Trevi

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Trevi
comune
Trevi – Stemma
Trevi – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Sindaco Bernardino Sperandio (PD) dal 27/5/2013
Territorio
Coordinate 42°53′36″N 12°45′42″E / 42.893333°N 12.761667°E42.893333; 12.761667 (Trevi)Coordinate: 42°53′36″N 12°45′42″E / 42.893333°N 12.761667°E42.893333; 12.761667 (Trevi)
Altitudine 412 m s.l.m.
Superficie 71,16 km²
Abitanti 8 405[1] (31-12-2010)
Densità 118,11 ab./km²
Frazioni Borgo, Bovara, Cannaiola, Coste, La Pigge, Manciano, Matigge, Parrano, Picciche, San Lorenzo, Santa Maria in Valle
Comuni confinanti Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Foligno, Montefalco, Sellano, Spoleto
Altre informazioni
Cod. postale 06039
Prefisso 0742
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054054
Cod. catastale L397
Targa PG
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 208 GG[2]
Nome abitanti trevani
Patrono sant'Emiliano
Giorno festivo 28 gennaio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Trevi
Posizione del comune di Trevi all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Trevi all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Trevi è un comune italiano di 8.308 abitanti della provincia di Perugia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Rarenodia gr. planulata

Trevi è sovrastato da due monti abbastanza alti dell'Appennino umbro-marchigiano: M. Brunette (1422 m) e M. Serano (1429 m). Geologicamente sono costituiti da rocce sedimentarie per lo più calcaree di origine marina; le più antiche risalgono a 180 milioni di anni fa, unità litostratigrafica della "Corniola". È stato oggetto di studio il "Rosso Ammonitico", per la paleontologia; tale unità è per altro ben conosciuta nell'area umbro-marchigiana; affiora diffusamente presso l'abitato di Pettino fino alle pendici nord di M. Brunette. Ha dato l'esemplare tipo di Praerycites. Tra i molti esemplari di ammoniti trovati occasionalmente lungo i tagli stradali e i piccoli corsi d'acqua è degno di nota un grande esemplare di Rarenodia gr. planulata. Il suo diametro è oltre 40 cm ed è stato figurato in questa voce.

Il territorio del comune si estende dal fondovalle (210 m s.l.m.) ai monti sopra citati , e si può equamente ripartire in tre zone distinte di pianura, collina e montagna, ricoperte da vegetazione altrettanto differenziata. In pianura, i terreni irrigati da numerosi corsi d'acqua, anticamente occupati in gran parte dal "lacus Clitorius", si prestano alla semina di specie annuali. La collina, di calcare alcalino "sciolto" e quindi drenante, è ideale per la coltivazione intensiva dell'olivo. La montagna infine è ricoperta di boschi, in massima parte cedui, e prati.

Fiumi e canali, tutti di modesta portata, scorrono in direzione Sud – Nord e confluiscono in un unico collettore nei pressi di Bevagna. Il loro corso è il risultato di secolari opere di bonifica, documentate già dal tempo del re Teodorico (VI secolo) e protrattesi fino ai giorni nostri, quando fu costruita la diga per regolamentare le acque meteoriche del torrente Marroggia, che era soggetto a frequenti e disastrose esondazioni.

Il maggiore dei corsi d'acqua di portata regolare è il Clitunno, alle cui acque venivano attribuite proprietà miracolose, tanto da essere deificato in epoca romana e cantato da numerosi poeti, dai classici latini fino al Byron e al Carducci.

Trevi fa parte di:

Storia[modifica | modifica sorgente]

Plinio il Vecchio la classifica come una città degli Umbri, e il nome latino Trebia potrebbe derivare dalla radice umbra treb-, componente delle parole che in quella antica lingua indicavano casa, costruzione, costruire. La sua esistenza, prima della dominazione romana, è testimoniata anche dalla "stele di Bovara", con iscrizione arcaica, rinvenuta di recente, ma nel suo territorio stanziarono civiltà preistoriche, come attestano ritrovamenti del paleolitico. Acquistò grande rilevanza quando, in età imperiale, fu ripristinato l'antico corso della Flaminia e si sviluppò in pianura, in località Pietrarossa, una vera civitas con edifici monumentali di cui rimangono numerosi resti, mentre sul colle seguitò a sussistere l'arce fortificata con robuste mura del I secolo a.C., tuttora visibili. In antico aveva giurisdizione anche su "ville" di montagna a est e su gran parte della valle sottostante, attraversata dalla Flaminia e solcata dal Clitunno, allora navigabile. Fu sede vescovile fino all'XI secolo. Con il dominio dei Longobardi, che istituirono il potente ducato di Spoleto, Trevi fu assegnata a un gastaldo. Agli inizi del XIII secolo si costituì in libero comune, che alleatasi con Perugia per difendersi da Spoleto fu, con alterne vicende, in lotta con i comuni vicini, ottenendo il libero governo soltanto nel 1389. Subì il dominio di vari capitani e, segnatamente, il funesto vicariato dei Trinci di Foligno fino al 1438 quando, tornata al diretto dominio della Chiesa sotto la legazione di Perugia, seguì le sorti dello Stato Pontificio fino all'unificazione. Nel 1784, da Pio VI, fu reintegrata al titolo di città.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Non meno interessanti sono la storia e le tradizioni legate alla cultura religiosa. Documenti antichissimi attestano che Sant'Emiliano, il primo vescovo della città, martirizzato sotto Diocleziano, fu legato ad una giovane pianta di olivo per essere decapitato. L'olivo ultramillenario, il più vecchio dell'Umbria, si può ancora ammirare, vegeto, a trecento metri dalla gloriosa abbazia benedettina di Bovara. La devozione verso Sant'Emiliano ha influenzato la cultura e la storia di Trevi. Lungo un percorso inalterato da secoli si svolge ancora, la sera del 27 gennaio, vigilia della festa del Santo, la straordinaria processione notturna detta dell'Illuminata, che è sicuramente la manifestazione più antica della regione. Attraverso vari secoli, molti trevani si sono distinti nei più alti gradi della gerarchia ecclesiastica e vari altri hanno acquistato fama di santità per le loro opere. Tra le varie case religiose hanno acquisito benemerenza particolare i benedettini dell'abbazia di Bovara, che dettero un forte impulso all'agricoltura, bonificando vaste zone della valle e sviluppando in collina la coltura dell'olivo, che con alterne fortune è coltivato in queste zone da tempi antichissimi e fornisce un olio tra i più apprezzati.

Persone legate a Trevi[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Borgo Trevi[modifica | modifica sorgente]

Costituisce la parte più moderna del comune. È posta alla base del colle ove giace Trevi. Consta di molte attività commerciali, industriali e agricole, specialmente nella zona di Pietrarossa. Quest'ultima costituì per secoli il nucleo storico di Trevi, dalla preistoria all'epoca romana quando la maggior parte della popolazione si trasferì in collina a causa della insalubrità della zona in pianura che stava man mano diventando una palude. Importante, dal punto di vista storico-culturale è la chiesa di Santa Maria di Pietrarossa, di epoca romanica, ora in ristrutturazione dopo il sisma del 1997.

Cannaiola[modifica | modifica sorgente]

Questa frazione rappresenta la parte agricola del comune. Immersa nella pianura, si presenta come un paese circondato dai campi. Molto importante è il rilievo produttivo dal punto di vista agricolo, specialmente del grano e del sedano. In luglio è infatti proprio a Cannaiola che ha luogo la Rievocazione Storica della Trebbiatura. Notevole è l'opera del beato don Pietro Bonilli, già parroco del paese e fondatore della congregazione delle suore della Sacra Famiglia per l'assistenza alle ragazze cieche e sordomute al quale è dedicato il santuario sito a Cannaiola.

Bovara[modifica | modifica sorgente]

La frazione consta di più centri abitativi dislocati tra la zona collinare e la zona in pianura. Importante è la Chiesa Di San Pietro, già abbazia benedettina, del XII secolo in stile Romanico. Si dice che, durante il suo viaggio per Roma, vi si sia fermato in preghiera san Francesco. La tradizione popolare vuole che un frate che accompagnava Francesco abbia avuto una visione dell'Inferno e del Paradiso mentre era in preghiera davanti ad un Crocifisso. All'interno della chiesa c'è una cappella in stile baroccheggiante che ospita un Crocifisso in dimensioni reali a cui la popolazione attribuisce diversi miracoli, uno su tutti quello di aver fatto piovere dopo più di un anno in cui non si erano verificate precipitazioni. In ricordo di ciò il Cristo del crocifisso viene calato dalla croce, adagiato in una sorta di lettino e portato in processione ogni 5 anni, nel mese di maggio. Ogni 25 anni poi si percorre un lungo tragitto, sempre con la statua del Cristo, sino al capoluogo comunale. Nella frazione è sata rinvenuta una stele con un'iscrizione in umbro antico ed è possibile ammirare un ulivo millenario (di 1700 anni all'incirca) al quale fu legato sant'Emiliano, patrono della città e del comune di Trevi, per essere martirizzato dai romani. Tale ulivo, il più vecchio in Umbria, è l'unico ad essere sopravvissuto alle varie galaverne, o gelate, che si sono succedute negli anni (l'ultima negli anni cinquanta del '900) e che hanno ucciso tutte le piante d'ulivo della zona.

Matigge[modifica | modifica sorgente]

Spesso indicata con l'appellativo di Torre Matigge, la frazione si estende dalla zona in pianura fino a mezza costa dove lascia il posto al frazionamento comunale Santa Maria in Valle-Collecchio. È completamente attraversata dalla SS Flaminia lungo la quale ha sviluppato molte attivita artigianali e ultimamente anche commerciali (ad esempio il CC Piazza Umbra). Di notevole importanza storica è al Torre che spicca lungo l'itinerario della Flaminia. Quest'ultima sembra sia stata costruita in epoca medievale quando Trevi era alleata con Foligno. La torre era posta ai margini dell'allora estesissimo territorio comunale trevano (che comprendeva alcune attuali frazioni di Montefalco, nonché l'attuale comune di Sellano) come bastione difensivo. Dalla Torre il guardiano suonava una campana come segno di pericolo. La torre è molto simile a quella che si trova in Piazza del Comune o Piazza Mazzini al centro di Trevi, anch'essa a pianta quadrangolare e munita di campana.

Coste[modifica | modifica sorgente]

Frazione montana costituita da due centri abitativi, Coste e Coste San Paolo. Gli abitanti che rimangono per tutto l'anno sono molto pochi a causa dei disagi causati dalla neve nel periodo invernale. Tuttavia in estate molti abitanti della pianura e della città si ritirano nelle ville della frazione. La sua posizione concede al viaggiatore un'amena vista sull'intera vallata. Molti sono inoltre i sentieri montani, alcuni dei quali segnalati, che si adentrano nei boschi. Lungo uno di essi è visibile il rudere di un'antica abbazia dove sembra si fosse per qualche tempo ritirato il Beato Ventura. È inoltre visibile la grotta dove è abitato un poeta dialetale trevano, soprannominato Marchittu, che viveva dei viveri che la popolazione gli donava in cambio di poesie in dialetto trevano.

Manciano[modifica | modifica sorgente]

Frazione montana che da pochi anni ha inglobato in sé la vecchia frazione di Ponze. Luogo prediletto dai turisti per la sua posizione incantevole, è anche sede di una cava. Da notare è l'abbazia romanica di Santo Stefano.

La Pigge[modifica | modifica sorgente]

Denominata anche semplicemente Pigge, deriva il suo nome dal latino pons lapideus in riferimento al ponte di pietra eretto dai romani lungo il corso del fiume Clitunno. La Pigge in età romana rappresentava il confine tra la zona pagana e la zona sacra delle fonti del Clitunno ammirabili dalla costa. Poco distante, nel comune di Campello, è infatti presente il Tempietto del Clitunno cantato tra gli altri dal poeta romantico inglese George Byron. Nella frazione sorge, in zona Chiesa tonda, una chiesetta a base ottagonale dedicata a Santa Maria del Ponte. Sulla zona collinare si estendono coltivazioni della pianta dell'ulivo che è uno dei prodotti tipici del trevano. Notevole infine la Chiesa di San Michele Arcangelo, immersa nel verde dei boschi montani, meta di una processione della popolazione di tutto il comune nel giorno di Pentecoste. Tra gli ulivi si adagia la Chiesa di San Bernardino da Siena in puro stile Romanico umbro.

Alvanischio[modifica | modifica sorgente]

Ivi sono presenti molti ulivi secolari, un impianto ulivicolo molto significativo. A Fondaccio di Bovara (vicino alla località) c'è un vecchio frantoio del XVIII secolo[4].

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Duomo di Sant'Emiliano
  • Complesso museale di San Francesco
  • Santuario della Madonna delle Lacrime con annessa casa d'accoglienza per diversamente abili (opera del Beato Bonilli) gestito dalle suore della Sacra Famiglia. La chiesa al suo interno presenta un affresco del Perugino rappresentante l'Adorazione dei Magi e un affresco di Giovanni di Pietro detto Lo Spagna raffigurante il Trasporto di Cristo al sepolcro
  • Abbazia benedettina e Chiesa di San Pietro in Bovara. Vicino si trova l'Olivo di Sant'Emiliano che ha più di 1700 anni.
  • Chiesa romanica di Santa Maria di Pietrarossa

Edifici storici[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Lucarini, sede del Museo d'Arte Contemporanea, di fronte al Duomo, dei secoli XII e XIX.
  • Villa Fabbri dei Boemi, secolo XVII. Al piano nobile si trova una ricca decorazione ad affresco dei primi del Seicento

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • Torre comunale in Piazza del Comune
  • Torre difensiva di Matigge
  • Sentiero dell'acquedotto medievale

Economia[modifica | modifica sorgente]

Nel basso Medioevo e nel Rinascimento ebbe il suo periodo migliore, caratterizzato da straordinari commerci che ne favorirono la floridezza economica (veniva chiamata "il porto secco"), testimoniata ancor oggi dai numerosi palazzi del centro storico, degni di figurare in città ben maggiori, e la crescita economica fu accompagnata da vivacissima attività culturale e sociale. Già nel 1469, per favorire la circolazione di denaro fu chiamato un banchiere ebreo, tra le poche professioni alle quali erano autorizzati quegli uomini, e nonostante questo fu perseguitato ed in seguito fu eretto uno dei primissimi Monti di Pietà, seguito poi dal Monte Frumentario e varie altre istituzioni benefiche e assistenziali. L'attenzione rivolta all'elevazione culturale ebbe la massima espressione con l'istituzione del Collegio Lucarini, attivo fino all'avvento della Scuola Media Unica. Ma l'avvenimento più qualificante per la storia culturale di Trevi fu l'impianto di una prototipografia già nel 1470. Essa fu la prima in Umbria e la quarta d'Italia, e per il particolare contratto con cui venne istituita, si può classificare come la prima società tipografica di cui si abbia memoria in assoluto.

Altro prodotto tipico dell'agricoltura locale, che merita una menzione particolare, è il sedano nero di Trevi, una coltivazione particolare che cresce su un fertilissimo fazzoletto di terra, fino a pochi secoli addietro occupato dalle acque del lago Clitorius.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l' A.C.D. Trevi 2013 che milita nel girone C umbro di 1ª Categoria. È nata nel 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Venturi F. (1981) - Hammatoceratinae Buckman 1887, nel Toarciano medio "Rosso Ammonitico" umbro-marchigiano. Proposta di istituire Praerycites, sottogenere nuovo di Erycites Gemmellaro 1886. Boll. Soc. Pal. Ital. v. 20(1), Modena.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  4. ^ aprolperugia.it

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]