Pressione arteriosa sistemica

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I valori di pressione massima e minima sul display di un apparecchio per la misurazione della stessa

La pressione arteriosa sistemica (conosciuta anche come pressione arteriosa o come pressione sanguigna) è la pressione del sangue arterioso sistemico misurata a livello cardiaco.

La pressione del sangue, intesa come l'intensità della forza che il sangue esercita su una parete del vaso di area unitaria, varia lungo tutto l'apparato vascolare: infatti la pressione arteriosa diminuisce progressivamente dal ventricolo sinistro del cuore fino alle arteriole.

Indice

[modifica] Fisiologia

La pressione arteriosa (PA) esprime l'intensità della forza con cui il sangue (contenuto) spinge sulle pareti arteriose (contenente), divisa per l'area della parete. Tale pressione è il risultato dei seguenti fattori: a) forza di contrazione del cuore; b) gettata sistolica ovvero quantità di sangue espulsa per ogni contrazione (sistole) ventricolare; c) resistenze periferiche ovvero la resistenza opposta alla progressione del sangue dallo stato di costrizione delle piccole arterie; d) elasticità dell'aorta e delle grandi arterie.

Durante la contrazione o Sistole ventricolare si determina la Pressione Sistolica (Pressione Massima) mentre durante il rilassamento o Diastole ventricolare si determina la Pressione Diastolica (Pressione Minima). Si ritiene, attualmente, che in condizioni normali i valori della pressione arteriosa, misurata in condizioni di riposo a livello dell'omero con lo sfigmomanometro, non debbano superare il valore di 130 mm di mercurio come Pressione Sistolica e quello di 85 mm di mercurio come Pressione Diastolica. Valori inferiori non sono considerati patologici finché compatibili col pieno benessere del soggetto. Valori persistenti di Pressione Arteriosa a riposo superiori a quelli sopra indicati determinano lo stato patologico denominato Ipertensione arteriosa che puo' essere di vario grado e rappresenta uno dei fattori di rischio cardiovascolari più diffusi. Infatti è fortemente raccomandato il controllo preventivo della pressione arteriosa, anche perché uno stato di ipertensione spesso per lungo tempo non presenta sintomi soggettivi che mettano in allarme il paziente.

La pressione arteriosa, quindi, si distingue in:

[modifica] Regolazione della pressione arteriosa

La regolazione della pressione arteriosa dipende da complessi circuiti regolatori: nei reni viene prodotto l'enzima renina, che poi converte l'angiotensinogeno proteina prodotta dal fegato in angiotensina I che è poi convertita in angiotensina II con l'aiuto dell'enzima di conversione dell'angiotensina (Angiotensine converting enzyme o ACE).

L'angiotensina II ha due effetti fondamentali:

  • stimola la produzione di aldosterone nei surreni, che causa ritenzione di sodio e di acqua. L'aumentato volume idrico fa pure salire la pressione
  • crea vasocostrizione, che per aumentata resistenza periferica causa un aumento di pressione

Si parla quindi del sistema renina – angiotensina – aldosterone (RAAS)

In condizioni normali, l'aumentata concentrazione di sodio e l'aumentata pressione sanguigna inibiscono la produzione di altra renina, come il contrario (sodio basso, pressione bassa) stimola la produzione di renina.

La produzione di renina viene pure stimolata da altri vari fattori

  • adrenalina (epinefrina) elevata ai beta-ricettori
  • scarso tasso di potassio
  • stimolazione di nervi vegetativi simpatici renali
  • diminuzione del polso

Anche altri ormoni possono disturbare la regolazione della pressione come p.es.la tiroxina.

In patologie ipertoniche, uno o vari di questi meccanismi sono disturbati. Si interviene secondo il caso con vari tipi di medicamenti:

  • Diuretici per diminuire il volume idrico: malauguratamente essi diminuiscono anche il potassio (che stimola la produzione di renina). Meglio usare diuretici che mantengono inalterato il tasso di potassio (come p.es. la radice di tarassaco).
  • Inibitori di beta-ricettori (Betabloccanti) per diminuire gli effetti dell'adrenalina
  • Inibitori ACE (angiotensine converting enzyme) per impedire la trasformazione di angiotensina I => angiotensina II.
  • Vasodilatatori (come per esempio nitroglicerina o calcioantagonisti) per abbassare la resistenza vasale.

[modifica] Interpretazione dei valori pressori

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito i seguenti valori per un soggetto adulto di età compresa tra i 20 e i 60 anni: per rientrare nella norma, la pressione arteriosa deve essere inferiore a 140/90. Valori pressori inferiori a 120/80 sono da considerarsi ottimali, purché la pressione arteriosa massima sia superiore a 100, altrimenti si ha ipotensione. Invece quando la pressione arteriosa è superiore a 139/89 si ha l'ipertensione. L'ipertensione è lieve se la pressione è compresa tra 140-159/90-99, mentre se questa è compresa tra 160-179/100-109 l'ipertensione è moderata. A valori pressori superiori a 180/110 corrisponde un'ipertensione di grado severo.

[modifica] Voci correlate

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