Europeana

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Europeana
Europeana logo 3 eu black.png
URL europeana.eu
Commerciale No
Tipo di sito Biblioteca digitale
Lingua multilingua
Registrazione opzionale
Proprietario Europeana Foundation
Creato da Commissione Europea
Lancio 20 Novembre 2008
Stato attuale In progresso
Slogan Think Colture

Europeana è una biblioteca digitale europea che riunisce contributi già digitalizzati da diverse istituzioni dei 28 paesi membri dell'Unione Europea in 30 lingue. La sua dotazione include libri, film, dipinti, giornali, archivi sonori, mappe, manoscritti ed archivi.

Inaugurata il 20 novembre 2008[1][2], a causa dell'eccessiva quantità di visite durante il primo giorno di messa online (10 milioni di utenti per ora) nella mattinata del 21 novembre 2008 i server di Bruxelles non hanno retto ed il lancio di Europeana è stato rimandato alla metà dicembre dello stesso anno.[3] Successivamente il lancio è stato ulteriormente rimandato a Gennaio 2009.[4] In linea con quanto previsto il sito è tornato operativo il 12 gennaio 2009.

Al momento del lancio Europeana ha annunciato di aver messo a disposizione circa due milioni di opere, tutte già di pubblico dominio. Più di metà dei contenuti iniziali sono stati forniti dalla Francia, il 10 per cento dalla Gran Bretagna, l'1,4 per cento dalla Spagna e l'1 per cento dalla Germania.

L'obiettivo dichiarato di 10 milioni di opere in Europeana era previsto al raggiungimento della piena operatività, ossia per il 2010, ma nel 2008 i libri on line erano 4 milioni. Le opere diffuse nella versione definitiva sarebbero state rilasciate sia nel pubblico dominio sia sotto copyright. La questione dei diritti d'autore sulle opere pubblicate è stata una delle più discusse, anche nell'ambito della Commissione Europea. Attuale direttore del progetto Europeana è Jill Cousins.

Europeana è simile e prende spunto dal progetto Gallica (iniziativa della Bibliothèque nationale de France, che da anni mette a disposizione gratuitamente i testi e che ha già raggiunto i 90.000 testi), ma è dotata di una interfaccia grafica più moderna e di una indicizzazione più evoluta.

Ad agosto 2009 i giornali hanno annunciato un accordo tra Google e la Biblioteca nazionale di Francia per l'affidamento della digitalizzazione dei libri al colosso del web. La motivazione dichiarata dal direttore della collezione della Bnf, Denis Bruckmann, al quotidiano La Tribune è che «Se Google può permetterci di andare più veloce e più lontano, perché no?». Soprattutto a fronte di un costo eccessivo per la biblioteca di realizzare l'operazione nei tempi previsti[5][6].

Nel febbraio 2010, il ministro della cultura tedesco Bernd Neumann ha annunciato di voler riprendere e integrare l'archivio di Europeana con il patrimonio di oltre 30.000 biblioteche. Nel 2011 sarà presentata online la Deutsche Digitale Bibliothek, un immane progetto di biblioteca digitale tale da competere con Google Books Search, e con una garanzia maggiore di rispetto al copyright[7].

Istituzioni italiane partner di Europeana[modifica | modifica wikitesto]

Al lancio risultano le seguenti istituzioni come partner di Europeana:

  • Istituto per i beni artistici, culturali e naturali – Regione Emilia-Romagna
Homepage IBC
  • Fondazione Federico Zeri
Homepage Fondazione Federico Zeri
  • Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza
Homepage IMSS
  • Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
Homepage BNCF
  • MiBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Homepage MiBAC

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alberto D'Argenio, Online Europeana, la Babele UE, La Repubblica, 19 novembre 2008
  2. ^ Luca Spinelli, Europeana, cultura europea in un click, Punto Informatico, 21 novembre 2008
  3. ^ Luca Spinelli, Europeana è crollata, Scripta Volant, 21 novembre 2008
  4. ^ Homepage sito ufficiale, We will be operational again in the course of January., Consultato il 12 dicembre 2008
  5. ^ La Bibliotheque si arrende a Google, La Stampa, 18 agosto 2009. URL consultato il 4 settembre 2009
  6. ^ È vuota la grande biblioteca online, Corriere della Sera, 4 settembre 2009. URL consultato il 4 settembre 2009
  7. ^ Luca Salvioli, "La Germania sfida Google con 30mila biblioteche digitali", Il Sole 24 Ore, 22 febbraio 2010. URL consultato il 23 febbraio 2010

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