Cervelletto
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Il cervelletto è una parte del sistema nervoso centrale; è posto in posizione dorsale rispetto al tronco encefalico, con il quale è collegato tramite 3 coppie di peduncoli:
- peduncoli cerebellari superiori (che lo collegano con il mesencefalo)
- peduncolo cerebellari medi (i più voluminosi, che lo collegano con il ponte)
- peduncoli cerebellari inferiori (che lo collegano con il bulbo)
Viene quindi ad essere separato dal tronco dal quarto ventricolo cerebrale. Si trova collocato nella fossa endocranica posteriore. La parte superiore viene in rapporto con il tentorio del cervelletto, che lo separa dagli emisferi cerebrali, mentre la porzione inferiore con le fosse dell'osso occipitale. Il volume cerebellare costituisce il 10% del volume totale dell'encefalo ma contiene più della metà dei neuroni cerebrali. Macroscopicamente possiamo riconoscere una porzione centrale, il verme, e due emisferi cerebellari di destra e di sinistra. L'asse trasversale è di circa 10 cm, mentre lo spessore nella zona del verme è di 3 cm e in quella dei due emisferi cerebellari è di circa 5 cm.
La superficie cerebellare ha un'organizzazione estremamente regolare e presenta una caratteristica suddivisione ad opera di fessure primarie in lobi, che a loro volta sono suddivisi in lobuli da fessure secondarie, suddivisi in lamine e poi in lamelle da fessure via via sempre più piccole, il tutto per aumentare la superficie cerebellare.
Grazie a queste è possibile suddividere la superficie cerebellare in 4 lobi:
- anteriore (separato dal seguente dalla fessura superiore);
- medio (separato dal seguente dalla fessura prepiramidale);
- posteriore (separato dal seguente dalla fessura postero-laterale);
- nodulo flocculare
Dal punto funzionale distinguiamo 3 aree diverse nel cervelletto:
- archeocerebello o vestibolocerebello
- paleocerebello o spinocerebello
- neocerebello o cerebrocerebello
L'area dell'archicerebello è rappresentata dal nodulo (lobulo del verme) e dai due flocculi (lobuli degli emisferi) ed è l'area più ancestrale, con cui il cervelletto è collegato, in entrambi i sensi, ai nuclei vestibolari (coordinamento motorio, equilibrio). La zona del paleocerebello è rappresentata dalla restante parte del verme e dall'area paravermina ed è collegata in entrambi i sensi, con il midollo spinale. La superificie del neocerebello è la restante, cioè la porzione media e laterale degli emisferi cerebellari, ed è collegata, in entrambi i sensi, con la corteccia cerebrale (queste vie rappresentano l'acquisizione filogenetica più recente)
Mentre la corteccia cerebellare è formata da sostanza grigia, la porzione più profonda è costituita da sostanza bianca, da cui si diramano porzioni che costituiscono gli assi dei lobi, quindi dei lobuli e via via sempre più piccoli tralicci che infine costituiscono l'asse centrale delle lamelle, venendo così ad assumere la forma di un albero, tale da prendere il nome di "arbor vitae". Nella profondità della sostanza bianca vi sono inoltre tre paia di nuclei:
- nucleo del fastigio o nucleo del tetto (archicerebellare);
- nucleo interposito (costituito di due piccoli nuclei, nucleo globoso e nucleo emboliforme, paleocerebellari);
- nucleo dentato (noeocerebellare).
[modifica] Funzione principale
La funzione principale è quella di coordinare le uscite motorie: infatti, le lesioni cerebellari compromettono la coordinazione dei movimenti degli arti e degli occhi ma anche l'equilibrio. Si ritiene che il cervelletto riceva dalla corteccia cerebrale una "copia" del comando motorio che un soggetto intende volontariamente eseguire, e che riceva dagli arti informazioni relative all'effettivo svolgimento dello schema motorio impartito dalla corteccia cerebrale. Qualora sussistano delle differenze tra il movimento programmato e quello effettivamente realizzato, il cervelletto è in grado di correggere, con un meccanismo di feedback negativo, il movimento durante il suo realizzarsi. Per tale motivo si dice che il cervelletto è un "comparatore". Ricerche recenti hanno ipotizzato che tale compito di coordinazione del cervelletto sia generalizzabile anche alle funzioni cognitive. Un danno cerebellare quindi non impedisce l'utilizzo di una determinata funzione ma ne riduce l'efficienza.
[modifica] Collegamenti esterni
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