

Ci sono varie teorie sull'origine del toponimo Vercelli. Per un'attendibile ricostruzione bisognerebbe risalire il corso della storia ricercando i vocaboli delle popolazioni che hanno segnato la lingua locale, della quale troviamo tutt'oggi tracce nel dialetto vercellese. Dai Liguri, la prima popolazione indigena stanziatasi in loco (età del bronzo, 2000 a.C. circa) ed in seguito i Celti (V secolo a.C.) per poi giungere ai Libui (popolazione gallica) insieme ai Romani (222 a.C. e seguenti) i quali avrebbero assegnato (nel 49 a.C.) il municipium romano alla tribù Aniese.

Così, secondo la teoria di una struttura etnica celto-ligure, Vercelli sarebbe la coniazione del vocabolo Verk con il suffisso elle. Un'altra teoria basata su parole prettamente celtiche vorrebbe che Vercelli fosse la giunzione Wehr-Celt. Terza teoria, questa volta sulla binata celto-latino di ver-cellae, dove cellae significa luogo di dimora, mentre il prefisso ver è particella intensiva per indicarne la maggiore importanza; quindi con un riscontro nella stessa regione geografica troveremmo anche bu-cellae (in seguito Bugella, poi Bigella ovvero Biella) ad indicare un centro di importanza minore.

Diversi sono anche i significati che si vorrebbero indicare con le varie espressioni rappresentate nel nome di Vercelli: fortezza, stazione o anche mercato. Si narra pure che Vercelli nacque Meropoli, dal nome del suo fondatore, tanto ampia e fortificata che avrebbe avuto straordinarie proporzioni tali da includere anche Borgo Vercelli, estendendosi al di qua ed al di là della Cesia (Sesia) sulla quale furono costruiti 3 ponti. Le mura che circondavano la città sarebbero state alte 70 piedi ed erano intervallate da 300 torri per protezione. In seguito e per ordine di re Beloisio il nome di Meropoli mutò in Vercelli.

Età antica[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Vercelli ci sono sconosciute: alcuni storici però credono sia stata fondata dai Celti. Wehr-Celt ossia Rocca dei Celti è la denominazione che induce ad ascrivere ai Galli la fondazione dell'antica città.

Situata lungo un importante asse viario dell'economia, la città di Vercelli, ribattezzata dai Romani Vercellae si sviluppò come centro urbano da un preesistente abitato celto-ligure in seguito all'occupazione romana risalente ai primi decenni del II secolo a.C. La definitiva vittoria dei romani sugli altri popoli della zona fu sancita nel lontano 101 a.C., quando l'esercito guidato dal Gaio Mario sconfisse in battaglia la potente tribù germanica dei Cimbri ai Campi Raudii. Nel 49 a.C. i vercellesi ottennero la piena cittadinanza romana e il centro, divenuto municipium, si arricchì di strade, monumenti, bagni pubblici, acquedotto, teatro e anfiteatro. Tra il I e il II secolo d.C. la fioritura del centro urbano proseguì senza sosta. Successivamente però, nei secoli III e IV l'importanza acquisita andò decadendo e le fortune legate a Vercelli declinarono in concomitanza con quelle dell'Impero Romano.

Sant'Eusebio di Vercelli[modifica | modifica sorgente]

La religione cristiana giunse in età costantiniana, precisamente nel 313, attraverso l'imperatore Costanzo II. Il primo vescovo, consacrato nel 345 da papa Giulio I, e che in seguito divenne anche il patrono della città, fu il noto Sant'Eusebio, primo vescovo in ordine cronologico presente in Piemonte. Personalità forte, divenne ben presto uno stimato pastore del Capitolo vercellese, noto in tutto il Piemonte (e di cui ne divenne successivamente patrono), soprattutto come divulgatore del culto mariano della Madonna Nera, importato dalla Terra santa, quindi fondatore del Santuario di Oropa. L'arcidiocesi di Vercelli divenne quindi una delle più importanti tra le suffraganee della vicina Milano.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Del periodo tardo antico e alto medioevale si hanno poche e incerte notizie. Dal VI all'VIII secolo la città rimase sotto il dominio longobardo e successivamente passò sotto la guida dei Franchi. Vercelli divenne allora contea e di fatto venne amministrata dai suoi vescovi. Dopo anni di incertezze, Vercelli si alleò con i milanesi e partecipò alle vicende della Lega Lombarda fino alla vittoriosa Battaglia di Legnano.

Nel XIII secolo si affermò progressivamente il regime comunale che diede il via al periodo più prospero di tutta la storia della città che aveva ottenuto il controllo sul territorio compreso tra le Alpi, il Po, la Sesia e la Dora Baltea, grazie anche all'atto del 24 aprile 1243 con il quale il cardinale Gregorio di Montelongo, legato pontificio, aveva ceduto al Comune la giurisdizione su tutti i territori appartenenti alla Diocesi di Vercelli, in quel momento vacante, conservando a quest'ultima la giurisdizione minore; la cessione, di considerevole entità, fu impugnata dai vescovi successivi, con alterno successo. Nel 1219, per volere del cardinale Guala Bicheri iniziarono i lavori per la realizzazione dell'Abbazia di Sant'Andrea e cinque anni dopo nacque l'ospedale attiguo. Nel contempo il comune promosse l'istituzione della prima università degli studi del Piemonte e il 10 luglio 1243, Vercelli fu la prima città in tutta la penisola ad abolire la servitù della gleba.

A seguito delle lunghe lotte tra Guelfi e Ghibellini, capeggiati rispettivamente dagli Avogadro e dai Bicheri-Tizzoni, il comune passò al dominio straniero e nel 1335 Vercelli perse per sempre la sua autonomia politica.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Theatrum Sabaudiae: Vercelli nel 1682

Sotto il dominio dei Visconti si registrò un periodo di relativa tranquillità finché nel 1427 la città andò sotto al ducato di Savoia e si immiserì rapidamente. Nonostante ciò Vercelli fu uno dei maggiori centri culturali del Piemonte rinascimentale. Alla fine del Cinquecento Vercelli conservava ancora gran parte del patrimonio artistico e storico paleocristiano, medievale e rinascimentale ma il progetto di Carlo Emanuele I di fare di Vercelli una città fortezza ferma l'espansione della città, bloccandola per oltre un secolo nelle sue possenti mura, come ben appare dalla carta edita nel Theatrum Sabaudiae del 1682. Nel '600 le guerre, le pestilenze e il dominio degli spagnoli non danno respiro alla città. Nel 1704 si verificò l'ultimo assedio di Vercelli con la distruzione delle mura e della cittadella da parte dell'esercito del duca di Vendôme durante la guerra di successione spagnola ma il trattato di Utrecht del 1713 segnò il ritorno ai Savoia. Durante il periodo napoleonico Vercelli conquistò il titolo di capoluogo del Dipartimento del Sesia e fu unita allo Stato francese. Nella seconda metà del Settecento cominciano a delinearsi piazze e viali che ancora oggi danno unità organica alla città, vengono eretti palazzi di notevole bellezza.

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Dopo la restaurazione dello Stato Sabaudo, risalente al 1814, i vercellesi parteciparono ai moti di rivolta liberale del 1821 e alle lotte risorgimentali. Nei primi trent'anni dell'Ottocento si ebbero diverse costruzioni come il Teatro nuovo, divenuto poi Teatro Civico inaugurato nel 1815, e il macello pubblico. Poi fu la volta delle Guerre d'Indipendenza che portarono gravi danni alla città. Dopo l'Unità d'Italia l'attività edilizia ristagnò, ma vide la nascita di piazza Torino (ora Pajetta), la sistemazione di Porta Milano, la costruzione della sinagoga ebraica. Nel XX secolo, fra i fatti degni di nota la lotta partigiana e la situazione disastrosa dopo la Liberazione.

All'inizio del Novecento la città conobbe un'espansione notevole. Con la rinascita degli anni cinquanta e le vicissitudini più recenti, Vercelli tornò alla tranquillità e l'agricoltura risorsa portante del territorio si trasformò grazie alla crescente meccanizzazione dei mezzi di lavorazione. Tutt'oggi, per la provincia delle terre d'acqua, la risicoltura rappresenta una vera e propria ricchezza che caratterizza il paesaggio rurale, tipico per le risaie, e si pone come fattore trainante dell'economia della zona. Tuttavia, proprio a causa della meccanizzazione, l'agricoltura non offre più grandi opportunità di lavoro. Inoltre la città ha risentito della recente crisi del settore tessile, con la conseguente chiusura di alcuni importanti siti industriali. La carenza di grandi opportunità lavorative ha spinto molti vercellesi al pendolarismo verso le vicine Torino e Milano.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma è formato da una croce rossa su scudo bianco. Su di esso è raffigurata una corona costituita da cinque torri. Lo scudo è contornato da due rami incrociati ricadenti dalla figura oblunga. Sul nastro si legge Potius Mori Quam Foedari ovvero Meglio Morire che Tradire.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

La città di Vercelli è la 22ª tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918.

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«Per ricompensa della opera patriottica prestata dalle popolazioni di quel territorio nell'esecuzione del progetto d'inondazione artificiale eseguito durante la campagna del 1859. Durante la seconda guerra di indipendenza, Vercelli fu occupata dalle truppe austriache, che entrarono in città il 2 maggio suonando provocatoriamente La bella Gigogin. Fin dal 25 marzo, frattanto, l'agro vercellese era stato allagato per impedire una eventuale avanzata asburgica a Torino. L'operazione, certamente non facile, durò cinque giorni, durante i quali defluirono in un'area di 450 km² almeno 39 milioni di metri cubi di acqua. Gli austriaci dovettero poi ritirarsi da Vercelli, che subì danni economici altissimi.»

Patrimonio artistico e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il Duomo

Vercelli, dopo Torino e insieme ad Asti, è una delle principali città d'arte del Piemonte in quanto custode di un ricco patrimonio artistico ed architettonico. Nonostante la presenza di alcune pesanti alterazioni del dopoguerra, chiese, torri, piazze e palazzi caratterizzano il centro storico medievale della città.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Duomo

L'imponente Cattedrale neoclassica che si può ammirare oggi è il risultato finale di vicissitudini architettoniche che iniziarono dalla fine dell'anno 300 per volere di Sant'Eusebio primo vescovo di Vercelli e del Piemonte. Sulle vestigia della primitiva chiesetta eusebiana sorse tra il V e il VI secolo una basilica paleocristiana. Nei secoli successivi la Cattedrale subì parecchi rifacimenti; nella metà del Settecento su progetto di Benedetto Alfieri furono costruiti l'atrio e la facciata; nel 1860 fu innalzata la cupola. Dell'antica basilica non rimane che il severo e imponente campanile ornato di archetti pensili.

Basilica di Sant'Andrea

La Basilica è un autentico capolavoro, costruita in nove anni (1219-1227) è il simbolo di Vercelli. Gli elementi architettonici del romanico e del gotico con influssi normanni e provenzali ne scandiscono l'eleganza e l'armonia.

Chiesa di San Cristoforo

La chiesa di S. Cristoforo custodisce un patrimonio di opere pittoriche del '500 di inestimabile valore. L'edificio conserva la struttura cinquecentesca a tre navate con tiburio, transetto e vasto presbiterio. Straordinario il ciclo di affreschi di Gaudenzio Ferrari, uno tra i più grandi pittori rinascimentali del Piemonte.

Chiesa di San Giuliano

La tradizione vuole che le chiesa sia antichissima e che S. Eusebio vi abbia trovato rifugio quando fu perseguitato dagli ariani. Interessante per gli affreschi di Girolamo Giovenone e di Bernardino Lanino.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Iniziata nel 1741 su progetto del Juvarra di cui rimangono bellissimi disegni.

Chiesa di San Paolo

Chiesa di forme gotiche con sovrastrutture barocche. Iniziata nel 1260 dai domenicani ebbe vari rifacimenti che la snaturarono non poco. Facciata in laterizio con rosone. Suggestivo il campanile con finestrette archiacute, con bifore prima della cuspide. Interno a tre navate ove spiccano opere del Lanino.

Chiesa di San Bernardo

La chiesa, con facciata romanica risale al XII secolo. Interno a tre navate con i capitelli di grande interesse che costituiscono un ciclo importante per la scultura del XII secolo a Vercelli. Sul finire dell'800 Giuseppe Locarni ampliò la chiesa seguendo i caratteri neoromanici

Chiesa di Santa Chiara

Progettata dal Vittone nel 1754, ora è uno spazio espositivo. Facciata elegante slanciata con raffinati motivi curvilinei. L'interno è estremamente luminoso con armonico sviluppo verticale. Oltre alla cupola a forma esagonale si possono ammirare vivaci affreschi del presbiterio. Annesso alla chiesa uno chiostro di fattura gotica e il complesso monastico ora sede della scuola di musica Vallotti e del Museo di Arte Civico (MAC) inaugurato nel 2014.

Chiesa di San Marco

Esempio di architettura gotica del 1266 con diversi affreschi recentemente recuperati. Interno a tre navate sorrette da pilastri cilindrici. Dopo una parentesi storica in cui è stata utilizzata come mercato coperto, negli ultimi anni è stata convertita in spazio espositivo grazie ad una moderna capsula costruita all'interno, gestita da ARCA - Arte Vercelli. Nei primi anni da spazio espositivo ha ospitato le opere di diverse epoche delle Collezioni Guggenheim da tutto il mondo, per poi passare a partire dal 2014 alle opere di Vassily Kandinsky in collaborazione con il Museo di Stato Russo.

Seminario arcivescovile[modifica | modifica sorgente]

Seminario Arcivescovile

La facciatà è dell'800 in stile classico ma è il delizioso cortile interno progettato da Filippo Juvarra a rendere interessante il complesso grazie alla leggerezza delle colonne, la scelta dei volumi, l'impiego degli stucchi e all'utilizzo di tinte delicate. Di grande interesse la facciata meridionale, sempre opera del Juvarra è interamente costruita in cotto conferendo una severa nobiltà all'edificio. Il Seminario ospita inoltre le Biblioteche Agnesiana e Diocesana.

Sinagoga[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinagoga di Vercelli e Comunità Ebraica di Vercelli.

Vercelli è sede di un'importante comunità ebraica in Italia. La presenza di ebrei in città è documentata dal 1446, ma raggiunse la massima espansione nel 1848, quando contava oltre 600 membri. Proprio nel XIX secolo fu inaugurata una vasta Sinagoga opera dell'architetto Giuseppe Locarni, caratterizzata da una particolare facciata a bande bicolore in pietra arenaria. Oltre al tempio israelitico resta inoltre il cimitero ottocentesco, ampliato nel 1914 e recentemente restaurato.

 Edifici romani[modifica | modifica sorgente]

L'anfiteatro romano [modifica | modifica sorgente]

Risalente al I-II secolo d.C., e in parte demolito a causa dell'urbanizzazione, si trova tra viale Rimbembranza e Corso De Rege. A pianta ellittica con diametro maggiore di 120-130 metri, è tornato parzialmente alla luce già nel 1565 durante i lavori di ampliamento della Cittadella voluti da Emanuele Filiberto.

Le piazze[modifica | modifica sorgente]

Piazza Cavour
Piazza Palazzo Vecchio
Piazza S.Eusebio
Piazza Pajetta
Piazza Cavour

Si trova nel cuore della città, polo naturale d'attrazione della vita pubblica. È sorta sull'antico forum romano ma il suo aspetto è medievale grazie ai portici che la circondano e alla Torre dell'Angelo che la domina.

Piazza Palazzo Vecchio

Più nota come Piazza dei Pesci è a forma trapezoidale, chiusa da un lato dalla Torre di Città e dall'altro dell'antico broletto, al centro si trova una bella fontana circolare. La piazza, sino a pochi anni fa adibita ad area mercatale [ nella carta del Theatrum Sabaudie è indicata come Mercato del Grano] è stata riportata alla sua originaria bellezza dopo un sapiente restauro.

Piazza S. Eusebio

Comunemente chiamata Piazza del Duomo è a forma rettangolare circondata da piante secolari e spazi verdi. Al centro troviamo un obelisco eretto nel 1909 da Guido Bianconi di Siena e una grossa fontana. Il Duomo e il Seminario Arcivescovile fanno da splendida cornice.

Piazza Pajetta

Un tempo Piazza Torino è circondata da palazzi del XIX secolo. Al centro si trova il monumento inaugurato nel 1887 a Vittorio Emanuele II raffigurato in uniforme da generale.

Piazza D'Angennes

Piazzetta fascinosa intorno alla quale si susseguono eleganti edifici a partire dal Palazzo Arcivescovile, il maestoso campanile del Duomo, il seicentesco palazzo Berzetti di Murazzano e il palazzo Arborio Mella.

Piazza Roma

Comunemente chiamata Piazza della Stazione è ubicata a fianco della Basilica di S. Andrea e dei giardini pubblici; questi si trovano in un avvallamento in quanto sorgono esattamente nel fossato che cingeva l'antiche mura. Al centro della piazza si trova la fontana con il gruppo bronzeo di Gartmann raffigurante l'Agricoltura

Le torri[modifica | modifica sorgente]

Numerose sono le torri civili che danno un profilo turrito allo skyline della città; avevano lo scopo di affermare la nobiltà e il potere costituito di una famiglia

Torre Comunale
Torre dell'Angelo
Torre Avogadro
Torre Vialardi
Torre dell'Angelo

Costruita tra il XIV e il XV secolo domina Piazza Cavour, ha una base quadrata sulla quale si innesta un corpo ottagonale di chiara fattura medievale. La sopraelevazione merlata venne costruita nel 1875. Per la sua forma caratteristica è uno dei emblemi della città

Torre Comunale

Costruita nel XII secolo, detta anche Torre di Città poiché adiacente all'antico Broletto. Alta più di 20 metri ha una forma severa ed evocatrice di un grande passato storico e delle libere istituzioni comunali, che l'acquistarono dai Vialardi

Torre Avogadro o di S. Marco

Del XIII secolo si trova presso la gotica chiesa di S. Marco con la caratteristica cornice marcapiano, con spigoli smussati da una lesena.

Torre dei Vialardi

Elegante e semplice, una delle meglio conservate della città. Eretta nel XV secolo è a pianta ottagonale si conclude con finestre ogivali

Torre dei Tizzoni

Risalente al XV secolo, prende il nome dalla famiglia Tizzoni, torre ottagonale con grandi finestroni e decorazioni in cotto. Interventi nel 1800 ne hanno ridotto la bellezza originaria.

Edifici civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Centori
Salone Dugentesco
Il Castello Visconteo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello Visconteo (Vercelli).

Edificato nel 1290 grazie alla volontà di Matteo I Visconti. La sua struttura originaria era di forma quadrata con torri agli angoli e alla metà di ogni lato. Il castello visconteo si distingue dalle costruzioni fortificate militari, infatti ha più la caratteristica della dimora signorile rinascimentale atta a rappresentare la potenza politica del signore. Attualmente è la sede del Palazzo di Giustizia.

Palazzo Centori

Realizzato nel XV secolo apparteneva alla famiglia dei Centori. È tuttora conservato lo straordinario cortile interno in stile bramantesco a forma rettangolare, unico esempio in Piemonte. Archi a tutto sesto, colonne di granito e un piano superiore con doppio numero di archi ne fanno il più bel palazzo laico della città.

Salone Dugentesco

Preceduto da un porticato ad archi ogivali, il Dugentesco fu fondato nel 1223. In origine era l' ospitale che accoglieva i pellegrini. L'ingresso è sormontato da una lunetta dipinta del '200. La sala ampia, divisa longitudinalmente in tre navi con volte tardogotiche e pilastri cruciformi, conserva un affresco del XVI secolo. Oggi il salone è utilizzato per eventi culturali e musicali.

Il teatro[modifica | modifica sorgente]

Teatro Civico

L'idea della costruzione di un teatro dell'aristocrazia vercellese nacque durante il periodo della dominazione francese. La nascita del teatro è da collegarsi alla nascita di una società di nobili cittadini vercellesi che affidò all'architetto Nicola Nervi la progettazione di quello che costituirà il teatro in uso fino agli Anni ’20. L'apertura nel 1872 di un altro teatro cittadino, il Fachinetti (futuro Teatro Verdi) provoca un progressivo declino dell'attività del Teatro Civico sino alla sua distruzione nel 1923 causata da un incendio doloso. Il nuovo Teatro da quasi 800 posti, costruito però con un solo ordine di palchi, venne inaugurato nel 1931 con L'Aida di Giuseppe Verdi.

Per quanto riguarda l'offerta musicale è da sottolineare il famoso Concorso Internazionale G. B. Viotti e il Viotti Festival che ogni mese ospita i più celebri musicisti insieme all'Orchestra della Camerata Ducale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Museo Borgogna

Musei[modifica | modifica sorgente]

Museo Borgogna[modifica | modifica sorgente]

Il Museo Francesco Borgogna rappresenta per importanza, qualità e quantità di opere la più importante pinacoteca del Piemonte[senza fonte] dopo la Galleria Sabauda di Torino. Il palazzo neoclassico dove ha sede il museo risale al 1836. Le opere sono esposte in ordine storico-cronologico. Tutto il primo piano è occupato da prestigiose testimonianze rinascimentali della scuola vercellese. Sono esposti dipinti che spaziano dal XV al XX secolo di artisti quali G. A. Bazzi detto il Sodoma, Carracci, Grien, Bosschaert e opere dell'800 italiano ed europeo.

Museo Leone[modifica | modifica sorgente]

Il Museo Leone, aperto nel 1910 presso la cinquecentesca Casa Alciati e il barocco Palazzo Langosco, ospita una vera e propria macchina del tempo: armi preistoriche, corredi di tombe egizie, vasi etruschi, mosaici medioevali, porcellane, argenti e dipinti di epoca moderna. Di grande impatto la sala romana con la famosa stele celto-latina che ha aperto la mostra dei Celti a Venezia.

Museo del Tesoro del Duomo[modifica | modifica sorgente]

Ricchissimo di manoscritti custodisce il famoso Vercelli Book del X secolo in antica lingua anglosassone che ha attirato l'attenzione di studiosi di tutto il mondo. Il pian terreno dell'Arcivescovado ospita una collezione di preziosissimi oggetti sacri come urne e reliquiari lunga oltre mille anni.

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Biblioteca Agnesiana e Diocesana

Fondata nel 1746 ha sede nel seminario arcivescovile e conta 60.000 volumi con testi di carattere ecclesiale e storico. Sono presenti oltre 400 pergamene e molte riguardano l'Abbazia di S. Andrea. La Biblioteca Diocesana fondata invece nel 1804 conserva i volumi usati in seminario dal XVI secolo a oggi. Tra le numerose opere in ebraico presenti rimane un prezioso un codice del XV secolo.

Biblioteca Capitolare

La Biblioteca capitolare custodisce opere tra le varie discipline bibliche, giuridiche, teologiche e storiche. Conta 299 codici che costituiscono la testimonianza viva della Chiesa vercellese dal IV secolo in poi.

Biblioteca Civica

Fondata nel 1875 conta 150.000 tra volumi e opuscoli e 16.000 volumi di periodici. Annesso alla Biblioteca è l'Archivio Storico del comune di Vercelli, uno degli archivi comunali più interessanti dell'Italia nord occidentale.

Università[modifica | modifica sorgente]

Insieme ad Alessandria e Novara, Vercelli ospita l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro": qui sono infatti ubicati la sede legale, gli Uffici amministrativi ed il Rettorato, nonché il Dipartimento di Studi Umanistici. Oltre ai tre corsi di studio principali (Lettere, Filosofia e Lingue) del dipartimento di studi umanistici, la città ospita distaccamenti del Dipartimento di Scienze ed Innovazione Tecnologica che ha sede ad Alessandria, in particolare i corsi di studio in Scienze dei Materiali e dal 2014 Scienze Biologiche ed Informatica.

Via Francigena[modifica | modifica sorgente]

Vercelli è una delle tappe della Via Francigena, cammino di pellegrinaggio per Roma. Si trova una menzione di Vercelli (XLIII Vercel. - numero di tappa, da Roma) nel 990, nella descrizione dell'itinerario di Sigerico. La città mantiene vivo il ruolo centrale che la sua posizione storica le ha attribuito lungo la Via Francigena, essendo membro dell'Ufficio di presidenza dell'Associazione Europea delle Vie Francigene.

Vercelli e la Divina Commedia[modifica | modifica sorgente]

Citazione

Vercelli è la città piemontese e una delle città dell'Italia nord-occidentale cui Dante ha riservato la maggiore attenzione, e ciò rende più plausibile una sua permanenza a Vercelli. Dante ha ricordato Vercelli non per un'astratta notazione geografica, ma per delineare un paesaggio naturale armoniosamente composto, capace di suscitare sentimenti intensi. La citazione di Vercelli nella Divina Commedia è di tale natura, che lascia supporre che il poeta abbia percorso la terra vercellese, e abbia osservato il suo digradare dalle Alpi da occidente e il suo estendersi ad oriente, dando principio alla pianura padana:

O tu cui colpa non condanna e cu'io vidi su in terra latina, se troppa simiglianza non m'inganna, rimembriti di Pier da Medicina. Se mai torni a veder lo dolce piano che da Vercelli a Marcabò dichina. Inf. XXVIII, 70 - 75

Scuole superiori statali[modifica | modifica sorgente]

  • Liceo Classico Lagrangia
  • Liceo Scientifico Amedeo Avogadro
  • Liceo Artistico A.Alciati
  • Istituto Magistrale Rosa Stampa
  • Istituto Tecnico G.C Faccio
  • Istituto Tecnico G.Ferraris
  • istituto Tecnico C.Cavour
  • IPSIA Francis Lombardi

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Stemma della Pro Vercelli

La FC Pro Vercelli 1892 è una delle più antiche, celebri e titolate società calcistiche d'Italia. Club di grande tradizione, vinse sette scudetti tra il 1908 e 1922. Conta 6 presenze in Serie A tra il 1929 ed il 1935, e 9 in Serie B, campionato in cui ha militato nel 2012, dopo 64 anni. È ad oggi, fra le squadre italiane pluriscudettate, l'unica non proveniente da una città capoluogo di regione e al contempo l'unica fra di esse ad essere andata incontro nei decenni passati ad un declino tale da farle perdere svariate volte lo status professionistico. Tra i calciatori più rappresentativi che militarono nelle file del club, non si possono non citare il difensore Virginio Rosetta e gli attaccanti Silvio Piola, a cui è stato intitolato lo stadio cittadino già Robbiano, e Pietro Ferraris, tutti e tre campioni del mondo con la Nazionale di Vittorio Pozzo.

Le altre squadre di calcio della città sono: l'U.S.D. Virtus Vercelli che milita nel girone F piemontese e valdostano di 1ª Categoria e G.S.D. Canadà Vercelli che milita nel girone C piemontese e valdostano di 2ª Categoria.

Hockey su pista[modifica | modifica sorgente]

La squadra di hockey su pista della città, l'Amatori Vercelli, ha conquistato tre scudetti, una Coppa Italia e due Coppa CERS.

Scherma[modifica | modifica sorgente]

L'Associazione Scherma Pro Vercelli è l'erede della tradizione schermistica vercellese che ha dato a questo sport numerosi campioni olimpici, campioni del mondo, maestri e innovatori di questo sport. Giovanni Battista Cavanna fonda nel 1895 la Scuola Schermistica Vercellese. La prima medaglia olimpica della scherma vercellese è di Marcello Bertinetti che, dopo aver vinto il campionato di calcio con la Pro Vercelli quale capitano-allenatore, vince all'olimpiade parigina la medaglia d'argento nella sciabola a squadre. Bertinetti sarà medaglia d'oro olimpica nel 1924 nella sciabola a squadre.

A lui è intitolato il Trofeo Bertinetti riservato alle migliori prime quattro squadre maschili di spada, che è oggi Coppa del mondo di spada a squadre.

Tiro a Volo[modifica | modifica sorgente]

Il vercellese Giovanni Pellielo (Vercelli, 11 gennaio 1970) ha vinto tre medaglie olimpiche individuali, 10 titoli mondiali (3 individuali) e 10 titoli europei (2 individuali).

Rugby[modifica | modifica sorgente]

Dal 2004 si sta sviluppando il movimento rugbistico, grazie alla società residente Rugby Vercelli che milita nel campionato territoriale di serie C. Dall'ottobre del 2010 nasce poi una nuova società denominata Rugby Sant'Andrea.

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Attualmente esistono tre squadre cittadine, A.DIL. Vercelli Basket, Basket Mooskins e il Vercelli Rices.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

La Libertas Olimpia è la principale squadra di pallavolo di Vercelli. In passato ha militato nella massima serie nazionale. Per quanto riguarda la pallavolo femminile la principale squadra è la S2M Volley Vercelli, fondata nel 1990. Nel 1997 viene fondata da un gruppo di genitori la GREENVOLLEY che porterà il giovanile femminile della pallavolo vercellese a conquistare 4 scudetti nazionali negli anni 2001, 2002, 2003 e 2005.

Pattinaggio artistico a rotelle[modifica | modifica sorgente]

L'A.S.D. Skating Vercelli ha conquistato la Stella al Merito sportivo dal C.O.N.I., a riconoscenza dalla lunga tradizione che ha saputo coltivare sulle otto rotelle.

La società Rollerblot di Caresanablot nata più recentemente sta conquistando notorietà e pregio grazie ai suoi atleti che hanno all'attivo molte vittorie sia a livello nazionale che internazionale frutto dell'impegno della società e dell'allenatrice Cristina Maffei.

Futsal[modifica | modifica sorgente]

La Pro Vercelli C5 nasce nel 2012 ed è la prima squadra della provincia di Vercelli ad iscriversi al campionato regionale FIGC di Serie D.

Calcio a 7[modifica | modifica sorgente]

In città e provincia è molto attivo il campionato amatoriale Vercelli Premier League nato nel 2012. Alla fondazione composto da 13 squadre, nella stagione 2014/15 salirà a 16. Oltre al campionato viene organizzata anche la coppa ad eliminazione diretta.

Gastronomia e tradizioni locali[modifica | modifica sorgente]

Panissa

Piatti tipici[modifica | modifica sorgente]

È un risotto con salame d'la doja (sotto grasso), lardo e fagioli di Saluggia, anche questi un prodotto tipico della pianura vercellese.

Bicciolani
Tartufata

Questi biscotti nascono nel 1803, quando Carlo Provinciale, ispirandosi probabilmente alla fastosa tradizione Rinascimentale e dai dolci sapori austroungarici, ideò dei biscotti in cui una ricca pasta frolla si univa agli aromi di una segreta miscela di spezie (cannella, garofano, vaniglia, macis, zenzero, coriandolo..). La ricetta originale passò nella prima metà del XX secolo da Margherita Flecchia (pronipote del Provinciale) a Vittorio Rosso, che per parecchi anni continuò a produrre questa prelibatezza nel suo piccolo laboratorio artigianale. Oggi le migliori pasticcerie vercellesi propongono i Bicciolani secondo la loro ricetta.

È una torta al cioccolato, combinazione di morbido pan di Spagna e crema chantilly coperta da fragili onde di cioccolato.

Simboli e mascotte[modifica | modifica sorgente]

L'iconografia della città di Vercelli è davvero sontuosa a livello di simboli e di mascotte, molti dei quali tratti dal mondo vegetale e animale. Si va dalla pannocchia riso, al rosone di Sant'Andrea, le sue torri o il mitico Galletto segnatempo, passando alla rana, la zanzara e l'airone, elegante e sinuoso volatile che campeggia nelle campagne e risaie circostanti. Su tutti, svetta probabilmente il Leone della Pro Vercelli (detto "Eusebio") antica mascotte del glorioso club bianco, vera e propria leggenda nel calcio e nella scherma.

Il carnevale[modifica | modifica sorgente]

Maschere di Vercelli
Bicciolano

Le maschere di Vercelli sono Bicciolano e Bela Majin. L'origine del Bicciolano si fa risalire ad un personaggio leggendario che sarebbe vissuto a Vercelli a cavallo tra il 1700 e il 1800 e che con rabbia si scagliava contro le prepotenze, i soprusi e le angherie dei governanti.

Imponente la sfilata dei carri e dei gruppi mascherati costruiti dai vari rioni e dai paesi circostanti che ogni anno percorre il centro della città.

Media locali[modifica | modifica sorgente]

Stampa locale
  • La Sesia, bisettimanale di informazione cittadina e provinciale
  • Notizia Oggi, settimanale di informazione cittadina e provinciale
  • L'Eusebiano, settimanale cittadino
  • Vercelli Oggi, settimanale di informazione cittadina e provinciale
Televisioni locali
Siti web locali

Radio Locali

Persone legate a Vercelli[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Stranieri[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2013 la popolazione straniera nel comune di Vercelli è di 5.111 unità, corrispondente al 10,9 % degli abitanti totali. In confronto con i dati del 2012 la popolazione straniera è aumentata di 419 unità. I principali gruppi etnici sono:

Paese Abitanti
Albania Albania 1 190
Marocco Marocco 1 103
Romania Romania 609
Ucraina Ucraina 193
Rep. Dominicana Repubblica Dominicana 150
Cina Cina 148
Tunisia Tunisia 119
Senegal Senegal 109

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Nella tabella sottostante è indicata la qualità della vita secondo Il Sole 24 Ore negli ultimi anni sui 103 capoluoghi di provincia italiani.

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore)
2005 40°
2006 48°
2007 62°
2008 42°
2009 33°
2010 52°
2011 43°
2012 58°

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Vercelli.
Il palazzo comunale

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Vercelli è gemellata con:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vercelli.
  2. ^ Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  3. ^ Bilancio demografico Istat 28 febbraio 2014.
  4. ^ Comuni piemontesi per popolazione
  5. ^ Museo Francesco Borgogna.
  6. ^ Museo Camillo Leone.
  7. ^ Scheda museo virtuale Politecnico di Torino.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Tappa Precedente
- da Roma -
Itinerario di Sigerico
Via Francigena
Tappa Successiva
- verso Canterbury -
Mansio XLII - Tremel
Tromello
Mansio XLIII - Vercel
Vercelli
Via-Francigena-sign.jpg
Mansio XLIV - Sca Agath
Santhià
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