Provincia di Biella
| Provincia di Biella provincia |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Capoluogo | Biella | ||||
| Presidente | Angelo Ciuni (Commissario Straordinario) dal 31-10-2012 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate del capoluogo |
45°34′39″N 8°3′4″E / 45.5775°N 8.05111°ECoordinate: 45°34′39″N 8°3′4″E / 45.5775°N 8.05111°E | ||||
| Superficie | 917,3 km² | ||||
| Abitanti | 185 768[1] (31 dicembre 2010) | ||||
| Densità | 202,52 ab./km² | ||||
| Comuni | 82 comuni | ||||
| Province confinanti | Valle d'Aosta, Vercelli, Torino | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 13900 Biella, 13811-13899 provincia | ||||
| Prefisso | 015, 0161, 0163 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 096 | ||||
| Targa | BI | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
La provincia di Biella (provincia ëd Bièla in piemontese) è una provincia italiana del Piemonte di 185.768 abitanti[1].
Situata nel nord della regione, confina a ovest con la Valle d'Aosta, mentre sugli altri versanti è racchiusa tra le province di Torino e Vercelli.
Indice |
Storia[modifica]
Istituita con legge del 1992 per scorporo dalla provincia di Vercelli, è diventata amministrativamente operativa nel 1995. È costituita da 82 comuni; dopo il comune di Biella, il secondo comune della provincia per numero di abitanti è Cossato.
Il territorio provinciale corrisponde quasi esattamente a quello dell'antico circondario di Biella, esistito dal 1859 al 1927 nella provincia di Novara.
In seguito alle riforme volute dalla "spending review" del Governo Monti, il 3 ottobre 2012 il CAL (Consiglio Autonomie Locali) del Piemonte aveva inizialmente approvato l'aggregazione della Provincia di Biella con quella in una grande Provincia di Novara (strategicamente fatta passare sotto il nome di "Quadrante") che avrebbe assorbito i territori di Biella, Vercelli e VCO, definendo come capoluogo la città di Novara. La Regione Piemonte nella seduta del 23 ottobre formalizzò invece un nuovo assetto biellese-vercellese, inviando questa proposta di riordino ufficiale al Governo. Il decreto, approvato il 31 ottobre 2012 dal Consiglio dei Ministri, non è stato però convertito in legge senza quindi comportare alcuna modifica all'assetto provinciale.
Geografia[modifica]
La provincia è racchiusa a nord dalla catena montuosa delle Alpi Biellesi (che, dominate dal Monte Bo, 2.500 m, si affacciano sul vicino Monte Rosa e sulla piana di Vercelli) garantendo notevoli risorse idriche per la presenza di numerose fonti sorgive; a ovest dalla catena collinare di origine morenica denominata la Serra di Ivrea; a est e a sud da pianure coltivate prevalentemente a riso e granturco.
L'altitudine massima del territorio provinciale è il Monte Mars (2600 m); l'altitudine minima, invece, è rappresentata dal comune di Gifflenga (187 m s.l.m.).
I principali torrenti sono l'Oropa, il Cervo, l'Elvo, lo Strona di Mosso e il Sessera.
| Per approfondire, vedi Idrografia del Biellese. |
Il Biellese è stato al centro di diversi fenomeni alluvionali (1968, Valle Mosso; 2002, Valle Cervo). Ricco di corsi d'acqua, un tempo indispensabili alle numerose fabbriche della zona (alcune di esse, ormai dismesse, costituiscono una vera e propria memoria archeologico-industriale), condivide con la provincia di Torino il lago di Viverone.
Una parte del territorio provinciale è tutelata da tre aree protette regionali:
- Parco della Burcina
- Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Oropa
- Riserva naturale regionale Baragge - Bessa - Area attrezzata Brich Zumaglia - Mont Prève.
Gli svincoli autostradali prossimi al capoluogo sono, sulla Autostrada A26, quello di Romagnano Sesia, quelli di Santhià e Albiano d'Ivrea sull'autostrada A5 e quelli di Carisio e Balocco sull'Autostrada A4.
Comuni[modifica]
Appartengono alla provincia di Biella i seguenti 82 comuni:
- Ailoche
- Andorno Micca
- Benna
- Biella
- Bioglio
- Borriana
- Brusnengo
- Callabiana
- Camandona
- Camburzano
- Campiglia Cervo
- Candelo
- Caprile
- Casapinta
- Castelletto Cervo
- Cavaglià
- Cerreto Castello
- Cerrione
- Coggiola
- Cossato
- Crevacuore
- Crosa
- Curino
- Donato
- Dorzano
- Gaglianico
- Gifflenga
- Graglia
- Lessona
- Magnano
- Massazza
- Masserano
- Mezzana Mortigliengo
- Miagliano
- Mongrando
- Mosso
- Mottalciata
- Muzzano
- Netro
- Occhieppo Inferiore
- Occhieppo Superiore
- Pettinengo
- Piatto
- Piedicavallo
- Pollone
- Ponderano
- Portula
- Pralungo
- Pray
- Quaregna
- Quittengo
- Ronco Biellese
- Roppolo
- Rosazza
- Sagliano Micca
- Sala Biellese
- Salussola
- San Paolo Cervo
- Sandigliano
- Selve Marcone
- Soprana
- Sordevolo
- Sostegno
- Strona
- Tavigliano
- Ternengo
- Tollegno
- Torrazzo
- Trivero
- Valdengo
- Vallanzengo
- Valle Mosso
- Valle San Nicolao
- Veglio
- Verrone
- Vigliano Biellese
- Villa del Bosco
- Villanova Biellese
- Viverone
- Zimone
- Zubiena
- Zumaglia
Comuni più popolosi[modifica]
| Stemma città | Comune | Popolazione |
|---|---|---|
| Biella | 45.760 | |
| Cossato | 15.053 | |
| Vigliano Biellese | 8.482 | |
| Candelo | 8.022 | |
| Trivero | 6.335 |
Clima[modifica]
Il clima biellese è continentale, ma ha comunque una diversificata climatologia a causa della presenza della montagna e della pianura. Presenta inverni freddi e umidi, con precipitazioni nevose e presenza di nebbia nelle zone di pianura. In inverno può verificarsi il fenomeno del favonio, tipico delle aree alpine. La primavera e l'autunno sono le stagioni più piovose, soprattutto i mesi di maggio, ottobre e novembre. L'estate è calda e sovente afosa, soprattutto in pianura, più ventilata nelle aree collinari e montane. In questa stagione sono molto frequenti i temporali.
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Economia[modifica]
"Manchester" d'Italia[modifica]
La provincia di Biella non è conosciuta soltanto per le sue bellezze paesaggistiche ma anche per il ruolo di rilievo svolto nella storia dell'industria in Piemonte.
Importante è infatti il passato industriale del biellese, che in parte si perpetua ancora, valso a fare definire il suo capoluogo – Biella – la "Manchester d'Italia"[2], in virtù dei numerosi opifici edificati a partire dalla metà del secolo XIX; il territorio conta tuttora numerose fabbriche per la filatura e la tessitura della lana.
Molto conosciuta è, sotto questo aspetto, la cosiddetta "via della lana" che, lungo la strada panoramica intitolata all'industriale laniero Ermenegildo Zegna, ed attraverso le località di Pray e Trivero (dove sorge l'antica fabbrica della ruota, stabilimento dismesso ora adibito a ecomuseo industriale), si spinge fino alla vicina Valsesia.
Famosi sono anche i cappellifici situati in Valle Cervo, specialmente nei comuni di Sagliano Micca, che producono cappelli esportati in tutto il mondo. Mulino ad acqua nel comune di Netro.
Prodotti tipici locali[modifica]
La conformazione prevalentemente montuosa del territorio favorisce l'allevamento di bestiame (è possibile assistere ancor oggi nei periodi di primavera-autunno alla transumanza); notevole perciò la produzione di latticini (Toma e formaggio tipico Macagn) e insaccati (Paletta Biellese, originaria di Coggiola, salame di patate, moccetta ...).
Altri prodotti tipici sono il vino bianco DOC Erbaluce di Caluso (prodotto nella zona di Viverone e Roppolo), ed i rossi DOC Coste del Sesia (prodotto con varie uve autoctone come il nebbiolo, la vespolina e la croatina, in vari comuni orientali della Provincia), il pregiato Bramaterra (unico vino prodotto dall'assemblaggio del nobile nebbiolo con un massimo del 30% di croatina, nei comuni biellesi di Masserano, Brusnengo, Villa del Bosco, Sostegno e Curino), e il blasonato Lessona, uno dei più grandi e antichi vini d'Italia, caduto in oblio per molto tempo ed oggi in ripresa costante, prodotto nel comune omonimo dal vitigno nebbiolo pressoché in purezza. Sono inoltre degni di menzione il Ratafià, liquore di ciliegie nere tipico di Andorno Micca e ora presente con altre varianti aromatiche, ed i canestrelli nella variante biellese, vagamente simili a wafer, e di Crevacuore, in Valsessera, croccanti cialde di cioccolato pressate. Tra i piatti locali, il ris en cagnon, il dolce palpitòn di Mongrando, la polenta concia (condita con burro fuso e formaggio) e la supa mitunà.
Cultura[modifica]
Meta antichissima di pellegrinaggi spirituali, la provincia biellese è terra di santuari; oltre a quello di Oropa, degni di rilievo sono il santuario di Graglia e il santuario di San Giovanni d'Andorno. Nel 2003 il Sacro Monte di Oropa è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
Nel capoluogo, oltre al Museo del Territorio al chiostro di San Sebastiano e a Villa Schneider, sede di un museo della memoria sulla Resistenza, di rilievo è il centro culturale operativo a Palazzo Boglietti, futuribile architettura edificata a inizio degli anni 2000.
Nella Valle Elvo è attivo l'Ecomuseo Valle Elvo e Serra, con numerose cellule ecomuseali tra cui il Museo dell'Oro e della Bessa a Zubiena.
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Curiosità[modifica]
- Vi sono indubbiamente presenti grandi affinità culturali storicamente incontrovertibili, con l'attigua provincia vercellese: su tutte il culto di Sant'Eusebio, patrono del Piemonte e di Vercelli e che, secondo la tradizione fu il fondatore del Santuario di Oropa, collocato sulle montagne che dominano Biella è considerato come uno dei più frequentati luoghi di culto delle Alpi[3][4].
Gemellaggi[modifica]
Voci correlate[modifica]
- Armoriale dei comuni della Provincia di Biella
- Comunità Collinare tra Baraggia e Bramaterra
- Riso di Baraggia Biellese e Vercellese
Note[modifica]
- ^ a b Dato ISTAT al 31 dicembre 2010
- ^ Biella, Manchester d'Italia. Storia dello sviluppo commerciale e artigianale del Biellese, M. Gariazzo (a cura di); rivista tecnica internazionale, numero unico, Biella, 1953, pag. 16
- ^ Storia del Santuario di Oropa
- ^ Biella, Oropa. Storia del Santuario, del Sacro Monte e della Biblioteca
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Provincia di Biella
Collegamenti esterni[modifica]
- Atl
- La strada della lana
- Museo del Territorio Biellese
- Ecomuseo del Biellese
- Ecomuseo dell'Arte Organaria
- Azienda Trasporti Pubblici delle Province di Biella e Vercelli
- Il Sacro Monte di Oropa