Provincia di Biella

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Provincia di Biella
provincia
Provincia di Biella – Stemma Provincia di Biella – Bandiera
Provincia di Biella – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Amministrazione
Capoluogo Biella
Presidente Angelo Ciuni (Commissario Straordinario) dal 31-10-2012
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°34′39″N 8°03′04″E / 45.5775°N 8.051111°E45.5775; 8.051111 (Provincia di Biella)Coordinate: 45°34′39″N 8°03′04″E / 45.5775°N 8.051111°E45.5775; 8.051111 (Provincia di Biella)
Superficie 913 km²
Abitanti 182 325[1] (31 dicembre 2013)
Densità 199,7 ab./km²
Comuni 82 comuni
Province confinanti Valle d'Aosta, Vercelli, Torino
Altre informazioni
Cod. postale 13900 Biella, 13811-13899 provincia
Prefisso 015, 0161, 0163
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 096
Targa BI
Cartografia

Provincia di Biella – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Biella (provincia ëd Bièla in piemontese) è una provincia italiana del Piemonte di 182.325 abitanti[1].

Situata nel nord della regione, confina a ovest con la Valle d'Aosta, mentre sugli altri versanti è racchiusa tra le province di Torino e Vercelli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Provincia di Biella nacque il 18 febbraio 1622, quando il Carlo Emanuele I di Savoia divise i propri possedimenti ad est della catena alpina in 12 province. Tale suddivisione amministrativa era di natura principalmente fiscale, ovvero funzionale alla necessità legate alla riscossione delle imposte. Il territorio che dipendeva amministrativamente da Biella era però piuttosto diverso da quello che viene oggi considerato il Biellese. Rientravano nell'antica provincia comuni del Canavese e del Vercellese, mentre altri comuni oggi considerati biellesi ne risultavano esclusi, come ad esempio Occhieppo Inferiore, che apparteneva alla Provincia di Vercelli.

Nel 1859 la provincia di Biella fu abolita, e venne sostituita da un circondario incluso nella Provincia di Novara; tale comprensorio nel 1927 passò poi alla neo-istituita Provincia di Vercelli.

Istituita con legge del 1992 per scorporo dalla provincia di Vercelli, l'attuale provincia di Biella venne istituita nel 1992 con il dlgs 248 del 6 marzo 1992; le prime elezioni amministrative si svolsero nel maggio 1995. [2] Il territorio provinciale corrisponde quasi esattamente a quello dell'antico circondario di Biella; è costituita da 82 comuni tra i quali, dopo quello di Biella, il secondo della provincia per numero di abitanti è Cossato.

In seguito alle riforme volute dalla "spending review" del Governo Monti, il 3 ottobre 2012 il CAL (Consiglio Autonomie Locali) del Piemonte aveva inizialmente approvato l'aggregazione della Provincia di Biella con quella in una grande Provincia di Novara (strategicamente fatta passare sotto il nome di "Quadrante") che avrebbe assorbito i territori di Biella, Vercelli e VCO, definendo come capoluogo la città di Novara. La Regione Piemonte nella seduta del 23 ottobre formalizzò invece un nuovo assetto biellese-vercellese, inviando questa proposta di riordino ufficiale al Governo. Il decreto, approvato il 31 ottobre 2012 dal Consiglio dei Ministri, non è stato però convertito in legge senza quindi comportare alcuna modifica all'assetto provinciale.

In data 30 novembre 2013 è stata deliberata la dichiarazione di dissesto finanziario della Provincia di Biella[3][4].

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il panorama delle Alpi biellesi fra Lessona e Cossato

La provincia è racchiusa a nord dalla catena montuosa delle Alpi Biellesi (che, dominate dal Monte Bo, 2.500 m, si affacciano sul vicino Monte Rosa e sulla piana di Vercelli) garantendo notevoli risorse idriche per la presenza di numerose fonti sorgive; a ovest dalla catena collinare di origine morenica denominata la Serra di Ivrea; a est ed a sud da pianure coltivate prevalentemente a riso e granturco.

L'altitudine massima del territorio provinciale è il Monte Mars (2600 m); l'altitudine minima, invece, è rappresentata dal comune di Gifflenga (187 m s.l.m.).

I principali torrenti sono l'Oropa, il Cervo, l'Elvo, lo Strona di Mosso e il Sessera.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Idrografia del Biellese.

Il Biellese è stato al centro di diversi fenomeni alluvionali (1968, Valle Mosso; 2002, Valle Cervo). Ricco di corsi d'acqua, un tempo indispensabili alle numerose fabbriche della zona (alcune di esse, ormai dismesse, costituiscono una vera e propria memoria archeologico-industriale), condivide con la provincia di Torino il lago di Viverone.

Una parte del territorio provinciale è tutelata da tre aree protette regionali:

Gli svincoli autostradali prossimi al capoluogo sono, sulla Autostrada A26, quello di Romagnano Sesia, quelli di Santhià e Albiano d'Ivrea sull'autostrada A5 e quelli di Carisio e Balocco sull'Autostrada A4.

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Appartengono alla provincia di Biella i seguenti 82 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica sorgente]

Posizione Stemma città Comune Popolazione
Biella-Stemma.png Biella 45.325
Cossato-Stemma.png Cossato 14.815
Vigliano Biellese-Stemma.png Vigliano Biellese 7.994
Candelo 7.862
Trivero-Stemma.png Trivero 6.000

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima biellese è continentale, ma ha comunque una diversificata climatologia a causa della presenza della montagna e della pianura. Presenta inverni freddi e umidi, con precipitazioni nevose e presenza di nebbia nelle zone di pianura. In inverno può verificarsi il fenomeno del favonio, tipico delle aree alpine. La primavera e l'autunno sono le stagioni più piovose, soprattutto i mesi di maggio, ottobre e novembre. L'estate è calda e sovente afosa, soprattutto in pianura, più ventilata nelle aree collinari e montane. In questa stagione sono molto frequenti i temporali.

Panorama di Biella dalle alture
Un laghetto ghiacciato nei pressi di Sala Biellese
Bocchetta di Margosio, nei pressi della località sciistica di Bielmonte nell'Oasi Zegna

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Meta antichissima di pellegrinaggi spirituali, la provincia biellese è terra di santuari; oltre a quello di Oropa, degni di rilievo sono il santuario di Graglia e il santuario di San Giovanni d'Andorno. Nel 2003 il Sacro Monte di Oropa è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.

Nel capoluogo, oltre al Museo del Territorio al chiostro di San Sebastiano e a Villa Schneider, sede di un museo della memoria sulla Resistenza, di rilievo è il centro culturale operativo a Palazzo Boglietti, futuribile architettura edificata a inizio degli anni 2000.

Nella Valle Elvo è attivo l'Ecomuseo Valle Elvo e Serra, con numerose cellule ecomuseali tra cui il Museo dell'Oro e della Bessa a Zubiena.

Sacro Monte di Oropa - Salita alle Cappelle
Sacro Monte di Oropa - La Concezione di Maria
Palazzo Boglietti, sede di mostre
Villa Schneider, luogo della memoria

Economia[modifica | modifica sorgente]

"Manchester" d'Italia[modifica | modifica sorgente]

La provincia di Biella non è conosciuta soltanto per le sue bellezze paesaggistiche ma anche per il ruolo di rilievo svolto nella storia dell'industria in Piemonte.
Importante è infatti il passato industriale del biellese, che in parte si perpetua ancora, valso a fare definire il suo capoluogo – Biella – la "Manchester d'Italia"[5], in virtù dei numerosi opifici edificati a partire dalla metà del secolo XIX; il territorio conta tuttora numerose fabbriche per la filatura e la tessitura della lana.

Molto conosciuta è, sotto questo aspetto, la cosiddetta "via della lana" che, lungo la strada panoramica intitolata all'industriale laniero Ermenegildo Zegna, ed attraverso le località di Pray e Trivero (dove sorge l'antica fabbrica della ruota, stabilimento dismesso ora adibito a ecomuseo industriale), si spinge fino alla vicina Valsesia.
Famosi sono anche i cappellifici situati in Valle Cervo, specialmente nei comuni di Sagliano Micca, che producono cappelli esportati in tutto il mondo. Mulino ad acqua nel comune di Netro.

Prodotti tipici locali[modifica | modifica sorgente]

La conformazione prevalentemente montuosa del territorio favorisce l'allevamento di bestiame (è possibile assistere ancor oggi nei periodi di primavera-autunno alla transumanza); notevole perciò la produzione di latticini (Toma e formaggio tipico Macagn) e insaccati (paletta biellese, originaria di Coggiola, salame di patate, moccetta ..).

Altri prodotti tipici sono il vino bianco DOC Erbaluce di Caluso (prodotto nella zona di Viverone e Roppolo), ed i rossi DOC Coste del Sesia (prodotto con varie uve autoctone come il nebbiolo, la vespolina e la croatina, in vari comuni orientali della Provincia), il pregiato Bramaterra (unico vino prodotto dall'assemblaggio del nobile nebbiolo con un massimo del 30% di croatina, nei comuni biellesi di Masserano, Brusnengo, Villa del Bosco, Sostegno e Curino), e il blasonato Lessona, uno dei più grandi e antichi vini d'Italia, caduto in oblio per molto tempo ed oggi in ripresa costante, prodotto nel comune omonimo dal vitigno nebbiolo pressoché in purezza. Sono inoltre degni di menzione il Ratafià, liquore di ciliegie nere tipico di Andorno Micca e ora presente con altre varianti aromatiche, ed i canestrelli nella variante biellese, vagamente simili a wafer, e di Crevacuore, in Valsessera, croccanti cialde di cioccolato pressate. Tra i piatti locali, il ris en cagnon, il dolce palpitòn di Mongrando, la polenta concia (condita con burro fuso e formaggio) e la supa mitunà.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Ex SS 143: l'attraversamento di Gaglianico
La funivia Oropa-lago del Mucrone

Il sistema stradale del Biellese è legato al proprio capoluogo, da cui dipartono le principali direttrici viarie che lo collegano al resto del territorio provinciale nonché al capoluogo regionale, al Canavese e alla vicina provincia di Vercelli. La numerazione delle strade provinciali è stata impostata su 5 grossi blocchi, centrati sul capoluogo e disposti in senso orario; ognuno di essi è aperto da una strada di una certa importanza che ha il numero più basso del blocco (es. la SP 100 della Valle Cervo, o la SP 300 Biella-Cossato).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Biella.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Trasporto aereo[modifica | modifica sorgente]

Altre forme di trasporto pubblico[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Vi sono indubbiamente presenti grandi affinità culturali storicamente incontrovertibili, con l'attigua provincia vercellese: su tutte il culto di Sant'Eusebio, patrono del Piemonte e di Vercelli e che, secondo la tradizione fu il fondatore del Santuario di Oropa, collocato sulle montagne che dominano Biella è considerato come uno dei più frequentati luoghi di culto delle Alpi[6][7].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

La sede della Provincia di Biella
(ex Ospizio di Carità).
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti della Provincia di Biella.

Nell'ottobre dal 2012 il prefetto Angelo Ciuni, in seguito delle dimissioni da Presidente della Provincia di Roberto Simonetti, è stato nominato Commissario per l'amministrazione provvisoria della Provincia di Biella[8]. Con DPR del 23 novembre 2012 è stato in seguito sciolto il Consiglio Provinciale e lo stesso Angelo Ciuni è stato nominato Commissario Straordinario per la provvisoria gestione dell'Ente. In 30 novembre 2013 il commissario straordinario ha dichiarato lo stato di dissesto finanziario dell'amministrazione provinciale[9]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato ISTAT al 31 dicembre 2013
  2. ^ La storia della Provincia, Provincia di Biella. URL consultato il 29-5-2014.
  3. ^ Provincia di Biella, Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 23 del 30/11/2013. URL consultato il 05/12/2013.
  4. ^ La Provincia è fallita, Il Biellese, 29/11/2013. URL consultato il 05/12/2013.
  5. ^ Biella, Manchester d'Italia. Storia dello sviluppo commerciale e artigianale del Biellese, M. Gariazzo (a cura di); rivista tecnica internazionale, numero unico, Biella, 1953, pag. 16
  6. ^ Storia del Santuario di Oropa
  7. ^ Biella, Oropa. Storia del Santuario, del Sacro Monte e della Biblioteca
  8. ^ Decreto del Prefetto di Biella del 31 ottobre 2012
  9. ^ Deliberazione con oggetto Art. 246 del D.Lgs 8 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni. Dichiarazione di dissesto finanziario della Provincia di Biella.; vedi www.provincia.biella.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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