Bologna

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Bologna
comune
Bologna – Stemma Bologna – Bandiera
(dettagli)
Bologna – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Bologna-Stemma.png Bologna
Sindaco Virginio Merola (PD) dal 17-5-2011
Territorio
Coordinate 44°29′38″N 11°20′34″E / 44.493889°N 11.342778°E44.493889; 11.342778 (Bologna)Coordinate: 44°29′38″N 11°20′34″E / 44.493889°N 11.342778°E44.493889; 11.342778 (Bologna)
Altitudine 54 m s.l.m.
Superficie 140,73 km²
Abitanti 384 377[2] (30-11-2013)
Densità 2 731,31 ab./km²
Frazioni Barbiano, Barca, Bargellino, Calamosco, Casaglia, Case Grandi, Casteldebole, Chiesa di Casaglia, Corticella, Croce del Biacco, Dozza, Frabazza, Gaibola, La Bastia, Lavino di Mezzo, Madonna di San Luca, Monte Donato, Noce, Paderno, Pilastro, Quarto Superiore, Rigosa, Roncrio, Róveri (zona industriale), San Nicolò di Villola, Sabbiuno di Montagna, San Sisto, Sostegno
Comuni confinanti Anzola dell'Emilia, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell'Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi, Zola Predosa
Altre informazioni
Cod. postale dal 40121 al 40141
Prefisso 051
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037006
Cod. catastale A944
Targa BO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 259 GG[3]
Nome abitanti bolognesi, felsinei, petroniani
Patrono san Petronio, santa Caterina dè Vigri
Giorno festivo 4 ottobre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Bologna
Posizione del comune di Bologna nell'omonima provincia
Posizione del comune di Bologna nell'omonima provincia
Sito istituzionale
« Bologna è una vecchia signora coi fianchi un po' molli,
col seno sul piano padano ed il culo sui colli. »
(Francesco Guccini, Bologna)

Bologna (pronuncia: Bológna, [boˈloɲɲa][4]; Bulåggna in dialetto bolognese[5]) è un comune italiano di 384.377 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e, de facto[6], della regione Emilia-Romagna.

È il settimo comune italiano per popolazione ed è il cuore di un'area metropolitana di circa 1.000.000 di abitanti.[7][8]

Indice

Generalità[modifica | modifica sorgente]

Antichissima città universitaria, ospita numerosi studenti che animano la sua vita culturale e sociale. Nota per le sue torri ed i suoi lunghi portici, possiede un ben conservato centro storico (fra i più estesi d'Italia), in virtù di un'attenta politica di restauro e conservazione avviata dalla fine degli anni sessanta del secolo scorso, a dispetto dei gravi danni causati dagli sventramenti urbanistici della fine del XIX secolo e dalle distruzioni belliche.

La città, i cui primi insediamenti risalirebbero ad almeno un millennio prima di Cristo, è sempre stata un importante centro urbano, prima sotto gli Etruschi (Velzna/Felsina) ed i Celti (Bona), poi sotto i Romani (Bononia), poi ancora nel Medioevo Bo-lan-yah (pronuncia dialettale che in ebraico significa: "In essa alloggia Yahweh"), come libero comune (per un secolo è stata la quinta città europea per popolazione). Importante centro culturale ed artistico, questo ruolo fatica talvolta ad esserle riconosciuto, mancando un "capolavoro" di rinomanza mondiale che possa attirare in massa i turisti: tuttavia, la sua importanza artistica e monumentale è basata su un insieme omogeneo di monumenti ed emergenze architettoniche (le torri medievali, i palazzi d'epoca, le chiese, la struttura del centro storico) ed opere d'arte frutto di una storia architettonica ed artistica di prim'ordine.

Bologna è un importante nodo di comunicazioni stradali e ferroviarie del nord Italia, in un'area in cui risiedono importanti industrie meccaniche, elettroniche e alimentari. Secondo il dato dell'ultima ricerca dell'European Regional Economic Growth Index (E-REGI) del 2009, Bologna risulta essere la prima città italiana e la 47ª in Europa per tasso di crescita economica[9].

È sede di prestigiose istituzioni culturali, economiche e politiche e di uno dei più avanzati quartieri fieristici d'Europa. Nel 2000 è stata "capitale europea della cultura" e dal 2006 è "città della musica" UNESCO[10]. La città di Bologna è stata selezionata a partecipare all'Esposizione Universale di Shangai 2010 insieme ad altre 45 città del mondo[11].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Bologna.jpg

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Veduta panoramica di Bologna dal piazzale di San Michele in Bosco

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Le due torri
La Basilica di Santo Stefano

Bologna è situata nella Pianura Padana, a ridosso dei colli appenninici, fra lo sbocco della valle del Reno e quella del Savena.
Il territorio comunale si estende dai margini meridionali della Pianura Padana ai primi rilievi collinari dell'Appennino tosco-emiliano, spaziando dai 29 m s.l.m. della frazione Corticella ai 54 del centro del capoluogo, fino ai 300 m s.l.m. di Monte Sabbiuno e del Colle della Guardia.

Dista 40 km da Modena, 53 km da Ferrara, 62 km da Reggio Emilia, 73 km da Forlì, 77 km da Ravenna, 88 km da Cesena, 94 km da Parma, 110 km da Rimini, 154 km da Piacenza,

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Bologna Borgo Panigale e Stazione meteorologica di Bologna Centro.

Bologna presenta un clima continentale; la Classificazione climatica è "zona E, 2259 GR/G".

Gli inverni possono essere anche molto rigidi (la minima temperatura invernale storicamente registrata nella zona, più precisamente a Molinella nella notte tra il 12-13 gennaio 1985, fu di -28,8 °C, causata dalla storica ondata di freddo del gennaio 1985) e non mancano le precipitazioni nevose, talvolta anche assai abbondanti per una zona di pianura: sono rimaste negli annali e nella memoria storica di molti bolognesi, quasi mitizzate, le precipitazioni del giugno 1491, con i suoi 30 cm e quella del febbraio 1929 (quando tutto il Nord-Est, e in particolare la Romagna, fu aggredito da una bufera di neve eccezionale[12]), con circa 130 cm di neve e con la città interamente bloccata per giorni da veri e propri "muri di neve" che arrivavano fino ai primi piani degli edifici, anche a causa della neve che apposite squadre di spalatori scaricavano dai tetti a rischio di crollo. Altre cospicue precipitazioni, quasi sempre nei mesi di gennaio e febbraio, si sono avute, in epoche più recenti, nel 1977 (con crolli di tetti), nel 1985, in gennaio (che causò tre giorni di completo black out a causa delle rottura di linee elettriche), nel 2004 (oltre 70 cm di neve in una sola volta fra la fine di febbraio e l'inizio di marzo), nel febbraio 2012 (l'ondata di gelo ha portato un accumulo di 96 cm[13]), ma si ricordano anche nevicate di qualche decimetro addirittura in mesi primaverili, specie in marzo (recentemente il 17 aprile 1991). Con una nevosità media invernale di circa 40 cm, è sicuramente una delle città della pianura padana con maggiore frequenza di nevicate.

La temperatura minima assoluta degli ultimi vent'anni in città è stata di -11,6 °C registrata il 9 febbraio del 1991[14], mentre le estati sono calde ma meno afose (meno percentuale di umidità) di altre città molto più a nord nella pianura padana; possono essere altresì assai lunghe e siccitose (come nel 2003 e nel 2012); in luglio e agosto è abituale il superamento dei +37 °C.[15]

Le mezze stagioni sono, in genere, miti e piovose e hanno breve durata.

Le precipitazioni medie in città oscillano, a seconda degli anni, da 450 mm a 900 mm[15] (le misurazioni si effettuano all'Aeroporto Guglielmo Marconi, mentre un tempo erano effettuate, per il centro storico, nella torretta della Specola dell'Università e si concentrano solitamente in primavera ed autunno per almeno il 70%).

La ventosità modesta contribuisce alla formazione di nebbie e foschie ed alla permanenza di un elevato inquinamento atmosferico conseguente sia al traffico locale e di transito, sia alle esalazioni dei prodotti della combustione degli impianti di riscaldamento (peraltro ormai convertiti per la maggior parte a gas metano) e degli impianti industriali. Occasionalmente, tuttavia, si sono avute giornate con raffiche anche a 120 km/ora (ad esempio il 26 dicembre 1996) per effetto di venti di tramontana (talvolta il buran delle steppe siberiane arriva fino ai piedi dell'Appennino); durante il mese di agosto, specialmente, forti raffiche, anche superiori a 100 km/ora, si possono registrare in occasione di nubifragi ed altri eventi temporaleschi a carattere locale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Bologna.

Storia antica[modifica | modifica sorgente]

Raffigurazione medievale della città

La zona di Bologna risulta abitata fin dal IX secolo a.C., come risulta dagli scavi effettuati a partire da metà Ottocento nella vicina Villanova, frazione di Castenaso. In questo periodo, e fino al VI secolo a.C., l'insediamento appartiene alla fase indicata appunto come villanoviana ed è sparso in vari nuclei. Nel VII-VI secolo a.C. abbiamo testimonianze di un'apertura ai modelli artistici della vicina Etruria: anche la composizione etnica della popolazione cambia, passando dagli Umbri agli Etruschi che la battezzarono Felsina (in etrusco Velzna o Felzna).

Successivamente (V-IV secolo a.C.), con la discesa dei Galli nella penisola gli Etruschi vennero progressivamente messi in minoranza. Il dominio gallico sulla zona durò fino al 196 a.C., anno in cui i Galli Boi furono soggiogati dai Romani. Nel 189 a.C. questi ultimi fondarono sul sito una colonia di diritto latino a cui diedero il nome di Bononia.

Dopo la caduta dell'Impero, fu soggetta ad Odoacre, a Teodorico il Grande (493-526), a Bisanzio e infine, nel 727, ai Longobardi, per i quali costituì principalmente un centro militare. Nel 774 la città capitolò davanti a Carlo Magno, che la consegnò al papa Adriano I.

Ripopolatasi nel X secolo, Bologna iniziò a nutrire aspirazioni comunali, che riuscì ad affermare alla morte di Matilde di Canossa, nel 1115, ottenendo l'anno successivo una serie di concessioni giurisdizionali ed economiche dall'imperatore Enrico V. Il comune partecipò alla lotta contro il Barbarossa, conclusasi con la pace di Costanza nel 1183, dopo la quale conobbe una forte espansione, anche edilizia (periodo delle case-torri): fu uno dei principali centri di scambio commerciale grazie a canali che permettevano il transito di grandi quantità di merci. Basti considerare che alla fine del XIII secolo, con i suoi 50.000, forse 60.000 abitanti era la quinta città europea per popolazione (dopo Cordova, Parigi, Venezia e Firenze), al pari con Milano ed era il maggior centro industriale tessile d'Italia.

Torrente Àposa

Il complesso sistema di approvvigionamento idrico di cui era dotata la città, mediante una sviluppata rete di canali tra le più avanzate in Europa (i principali erano il Canale Navile, il canale di Reno e il Canale di Savena), si riforniva d'acqua dai torrenti Savena e Àposa e dal fiume Reno. Questa energia idraulica serviva ad alimentare numerosi mulini per la fiorentissima industria tessile serica e per il trasporto di merci. Dei canali di Bologna (ora quasi tutti interrati) rimangono ai giorni nostri tracce nella toponomastica.

Al 1088 è convenzionalmente fatta risalire la fondazione di quella che è riconosciuta come la prima università del mondo occidentale (Studium). Tra i primi maestri, i giuristi Pepone e Irnerio, che resero famosa la scuola di giurisprudenza nel mondo civilizzato.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scuola bolognese dei glossatori.

Nel XIII secolo, Bologna fu coinvolta nelle lotte tra guelfi e ghibellini, con alterne fortune. Nel 1249 i bolognesi riuscirono addirittura a catturare Re Enzo di Sardegna, figlio di Federico II di Svevia, tenuto prigioniero fino alla sua morte (1272) malgrado le minacce e le richieste del potente padre; nel 1275, invece, dopo un tentativo, fallito, della guelfa Bologna di attaccare la ghibellina Forlì, le truppe ghibelline di Guido da Montefeltro, di Maghinardo Pagani e di Teodorico degli Ordelaffi, misero in fuga i bolognesi presso il fiume Senio, al ponte di San Procolo. La rotta fu tanto grave che il carroccio dei bolognesi venne portato in trionfo a Forlì.

Nel 1256, primo comune italiano e forse prima città al mondo, il primo capitano del Popolo (Giordano Lucino) insieme al Podestà promulgarono la "Legge del Paradiso" che aboliva la schiavitù e riscattava i servi della gleba, pagando gli ex proprietari con soldi pubblici e a prezzo di mercato.

Nel 1337 ebbe inizio la signoria dei Pepoli, definita da alcuni studiosi una "criptosignoria" in quanto la famiglia cercò di governare ponendosi come "primi tra pari" piuttosto che come veri e propri signori della città.[16] La signoria presentò forti elementi di continuità col passato, e resistette fino al 28 marzo 1401 quando la signoria passò ai Bentivoglio.

Nel 1507 Bologna passò allo Stato Pontificio, ove rimase fino al 1796, quando con Napoleone arrivarono a Bologna le truppe francesi. Tuttavia, dopo il Congresso di Vienna (1815) la città ritornò allo Stato Pontificio. Vi si stabilirono gli austriaci, per essere poi annessa, con il plebiscito del 11-12 marzo 1860, al Regno di Sardegna che diventerà Regno d'Italia esattamente 12 mesi dopo.

Bologna festeggia la Liberazione il 21 aprile 1945

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

La città di Bologna fu esposta a numerose azioni di bombardamento durante la seconda guerra mondiale. L'importanza della città come grande centro urbano di raccordo tra nord e centro ed in particolare il valore strategico del suo nodo ferroviario la resero obiettivo primario da parte dei comandi Alleati. A tal fine il 16 luglio 1943 ebbe inizio una serie di bombardamenti i cui obiettivi erano essenzialmente strategici, ma con un raggio d'azione talmente vasto da coinvolgere gran parte del tessuto urbano e della popolazione. L'attacco suddetto ebbe sulla città effetti devastanti tra i quali lo sconvolgimento della fisionomia di quartieri del centro storico di Bologna e danni ingenti al principale scalo ferroviario. Il 25 settembre 1943 Bologna fu nuovamente oggetto di attacchi e incursioni aeree: si contarono circa mille morti. Altri bombardamenti avvennero il 29 gennaio 1944. Al termine del conflitto il 44% del patrimonio edilizio della città era stato distrutto o gravemente danneggiato.

La mattina del 21 aprile 1945, in una Bologna ormai abbandonata dai tedeschi, entrarono per primi l'87º Reggimento Fanteria del Gruppo di Combattimento "Friuli", comandato dal generale Arturo Scattini, e la "Brigata Maiella", costituita da partigiani abruzzesi, passando attraverso la Porta Maggiore. Poiché i soldati erano vestiti con equipaggiamento inglese, questi furono inizialmente scambiati per gli alleati ma, al sentire le parlate italiane, la popolazione si rovesciò per la strada Maggiore a festeggiare e a portare in trionfo i soldati. Questi saranno seguiti dai polacchi del generale Anders e, quindi, da altri reparti italiani tra cui il 68º Reggimento Fanteria del Gruppo di Combattimento "Legnano".

Storia recente[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strage di Bologna.

La città, dal 1945 al 1999, ha avuto ininterrottamente sindaci di sinistra, il più famoso dei quali è stato Giuseppe Dozza.

Durante l'amministrazione di Renato Zangheri, il 2 agosto 1980 alle ore 10.25 una bomba esplose alla stazione centrale di Bologna causando 85 morti: questo avvenimento è passato alla storia come la strage di Bologna, e per esso sono stati condannati come esecutori dell'attentato i neofascisti dei NAR Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, mentre l'ex capo e Gran maestro della loggia massonica P2, Licio Gelli, l'ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte sono stati condannati per il depistaggio delle indagini.

Nel 1999 la tradizione dei sindaci di sinistra si interruppe con la storica affermazione del candidato civico di centro-destra Giorgio Guazzaloca; l'esperienza del centro-destra terminò nel 2004 quando l'ex sindacalista Sergio Cofferati venne eletto Sindaco della città, grazie alla partecipazione determinante della cittadinanza attiva (85 movimenti e associazioni, molte delle quali diedero vita nel 2005 alla rete Unirsi) insieme ai partiti dell'Ulivo e dell'Italia dei Valori.

Il sindaco successivo, Flavio Delbono, fu eletto nel giugno del 2009, ma si dimise nel gennaio 2010 in seguito alle indagini che lo videro accusato di reati quali peculato, truffa aggravata ed abuso d'ufficio, relativamente al periodo nel quale ricopriva la carica di vicepresidente della Regione Emilia-Romagna.

A Delbono succedette Virginio Merola, del Partito Democratico.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Il Gonfalone ufficiale della città di Bologna
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Bologna.

Lo stemma della Città è costituito da uno scudo ovato diviso in quattro parti, due contenenti una croce rossa su sfondo bianco sovrastata da un capo d'Angiò e le altre due la scritta color oro LIBERTAS su sfondo azzurro, il tutto sovrastato da una testa di leone posta di fronte.

La bandiera cittadina è una croce rossa in campo bianco, derivata dall'arma del comune, cioè dal primo e quarto quadrante dello stemma cittadino. La bandiera sventola insieme alla europea e italiana in tutte le sedi istituzionali dell'amministrazione Comunale.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

La città di Bologna è:

Il Presidente della Repubblica Enrico de Nicola conferisce al gonfalone di Bologna la Medaglia d'oro al valor militare
Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«In ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza nell'episodio militare dell'8 agosto 1848. Nell'estate del 1848, gli austriaci invadono il territorio emiliano ed entrano in Bologna il 4 agosto. Provocati dai soldati, i bolognesi insorgono quattro giorni dopo, espugnano la Montagnola, prospiciente la Piazza d'Armi, e costringono il nemico a lasciare la città. Il 7 maggio 1849, gli austriaci assediano nuovamente Bologna, bombardandola e privandola del rifornimento idrico sino alla capitolazione, il 15 dello stesso mese.»
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Città partigiana, fedele alle antiche tradizioni, non volle soggiacere alla prepotenza del tedesco invasore, e col sangue purissimo di migliaia dei suoi figli migliori, con le sue case distrutte ed in epici, diuturni combattimenti sostenuti con le armi strappate al nemico, fu all'avanguardia nell'impari lotta e nell'insurrezione che, nell'alba radiosa, dell'aprile 1945, portò la Patria alla riconquista della sua libertà.»
— settembre 1943 - aprile 1945
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«A seguito del criminale attentato terroristico che sconvolse duramente la Città, l'intera popolazione, pur emotivamente coinvolta, dava eccezionale prova di democratica fermezza e di civile coraggio. In una gara spontanea di solidarietà collaborava attivamente con gli Organi dello Stato, prodigandosi con esemplare slancio nelle operazioni di soccorso. Contribuiva così per la tempestività e l'efficienza a salvare dalla morte numerose vite umane, suscitando il plauso e l'incondizionata ammirazione della Nazione tutta.»
— agosto 1980

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Antichi portici - Casa Seracchioli (XIII secolo)

Bologna è la città dei portici: oltre 38 km nel solo centro storico[17]. Li si trova in quasi tutte le vie del centro e la loro origine è in parte da attribuirsi alla forte espansione che ebbe la città nel tardo Medioevo, quando la città e la fiorente università divennero un polo ambito per studiosi e letterati di tutta l'Europa, ma anche per la popolazione proveniente dalla campagna.

Di qui la necessità di sfruttare al meglio gli spazi e aumentare la capienza delle case espandendo i piani superiori al piano terra, dapprima con la creazione di sporti in legno sorretti da travature, e successivamente da portici sorretti da colonne. Peraltro i portici, come anche in altre città vicinanti, costituirono anche un sistema pressoché spontaneo di camminamenti coperti, consentendo perciò di percorrere buona parte delle strade al riparo da pioggia e neve. Esse furono anche un mezzo per l'espansione di attività commerciali e artigiane. Ritenere che la nascita del portico sia solo una diretta conseguenza delle necessità espansionistiche del tessuto urbano è però fare torto ai principi di saggia amministrazione urbanistica che hanno dimostrato gli allora rettori della città. Anzi dobbiamo rilevare la loro lungimiranza e la loro capacità di predisporre dei servizi per tutti, richiedendo un sacrificio alla proprietà privata (i portici sono eretti su suolo privato e la loro manutenzione è di pertinenza del proprietario della casa annessa alla struttura portilizia) obbligandola alla costruzione delle case coi portici e al loro uso pubblico. Un curioso editto del 1288, secondo il quale nessun nuovo edificio doveva essere privo di portico, specificava che questi dovevano essere alti almeno 7 piedi bolognesi (2,66 metri), questo per permettere il transito di un uomo a cavallo. Identica anche la larghezza minima. A queste misure non si attenne scrupolosamente la popolazione più indigente che in alcuni casi riservava 1 o 2 piedi alla propria dimora obbligando i cavalieri transitanti a chinare il capo.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

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Piazza Maggiore; da sinistra a destra: Palazzo dei Banchi, Basilica di San Petronio, Palazzo dei Notai, Palazzo d'Accursio
Palazzo del Podestà
Fontana del Nettuno

In Piazza Maggiore si trova la gotica e imponente basilica di San Petronio costruita per volere del Comune (e infatti le abitazioni presenti sul terreno in cui edificare furono acquistate con soldi pubblici) fra il 1390 ed il 1659. Presenta un portale decorato da bassorilievi di Jacopo della Quercia, mentre all'interno si trovano alcune cappelle notevolmente decorate. Nella navata sinistra, sul pavimento, è visibile la meridiana più grande del mondo, progettata dal matematico Giovanni Domenico Cassini e realizzata nel 1655. Nella Piazza Maggiore si trovano la fontana del Nettuno, opera del Giambologna; il Palazzo Comunale (XIII e XV secolo) e il Palazzo del Podestà, riedificato nel 1485 accanto al duecentesco Palazzo Re Enzo.

Di notevole interesse la chiesa di San Francesco del XIII secolo (anche se ha subito notevoli interventi nel XIX secolo e nel secondo dopoguerra), primo esempio di gotico francese in Italia, e gli adiacenti i monumenti funebri dei glossatori, e la chiesa di San Domenico del XIII secolo, con l'arca in cui sono conservate le spoglie del santo: il sarcofago fu realizzato nel 1264-1267 da Nicola Pisano e bottega, mentre la cimasa è opera di Niccolò dell'Arca, fu iniziata nel 1469 e, essendo rimasta incompiuta dopo la sua morte nel 1494, è completata da alcune piccole statue di Michelangelo; all'interno della basilica, da notare anche il Sepolcro Tartagni di Francesco di Simone Ferrucci.

In piazza Santo Stefano spicca il complesso di Santo Stefano, noto anche come "le Sette Chiese" a causa della sua notevole articolazione in numerose chiese e cappelle collegate da un cortile e da un chiostro. Il nucleo originale fu edificato nell'VIII secolo su un tempio pagano del II secolo dedicato alla dea egizia Iside, del quale resta un architrave con dedica alla dea, murato all'esterno, e alcune colonne di granito africano, all'interno. L'impianto architettonico principale è marcatamente romanico, nonostante alcune modifiche successive. Qui erano conservate fino al 2000 le spoglie di San Petronio, ora traslate nella omonima basilica; alcune cappelle del complesso sono dedicate ai caduti italiani nei conflitti mondiali.

Notevoli anche la cattedrale di San Pietro (ricostruita al XVII secolo); San Giacomo Maggiore (1263), in stile gotico e con elegante portico rinascimentale; la Basilica di Santa Maria dei Servi (eretta tra il XIV ed il XVI secolo), con una Maestà di Cimabue e un suggestivo quadriportico; Santa Maria della Vita (è la chiesa del primo ospedale di Bologna, fondato nel 1260), al cui interno si trovano le preziosissime terrecotte delle Marie Piangenti, note come Compianto sul Cristo morto e realizzate da Niccolò dell'Arca tra il 1463 e il 1490.

Sul Colle della Guardia a circa 300 m s.l.m. e a sud-ovest del centro storico si trova il caratteristico santuario della Madonna di San Luca (1723), che si raggiunge per una lunghissima e suggestiva via porticata del XVII e XVIII secolo (la più lunga al mondo, ben 3,796 km e dotata di 666 archi).

Su un colle adiacente al Colle della Guardia, sorge l'Eremo di Ronzano, tipico convento di campagna costruito nel 1140 e riconsacrato ai frati Servi di Maria dal 1921. Oggi[quando?] ospita il nuovo centro di genetica d'eccellenza dell'Università di Bologna.

In via De' Gombruti 7 è presente una sinagoga del 1954 su progetto di Guido Muggia.

Poco lontano dal centro storico si trova il Cimitero della Certosa. Aperto nel 1801, quindi tre anni prima del più famoso Père-Lachaise di Parigi, sopprimendo e trasformando un importante convento certosino, quello della Certosa di Bologna è da ritenersi il primo vero cimitero italiano moderno concepito per l'intera comunità. Nel corso dei secoli è diventato un cimitero monumentale, scrigno di arte e di storia, degno sicuramente di una visita. [18].

Chiese[modifica | modifica sorgente]

La Basilica di San Petronio vista dalla Torre degli Asinelli.
Santuario Madonna di San Luca

Sinagoghe[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Torri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torri di Bologna.
Le due torri

Le torri gentilizie di Bologna, di origine medioevale, sono uno dei tratti più caratteristici della città. Secondo il conteggio effettuato da Giovanni Gozzadini nel XIX secolo, le torri nel Medioevo sarebbero state addirittura più di 180 (una enormità rispetto all'estensione della città di allora). Stime condotte con metodi più moderni riducono questo numero a 90-100 tra torri e case-torri, un valore comunque considerevole considerando il notevole sforzo necessario all'epoca per edificare costruzioni simili. Di esse ne esistono ancora diciassette. Fra le torri superstiti si possono citare la Torre Azzoguidi (61 metri di altezza), la Torre Prendiparte (59,50 metri), e le ben più note Torre degli Asinelli e Garisenda.

Le due torri sono i monumenti simbolo della città: la Torre degli Asinelli (97,20 metri, la torre pendente più alta d'Italia) e la Torre della Garisenda (in origine alta 60 metri, ora 48) edificate per volere di nobili ghibellini nel XII secolo. La più pendente delle due, la Garisenda, fu citata più volte da Dante Alighieri, nella Divina Commedia (Inferno, XXXI, 136-140) e nelle Rime, a riprova del suo soggiorno a Bologna.

« Qual pare a riguardar la Garisenda
'sotto 'l chinato, quando un nuvol vada
sovr'essa sì, che ella incontro penda
tal parve Anteo a me che stava a bada
di vederlo chinare ... »
(Dante Alighieri - Inferno, XXXI, 136-140)

Palazzi storici e ville[modifica | modifica sorgente]

Palazzo D'Accursio

La maggior parte dei palazzi di Bologna risalgono principalmente all'epoca in cui la città era inglobata nello Stato della Chiesa tra il XVI e il XVIII secolo ed appartenevano alle famiglie senatorie che governavano Bologna a quei tempi. Alcuni furono costruiti altri, già presenti, solo ammodernati. I Bentivoglio precedentemente furono tra le prime famiglie a costruirsi un loro palazzo che però fu distrutto e le macerie si trovano ai Giardini del Guasto dei Bentivoglio, dietro il Teatro Comunale.

L'Archiginnasio di Bologna è uno dei palazzi più significativi della città: fu sede dell'antica Università, dal 1563 al 1803. Il palazzo fu costruito nel 1562 su progetto di Antonio Morandi (detto il Terribilia), ed è ricchissimo di storia e opere d'arte. Citiamo il complesso araldico murale (che si compone di più di 6000 stemmi studenteschi), ed il teatro anatomico (che risale al 1637, sala dedicata allo studio dell'anatomia a forma di anfiteatro, costruita in legno d'abete, soffitto a cassettoni, e decorata con statue di illustri medici del passato e di modelli anatomici dell'artista Lelli). Dal 1838 è sede della Biblioteca Comunale.

Per quanto riguarda le ville, in molti casi si tratta di antichi conventi o luoghi di culto che, in età napoleonica, vennero venduti a privati e in qualche occasione trasformati appunto in ville.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Mura[modifica | modifica sorgente]

Mura e porte della città di Bologna
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mura di Bologna.

La struttura romana della città non è più visibile dato che la fisionomia attuale del vasto centro storico si è sviluppata nel XI e XII secolo. Bologna ebbe tre cerchie di mura: la più antica era costruita in selenite e risale all'epoca di Teodorico. Queste furono distrutte per ordine di Federico Barbarossa e al loro posto vennero costruite le più ampie mura dei Torresotti (XII secolo).

La terza e ultima più grande cerchia di mura risale al XIII e XIV secolo: e non ebbe mai un'efficacia difensiva. Di essa - dopo il discutibile abbattimento avvenuto all'inizio del XX secolo - sono rimaste dieci delle dodici porte e alcuni piccoli tratti.

Entro il tracciato di queste mura il tessuto urbano della città è rimasto in gran parte intatto: questo lo rende uno dei centri storici più estesi d'Italia.

Lunette e forti[modifica | modifica sorgente]

Una linea difensiva ancora più esterna all'ultima cerchia di mura fu costituita da strutture militari non connesse tra di loro. Si trattava di 17 lunette e 9 forti, dislocati perifericamente nella porzione pianeggiante della città. Ne rimangono esempi esigui, talvolta solo nella toponomastica, come ad esempio il caso dell'area attualmente occupata dallo spazio pubblico adibito a parco giochi, oggi noto come Giardino della Lunetta Gamberini.

La costruzione di questa linea difensiva ebbe inizio nel 1860 per volontà dal Gen. Manfredo Fanti[19], ministro della guerra del Regno di Sardegna a cui Bologna, con tutta la legazione delle Romagne, era appena stata annessa.

Società[modifica | modifica sorgente]

Via Rizzoli

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

L'età media dei cittadini bolognesi è in crescita, ma dalla fine degli anni novanta aumenta anche il numero delle nascite.

Dopo la diminuzione di residenti avvenuta negli anni ottanta (in genere a beneficio dei comuni della cosiddetta area metropolitana, alcuni dei quali hanno anche raddoppiato la loro popolazione), all'inizio del XXI secolo si assiste ad una ripresa del saldo migratorio. In particolare nel periodo gennaio 2002/ gennaio 2011 si possono evidenziare tre trienni: il primo triennio caratterizzato da una leggera crescita; il secondo triennio da una stagnazione demografica (con deflessione della popolazione del -0,2% annuo, circa); il terzo triennio da un rinnovato e costante slancio demografico (+0,7% annuo, circa), così da portare, al 1º gennaio 2011, la popolazione stabilmente sopra le 380.000 unità. Tuttavia, l'agglomerato urbano, comprendente la prima cinta di comuni adiacenti alla città, conta oltre 750.000 abitanti[20].

Abitanti censiti[21]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

A Bologna è nata una delle prime "Chinatown" italiane[22]. I primi insediamenti di cinesi risalgono agli anni trenta, ampliatisi poi negli anni cinquanta e ottanta con nuovi arrivi. L'area in cui si stabilirono fin dall'inizio comprende le zone della Bolognina e di Corticella (attorno a via Ferrarese), dove tuttora risiede la comunità più fitta.

A partire dagli anni novanta del XX secolo è in costante crescita il numero degli immigrati, che al 31 dicembre 2012[23] risultano essere 56.155, pari al 14,57% dell'intera popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Negli anni, la maggior presenza di immigrati si è concentrata prevalentemente all'interno del quartiere "Bolognina", trasformando quest'ultimo in un quartiere multietnico.[senza fonte]

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore) Qualità della Vita (Italia Oggi) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2008 14º (-2) 21º (-17) 23º (-4)
2009 13º (+1) 15º (+6) (+14)
2010 (+5) 21º (-6) (0)
2011 (+7) 40º (-19) 11º (-2)
2012 10º (-9) 35º (+5) 11º (0)
2013 (+7) 24º (-13)

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Nel 2000 Bologna è stata Capitale europea della cultura, mentre nel 2006 è stato conferito alla città il riconoscimento da parte dell'UNESCO di Città creativa della musica, la prima in Italia, la seconda in Europa dopo Siviglia. Nel 2008 lo Zecchino d'Oro dell'Antoniano di Bologna è diventato "Patrimonio per una cultura di pace" UNESCO, prima trasmissione televisiva al mondo a ricevere un riconoscimento di questo tipo.

Nel 1988 a Bologna si è tenuta la Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo, considerata la più importante vetrina mediterranea della creatività giovanile[24].

Molte istituzioni culturali e universitarie hanno sede alla Manifattura delle Arti, un'area recentemente recuperata negli spazi dell'ex Manifattura Tabacchi e dell'ex macello.

Nella cultura popolare Bologna è nota come la grassa (per la cucina), la dotta (per l'antica e prestigiosa istituzione universitaria), e la rossa (per il colore degli edifici del centro storico che è quasi sempre rosso da secoli, dal momento che la terra delle colline bolognesi, cotta per farne mattoni, acquisisce questa colorazione. Spesso l'aggettivo è riferito al pensiero politico "rosso" degli anni sessanta e soprattutto settanta, che era molto diffuso tra la popolazione della città).

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Università[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università di Bologna.
Il teatro anatomico dell'Archiginnasio, antica sede dell'Ateneo

L'Alma mater studiorum - Università di Bologna è considerata la più antica università del mondo.

La data della sua fondazione è stata fissata convenzionalmente nell'anno 1088. All'a.a 2012/13 ospita circa 90.000 studenti e si articola in 11 Scuole e 33 Dipartimenti. La vita della città e quella dell'Università sono intimamente connesse fin dal Medioevo, facendole meritare l'appellativo di Bologna la dotta.

Questa massa di studenti, provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo (in particolare dal Progetto Erasmus) ha un notevole impatto sulla vita della città. Se da una parte questo afflusso contribuisce a vivacizzare in maniera significativa un centro storico in cui l'età media dei residenti sarebbe molto alta, d'altro canto tutte le amministrazioni degli ultimi anni[quando?] hanno dovuto confrontarsi con problemi di ordine pubblico e di sporcizia legati all'animata vita notturna della zona universitaria.

A Bologna è presente la prestigiosa università americana Johns Hopkins University - The Paul H. Nitze School of Advanced International Studies (SAIS), che ha sedi anche a Washington e Nanchino, e conta nel centro scolastico emiliano più di 6.000 alunni di oltre 100 nazionalità diverse[25].

In città vi è inoltre una sede del Dickinson College, con un programma attivo fin dal 1964, che ospita circa un migliaio di studenti americani[26].

Istituti di istruzione superiore[modifica | modifica sorgente]

Affianca la celebre università l'Accademia di belle arti di Bologna, che ha sede nella via omonima. Si considerano fondatori della prima accademia per l'insegnamento delle discipline artistiche in città i Carracci nel 1582, anche se è ritenuta come data di fondazione il 1710 col nome di Accademia Clementina. Importanti maestri hanno insegnato presso la scuola bolognese, fra i quali: Donato Creti, Giuseppe Galli Bibiena, Gaetano Gandolfi, Francesco Rosaspina, Virgilio Guidi, Giorgio Morandi, Pompilio Mandelli, Paolo Manaresi, Umberto Mastroianni, Milton Glaser.

Il Conservatorio Giovanni Battista Martini di Bologna è uno dei più antichi conservatori statali italiani ed ha sede in Piazza Rossini, 2. La fondazione del conservatorio (Liceo musicale di Bologna, che raccolse l'eredità dell'Accademia Filarmonica di Bologna) risale al 1804 ed è considerata la prima scuola musicale pubblica in Italia. Fra i suoi studenti di rilievo, fra gli altri, annovera Gioachino Rossini.

Sono presenti diversi licei e istituti superiori.

I licei classici statali sono:

I licei scientifici statali sono:

  • Liceo scientifico Augusto Righi
  • Liceo scientifico Enrico Fermi
  • Liceo scientifico Niccolò Copernico
  • Liceo scientifico Albert Bruce Sabin

Il liceo linguistico e delle scienze umane:

Il liceo artistico:

  • Liceo artistico Francesco Arcangeli

L'istituto tecnico commerciale e per geometri:

  • Istituto di Istruzione Superiore Pier Crescenzi e Antonio Pacinotti

Gli istituti tecnici industriali:

Interno della Biblioteca Sala Borsa

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Fra le biblioteche si segnalano la Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio (ex sede dell'Università) e la moderna Biblioteca Sala Borsa (inaugurata nel 2001). Mentre la più fornita (oltre 1.300.000 libri) è la Biblioteca Universitaria di Bologna dell'Alma Mater Studiorum.
Di notevole interesse, e di capitale importanza in ambito nazionale ed europeo, è anche la Cineteca di Bologna, istituzione comunale dedicata al cinema ed alla filmografia. Presenta una biblioteca tematica molto fornita anche Istituto storico Parri Emilia-Romagna. Numerose sono, inoltre, le biblioteche di quartiere e le biblioteche tematiche dislocate nella città.

Musei[modifica | modifica sorgente]

MAMbo
Pinacoteca Nazionale

Bologna possiede 43 musei nei quali, accanto alle collezioni permanenti, sono organizzate mostre temporanee. I principali musei sono: le Collezioni comunali d'arte, il Museo civico archeologico (con collezioni di epoca romana, etrusca e preistorica), il Museo civico medievale, la Pinacoteca nazionale di Bologna (con opere dei Carracci, Giotto, Vitale da Bologna, Raffaello, Guido Reni, Parmigianino), il Museo Morandi, il Museo civico d'arte industriale Davia Bargellini, il Museo del patrimonio industriale di Bologna, il Museo di Palazzo Poggi, il MAMbo (Museo d'arte moderna di Bologna). L'Università ha propri musei e biblioteche, quasi uno per ogni facoltà, a cui si aggiungono i musei religiosi.

Di più recente costituzione sono il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna inaugurato nel 2004, il Palazzo delle Esposizioni presso Palazzo Fava nel 2011, il Museo della Storia di Bologna presso Palazzo Pepoli nel 2012 e il MAST. Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia nel 2013.

Gli altri musei cittadini sono:

Radio[modifica | modifica sorgente]

In via del Pratello a Bologna è nata nel 1976 Radio Alice, una delle prime radio libere italiane, chiusa dai Carabinieri durante le contestazioni del 1977[Da indicare il provvedimento della magistrratura e i reati a causa dei quali lo stesso fu attuato], seguita poco dopo da Radio Ricerca Aperta[27]. Nel bolognese occupano stazioni radiofoniche le principali emittenti italiane. Inoltre, alcune radio e syndication, anche a diffusione nazionale, hanno sede in quest'area. Le principali emittenti di Bologna e hinterland sono:

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Hanno sede a Bologna molte tv locali e alcune reti e syndication nazionali, oltre alle sedi regionali RAI e Mediaset. Nel 2002 è nata Orfeo TV, il primo esperimento di televisione di strada, aderente al network Telestreet. Principali emittenti dell'area bolognese:

A Bologna sono ambientate le serie televisive Via Zanardi 33, L'ispettore Coliandro e L'ispettore Sarti.

In una casa di Bologna è stato girato il primo reality show italiano, Davvero, trasmesso nel 1995 da Rai 2.

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Le principali redazioni dei quotidiani presenti a Bologna sono:

Testate online[modifica | modifica sorgente]
  • Bologna Notizie
  • BolognaToday
  • Bologna News
  • Prima Pagina On Line
  • Oggi Notizie - Bologna
  • Bologna Cult
  • LiveBo
  • Zerocinquantuno

Editoria[modifica | modifica sorgente]

Numerosi editori hanno sede nel bolognese, sviluppandosi principalmente nei settori della scolastica, della saggistica universitaria, della letteratura, del fumetto e dell'arte. Alcune delle principali case editrici bolognesi sono:

Arte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rinascimento emiliano#Bologna.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Il Cinema Lumière e la biblioteca della Cineteca di Bologna

A Bologna ha sede la prestigiosa Cineteca di Bologna in via Riva di Reno, già presieduta dal regista Giuseppe Bertolucci e ora da Carlo Mazzacurati. Grazie all'apporto fornito dagli studenti del DAMS (corso di laurea fondato nel 1971 presso l'Università di Bologna e poi aperto anche in altri atenei italiani), sono attive in città parecchie produzioni cinematografiche indipendenti.

In Italia, Bologna è la seconda città con maggior numero di posti in sale cinematografiche per abitanti (superata solo da Campobasso, che però ha una popolazione molto più esigua), e la diciannovesima in Europa[28].

Numerosi sono i festival dedicati al cinema che si tengono in città, fra cui: Future Film Festival, Biografilm Festival, Human Rights Nights, YoungAbout, Il cinema ritrovato, Divergenze, Immaginaria, Some Prefer Cake, Visioni Italiane, Le parole dello schermo ecc.

Film girati a Bologna[modifica | modifica sorgente]

Elenco dei principali film girati totalmente o in parte nella città emiliana, data di presentazione e regista:

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Bologna è patria, nativa e adottiva, di molti grandi scrittori e poeti italiani e alcuni fra i migliori giallisti, la cui tradizione in città è da sempre molto marcata. A Bologna sono inoltre ambientate opere letterarie italiane e straniere (fra le ultime è degna di nota The broker di John Grisham).

Fra gli autori legati a Bologna vi sono: Guido Guinizzelli, Giulio Cesare Croce, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Pier Paolo Pasolini, Roberto Roversi, Umberto Eco, Pier Vittorio Tondelli, Stefano Benni, Pino Cacucci, Carlo Lucarelli, Enrico Brizzi, Gianni Celati, Francesco Guccini, Loriano Macchiavelli, Giuseppe D'Agata, Valerio Evangelisti, Wu Ming, Valerio Varesi, Antonio Faeti, Ermanno Cavazzoni, Danila Comastri Montanari, Luigi Bernardi, Simona Vinci, Isabella Santacroce, Gianluca Morozzi, Francesca Mazzucato, Giampiero Rigosi, Grazia Verasani, Gian Ruggero Manzoni, Giordano Berti, Stefano Tassinari, Emidio Clementi, Kai Zen, Cinzia Bomoll, Silvia Avallone ecc.

Nel 1990 a Bologna nasce il Gruppo 13[29] (poi Associazione Scrittori Bologna[30]) allo scopo di dare peso e visibilità al genere del poliziesco di matrice italiana. L'associazione, senza fini di lucro, nasce per iniziativa di Loriano Macchiavelli e raccoglie[31], in origine, Pino Cacucci, Massimo Carloni, Nicola Ciccoli, Danila Comastri Montanari, Marcello Fois, Carlo Lucarelli, Lorenzo Marzaduri, Gianni Materazzo, Sandro Toni e due illustratori: Claudio Lanzoni e Mannes Laffi, oltre a Macchiavelli stesso e ad Alda Teodorani, quasi subito uscita dal gruppo.

Fumetto[modifica | modifica sorgente]

Bologna ha una lunga e radicata tradizione nel fumetto. Ha dato i natali a importanti fumettisti di livello internazionale e ha ospitato e ospita numerosi autori di fumetto molto noti. Qui si svolge il festival di fumetto BilBolbul, che propone artisti italiani e stranieri con mostre, incontri, dibattiti e laboratori. Fin dal dopoguerra il fumetto ha preso piede in città, anche grazie ad autori che hanno operato in città e si sono affermati come alcuni dei più importanti esponenti del fumetto italiano, come Magnus, Bonvi, Silver, Vittorio Giardino.

L'Accademia di belle arti di Bologna ha aperto nel 2004 la scuola sperimentale di fumetto e illustrazione, la prima in Italia, che ha fra gli insegnanti alcuni dei migliori disegnatori della scena italiana[32].

Numerosi sono i nomi dei disegnatori, gli sceneggiatori e gli editori di fumetto legati a Bologna. Oltre ai già menzionati Magnus, Bonvi, Silver e Vittorio Giardino, possiamo citare: Carlo Santachiara, Lorenzo Mattotti, Andrea Pazienza, Filippo Scòzzari, Igort, Gipi, Massimo Bonfatti, Onofrio Catacchio, Daniele Brolli, Luigi Bernardi, Giuseppe Palumbo, Vanna Vinci, Otto Gabos, Sara Colaone, Francesca Ghermandi, Davide Toffolo, Massimo Semerano, Marco M. Lupoi, Andrea Plazzi, Andrea Baricordi, Massimiliano De Giovanni, Marina Girardi, Octavia Monaco, Pietro Scarnera, Roberto Ghiddi, Zap & Ida ecc.

Fra le case editrici bolognesi che si occupano di fumetto troviamo: Coconino Press, Kappa Edizioni, Black Velvet Edizioni, Comma 22, Alessandro Editore, Canicola, Ren Books ecc.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Museo internazionale e biblioteca della musica
Ritratto conosciuto con il nome di «Mozart di Bologna», commissionato nel 1777 da Leopold Mozart ad un artista di Salisburgo per farne dono a padre Martini

A Bologna sono presenti il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, il Conservatorio Giovanni Battista Martini, l'Accademia Filarmonica di Bologna e il Teatro Comunale di Bologna, sede dell'autorevole Orchestra della Fondazione Teatro Comunale di Bologna, attiva dal dopoguerra. Nel capoluogo emiliano ha sede l'Orchestra Mozart, fondata nel 2004 da Carlo Maria Badini e diretta da Claudio Abbado. Nel 2006 Bologna è stata insignita del riconoscimento di "Città creativa della musica" UNESCO. È tuttora attivo un antico coro polifonico fondato nel 1880, il Coro Euridice.

Bologna ha dato i natali a musicisti molto noti, come il contralto Antonio Maria Bernacchi, i tenori Luigi Antinori, Matteo Babini e Gianni Raimondi, il baritono Ruggero Raimondi, i compositori Giovanni Paolo Colonna, Giacomo Antonio Perti e Ottorino Respighi. A Bologna ha vissuto ed è morto il famoso Farinelli, e qui soggiornò (in due riprese, da marzo ad ottobre 1770) il giovanissimo e già geniale Wolfgang Amadeus Mozart. Ospite del conte Gian Luca Pallavicini, Mozart ebbe l'opportunità di incontrare musicisti e studiosi (dal celebre castrato Farinelli ai compositori Vincenzo Manfredini e Josef Mysliveček, fino allo storico della musica inglese Charles Burney e padre Giovanni Battista Martini). Mozart prese lezioni di contrappunto da padre Martini, all'epoca considerato come il più grande teorico musicale e il più grande esperto d'Europa nel contrappunto barocco.[33] Il quattordicenne Amadeus nel 1770 fu aggregato all'Accademia Filarmonica di Bologna: la difficile e rigida prova di esame su "un'antifona di canto fermo" dell'ancora giovane Mozart non fu particolarmente brillante. Esistono due versioni della prova di esame, entrambe conservate al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, una delle quali scorretta. Dato che entrambe sono autografate da Mozart, questa è l'evidenza che padre Martini passò una sua rielaborazione del testo di esame ad Amadeus, per favorirne la promozione. Mozart si dimostrò sempre riconoscente per gli insegnamenti di padre Martini, al punto da scrivere:

« Reverisco devotamente tutti i Sgri. Filarmonici: mi raccomando sia sempre nelle grazie di lei e non cesso d'affliggermi nel vedermi lontano dalla persona del mondo che maggiormente amo, venero e stimo, e di cui inviolabilmente mi protesto di Vostra Paternità molto Reverenda umilissimo e devotissimo servitore »
(W.A. Mozart, Lettere (1776))

Bologna è stata fra le prime città italiane a diffondere la cultura del jazz, anche grazie a festival di grande richiamo come il Bologna Jazz Festival e il più recente Alma Jazz, e a musicisti di calibro internazionale che qui sono nati o vi si sono stabiliti o formati, come Paolo Fresu, Jimmy Villotti, Teo Ciavarella, la Doctor Dixie Jazz Band, Moris Fabbri, il collettivo Bassesfere ecc. Spesso ha suonato in città il grande trombettista Chet Baker, come testimonia una sua incisione del 1985 intitolata Chet Baker in Bologna, e molti altri grandi nomi internazionali come Miles Davis, Dexter Gordon, Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, Charles Mingus, Gato Barbieri ecc. Numerosi locali continuano a proporre con successo questo genere, fra cui alcuni specializzati, come ad esempio: Cantina Bentivoglio, Chez Baker Jazz Club, Bravo Caffè, Bar Wolf, Cortile Cafè, Il Posto, Bar Maurizio, Take Five, Barazzo Live. Il 17 settembre 2011 è stata inaugurata a Bologna la Strada del jazz, costituita da via Caprarie e via degli Orefici, con una manifestazione pubblica che ha ospitato numerosi concerti. La prima stella dei miti del jazz è dedicata a Chet Baker ed è posta sul marciapiede di fronte al portone dove un tempo sorgeva il Musiclub di Alberto Alberti[34].

A partire dalla fine degli anni ottanta, Bologna è stata una delle città più importanti per la cultura Hip hop, venendo da alcuni definita "La Mecca" dell'hip hop italiano grazie ad artisti e gruppi come Neffa, Sangue misto, i Camelz Finezza Click, Joe Cassano, Deda, Inoki, e grazie a luoghi presso la quale questa cultura veniva supportata e spinta fin dai primi anni novanta, come il centro sociale Isola nel Kantiere. Negli Anni 2000 invece la città di Bologna è stata rappresentata in ambito Hip hop dalla Porzione Massiccia Crew, fondata dal rapper Inoki, una delle prime crew hip hop multietniche in Italia.

Durante gli anni '90 emerse a Bologna un punto di aggregazione devoto alla musica elettronica, il Link, al cui interno nascerà Netmage, uno dei maggiori festival italiani di live media ora confluito nel Live Arts Week.

La città ha anche una grande tradizione nella musica leggera contemporanea, con molti musicisti e cantautori di successo e una miriade di artisti emergenti, tanto da poter definire una scena musicale bolognese. Fra questi, ricordiamo:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Musica a Bologna.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Il teatro è stata una forma di intrattenimento molto diffusa a Bologna fino dal Cinquecento. Il primo teatro pubblico fu il Teatro della Sala, attivo a partire dal 1547 nel Palazzo del Podestà.

Una figura molto importante del teatro bolognese e italiano fu Alfredo Testoni, il commediografo autore de Il cardinale Lambertini, grande successo teatrale sin dal 1905, riproposto poi sullo schermo dall'attore bolognese Gino Cervi.

Nel 1998 il Comune di Bologna ha dato vita al progetto "Bologna dei Teatri", un'associazione che riunisce le principali strutture teatrali della città. Si tratta di un circuito di teatri dall'offerta culturale variegata, che spazia dalla commedia dialettale bolognese alla danza contemporanea, ma con una strategia di comunicazione e promozione unitaria. In concreto, gli spettacoli in cartellone nei vari teatri aderenti al progetto vengono pubblicizzati settimanalmente attraverso una locandina unica.

I principali teatri di Bologna sono:

Altri teatri o luoghi di spettacolo:

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina bolognese.
Tortellini in brodo

La fama internazionale della cucina bolognese risale al Medioevo: erano presenti in città potenti famiglie signorili, presso le cui corti servivano i cuochi più celebrati. Ma la tradizione gastronomica di Bologna è strettamente legata all'Università: la mescolanza di numerosi studenti e professori di nazionalità diverse arricchì la cultura gastronomica, e rese necessaria una buona organizzazione dell'approvvigionamento alimentare.

Fra i prodotti tipici della cucina bolognese troviamo:

Persone legate a Bologna[modifica | modifica sorgente]

Sono numerose e varie le personalità di ogni epoca che a Bologna sono nate, hanno vissuto a lungo o comunque hanno operato significativamente ed hanno stabilito dei saldi rapporti con la città, il suo spirito ed i suoi ruoli.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Persone legate a Bologna.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fiera di Bologna#Manifestazioni fieristiche di BolognaFiere.

Oltre alle numerose fiere di respiro internazionale nell'area della Fiera di Bologna, la città ospita frequentemente importanti eventi, festival e rassegne. Nel 1911 si tenne a Bologna il IV Congresso internazionale di filosofia; vi parteciparono filosofi italiani e provenienti da ogni parte del mondo. Nel 1988 si tenne la Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo.

  • Alma Jazz Festival (si svolge in autunno): è il primo festival italiano dedicato alle orchestre jazz universitarie, provenienti da tutta Europa.
  • AngelicA - festival internazionale di musica (si svolge a maggio/giugno): si svolge da oltre vent'anni e si propone di rappresentare ogni forma di ricerca musicale che si muova in ambiti non convenzionali e che usi con libertà i molteplici materiali offerti dalle diverse tradizioni musicali.
  • Arte e Scienza in Piazza (si svolge a febbraio): mostre, exhibit, incontri, spettacoli e laboratori in cui arte e scienza si intrecciano.
  • ArteLibro - Festival del Libro d'Arte (si svolge a settembre): fiera dedicata a librai antiquari, editori di pregio, libri d'artista, facsimilari e riviste specializzate.
  • Art White Night - La notte bianca dell'arte (si svolge a fine gennaio): notte bianca dedicata all'arte contemporanea, si svolge a Bologna in occasione degli eventi off di Arte Fiera: vernissage, mostre, iniziative, eventi e aperture straordinarie di negozi, musei e gallerie.
  • BilBOlBul - Festival Internazionale del Fumetto (si svolge a marzo): rassegna dedicata al fumetto, presenta opere di grandi artisti e di giovani sulla scena nazionale e internazionale, con uno sguardo sulla produzione più innovativa, mettendo anche in relazione il fumetto con gli altri linguaggi della cultura contemporanea.
  • Biografilm Festival - International Celebration of Lives (si svolge a giugno): è l'unico evento mondiale dedicato alle biografie e ai racconti di vita.
  • Bologna Buskers Festival Pirata (si svolge a maggio/giugno): festival internazionale di arti di strada e circo itinerante.
  • Bologna Jazz Festival - The Autumn Jazz Event (si svolge a novembre): il più antico festival jazz italiano, dal 1958 tappa dei più grandi musicisti mondiali del genere.
  • Bologna Sì Sposa (si svolge a ottobre): fiera dedicata al matrimonio.
  • Brasil Festival - Festival Brasiliano (si svolge ad aprile/maggio): dedicato alla cultura brasiliana, offre eventi di musica, cinema, arte, cucina ed è il festival brasiliano più longevo del mondo.
  • Cioccoshow - La magia del cioccolato (si svolge a novembre): fiera del cioccolato.
  • Danza Urbana - Festival internazionale di danza nei paesaggi urbani (si svolge a settembre): spettacoli di danza nelle piazze cittadine.
  • Discesa della Madonna di San Luca (si svolge a maggio): ogni anno si celebra l'antica tradizione della "discesa della Madonna di San Luca", che avviene il 12 maggio tramite una processione dal Santuario della Madonna di San Luca fino al centro città.
  • Divergenti - Festival internazionale di cinema transessuale (si svolge a maggio): rassegna cinematografica a tematica transgender, organizzato dal MIT (Movimento Identità Transessuale).
  • Estragon Summerfestival (si svolge ad agosto/settembre): rassegna di musica rock che si svolge in occasione della Festa de l'Unità di Bologna.
  • Far Game - Le frontiere del videogioco tra industria, utenti e ricerca (si svolge a maggio): presso la Cineteca, un evento interamente dedicato al videogioco e alla sua relazione con gli altri media.
  • Festa di San Petronio (si svolge all'inizio di ottobre): iniziative organizzate in occasione delle Celebrazioni per il Santo Patrono della città (4 ottobre).
  • Festival Internazionale di Santo Stefano (si svolge a giugno): rassegna di musica nella suggestiva piazza Santo Stefano.
  • Festival of Festivals (si svolge a novembre): singolare festival dedicato ai grandi festival italiani, suddiviso in sezioni: Cinema, Musica, Culture, Teatro, Scienze.
  • FestUnità - Festa de l'Unità di Bologna (si svolge ad agosto/settembre): tradizionale Festa de l'Unità regionale, organizzata dal Pd, che si svolge al Parco Nord; Bologna è la città che ha ospitato più volte (ben 6) la festa nazionale.
  • F.I.S.Co. - Festival Internazionale sullo Spettacolo Contemporaneo (si svolge ad aprile): dedicato alle nuove forme di spettacolo e all'innovazione dei linguaggi scenici, ospita le realtà più rappresentative delle arti contemporanee (teatro, danza, performance, arti visive), dal 2012 confluito in Live Arts Week.
  • Frontier (si svolge a giugno-luglio): festival di street art.
  • Future Film Festival - Festival Internazionale di Cinema, Animazione e Nuove Tecnologie (si svolge ad aprile): il primo e più importante festival italiano dedicato al cinema d'animazione e alle nuove tecnologie.
  • Gender Bender - International & Contemporary Issues on Gender (si svolge a ottobre/novembre): festival interdisciplinare, presenta gli immaginari prodotti dalla cultura contemporanea internazionale, legati alle nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale.
  • Giardini & Terrazzi - Garden Show Mostra Mercato (si svolge a maggio): esposizione di giardini, mostra mercato di piante, fiori, arredi, antiquariato, artigianato artistico, dimostrazioni ed incontri tecnici.
  • Gran Festival Internazionale della Zuppa (si svolge ad aprile): degustazione e divertente competizione tra le zuppe di tutto il mondo.
  • Green Social Festival (si svolge a marzo): festival interculturale, nuovi modi e tempi di vita sostenibile.
  • Homework Festival (si svolge a marzo/maggio): festival di musica e arti applicate.
  • Human Rights Nights International Film Festival (si svolge a ottobre, ideato e diretto da anni da Mariagiulia Grassilli): festival sulle espressioni cinematografiche in tema di diritti umani, propone anche una competizione internazionale di lungometraggi e corto-mediometraggi e diversi eventi collaterali.
  • Iceberg (si svolge in primavera): premio e festival promossi dall'Area Cultura del Comune di Bologna e dedicati alle opere di giovani artisti nelle varie discipline (arti plastiche, fotografia, musica, spettacolo, fumetto, design ecc.).
  • Il cinema ritrovato (si svolge a giugno/luglio): festival cinematografico dedicato alla riscoperta di film muti e sonori riemersi e classici restaurati; è diretto da Peter von Bagh e ospita anche la Fiera dell'Editoria Cinematografica.
  • Il Salotto del Jazz (si svolge a luglio/agosto): tavolini e concerti all'aperto, nella parte alta di via Mascarella chiusa al traffico.
  • IT.A.CÀ - Migranti e viaggiatori (si svolge a maggio): festival del turismo responsabile.
  • I-Day Festival - Independent Days (si svolge a settembre): rassegna di musica rock.
  • Le Parole dello Schermo (si svolge a novembre): festival che indaga sui rapporti fra cinema e lettura.
  • Live Arts Week (si svolge in primavera); rassegna di arti perfomative.
  • Molteplicittà (si svolge a luglio): incontri, dibattiti e spettacoli sulla città che cambia. Festival multiculturale promosso da Legacoop.
  • MortadellaBO (si svolge a ottobre): festival dedicato alla mortadella.
  • Netmage - International Live-Media Festival (si svolge a gennaio): appuntamento internazionale dedicato agli incroci fra arti elettroniche, visive, musicali e performative, dal 2012 confluito in Live Arts Week
  • Palii delle Felsinarie: Palio dei Quartieri e Palio dei Comuni della Provincia (si svolgono a maggio) all'Ippodromo Arcoveggio, corse al trotto e corteo storico, mostre, intrattenimenti, animazioni, mercatini di prodotti del territorio.
  • Par Tòt Parata (si svolge a giugno): la "parata per tutti", una grande parata multiculturale e intergenerazionale con musica dal vivo e arti di strada.
  • PerAspera - Drammaturgie possibili (si svolge a giugno): festival di arti innovative.
  • Pilastrada (si svolge a giugno): parata di musica e spettacoli nel quartiere Pilastro.
  • Repubblica delle idee (si svolge a giugno): rassegna di eventi organizzata dal quotidiano la Repubblica.
  • RoBOt Festival - Digital Paths into Music and Art (si svolge a settembre/ottobre): rassegna di musica elettronica e arte digitale.
  • Rocker Festival (si svolge a maggio): rassegna musicale patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna.
  • Sbam! - Cultura a porte aperte (si svolge a novembre): Manifestazione per scoprire il patrimonio culturale bolognese.
  • Smell - Festival Internazionale dell'Olfatto (si svolge a maggio): incontri, eventi, laboratori, presentazioni, workshop interamente dedicati al mondo dei profumi.
  • Some Prefer Cake - Bologna Lesbian Film Festival (si svolge a dicembre): festival di cinema lesbico.
  • Sotto le Stelle del Cinema (si svolge a luglio): in piazza Maggiore, rassegna di film d'autore in lingua originale (con sottotitoli) con interventi di importanti esponenti del cinema e dello spettacolo, videocontributi, interviste.
  • Tortellino Day (si svolge a ottobre): eventi, gare e degustazioni dedicate al tortellino; manifestazione inserita nella rassegna "Wine Food Festival” dell'Emilia-Romagna.
  • Visioni Italiane (si svolge a febbraio): il meglio delle produzioni indipendenti di cortometraggio in Italia in visione al Cinema Lumière.
  • YoungAbout International Film Festival (si svolge a marzo): festival internazionale giovani e cinema.
  • Zecchino d'Oro (si svolge a novembre): storica rassegna canora internazionale di musica per l'infanzia, che si svolge all'Antoniano di Bologna.
Il logo "Bologna-Shangai" creato in occasione dell'Esposizione Universale di Shangai 2010.

Partecipazione all'Expo 2010 di Shangai[modifica | modifica sorgente]

La città di Bologna, insieme ad altre 45 città del mondo, ha partecipato, previa selezione ed invito, all'Esposizione Universale di Shangai 2010 intitolata Better city, better life (Città migliore, Vita migliore), che si è tenuta dal 1º maggio al 31 ottobre 2010 nella metropoli cinese[11]. La giuria internazionale dell'Expo ha inserito la città felsinea nell'area Liveable city (Città vivibile), giudicandola esempio di eccellenza nelle categorie: Cultura e creatività; Innovazione tecnologica; Inclusione sociale; Trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali[35]. Le altre due città italiane invitate a questa edizione dell'Esposizione Universale sono state Venezia (area Protection and Utilization of Historical Heritages) e Milano (area Sustainable Urbanisation).

Lo stand, disegnato dal designer Antonio Mastrorocco in collaborazione con il Consorzio Creativo Library e Loop Creazioni Multimediali di Bologna, ha occupato uno spazio di 406 m² sito nel padiglione B3-2 dedicato alle città UBPA (Urban Best Practice Area, "Area delle esperienze urbane migliori"), ed era suddiviso in sei percorsi tematici: il portico, le vie, la torre, la porta, la bicicletta, la piazza[36]. L'UNESCO aveva sostenuto la candidatura di Bologna, in quanto la città partecipa attivamente a due "reti" proposte dall'Agenzia delle Nazioni Unite: la "Rete delle città creative" e la "Rete delle città europee contro il razzismo e la xenofobia"[37].

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Area metropolitana[modifica | modifica sorgente]

La Via Emilia

L'area metropolitana di Bologna costituisce una delle prime 10 città metropolitane italiane e conta una popolazione di circa 1 milione di abitanti[38], con una rilevante influenza economica e culturale sulle città e regioni limitrofe. A questo proposito lo scrittore Carlo Lucarelli, nel suo romanzo Almost Blue, fa dire ad uno dei personaggi «Quella che lei chiama Bologna, è un cosa grande, che va da Parma fino a Cattolica ... dove davvero la gente vive a Modena, lavora a Bologna e la sera va a ballare a Rimini ... è una strana metropoli ... che s'allarga a macchia d'olio tra il mare e gli Appennini».

Secondo la classificazione detta FURs (perimetrazione basata sui flussi pendolari)[39], il nucleo urbano della città di Bologna ha una popolazione di 991.385 abitanti (al gennaio 2013).

Inoltre, ormai si va profilando la fusione con l'area urbana di Modena (dalla quale la separano solo pochi chilometri lungo gli assi della via Emilia e della via Bazzanese), con una popolazione dell'intera area che raggiunge 1.400.000 persone; lo stesso Aeroporto di Bologna-Borgo Panigale è al servizio diretto dell'intera provincia modenese e dei suoi poli produttivi tessile (Carpi), delle ceramiche (Sassuolo) e del biomedicale (Mirandola).

La città e la sua area metropolitana, parametrate anche su scala economica, culturale, commerciale, industriale, congressuale, fieristica, finanziaria e sociale, rivestono quindi un'importanza, in ambito nazionale ed europeo, assai superiore a quanto espresso dal semplice parametro demografico (men che meno a quello della popolazione ufficialmente residente nel ristretto ambito comunale). La conferma di questo arriva da un interessante studio francese condotto nel 1989 dal gruppo Reclus di Montpellier e commissionato della DATAR (Délégation à l'Amenagement du Territoire et à l'Action Régionale), studio nel quale si formula una classificazione per grado d'importanza delle città con più di 200.000 abitanti di 14 Stati dell'Europa Occidentale e mediterranea: Bologna, invero con Firenze e Venezia, si situa allo stesso livello assieme a metropoli assai più popolose (ad esempio Glasgow, Edimburgo, Birmingham, Oslo, Helsinki, L'Aia, Dusseldorf, Colonia, Vienna, Lisbona, Marsiglia, Siviglia, Valencia, le stesse Napoli, Genova e la conurbazione Firenze - Prato, in Italia, ecc.); addirittura ad un rango superiore a quello in cui sono collocate altre città più popolose, quali Dublino, Leeds, Liverpool, Lilla, Norimberga, Essen, Dortmund, Brema, Hannover, Saragozza, Malaga, Bilbao, Salonicco, in Italia la stessa Palermo, ecc.[40]

Nonostante l'esigua popolazione comunale Bologna è stata anche inserita, dal gruppo di studio GaWC, tra le cento città globali (o Città del Mondo), in virtù della sua importanza culturale ed economica (invero in categoria D, cioè città globali in formazione, con bassa evidenza)[41].

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Quartieri di Bologna.

Il comune è suddiviso amministrativamente in nove circoscrizioni di decentramento, a cui lo statuto attribuisce il nome di "quartieri": Borgo Panigale, San Donato, San Vitale, Savena, Navile, Porto, Saragozza, Santo Stefano, Reno.

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

I Portici di Bologna
Fiera District

Il centro storico di Bologna, che ha conservato gran parte della città medievale, è uno dei più antichi d'Europa. In alcune case si trovano ancora le fondazioni della città romana risalente al II secolo a.C., e in altre abitazioni pare addirittura che vi siano tracce datate all'età del ferro[42]. La struttura del centro storico è a raggiera, con piazza Maggiore posta in mezzo e i "raggi", a partire dalle due strade centrali della via Emilia, via Rizzoli e via Ugo Bassi, che si sviluppano fino alle varie porte che si aprono lungo i resti delle mura.

Caratteristica principale delle abitazioni, ereditata dall'architettura del passato e riproposta anche in chiave moderna in quasi tutta la città, è quella di avere all'esterno i portici. La città ha infatti la più alta concentrazione di portici al mondo[43], circa 42 km, fra cui alcuni molto antichi come il portico di Casa Isolani risalente al XIII secolo e il famoso Portico di San Luca, che con le sue 666 arcate è considerato il più lungo del mondo[44]. I portici di Bologna sono un bene culturale candidato come “patrimonio dell'umanità” dell'UNESCO.

Torre Unipol

In epoca moderna, la città ha visto la riqualificazione architettonica e urbana di vaste zone prima considerate degradate. In un'area destinata allo sviluppo della città, fra via Stalingrado e il quartiere San Donato, nel 1967 l'amministrazione comunale commissionò al noto architetto giapponese Kenzō Tange la progettazione del Centro direzionale nell’area della fiera. Nasce così il cluster urbano di Fiera District, destinato a diventare la sede della Regione Emilia-Romagna, del Palazzo degli Affari, della Fiera di Bologna e di altre importanti istituzioni economiche. I grattacieli di Tange sono un esempio di progettazione moderna che richiama, seppure in modo astratto e in chiave assolutamente contemporanea, elementi propri della tradizione urbana emiliana, come le torri e i portici. Al centro del cluster fu progettata una piazza inibita al traffico e votata a ospitare solo persone, per favorire la crescita e la comunicazione. La realizzazione di quella che diverrà piazza della Costituzione fu affidata a Isamu Noguchi. Dopo un periodo di approvazione e stesura del progetto durato alcuni anni, la costruzione del Centro direzionale venne iniziata nel 1975[45].

Fra gli ultimi esempi di riqualificazione attraverso l'architettura contemporanea, troviamo il complesso del nuovo palazzo comunale bolognese nella zona della Bolognina: Palazzo Bonaccorso e piazza Liber Paradisus.

Un progetto di investitori privati, invece, è quello che ha portato alla realizzazione del grattacielo più alto di Bologna e, con i suoi 127 metri, uno dei più elevati d'Italia: la Torre Unipol in via Larga, nella periferia est della città.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Fiera District: padiglioni e torri di Kenzō Tange

Bologna ospita un'importante rete di industrie meccaniche, elettroniche e alimentari e un gran numero di imprese di artigianato. Bologna e la sua provincia ospitano, in proporzione, il maggior numero di imprese per abitanti in Italia. La CNA (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa), registra all'inizio del 2007, un numero di 16.500 imprese associate[46], quantità inferiore solo a quelle di Milano e Roma. Fra le industrie di grande rilevanza, nel bolognese troviamo: nel settore alimentare la Granarolo, la Cirio, la Fabbri, la Segafredo Zanetti, la Montenegro, la Valfrutta, la Derby Blue, la Valsoia, la Yoga, la Jolly Colombani, la Eridania, l'Alcisa, la Majani, la Carpigiani, la Corticella, la Cerelia Acqua Minerale, oltre alle sedi nazionali delle cooperative alimentari Coop, Conad e Sigma; nel settore della profumeria vi sono la sede delle Profumerie Limoni e del gruppo Douglas; nell'ambito dei motori vi sono la Ducati, la Lamborghini, la Saab Italia, la Moto Morini, la BredaMenarinibus; nel settore metalmeccanico la G.D, la Malossi, la Marzocchi, la Paioli, la Motorparts, la Minarelli, la Viro; nel settore delle costruzioni il Gruppo Industriale Maccaferri; nel settore elettronico la Saeco, la Datalogic, la Beghelli, la Faac; nel settore ambientale l'Hera; nell'arredamento la Mercatone Uno; nel settore farmaceutico l'Alfa Wassermann; nel settore immobiliare l'Uni Land, la IGD; nel settore grafico e stampa la Poligrafici Editoriale, le Grafiche Damiani, la Cantelli, la Labanti e Nanni, la Tipografia Moderna; nell'e-commerce la Yoox; nel settore dei servizi finanziari la Crif; e molte altre nei diversi ambiti.

Nel bolognese hanno sede, inoltre, alcune fra le grandi case di moda e pelletteria: Borbonese, La Perla, Les Copains, Bruno Magli, Furla, WP Lavori in Corso (marchio Woolrich), Collection Privèe?, Amen, Elisabetta Franchi, Stone Island, Gianantonio A. Paladini, Jeckerson, Gaetano Navarra, Emmanuel Schvili, Carla G, Daniele Alessandrini, Jey Coleman, Mandarina Duck, Piquadro, le filiali italiane di Nike e Ralph Lauren ecc.

Dall'ultima ricerca dell'European Institute of Urban Affairs Bologna risulta essere, con un reddito pro capite di 28.282 euro, la 36ª città più ricca d'Europa e la seconda in Italia dopo Milano[47]. Secondo i dati dell'European Regional Economic Growth Index (E-REGI) del 2009 è la prima città italiana per indice di crescita economica e la 47ª in Europa[9].

La crisi economica che ha investito dal 2008 tutto il mondo occidentale ha colpito anche l'industria bolognese. Tuttavia, nel 2009, il calo produttivo nella provincia di Bologna, registrato nel Rapporto della Giornata dell'Economia 2010, è stato del -2,9%, inferiore quindi alla flessione registrata in Emilia Romagna (-4,5%) e in Italia (-4,9%). Il rallentamento della crescita produttiva ha colpito prevalentemente l'industria manifatturiera e i settori dei servizi e del commercio, mentre c'è stata una lieve inversione di tendenza nella meccanica e nell'elettronica.

È un importante centro fieristico che con la Fiera di Bologna ospita numerose fiere di caratura internazionale (Arte Fiera, Saie, EIMA, Cersaie, Cosmoprof, Motor Show, Lineapelle, Sana, Fiera del Libro per Ragazzi, Music Italy Show, ecc.). In Italia, BolognaFiere è per fatturato il secondo grande nucleo fieristico dopo Milano[48].

Nel capoluogo emiliano hanno sede importanti istituti bancari nazionali e regionali. Alcuni di essi sono:

Commercio[modifica | modifica sorgente]

L'area di Bologna è un polo commerciale di primaria importanza (con il Centergross nell'area metropolitana, che per un lungo periodo è stato dalla fondazione nel 1977 la più grande cittadella commerciale all'ingrosso d'Europa, e l'Interporto).

Avendo una grande tradizione culinaria, a Bologna sono molto diffusi i negozi di prodotti tipici. Nel Quadrilatero (una zona del centro storico delimitata dalle strade: via Rizzoli, via Castiglione, via Farini, via dell'Archiginnasio), separato da piazza Maggiore dal Palazzo dei Banchi, troviamo l'antico Mercato di Mezzo, dove le strade portano ancora i nomi degli artigiani che qui, nel Medioevo, avevano ubicato le loro botteghe: via degli Orefici, via Drapperie (sarti), via Pescherie Vecchie, via Clavature (fabbri), via Caprarie (macellai)[49]. Attraverso un'attenta politica comunale di conservazione, tuttora sono rimaste intatte le antiche insegne delle botteghe, restaurate, sopra le nuove attività. Nel mercato all'aperto, fra i vari banchi, si possono acquistare prodotti che vanno dalla frutta e la verdura ai pesci, dai tortellini ai mazzi di fiori. È inoltre presente un mercato coperto che in questi anni[quando?] è in fase di ristrutturazione.

Sempre nel distretto commerciale del Quadrilatero sono presenti, inoltre, moltissime attività di abbigliamento, gioielli, artigianato, bistrot, oltre a numerose boutique e showroom di alta moda, concentrate in particolar modo fra Galleria Cavour, via Farini, il Pavaglione e via D'Azeglio pedonale[50]. Altre strade dedicate allo shopping, ma di carattere più mainstream, sono le tre vie che formano la cosiddetta "T": via dell'Indipendenza, via Rizzoli e via Ugo Bassi. Da quest'ultima, si prosegue in via San Felice, che ospita diverse boutique e alcuni monomarca. In via delle Moline e dintorni, nella zona universitaria, troviamo attività artigianali di abbigliamento e arredo. Corte Isolani, una galleria medievale che collega Piazza Santo Stefano a Strada Maggiore è stata recentemente ristrutturata, diventando sede di piccole boutique, caffè, ristoranti e un laboratorio di marionette, e ospita rassegne e mostre e, in maggio, un'esposizione di orchidee[51]. In Via Rizzoli è presente un Apple Store, il primo in Italia non situato in un centro commerciale, ma in centro storico.

È in notevole crescita il commercio dell'usato. Bologna è la città in Italia che registra il maggiore aumento di negozi dell'usato: si vendono dai libri ai vestiti, dai mobili agli oggetti di design. Nella provincia di Bologna il mercato dell'usato è cresciuto dell'8,3% rispetto al 2009, seguita dalle provincie di Brescia e Milano[52].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

La città e la sua area metropolitana sono poste al centro dei traffici dell'Italia produttiva. In linea generale si può affermare che questa funzione di crocevia è resa possibile dalla particolare posizione geografica che, pur collocandola al margine meridionale della Pianura Padana, la pone, quasi come punto di passaggio obbligato, al centro delle vie di comunicazione che collegano il Nord dell'Italia col Mezzogiorno, sia attraverso la direttrice "adriatica" da Torino, Milano, il Veneto fino alla Puglia, assai più rilevante per traffico di quella "tirrenica" da Genova a Roma, sia attraverso la cosiddetta "dorsale appenninica" per Firenze e Roma (che sfrutta, almeno nel primo tratto, la storica ed importante via di penetrazione appenninica rappresentata dalla valle del fiume Reno): infatti proprio queste due direttrici s'incontrano a Bologna.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il nodo autostradale di Bologna

Principale snodo autostradale d'Italia, confluiscono nel nodo di Bologna: la A1 "Autostrada del Sole" Milano-Firenze-Roma-Napoli; l'asse adriatico A14 Bologna-Ancona-Taranto; la A13 Bologna-Padova. Il raccordo autostradale che circonda la città ad ovest, nord ed est è affiancato per circa 22 km dalla tangenziale. La situazione del traffico stradale ed autostradale di Bologna è critica. La densità di traffico è una delle più elevate d'Italia ed anche l'ambiente e la qualità dell'aria ne risentono fortemente: all'inquinamento proprio del traffico di un'area urbana di un milione di abitanti si aggiunge, nel caso di Bologna, quello di un traffico "di transito" che non ha eguali in Italia, specie in rapporto alla grandezza dell'agglomerato. Sono allo studio (ed alcuni già in atto) progetti che mirano alla decongestione e al potenziamento del raccordo autostradale e della tangenziale (costruzione della terza corsia dinamica sulla A14 e ammodernamento degli svincoli della tangenziale tramite la sostituzione dei semafori con rotatorie nell'innesto con le strade urbane), in modo da rendere il traffico più fluido e ridurre l'inquinamento. Già l'apertura (dicembre 2006) del nuovo casello autostradale "Fiera", che dall'autostrada immette direttamente dentro il quartiere fieristico, ha portato consistenti ed innegabili benefici in termini di decongestionamento della tangenziale urbana, soprattutto in occasione delle grandi manifestazioni fieristiche.

È allo studio, inoltre, la realizzazione del cosiddetto Passante Nord che, staccandosi dalla A14 nella zona di Castel San Pietro Terme, dovrebbe collegarsi alla A1 prima di Castelfranco Emilia, transitando, a nord della città, vicino all'Interporto ed al Centergross, in modo da allontanare dall'agglomerato urbano il traffico di solo transito (ed anzi, avvicinarlo a taluni nodi generatori di traffico, quali, ad esempio, proprio i due citati); in tal modo il semianello tangenziale alla città verrebbe lasciato interamente a disposizione del traffico urbano.

Altre strade importanti che toccano la città sono la Strada statale 9 Via Emilia che la collega con tutti i capoluoghi dell'Emilia-Romagna, tranne Ravenna e Ferrara, più Lodi e Milano; l'ex Strada statale 253 San Vitale che la collega con Ravenna; l'ex Strada statale 65 della Futa che la collega con il capoluogo toscano e la Strada statale 64 Porrettana che proviene da Pistoia e prosegue per Ferrara.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Stazione di Bologna
Stazione sotterranea di Bologna centrale AV

Grande nodo ferroviario, con la linea di cintura e con le due stazioni principali seguenti:

  • Bologna Centrale (stazione viaggiatori di passaggio) è fra le più grandi stazioni italiane per traffico passeggeri (circa 58 milioni all'anno) e per numero di treni giornalieri in transito.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Bologna Centrale.
  • Bologna San Donato (scalo di smistamento, situato nel nord-est della città alla cintura ferroviaria merci), è uno dei maggiori scali ferroviari merci d'Europa, per lungo tempo il primo in assoluto, con decine di binari che s'allungano paralleli formando, planimetricamente e nel suo complesso, una caratteristica struttura a goccia, allungata per circa 4 km dal Quartiere San Donato fino alla località di Villanova di Castenaso, e con una larghezza anche di mezzo chilometro.

Altre stazioni:

Sono inoltre in costruzione nuove stazioni per servizi di tipo metropolitano.

A livello strategico, lo snodo ferroviario di Bologna è il crocevia tra Nord e Sud, potendo stimare che da esso transiti oltre l'85% del traffico nazionale fra Nord e Sud, escludendo i traffici via La Spezia (per Milano e la Francia) e quelli minori via Ravenna - Ferrara e via Ferrara - Suzzara - Parma.

Le ferrovie offrono, oltre al servizio di collegamento regionale, nazionale e internazionale, anche alcuni servizi di tipo metropolitano.

Le linee ferroviarie della RFI più importanti sono:

Altre linee d'importanza locale:

Servizio ferroviario metropolitano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Servizio ferroviario metropolitano di Bologna.

Il Servizio ferroviario metropolitano di Bologna è un servizio ferroviario suburbano ad elevata frequenza, che vedrà il completamento con la piena attivazione della stazione di Bologna Centrale AV. Al giugno 2013 sono attivi il 70% dei servizi previsti nell'assetto base e le prime 8 linee della rete (S1A, S1B, S2A, S2B, S3, S4A, S4B, S5).

Tranvie extraurbane[modifica | modifica sorgente]

In seguito alla difficile situazione economica che caratterizzò il primo e secondo dopoguerra e all'orientamento generale poco favorevole al mantenimento di infrastrutture di trasporto di massa, sono state soppresse in tempi diversi le tranvie che mettevano in comunicazione Bologna con il territorio provinciale:

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna.

L'Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna è un'infrastruttura di crescente importanza, dopo l'allungamento della pista a 2,8 km nell'estate del 2004 e i lavori di ampliamento e restyling del 2013.

L'importanza dell'aeroporto (il cui bacino d'utenza è stimato in almeno 10 milioni di persone) è data, in buona misura, dalla posizione come "baricentro produttivo" d'Italia. Se ora la sua funzione è al servizio dell'intera zona produttiva emiliana e marchigiana (gli altri aeroporti emiliani, Parma, Forlì e Rimini, ancorché quest'ultimo possieda una pista più lunga di quella del Marconi, non possono competere in termini di traffico con lo scalo bolognese), la realizzazione della linea ad Alta Velocità per Firenze (città nella quale ci si può recare in appena 37 minuti di treno da Bologna), convoglierà probabilmente molti passeggeri turistici da e per Firenze (il cui circondario, sia per ragioni di densità urbana, sia per ragioni orografiche, non ha sufficienti spazi per dotarsi di un grande aeroporto intercontinentale adeguato all'importanza della città ed ai suoi flussi turistici).

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Filobus a Bologna

I trasporti pubblici urbani sono assicurati dalla TPER, che offre un servizio di autobus e filobus, con linee urbane, suburbane ed extraurbane. Sono presenti alcune linee notturne che percorrono la città a orario cadenzato durante tutta la notte, e altre, denominate Night Bus e attive nei fine settimana, che alla sera collegano alcuni paesi della provincia con il capoluogo.

Sono invece gestiti dalla City Red Bus alcuni autobus a piano scoperto, open bus, che percorrono un giro turistico in centro storico con fermate stop and go (salita e discesa su richiesta), dotati di hostess multilingue[53]

A Bologna è presente anche il servizio pubblico non di linea: servizio taxi (anche per disabili) e servizio di noleggio con conducente (ncc)[54]. Per il servizio taxi sono presenti numerosi posteggi distribuiti sul territorio comunale e provinciale[55] dotati anche di colonnina telefonica, è presente inoltre il servizio radiotaxi su tutta la provincia di Bologna effettuato da Cotabo[56], tramite telefono o applicazione smartphone, e Cat[57]. Mentre il servizio di noleggio con conducente è svolto principalmente da Cosepuri[58] e Saca[59].

A Bologna sono attivi inoltre un servizio di car sharing e uno di bike sharing. Dalla primavera 2010 è in funzione in centro un servizio gratuito di taxi su bici, chiamato Bi-Bo (è possibile lasciare un'offerta per la manutenzione e l'acquisto di nuove vetture)[60].

Piste ciclabili[modifica | modifica sorgente]

Bologna dispone di una fitta rete di piste ciclabili. L'attuale rete è lunga circa 120 km[61] ed è suddivisa in cinque itinerari radiali, che partono dal centro e arrivano alle periferie[62]. È previsto nei prossimi anni[61] un ampliamento delle piste ciclabili e un aumento del numero di biciclette per il bike sharing, che arriveranno ad essere un migliaio[61]. Attraverso una campagna di sensibilizzazione alla mobilità dolce e alla sicurezza stradale, il Comune vuole portare, entro il prossimo decennio, la percentuale degli spostamenti in bicicletta al 15% del totale della mobilità urbana[61]. Inoltre, all'inizio del 2010 sono stati avviati i lavori per la costruzione della prima autostrada delle biciclette italiana, che collegherà la città di Bologna con Verona attraverso una pista ciclopedonale, seguendo l'antica linea ferroviaria[63].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Bologna.

Consolati esteri[modifica | modifica sorgente]

A Bologna sono presenti i seguenti consolati generali:

E i seguenti consolati onorari:

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Bologna è gemellata con 15 città del mondo[64]:

Inoltre sono stati sottoscritti vari protocolli di cooperazione con le città di:

Terme[modifica | modifica sorgente]

A Bologna e nella sua provincia sono presenti diversi stabilimenti termali risalenti ai tempi degli antichi Romani, alcuni con elevati standard di eccellenza a livello nazionale, come le Terme di Porretta, le Terme di Castel San Pietro e le Terme Felsinee.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terme di Bologna.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Baseball[modifica | modifica sorgente]

Bologna ha, e ha avuto in passato, squadre di vertice in molti sport. La Fortitudo Baseball ha vinto otto campionati italiani (l'ultimo nel 2009), otto Coppe Italia e cinque Coppe dei Campioni. Nel 2013 milita nel massimo campionato italiano di baseball, la Italian Baseball League.
Gli Athletic's Bologna partecipano dalla stagione 2011 alla Serie A Federale, mentre i Bologna Longbridge 2000 militano nel campionato di serie B.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Il Bologna campione d'Italia nel 1963-1964

Anche il calcio, come in tutte le città italiane, è molto popolare; il Bologna Football Club 1909, la principale squadra della città, nel corso della sua storia ha vinto 7 scudetti (1925, 1929, 1936, 1937, 1939, 1941 e 1964), tre Coppe dell'Europa Centrale (1932, 1934 e 1961), due Coppe Italia (1970 e 1974), una Coppa di Lega Italo-Inglese (1970), una Coppa Intertoto (1998) ed ha raggiunto due volte la semifinale di Coppa UEFA.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Bologna è stata diverse volte sede di tappa del Giro d'Italia, a partire dal 1909 quando, nella prima edizione del "Giro", fu sede d'arrivo della prima tappa, vinta da Dario Beni. Nel 1910 vi si registrò la prima vittoria di tappa di un ciclista straniero, il francese Jean-Baptiste Dortignacq. Nel 1933 fu sede di partenza della prima tappa a cronometro della storia del Giro (Bologna-Ferrara, 62 km), vinta da Alfredo Binda. Nel 1956 Bologna fu sede di arrivo di una tappa in linea seguita, il giorno dopo, dalla cronoscalata al Santuario della Madonna di San Luca. Nel 1994 Bologna è stata sede di partenza e di arrivo della prima tappa del Giro, divisa in due semitappe: una in linea e l'altra a cronometro. Nell'edizione del centenario il Giro ha fatto tappa a Bologna con arrivo in salita a San Luca.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Bologna

Football americano[modifica | modifica sorgente]

Nel football americano, Bologna si impose, negli anni ottanta, tra le realtà del campionato della massima serie di quello sport, allora emergente, conquistando il superbowl nel 1985 e nel 1986, rispettivamente con i Doves e con i Warriors. I Warriors, inoltre, hanno raggiunto il superbowl nel 1983, nel 1984, nel 1988, nel 2005, nel 2008 e nel 2011. Entrambe le squadre hanno lo Youngbowl, Campionato italiano Under 21: i Doves nel 1986 e i Warriors nel 2006 e nel 2008.

Ippica[modifica | modifica sorgente]

Bologna possiede anche dal 1932 un ippodromo comunale, l'Arcoveggio, che ospita corse al trotto tutto l'anno esclusa la pausa estiva di luglio e agosto. La città è un po' la patria del trotto nazionale, sia per la sua centenaria e gloriosa storia ippica, sia per aver espresso personaggi che hanno contribuito a fondare la moderna ippica italiana. Il campionissimo indigeno Varenne detiene tuttora il record della pista con il tempo di 1.13.1 sui 2060 metri, segnato il 19 settembre 1999 correndo il Gran Premio Continentale.

Motori[modifica | modifica sorgente]

Nel panorama sportivo bolognese spicca, inoltre, la Ducati, storica azienda di Borgo Panigale fondata nel 1926 che, nell'immediato dopoguerra, ha iniziato la produzione di motoveicoli. In particolar modo, negli ultimi vent'anni, l'azienda ha conquistato un invidiabile palmarès di vittorie nel campionato mondiale Superbike (moto da corsa derivate dalla produzione di serie - 14 titoli mondiali Costruttori e 12 titoli mondiali Piloti), e dal 2003 è diventata una delle protagoniste del Campionato del Mondo della classe MotoGP, vincendo il titolo mondiale nel 2007 con Casey Stoner. Inoltre a Sant' Agata Bolognese si trova la fabbrica delle prestigiose auto Lamborghini.

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

A Bologna la pallacanestro è uno sport molto radicato. Negli anni novanta la città si è guadagnata l'appellativo di Basket City ("la città della pallacanestro") grazie alla contemporanea militanza ai vertici dell'Europa delle due squadre bolognesi Virtus e Fortitudo. Il basket femminile è rappresentato dalla Libertas Basket Bologna, in Serie A2 dal 1993.

Nel capoluogo emiliano hanno sede i principali enti che organizzano i campionati di pallacanestro italiani e l'All-Star Game: la Lega Basket (Serie A) e la Legadue.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

La Zinella Volley ha vinto il campionato italiano nel 1984/85, la Coppa Italia nel 1983/84, la Coppa delle Coppe nel 1986/87 e una Coppa di Lega nel 1985/86.

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

Fra gli altri sport di buon livello figurano la pallanuoto (President Bologna, CUS Bologna e Rari Nantes Bologna) il cricket (Pianoro Cricket Club e Bologna Cricket Club), la pallamano (Bologna United Handball), il rugby (Rugby Bologna, recentemente fallito, e la Reno Rugby Bologna, neopromossa nel campionato di Serie B, importante realtà cittadina e provinciale anche per i ben organizzati settori giovanili), l'hockey su prato (HT Bologna) e l'hockey su ghiaccio (Wizards Bologna Hockey Club). Nel Wheel-chair hockey la Rangers Pallavicini Bologna partecipante al campionato nazionale in molte fasi finali e con diversi atleti della nazionale italiana e nel basket in carrozzina i (Bradipi Bologna) che militano in serie B. A Bologna ha sede la Sala d'Arme Achille Marozzo, la più grande associazione nazionale per la pratica della scherma antica.

Personalità sportive legate a Bologna[modifica | modifica sorgente]

Tra le personalità bolognesi dello sport, si ricordano la velocista Ondina Valla (la prima donna italiana a vincere un oro olimpico), il calciatore Giacomo Bulgarelli (considerato dai tifosi di ogni età come la bandiera del club rossoblu), lo sciatore Alberto Tomba, l'arbitro di calcio Pierluigi Collina, il pilota automobilistico Alex Zanardi e la nuotatrice Carmen Longo (morta nell'incidente aereo di Brema, a lei è dedicata la piscina nei pressi dello stadio).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  2. ^ [1]
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 28 febbraio 2014.
  5. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354. ISBN 978-88-8342-594-3.
  6. ^ L'art. 1, comma 3, dello statuto regionale indica come capoluogo la città metropolitana di Bologna, ente territoriale non ancora istituito.
  7. ^ Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale del 30/03/04 individua nella Provincia di Bologna l'estensione spaziale dell'area urbana. Questa dunque si estende su una superficie di 3702,5 km² e comprende 60 Comuni, la maggior parte in collina (1329,61 km²) o in montagna (790,13 km²). Gli abitanti sono 984.342 (474.125 uomini e 510.217 donne), fra i quali 94.777 sono cittadini stranieri che hanno la residenza nel bolognese (dati anagrafici al 31/12/2009).Dati: www.provincia.bologna.it e cst.provincia.bologna.it/ptcp/
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Sulla città[modifica | modifica sorgente]

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  • Andrea Emiliani, La Pinacoteca nazionale di Bologna: notizie storiche e itinerario servizi ..., Alfa, 1979.
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Sulla via Emilia[modifica | modifica sorgente]

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Sulle chiese[modifica | modifica sorgente]

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Sui teatri[modifica | modifica sorgente]

  • Corrado Ricci, I teatri di Bologna nei secoli XVII e XVIII, Successori Monti, 1888.
  • Corrado Ricci, I teatri di Bologna nei secoli XVII e XVIII: storia aneddotica, A. Forni, 1965.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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