Emorragia cerebrale
| Emorragia cerebrale | |
| Emorragia cerebrale nel cervello di una giovane donna. | |
| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 430–431 |
| ICD-10 | (EN) I60-I62 |
L'emorragia cerebrale è una sindrome neurologica acuta dovuta alla rottura di un vaso arterioso cerebrale e al conseguente stravaso di sangue nel parenchima cerebrale, con inondamento del sistema ventricolare.
Si distinguono emorragie cerebrali a sede tipica, localizzate cioè nelle strutture profonde (nuclei della base, capsula interna, talamo) e a sede atipica, che si localizzano nella sostanza bianca parietale, frontale o occipitale. Le sedi sottotentoriali più frequentemente interessate sono il ponte e il nucleo dentato del cervelletto.
Indice |
[modifica] Eziologia
La causa di gran lunga più frequente di emorragia cerebrale è la "rottura" di un vaso dovuta al danno provocato da ipertensione arteriosa; in questo caso l'emorragia si localizza quasi sempre in sede tipica.
Altre cause responsabili di emorragia cerebrale sono:
- Rottura di malformazioni vascolari (aneurismi o malformazioni artero-venose) (emorragia nello spazio subaracnoideo)
- tumori cerebrali primitivi o metastatici (emorragia intra tumorale)
- trasformazione emorragica di un ictus ischemico
- complicanza nell'uso di farmaci anticoagulanti
- malattie emorragiche (leucemie, emofilia, coagulazione intravascolare disseminata, piastrinopenie)
- deposizione di sostanza amiloide a livello dei vasi arteriosi (emorragie lobari)
- ematomi (stravasi ematici) tra la meninge e la teca cranica (c.d. ematomi extra durali) secondari a traumi cranici più o meno rilevanti (esemplari sono i casi del ciclista che cade, si rialza e precipita in coma e quello del pugile dopo un "normale" K.O.)
- ematomi tra la membrana meningea più esterna (dura madre) e la massa encefalica (c.d. ematomi sottodurali)
[modifica] Sintomatologia
I sintomi di norma compaiono all'improvviso (ictus) in un soggetto in piena attività e in apparente benessere e possono evolvere rapidamente. Se il paziente è ancora lucido può riferire cefalea (mal di testa) e presentare vomito ma può giungere in ospedale già in coma più o meno profondo e presentare (subito o durante l'evoluzione) crisi comiziali, irregolarità respiratorie, instabilità o aumento della pressione arteriosa da sofferenza dei centri modulatori cerebrali (effetto Cushing), anomalie della temperatura corporea (iperpiressia) che aggravano o rendono infausta la prognosi.
La sintomatologia negli ematomi subdurali (ad esempio per lacerazione traumatica della arteria meningea media) è molto caratteristica e si sviluppa in tre tempi: trauma, intervallo lucido (il paziente non mostra alcun segno di sofferenza), improvvisa comparsa della sintomatologia neurologica.
[modifica] Diagnosi
Dal punto di vista clinico non è possibile differenziare un'emorragia cerebrale da un ictus ischemico. Solo la TAC permette una diagnosi certa, differenziando i versamenti emorragici dalle aree ischemiche, rilevando l'eventuale inondazione ventricolare.
La risonanza magnetica è necessaria invece in un secondo momento, per monitorare il riassorbimento dell'eventuale ematoma, in base al segnale emesso dai prodotti di degradazione dell'emoglobina.
L'angiografia serve invece a individuare eventuali malformazioni vascolari o tumori cerebrali.
[modifica] Terapia
Le misure più urgenti da prendere nel paziente affetto da emorragia cerebrale (messo a letto e in posizione supina) sono il controllo ad intervalli di tempo regolari della pressione arteriosa (intervenendo con prudenza e solo se necessario), la terapia dell'edema cerebrale (se e quando è presente) la riduzione dell'impegno metabolico dell'encefalo mediante "coma" indotto farmacologicamente (nei casi gravi). Inoltre è necessario "sostenere" la circolazione sanguigna e garantire la pervietà delle vie respiratorie (se necessario, anche mediante assistenza respiratoria meccanica con ventilatore).
La terapia chirurgica è da riservare ai pazienti con E.S.A (emorragia subaracnoidea) secondo un'opportuna tempistica o con ematomi extra o subdurali; negli altri casi sono d'obbligo prudenza e un'attenta valutazione del quadro clinico.
[modifica] Prognosi
La prognosi dell'emorragia cerebrale è sfavorevole: circa il 50% dei pazienti va incontro a decesso entro i primi giorni per deterioramento della sostanza cerebrale o, nei giorni successivi, per complicanze respiratorie, cardiache o infettive.
[modifica] Bibliografia
- F. Monaco, R. Torta: Neurolexicon II edizione, pag. 248-249. Centro Scientifico Editore, Torino 2008
[modifica] Altri progetti
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