Aosta

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Aosta
comune
(IT) Aosta
(FR) Aoste
Aosta – Stemma Aosta – Bandiera
Panorama della città da Saint-Christophe
Panorama della città da Saint-Christophe
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Valle d'Aosta-Stemma.svg Valle d'Aosta
Provincia Non presente
Amministrazione
Sindaco Bruno Giordano (Union Valdôtaine) dal 24/05/2010
Territorio
Coordinate 45°44′14″N 7°19′14″E / 45.737222°N 7.320556°E45.737222; 7.320556 (Aosta)Coordinate: 45°44′14″N 7°19′14″E / 45.737222°N 7.320556°E45.737222; 7.320556 (Aosta)
Altitudine 583 m s.l.m.
Superficie 21,37 km²
Abitanti 35 031[1] (30-6-2011)
Densità 1 639,26 ab./km²
Frazioni Arpuilles, Beauregard, Bibian, Bioulaz, Borgnalle, Brenloz, Busséyaz, Cache, La Combe, Les Capucins, Chabloz, Champailler, Collignon, Cossan, Cotreau, Duvet, Entrebin, Excenex, Les Fourches, Laravoire, Montfleury, Movisod, Pallin, Papet, Pléod, Porossan, La Riondaz, La Rochère, Roppoz, Saraillon, Saumont, Seyssinod, Signayes, Talapé, Tsanté, Tzambarlet, Vignole
Comuni confinanti Charvensod, Gignod, Gressan, Pollein, Roisan, Saint-Christophe, Sarre
Altre informazioni
Cod. postale 11100
Prefisso 0165
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 007003
Cod. catastale A326
Targa AO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 850 GG[2]
Nome abitanti aostani (it.)
aostois (fr.)
veullatsoù (patois)
Patrono san Grato
Giorno festivo 7 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Aosta
Posizione del comune di Aosta all'interno della Valle d'Aosta
Posizione del comune di Aosta all'interno della Valle d'Aosta
Sito istituzionale

Aosta (pronuncia Aòsta, /a'ɔsta/[3]; Aoste in francese[4][5]; Aoûta in arpitano sopradialettale; Oûta, o Veulla in patois valdostano standard, Ohta nella variante della bassa valle[5]; Augschtal in walser[6]; Osta o Aosta in piemontese[7]; Osten in tedesco storico; Augusta Prætoria Salassorum in latino) è un comune italiano di 35 031 abitanti[1], capoluogo della regione autonoma Valle d'Aosta.

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

« ...la vecchia Aosta di cesaree mura
ammantellata, che nel varco alpino
èleva sopra i barbari manieri
l’arco di Augusto... »
(Giosuè Carducci, Piemonte vv 17-20)
(FR)
« J'étais si heureux en contemplant ces beaux paysages
et l'arc de triomphe d'Aoste
que je n'avais qu'un vœu à former
c'était que cette vie durât toujours. »
(IT)
« Ero così felice di ammirare questi bei paesaggi
e l'arco di trionfo di Aosta
che avevo un unico desiderio da esprimere
che la vita durasse per sempre. »
(Stendhal[8])

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La città di Aosta si trova all'incirca nel mezzo della Regione Valle d'Aosta, nella piana in cui scorre il fiume principale della regione: la Dora Baltea. Su Aosta dominano importanti montagne tra le quali la Becca di Nona, il Monte Emilius, Punta Chaligne e la Becca di Viou. La città è attraversata da Nord a Sud, all'altezza dell'Arco d'Augusto, dal torrente Buthier, uno dei numerosi affluenti della Dora Baltea.

Considerando i capoluoghi di provincia, con 583 metri di altezza sul livello del mare è il sesto più alto d'Italia (dopo Lanusei e prima di Caltanissetta)[9].

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Aosta.

Aosta si trova in un fondovalle interamente circondato da alte montagne, perciò è soggetta ad un microclima particolare con spiccate caratteristiche di continentalità. In generale le stagioni intermedie sono più brevi che nel resto del Nord Italia, mentre sia l'estate (nonostante l'altitudine) che l'inverno sono precoci: risultano tutt'altro che rari brevi periodi di caldo torrido a fine maggio e forti gelate a novembre.

Le estati sono mediamente calde e soleggiate, ma più ventilate che nel resto del Nord Italia (grazie alle brezze montane) e soggette a temporali, specie ad agosto: la media del mese più caldo (Luglio) è di +21,25 gradi. Gli inverni sono generalmente freddi (media di gennaio +0,65 gradi) ma piuttosto variabili a seconda delle annate, con periodi nevosi alternati a periodi secchi e molto rigidi. Diversamente dalle montagne circostanti, la piovosità media annua di Aosta è abbastanza scarsa (nell'ordine dei 600 millimetri). Il motivo per cui d'estate ad Aosta fa caldo è lo stesso per cui fa caldo a Bolzano: entrambe sono situate in un fondovalle alpino che ne impedisce il ricambio d'aria.

Aosta e la sua valle, al pari delle valli piemontesi, sono soggette a fenomeni di favonio.

I dati relativi al clima del capoluogo Aostano sono registrati dalla Stazione meteorologica di Aosta. In base a tali dati si può inserire la città nella categoria "Cfb" del sistema climatico di W. Köppen.

AOSTA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,5 7,0 11,5 15,4 20,9 24,1 26,7 24,7 20,8 14,5 8,4 5,5 5,7 15,9 25,2 14,6 15,3
T. min. mediaC) -3,2 -0,8 2,8 6,5 10,5 13,6 15,8 14,3 12,0 6,8 1,8 -1,4 -1,8 6,6 14,6 6,9 6,6

Storia[modifica | modifica sorgente]

La leggenda[modifica | modifica sorgente]

Narra una leggenda che nell'anno 1158 a.C. venne fondata la città di Cordelia da Cordelo, capostipite dei Salassi, discendente di Saturno e compagno di spedizione di Ercole.

L'epoca pre-romana[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio della città era presente già in tempi protostorici una popolazione di cultura megalitica, come testimonia l'importante ritrovamento di una necropoli con tombe megalitiche e di un'area di culto risalenti al III millennio nella zona dell'attuale quartiere di Saint-Martin-de-Corléans. In seguito ci fu l'insediamento della tribù Celto-Ligure dei Salassi.

La dominazione romana[modifica | modifica sorgente]

Alla fine della Seconda guerra punica, dopo la vittoria di Scipione l'Africano su Annibale nel 202 a.C., Roma rivolse la sua attenzione verso le Alpi, dove i Galli alleati dei Cartaginesi continuavano a costituire una notevole minaccia. La funzione di un accampamento posto in questa valle era principalmente strategica. Era essenziale consolidare il dominio di Roma sulla Pianura Padana e sui territori prealpini, utilizzando le Alpi come baluardo naturale contro le invasioni barbariche. Per questo nacque allo sbocco delle valli alpine un sistema di città fortificate che controllavano gli accessi alle fertili terre della Pianura Padana.

Tuttavia dal I secolo a.C. la progressiva conquista della Gallia modificò l'importanza strategica dei valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo ponendo il problema del controllo della valle abitata a quel tempo da una popolazione, i Salassi, ostacolo al passaggio dei soldati e dei mercanti lungo la Via delle Gallie. Dopo una serie di scaramucce e di spedizioni militari e di trattati dall'incerto esito nel 25 a.C. Cesare Augusto inviò contro i Salassi il futuro console Aulo Terenzio Varrone Murena a capo di un esercito consistente. Alla fine, sconfitti, i Salassi vennero probabilmente sterminati o ridotti in schiavitù.

La fondazione di Augusta Prætoria Salassorum[modifica | modifica sorgente]

Città fortificata, costruita in breve tempo su modello dell'accampamento militare romano, Augusta Prætoria Salassorum nacque all'incrocio delle vie del Grande (Mons Jovis o Summus Pœninus) e Piccolo San Bernardo (Columna Jovis o Alpis Graia) presso la confluenza dei fiumi Dora Baltea e Buthier. Un'imponente cinta muraria proteggeva un territorio di 414.128 m², mentre quattro porte davano accesso alla città costruita sul modello ortogonale cardo-decumanico. La via centrale Decumanus Maximus (l'attuale Via Porta Prætoria, Via Jean-Baptiste de Tillier e Via Édouard Aubert), allora larga nove metri, era la prosecuzione naturale della Via consolare delle Gallie che da Milano arrivava fino al Piccolo San Bernardo. L'accesso alla città era comunque assicurato da un ponte sul Buthier, di cui oggi è visibile solo un'arcata poco distante dal letto del torrente, deviato a causa di un'inondazione. All'interno delle mura sorgevano i quartieri residenziali, il teatro, le terme, il foro e l'anfiteatro, mentre a sud si stendevano i quartieri popolari divisi secondo un modello classico a scacchiera.

Il popolamento della città in epoca romana[modifica | modifica sorgente]

Ancora molto controverso è il problema sul popolamento della città prima e dopo la conquista romana. Un incerto documento accenna a 3.000 pretoriani, e della convivenza con i Salassi sopravvissuti, in contrasto con un anfiteatro progettato per una città di trenta/quarantamila abitanti. Un'iscrizione risalente al 23 a.C. sembrerebbe smentire le affermazioni degli storici antichi tra cui Strabone, riguardo alle deportazioni in massa dei Salassi e alle loro vendita come schiavi a Ivrea. Inoltre il linguaggio giuridico al tempo dei romani incolae indicava gli abitanti di una colonia in possesso di diritti inferiori a quella dei cives. Tali indizi lasciano supporre che la popolazione salassa si sia integrata con i nuovi conquistatori, così come lasciano supporre numerose iscrizioni funerarie nelle quali appaiono nomi salassi associati ad altri romani, i cui figli nati da matrimoni misti portavano sempre nomi latini. In epoca romana ebbe una grande importanza strategica e militare grazie al controllo esercitato sui due passi del Piccolo e del Gran san Bernardo. Augusta Prætoria iniziò, fin dal I secolo, ad avere connotazioni inequivocabilmente urbane e monumentali, imponendosi come uno dei più ricchi e popolosi centri abitati dell'Italia Settentrionale.

Il Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Dopo il plurisecolare dominio dell'impero e la sua cristianizzazione la città, grazie alle Alpi ed alle mura, riuscì a subire poche invasioni. Secondo una leggenda Augusta Prætoria sarebbe stata distrutta dai Saraceni e dai Barbari; in realtà la città romana subì i danni maggiori dalla ricostruzione tardo medioevale che utilizzò blocchi di pietra delle costruzioni romane per l'edificazione di torri e chiese.

La città divenne sede vescovile verso la fine del IV secolo, appartenendo prima alla vastissima diocesi di Vercelli, poi alla chiesa metropolita di Milano fino al VIII secolo. All'inizio del VI secolo la città appartenne al regno dei Goti; successivamente venne contesa tra i Franchi e i Longobardi che la cedettero nel 575 a Gontranno, re di Borgogna. I Franchi di Pipino il Breve giunsero da qui per scacciare i Longobardi dall'Italia Settentrionale. L'impero di Carlo Magno diede impulso alla Via Francigena che collegava Roma con Aquisgrana, infine, alla morte di Carlo il Grosso, l'ultimo imperatore carolingio, nell'888, seguì dapprima le sorti del regno d'Italia, poi verso la metà del secolo X quelle del regno di Borgogna fino al 1032. Come conseguenza si consolidarono i rapporti politici, economici e commerciali verso l'altro versante delle Alpi. Le conseguenze furono evidenti sul piano culturale e linguistico: dal latino si svilupparono i dialetti francoprovenzali analoghi a quelli parlati in Savoia, nel Delfinato e nella Svizzera Romanda e poi la lingua francese.

La nascita della Contea di Savoia con capitale Chambéry comportò alla città di seguirne le sorti fino all'unità d'Italia.

Lo stemma della città di Aosta nel Salone ducale dell'Hôtel-de-Ville (municipio).

Epoca moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Aosta ha la particolarità di essere l'unico capoluogo di regione italiano che non è contemporaneamente capoluogo di provincia, dal momento che la provincia di Aosta fu ridotta a circondario della provincia di Torino con la legge Rattazzi e infine trasformata in regione autonoma con la costituzione repubblicana e la relativa legge costituzionale di attuazione del 1948, che non prevede province nella regione[11].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Area di studi archeologici situata vicino alla chiesa di Saint-Martin-de-Corléans, di grande interesse per i ritrovamenti di un antico insediamento sul quale nasce la leggenda che lo accomuna alla città di Cordelia.

Epoca romana[modifica | modifica sorgente]

Epoca medievale[modifica | modifica sorgente]

Epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

Epoca contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[13]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti ad Aosta sono 2.850. I gruppi più numerosi sono quelli provenienti da:[14]

  1. Romania, 633
  2. Marocco, 553
  3. Albania, 291
  4. Tunisia, 251
  5. Moldavia, 133
  6. Repubblica Dominicana, 115
  7. Ucraina, 111
  8. Cina, 87
  9. Brasile, 70
  10. Francia, 62

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Ad Aosta sono presenti due centri ospedalieri: l'ospedale Umberto Parini, ampliato in seguito al non raggiungimento del quorum in un referendum svoltosi in autunno 2007, e l'ospedale regionale Beauregard, collocato nella regione omonima, sulla collina, al confine con il comune di Saint-Christophe.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Le istituzioni scolastiche di base nel comune sono 5, quelle di secondo grado superiore invece comprendono 1 istituto magistrale, comprensivo dei licei: scientifico tecnologico, linguistico e delle scienze sociali, 1 liceo scientifico, 1 liceo classico e artistico, 1 istituto tecnico professionale, 1 istituto tecnico, commerciale e per geometri, 1 convitto regionale. Le scuole paritarie sono due, 1 istituto professionale regionale alberghiero[senza fonte] e l'Institut Agricole Régional.

Università[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università della Valle d'Aosta.

L'Università della Valle d'Aosta (in francese, Université de la Vallée d'Aoste) è stata fondata nel 2000, nella sede primaria ospita il rettorato, gli uffici amministrativi e le facoltà di Lingue e Comunicazione, Scienze della formazione, e Psicologia. La sede secondaria di Saint-Christophe, inaugurata ufficialmente all'inizio dell'anno accademico 2007-2008, è la sede principale dei corsi di Economia e di Scienze Politiche. Nel 2007, la Regione ha firmato con il Ministero della Difesa la cessione della caserma Testafochi di Aosta (piazza della Repubblica), già sede della scuola militare alpina, destinata a divenire nei prossimi anni la sede unica dell'Università e un campus internazionale.[senza fonte]

  • Facoltà:
    • Economia
    • Scienze della formazione
    • Lingue e comunicazione
    • Psicologia
    • Scienze politiche

Musei[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • 30-31 gennaio: Fiera di Sant'Orso - Foire de Saint Ours.
  • Ogni due anni, l'ultima domenica di settembre degli anni pari, è organizzata la Désarpa (dal patois valdostano, la "discesa dagli alpeggi"), cioè la discesa delle mandrie di mucche dagli alpeggi alla fine dell'estate.
  • Bataille de reines, la battaglia finale (Combat final) si svolge ogni anno nell'arena della Croix-Noire, generalmente la penultima domenica di ottobre.
  • La Fête de la Vallée d'Aoste, si svolge il giorno della festa di San Grato, patrono della regione (7 settembre). In questa occasione vengono consegnati i premi di Chevalier de l'autonomie e di Amis de la Vallée d'Aoste. La Fête de la Vallée d’Aoste, istituita con Legge Regionale nel quadro delle disposizioni per valorizzare l'autonomia, è stata soppressa.
  • Da ottobre ad aprile, Aosta ospita la rassegna di teatro per l'infanzia "Enfanthéâtre", nata nel 1983.
  • In estate, il Festival des peuples minoritaires, rassegna musicale.
  • Da ottobre a maggio, Aosta è il principale palcoscenico della Saison culturelle, rassegna culturale che abbraccia numerosi ambiti, organizzata dall'assessorato regionale istruzione e cultura della Valle d'Aosta.
  • A novembre, la Foire des Alpes, una fiera-mercato delle razze ovine e caprine locali, organizzata dall'AREV all'arena della Croix-Noire;
  • A fine novembre, il teatro Giuseppe Giacosa è la sede delle rappresentazioni dello Charaban, principale appuntamento per il teatro popolare amatoriale in patois valdostano.
  • Ogni martedì e sabato mercato settimanale in piazza dei Cavalieri di Vittorio Veneto. Nella stessa piazza, mercato coperto (fr. Halles) tutti i giorni.
  • 18 luglio, festa di San Giorgio e Giacomo[15], organizzata dalla comunità di emigrati calabresi da San Giorgio Morgeto.

Persone legate ad Aosta[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

La città di Aosta è attraversata da Est a Ovest dalla SS 26 che percorre tutta la valle centrale da Pont-Saint-Martin al colle del Piccolo San Bernardo (con una variante da Pré-Saint-Didier a Courmayeur). Globalmente la Strada Statale 26 è lunga 156,344 km.
Un'altra strada statale, la seconda e l'ultima della regione, la SS 27 collega il capoluogo valdostano con il confine svizzero presso il Tunnel (o con il Passo del Gran San Bernardo). Globalmente la Strada Statale 27 è lunga 33,910 km. Tale strada fa parte dell'itinerario internazionale E27 (il numero della statale e dell'itinerario europeo coincidono, ma non intenzionalmente) che da Belfort (Francia) conduce ad Aosta.
Aosta è servita anche dall'A5 Torino-Courmayeur.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Il trasporto ferroviario da e per Aosta è interamente gestito da Trenitalia. Sono presenti due linee a binario unico, la una verso Pré-Saint-Didier, e la verso Chivasso e Torino Porta Nuova.
Ad Aosta vi sono una stazione ferroviarie, capolinea dei treni da/per Chivasso e per Pré-Saint-Didier, e due fermate sulla linea per Pré-Saint-Didier.

Le stazioni sul territorio comunale sono:

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

L'aeroporto regionale Corrado Gex è sito nel comune di Saint-Christophe. Ampliata la pista e riprogettata l'aerostazione dall'architetta Gae Aulenti con una spesa di circa 30 milioni di euro, l'aeroporto è attualmente inutilizzato per una serie di cause giudiziarie. Chiuso al trasporto di passeggeri e merci, è per lo più frequentato da piccoli aerei da turismo, alianti, elicotteri.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

I trasporti urbani sono gestiti dalla società SVAP che serve capillarmente il capoluogo regionale e i comuni della plaine (la piana di Aosta, comprendente Aosta stessa, Charvensod, Quart, Saint-Christophe, Brissogne, Sarre e Pollein).

Economia[modifica | modifica sorgente]

Come in molti comuni valdostani anche nel comune di Aosta si genera energia idroelettrica, la cui produzione contribuisce a mantenere la regione in condizioni economiche superiori rispetto a molte altre. La centrale idroelettrica di Signayes, in gestione alla CVA, sfrutta le acque dei torrenti Buthier, Artanavaz e Ollomont e lo scarico della centrale di Valpelline.[16]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il gonfalone nel Salone ducale dell'Hôtel-de-Ville (municipio).
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Aosta.

Aosta è l'unico capoluogo di regione italiano che non è contemporaneamente capoluogo di provincia, poiché lo statuto speciale per la Valle d'Aosta prevede che le funzioni proprie della provincia siano espletate in parte dagli organi regionali e in parte direttamente dai comuni.

Aosta fa parte dell'Association internationale des maires francophones[17] (OIMF - Associazione internazionale dei sindaci francofoni).

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Aosta è gemellata con:

Aosta ha dedicato in onore alle sue città gemelle: via Kaolack, via Sinaia e piazza Narbonne.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Per tre volte Aosta è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1970, l'ultima nel 1996.

Sport tradizionali[modifica | modifica sorgente]

Ad Aosta si gioca sia a fiolet che a rebatta, caratteristici sport tradizionali valdostani. Sul territorio comunale ci sono tre sezioni dell'Association Valdôtaine Fiolet: Aosta, Arpuilles-Excenex e Porossan.[18]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Cfr. la voce Aosta del Dizionario d'ortografia e di pronunzia: [1].
  4. ^ Pronuncia /a'ɔst/ nell'uso della Francia, /ɔst/ nell'uso locale: cfr. sempre la voce Aosta del DOP: [2].
  5. ^ a b AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 32.
  6. ^ Nella variante Töitschu - cf. Michele Musso, Imelda Ronco, D'Eischemtöitschu : vocabolario töitschu-italiano, Walser Kulturzentrum, Gressoney-Saint-Jean, ed. Musumeci, Quart, 1998, p. 300.
  7. ^ Pronunciato rispettivamente ['ʊsta] e [a'ʊsta].
  8. ^ Citazione riportata su uno degli ascensori del Forte di Bard.
  9. ^ Dal sito Tuttitalia.
  10. ^ Le zone sismiche in Italia: Valle-Aosta, statistica 2006, www.abspace.it
  11. ^ http://www.regione.vda.it/Autonomia_istituzioni/origini/decreti1945_i.asp I decreti del 1945: la prima autonomia
  12. ^ Link
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ fonte Istat
  15. ^ Festa di San Giorgio e Giacomo
  16. ^ CVA, Gli impianti. URL consultato il 1º novembre 2013.
  17. ^ Site de l'OIMF - Liste des membres
  18. ^ Dati 2011. Cfr. Anna Maria Pioletti, Giochi, sport tradizionali e società. Viaggio tra la Valle d'Aosta, l'Italia e l'Unione Europea, Quart (AO), Musumeci, 2012, pp. 74-100, ISBN 978-88-7032-878-3.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Lin Colliard, La vieille Aoste, éd. Musumeci, Aosta, 1972.
  • (FR) Aimé Chenal, Promenade archéologique de la ville d'Aoste, ITLA, Aoste, 1965.
  • (FR) Mauro Caniggia Nicolotti & Luca Poggianti, Aoste inconnue : traces cachées, oubliées ou invisibles de la vieille ville, typog. La Vallée, Aoste, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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