Sinfonia
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Il termine Sinfonia (dal greco σύν = con, insieme, e φωνή = suono) ha avuto, nella storia della musica, vari significati; in particolare ha indicato diverse forme musicali.
L'accezione più comune della parola deriva dall'uso tardo settecentesco del classicismo viennese e della scuola di Mannheim, secondo il quale la Sinfonia è un brano orchestrale composto di più movimenti, di proporzioni abbastanza ampie e articolati secondo procedimenti formali ben precisi.
| Per approfondire, vedi la voce Storia della sinfonia. |
Indice |
[modifica] Struttura
I movimenti della sinfonia classica sono generalmente quattro:
- Un movimento Allegro, strutturato secondo la canonica forma-sonata, con un fondamentale bitematismo e la classica tripartizione esposizione-sviluppo-ripresa. Esso è spesso preceduto da una breve introduzione in tempo lento.
- Un movimento lento, la cui struttura può variare; le forme più impiegate sono la Romanza, il tema e variazioni e il rondò, ma con Mozart iniziano ad esserci esempi di forma-sonata (ad esempio nella Sinfonia K 551).
- Un minuetto, in tempo moderato, che costituisce in genere il movimento più breve della sinfonia. A partire da Beethoven esso viene sempre più spesso sostituito da uno scherzo.
- Un movimento rapido, in forma-sonata o di rondò.
Il primo e l'ultimo movimento sono quasi sempre nella stessa tonalità (che è per definizione quella dell'intera sinfonia), mentre per i movimenti centrali è presente una variabilià notevole; se la tonalità d'impianto è minore, il movimento lento è molto spesso nel relativo maggiore, mentre se la sinfonia è basata sul modo maggiore esso è di solito nella tonalità della dominante o della sottodominante.
Le eccezioni a questo schema diventano sempre più frequenti a partire da Beethoven, ma esso rimane comunque un riferimento importante fino alla metà del XX secolo, come ci dimostrano Mahler, Prokofiev e Shostakovic.
[modifica] Strumentazione
L'orchestra classica, formata da archi, legni, corni, e timpani, viene arricchita, a partire dalle ultime opere di Haydn, con le trombe; egli utilizzò anche il clarinetto, che non è presente nelle prime sinfonie di Mozart. Un'importante fonte di innovazioni timbriche derivano dall'opera lirica: strumenti come il corno inglese, il controfagotto, gli ottoni più gravi e l'arpa sono integrati sempre più spesso nell'orchestrazione sinfonica a partire dal primo Ottocento. Beethoven ci ha lasciato il primo esempio di sinfonia corale (la celeberrima Nona Sinfonia op.125), che sarà seguito più volte nel corso della storia della musica. Per fare un confronto, ecco la strumentazione completa di alcune opere:
- Ultime sinfonie di Haydn (1794): archi, 1 flauto, 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe e timpani.
- Settima sinfonia di Beethoven (1812): archi, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe e timpani.
- Prima sinfonia di Brahms (1876): archi, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 1 controfagotto, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni e timpani.
- Sesta sinfonia di Mahler (1906): archi, 4 flauti, 4 oboi,, 3 clarinetti, 1 clarinetto in mi bemolle, 1 clarone, 3 fagotti, 1 controfagotto, 8 corni, 4 trombe, 3 tromboni, 1 tuba, timpani, arpa, celesta, glockenspiel, xilofono, batteria.
Oltre alla varietà timbrica, anche il numero di elementi dell'orchestra sinfonica, in particolare nella sezione degli archi, si accresce rapidamente in epoca romantica, passando dalle poche decine delle sinfonie di Mozart e Haydn ai circa cento elementi dell'ultimo Beethoven, per giungere alle colossali orchestre previste dalle sinfonie tardoromantiche.
[modifica] Il ruolo della sinfonia
Il genere sinfonico è spesso il cuore della produzione artistica di un compositore dell'epoca classico-romantica. La diminuzione del numero di sinfonie (dalle molte decine di Mozart e Haydn alle nove di Beethoven e di Mahler, quattro di Brahms e di Schumann, per fare qualche esempio), lascia intendere un aumento di rilevanza e un diverso impegno, da parte del compositore di epoca romantica, profuso nel genere. A partire almeno da Beethoven alla sinfonia è infatti associata quella dimensione "pubblica", quello sforzo comunicativo che di solito sono estranei alle opere da camera e per strumento solista.
A questa dimensione pubblica della sinfonia si deve il fatto che molte opere siano caratterizzate da un titolo, e siano immediatamente riconoscibili per un gran numero di ascoltatori. Ecco alcuni esempi, ma si tenga presente che i titoli sono spesso postumi, o comunque opera di critici ed editori musicali:
Vivaldi: Improvisata. Haydn: il Miracolo, la Sorpresa, il Distratto, l' Orso, la Gallina, la Pendola, la Funebre, Londra, la Militare, il Colpo di timpano, il Rullo di timpani, la Passione. Mozart: Praga, Linz, Parigi, Jupiter. Beethoven: Pastorale, Eroica, Corale. Schumann: Primavera, Renana. Schubert: Tragica, la Piccola, la Grande, l'Incompiuta. Čajkovskij: Sogni d'Inverno, Piccola Russia, Polacca, Patetica. Mendelssohn: Scozzese, Italiana, la Riforma, Inno di Lode. Bruckner: Romantica. Mahler: Titano, Resurrezione. Prokofiev: Classica.
[modifica] La sinfonia nell'opera lirica
Per sinfonia si intende spesso anche il brano orchestrale, più o meno lungo, che è posto all'inizio di un'opera lirica, la cui importanza relativa nei confronti dell'azione scenica vera e propria è stata molto variabile nella storia nella musica.
| Per approfondire, vedi la voce Sinfonia (opera). |
[modifica] Bibliografia
- Michel Chion, La sinfonia romantica. Da Beethoven a Mahler, Torino 1996, ed. SEI. ISBN 88-05-05556-5

