Conservatorio Giovanni Battista Martini

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La facciata del Conservatorio Giovanni Battista Martini

Il conservatorio Giovanni Battista Martini è uno dei più antichi conservatori statali italiani ed ha sede a Bologna (in Piazza Rossini, 2).

La fondazione del conservatorio (Liceo musicale di Bologna, che raccolse l'eredità dell'Accademia Filarmonica di Bologna) risale al 1804 ed è considerata la prima scuola musicale pubblica in Italia.

Fra i suoi studenti di rilievo, fra gli altri, annovera Gioachino Rossini e Ferruccio Busoni.

Storia del conservatorio di Bologna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1802 la Municipalità di Bologna fece il progetto di un liceo musicale cittadino, da collocare nel convento di San Giacomo affiancato alla chiesa omonima: la nuova scuola avrebbe dovuto insegnare composizione, pianoforte, canto, violino, viola, violoncello, contrabbasso, oboe e corno inglese, mediante sei insegnanti tra i quali il compositore Stanislao Mattei, incaricato anche della gestione dell'archivio, il compositore Giovanni Callisto Zanotti destinato alla tastiera, il compositore e cantante Lorenzo Gibelli destinato al canto; le lezioni avrebbero avuto luogo nei locali di sette aule per tre giorni alla settimana, dalle nove di mattina all'una di pomeriggio. Il liceo filarmonico di Bologna, il primo nucleo di quello che sarebbe stato il conservatorio "Giovan Battista Martini", aprì il 3 dicembre 1804.

Nel 1839 una commissione speciale stabilì un nuovo regolamento: le materie sarebbero state 12, gli iscritti non più di 90 e, preferibilmente, bolognesi, gli insegnanti avrebbero dovuto stabilirsi ed alloggiare a Bologna. Si sentiva inoltre il bisogno di un "consulente perpetuo onorario": fu scelto Gioachino Rossini, il più grande operista italiano dell'epoca che da qualche anno era tornato a vivere a Bologna dopo aver smesso di comporre per le scene. Per dieci anni, egli illustrò la vita del Liceo, con la sua passione per la musica tedesca, chiamando alla cattedra di pianoforte Stefano Golinelli (il "Liszt italiano") e con l'idea invero originale di chiamare alla direzione Gaetano Donizetti, che tuttavia non poté accettare.

A cavallo fra Otto e Novecento, seguirono alla direzione uomini che erano anche validi compositori e artisti assai attivi in città: prima Luigi Mancinelli (1881-1886), poi Giuseppe Martucci (1886-1902), quindi Marco Enrico Bossi (1902-1911). Mancinelli alzò il numero delle materie a 19, includendo storia e analisi musicale, istituì la classe di arpa, stese un nuovo regolamento; Martucci offrì agli allievi di canto l'opportunità dell'arte scenica, a tutto l'istituto un orientamento sinfonico-wagneriano che era in linea con la fama di Bologna, alla sua carica e persona un energico aumento di stipendio (da 5000 a 8000 lire); Bossi fece pagare meglio tutti gli insegnanti, alla classe di contrappunto chiamò Luigi Torchi e a quella di musicologia il bibliotecario Francesco Vatielli, e nel 1908 ritenne che fosse il caso di emanare un nuovo regolamento.

Nemmeno in seguito mancarono al liceo musicale di Bologna buoni nomi di direttori, Ferruccio Busoni per un solo anno di prova, Gino Marinuzzi attorno alla fine della I Guerra Mondiale, Franco Alfano subito dopo, ma fra proposte respinte (per esempio da Mascagni) e nomine di poco conto e tempo l'assenza di una mano decisa si fece sentire a fondo. Fu forte la mano di Cesare Nordio, direttore dal 1925 al 1945 che firmò due nuovi regolamenti, uno subito e uno più tardi sulla falsariga di quelli dei Regi Conservatori italiani: così il pianoforte complementare spettò a tutti gli allievi di strumento, il quartetto d'archi divenne una classe specifica e la cultura musicale generale una nuova materia, la direzione d'orchestra assurse al rango di una classe vera e propria (peraltro la prima in Italia); stabilì inoltre che l'aula d'organo prendesse il nome di Ottorino Respighi, la grande sala dei concerti quello di Bossi, tutto l'istituto quello di padre Martini; e infine decise che il Liceo comunale diventasse Conservatorio statale esattamente come gli istituti di Milano, Napoli, Parma e Palermo.

Dal 1945 ad oggi il conservatorio "Giambattista Martini" si è allargato a più materie e a sempre più allievi e insegnanti, ha esteso i locali fino a oltre trenta aule, ha goduto della direzione di Guido Guerrini, Lino Liviabella, Adone Zecchi, Giordano Noferini, Lidia Proietti, Carmine Carrisi, Donatella Pieri, musicisti attivi come compositori, come direttori d'orchestra e di coro, come solisti di strumento.

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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]