Marco Enrico Bossi

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Marco Bossi a Mosca, 1906

Marco Enrico Bossi (Salò, 25 aprile 1861Oceano Atlantico, 20 febbraio 1925) è stato un compositore e organista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Appartenente a una famosa famiglia di organisti, Bossi nacque a Salò (sulle rive del lago di Garda). Frequentò per due anni (1871-1873) il liceo musicale di Bologna, mentre studiò per i successivi otto al Conservatorio di Milano.

Il decennio di studi non valse, però, al conseguimento del diploma in organo (le ragioni di questo fatto sono da trovarsi nei contrasti con il maestro Polibio Fumagalli). Bossi dovette quindi terminare all'estero la sua formazione, ma non acquisì mai un titolo di studio musicale italiano.

Ben presto conseguì un grande successo, in Europa e nel mondo: già all'età di diciotto anni, infatti, venne applaudito a Londra, e negli Stati Uniti, inoltre fu organista e maestro di cappella nella cattedrale di Como (vi fece realizzare 2 nuovi organi dal costruttore Bernasconi di Varese) ed insegnò armonia ed organo e composizione organistica al Conservatorio di Napoli.

Successivamente diresse i licei musicali in varie città: tra il 1895 e il 1902 a Venezia, dal 1902 al 1911 a Bologna, dal 1916 al 1922 al Santa Cecilia di Roma.

Sessione di registrazione con Bossi per il Welte-Philharmonic-Organ, 1912

Bossi fu sicuramente una personalità di spicco nel panorama musicale italiano (e internazionale). Oltre ai pezzi da concerto, sono notevoli le sue composizioni liturgiche. Nel settembre 2005, al Teatro Comunale di Bologna è stato eseguito, in prima assoluta, il poema melodrammatico Malombra, in tre atti e un prologo. L'edizione di questo lavoro venne curata dai musicologi Pierangelo Valtinoni, Francesco Erle e Marco Manzardo.

Tra le sue opere, che ebbero maggior successo in altri Paesi europei, come la Germania, rispetto all'Italia si annoverano Il viandante ("Der Wanderer") suonata a Mannheim nel 1906, gli oratori Paradiso perduto e Giovanna d'Arco, il sinfonico Intermezzi goldoniani e Concerto per organo e orchestra, la particolare musica da camera Santa Caterina da Siena.

Morì per emorragia cerebrale durante la traversata atlantica da Le Havre a New York nel febbraio 1925.

Dal punto di vista compositivo, il suo stile si può assimilare al tardoromanticismo guidato da Brahms. Bossi si è distinto per il suo coraggioso tentativo di proporre anche musica strumentale, in un contesto ormai dominato dal melodramma.[1]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Tra le opere per organo: Studio Sinfonico op. 78; Piece Heroique op. 128; Tema e Variazioni op. 115; Tre momenti francescani op. 140; Scherzo in Fa maggiore op. 49 n 1; Scherzo in Sol minore op. 49 n 2; Fuga sul tema "Fede a Bach" op. 42; Konzertstück op. 130; 5 Pezzi op. 132

È autore assieme a Giovanni Tebaldini del fortunato Metodo di studio per l'Organo moderno (Milano, 1894), prima grande opera italiana in ambito di didattica organistica ispirata alla cultura del Movimento Ceciliano.

Carrara di Bergamo ha in corso l'edizione dell'opera integrale per organo di Bossi in 10 volumi, mentre Andrea Macinanti ne sta realizzando la registrazione integrale per la casa discografica Tactus di Bologna

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.II, pag.373

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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