Giovanni Sgambati

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Giovanni Sgambati

Giovanni Sgambati (Roma, 28 maggio 1841Roma, 14 dicembre 1914) è stato un pianista e compositore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da un padre italiano e da una madre inglese, fu un fanciullo prodigio, debuttò a sette anni, cominciò a studiare musica a Trevi, sotto la guida del maestro Tiberio Natalucci, perfezionando poi gli studi in pianoforte con Franz Liszt. Concertista largamente apprezzato in Italia e in Germania, fu legato da vincoli di amicizia e di stima con Richard Wagner, grazie al quale poté pubblicare le sue prime composizioni, presso Schott Söhne casa editrice di Magonza.

Insieme con Ettore Pinelli fondò a Roma il Liceo musicale di Santa Cecilia, dove tenne la cattedra dal 1877, e nel 1874 con Pinelli e De Sanctis la Società orchestrale romana impegnata nella diffusione della musica sinfonica[1]. Sgambati svolse infatti una fervida e meritoria attività per un rinnovamento della vita musicale italiana, e tale azione, che ebbe forse l'unico limite di proporre un tardivo impeto romantico ispirato a modelli tedeschi, fu illuminata dall'ansia di far conoscere la musica wagneriana e di avviare un gusto per la musica strumentale, sinfonica e da camera.

Non lusingato da tentazioni melodrammatiche, compose 2 sinfonie, 2 quintetti con pianoforte, un quartetto per archi, diversi altri pezzi cameristici e molta musica per pianoforte solo: Nel suo catalogo figurano anche opere sacre, tra le quali la grande Messa da Requiem, numerose melodie da camera per voce e pianoforte. Il suo intenso lavoro di divulgazione contribuì in modo fondamentale ad estendere di molto la conoscenza del patrimonio musicale romantico, quasi ignoto in Italia all'epoca. Quale pianista e direttore del Quintetto di Corte di Sua Maestà la Regina Margherita tenne quasi una novantina di concerti per i Sovrani al Quirinale e a Palazzo Margherita, eseguendo per la prima volta in Italia un vasto repertorio, molto aggiornato per i suoi tempi, comprendente tra l'altro l'integrale dei Trii, Quartetti e Quintetti di Beethoven.

Fu legato da rapporti di amicizia e stima con i più importanti compositori europei del suo tempo: oltre che con Liszt e Wagner, con Johannes Brahms, Pëtr Il'ič Čajkovskij, Edvard Grieg, Jules Massenet, Ferruccio Busoni, per citarne alcuni.

A Parigi, nel 1886, Sgambati divenne uno dei cinque membri corrispondenti dell'Istituto di Francia, succedendo a Liszt.

Profondamente attaccato all'Italia e alla sua Roma, declinò il prestigiosissimo incarico offertogli di succedere a Rubinstein quale Direttore del Conservatorio di Mosca.

La sua Casa-Museo in Piazza di Spagna, conservata con amore fino agli anni '80 dagli eredi, fu poi acquistata da uno stilista e sgombrata: il suo archivio, gli arredi, il pianoforte, i cimeli di una vita, acquistati in extremis dallo Stato prima che prendessero la via dell'estero, attendono una degna collocazione nel Museo nazionale degli strumenti musicali di Roma, nei cui magazzini son custoditi. Molte partiture, tra cui inediti e frammenti si trovano presso la Biblioteca Casanatense di Roma.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Composizioni per orchestra[modifica | modifica sorgente]

  • Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore, Op. 15 (1878-1880)
  • Sinfonia No. 1 in re maggiore, Op. 16 (1880-1881)
  • Sinfonia No. 2 in mi bemolle maggiore (1883-1885)
  • Audi filia per coro e orchestra (1870)
  • Epitalamio sinfonico (1887)
  • Ouverture Cola da Rienzo (1866)
  • Ouverture Festiva
  • Scherzo-Valzer a piena orchestra
  • Marcia-Inno per grande orchestra

Musica da camera[modifica | modifica sorgente]

  • Quintetto No. 1 per pianoforte e archi in fa minore, Op. 4 (1866)
  • Quintetto No. 2 in si bemolle maggiore, Op. 5 (prima del 1876)
  • Quartetto in do diesis minore, Op. 17 (1882)
Aiuto
Giovanni Sgambati (info file)
Andante cantabile dall'Op. 24 per violino e pianoforte
  • Due pezzi per violino e piano, Op. 24 (1890)
  • Gondoliera per violino e piano, Op. 29 (1894)
  • Quartetto per archi (1864)
  • Nonetto per archi (1866)

Composizioni per pianoforte[modifica | modifica sorgente]

Pianoforte solo[modifica | modifica sorgente]

  • Notturno, Op. 3
  • Preludio e fuga in mi bemolle minore, Op. 6
  • 2 Studi da Concerto, Op. 10
    1. in re bemolle maggiore
    2. in fa diesis minore
  • Fogli Volanti, Op. 12
    1. Romanza in la bemolle maggiore
    2. Canzonetta in do minore
    3. Idillio in mi bemolle maggiore
    4. Marcia (Umoresca) in la bemolle maggiore
    5. Idillio in mi bemolle maggiore
    6. Vecchio Castello in fa minore
    7. Adempimento in re bemolle maggiore
    8. Combattimento in la bemolle minore
    9. Campane a festa in re bemolle maggiore
  • Gavota, op. 14 (1880)
  • Quattro Pezzi di seguito, Op. 18
    1. Preludio in la bemolle minore
    2. Vecchio minuetto in re bemolle maggiore
    3. Nenia in mi bemolle minore
    4. Toccata in la bemolle maggiore
  • 3 Notturni, Op. 20
    1. in si maggiore
    2. in sol maggiore
    3. in do minore
  • Suite in si minore, Op. 21
    1. Preludio in si minore
    2. Valzer in si minore
    3. Aria in si minore
    4. Intermezzo in mi maggiore
    5. Studio melodico in si maggiore
  • 6 Pezzi Lirici, Op. 23
    1. Ricordare in mi maggiore
    2. Alla fontana in re bemolle maggiore
    3. Vox populi in fa minore
    4. Do-do in fa maggiore
    5. Ländler in mi maggiore
    6. Giga in mi maggiore
  • Benedizione nuziale in la bemolle maggiore, Op. 30
  • Notturno in re bemolle maggiore, Op. 31
  • Notturno in Mi maggiore, Op. 33
  • 12 Melodie poetiche, Op. 36
  • Trois morceaux, Op. 42 (1909)
    1. Preludio
    2. Berceuse rêverie
    3. Melodia campestre
  • 2 Piccoli pezzi
  • Allegretto con moto in si minore (1886)
  • Boîte à Musique in Re bemolle maggiore
  • Mélodia-Improvviso (Studio Trionfale)
  • Gavota cantata Il faut aimer!
  • Mestizia in fa diesis minore
  • Musica per concorso di pianoforte, due studi
  • Notturno in si maggiore
  • Preludio e toccata (1863?)
  • Presentimento in la bemolle maggiore
  • Romanza in la maggiore
  • Scherzo in mi maggiore (1867)
  • Serenade valsée in la bemolle maggiore
  • Serenatina (1906)
  • Trascrizione di una Canzone lituana di Chopin in fa maggiore
  • Trascrizione di una Melodia di Gluck
  • Trascrizione di un Minuetto di Beethoven, in Sol bemolle maggiore
  • Variazione per un concerto di Remey
  • Vals minuscole
  • Vals melanconique
  • Valzer brillante in mi maggiore
  • Allegro vivace (frammento)
  • Improvvisando (frammento)
  • Rapsodia (frammento)
  • Scherzo in re minore (frammento) (1867)

Pianoforte a quattro mani[modifica | modifica sorgente]

  • Tre pezzi (1866)
  • Marcia – Inno (trascrizione dell'autore)
  • Scherzo dal Quartetto Op. 17 (trascrizione di Humperdinck)

Musica sacra[modifica | modifica sorgente]

  • Te Deum laudamus per orchestra d'archi e organo (1893)
  • Versa est in luctum, cythara, per baritono e orchestra (1900)
  • Libera me, Domine per il Requiem in do min. di Cherubini
  • Messa da Requiem, Op. 38 (1895-1901)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Societa orchestrale romana, I venticinque anni della Societa orchestrale romana diretta da E. Pinelli: 1874-1898, introduzione di Alessandro Parisotti, Roma: Tipografia della pace di Filippo Cuggiani, 1899

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 10034665 LCCN: n82078494