Johannes Brahms

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – "Brahms" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Brahms (disambigua).
Johannes Brahms

Johannes Brahms (Amburgo, 7 maggio 1833Vienna, 3 aprile 1897) è stato un compositore, pianista e direttore d'orchestra tedesco.

Il critico musicale Eduard Hanslick, contemporaneo del compositore, indicò in Brahms l'antagonista della "musica avveniristica" wagneriana, ascrivibile a quel filone romantico (al quale appartenevano anche Liszt e Berlioz) che intendeva trasferire nell'opera musicale i tratti letterari e collocava il fatto musicale all'interno di un programma che, affermando l'emancipazione rispetto al rigido impianto formale classico, ricercava una maggiore libertà espressiva.[1]

Il secondo romanticismo musicale tedesco, turbato dal titanismo estremo di Richard Wagner, è invece attraversato da profonda intimità in Brahms, nel quale la severa continuità con la tradizione classica si armonizza con il ricorso ad accenti romantici. La musica brahmsiana, orientata a un vivido sinfonismo e segnata dal sistematico spirito di rivisitazione della struttura compositiva, meditata e sofferta, si accompagna a una tendenza a prediligere la spontaneità dei tratti della musica popolare viennese e ungherese. La trama musicale, adagiata nello spirito di riflessione e ripiegamento, esprime un senso di affettiva profondità e di dolcezza poetica (soprattutto nell'ultima produzione pianistica e sinfonica).[2]

In realtà fu la critica a fare di Brahms un epigono del classicismo, contrapposto a Wagner. Il suo rifiuto dell'"avvenirismo" wagneriano e l'estraneità al teatro musicale ne fecero un esponente di un filone in controtendenza rispetto alle avanguardie. Dal punto di vista della tecnica musicale Bramhs fu tuttavia moderno allo stesso modo dei moderni suoi presunti "concorrenti". Nella fusione delle tecniche e nella ripetizione di generi il musicista amburghese esprimeva la propria anima decadente, rivolta alla reinterpretazione del passato, ma in forme diverse e innovative.[3]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Brahms nacque da una famiglia modesta, secondo di tre figli. Suo padre era musicista popolare e suonava diversi strumenti: flauto, corno, violino, contrabbasso, e fu lui a dare al giovane Johannes le prime lezioni di musica; la madre era una sarta e Brahms la amava profondamente. Quando il padre se ne separò nel 1865, il musicista — che non si sposò mai — rimase profondamente legato alla famiglia, tanto da sostenere anche la seconda moglie del padre, in vecchiaia. Malgrado le ristrettezze, la famiglia riconobbe le doti del piccolo Johannes e gli consentì un'educazione di qualità.

Amburgo verso il 1900

Il ragazzo rivelò un talento musicale naturale; precoce e attirato da tutti gli strumenti, cominciò a studiare pianoforte a sette anni e pareva destinato alla carriera concertistica; prendeva anche lezioni di corno e di violoncello. Il suo primo concerto pubblico è attestato nel 1843, a dieci anni, e fin dai tredici anni il futuro compositore aveva cominciato a contribuire al bilancio familiare suonando — come suo padre — nei locali di Amburgo e, più avanti, dando lezioni di piano.

Clara Wieck Schumann

A vent'anni, nel 1853, Brahms ebbe alcuni degli incontri più significativi della sua vita: prima il grande violinista Joseph Joachim, con il quale iniziò una lunga e proficua collaborazione; poi fu proprio Joachim a presentarlo a Franz Liszt (e Brahms si addormentò, durante l'esecuzione del maestro!), ma soprattutto lo introdusse in casa Schumann: il rapporto con i due sarà fondamentale nella vita di Brahms. Schumann lo considerò immediatamente e senza riserve un genio, e lo indicò nella sua Neue Zeitschrift für Musik (una rivista musicale fondata a Lipsia da Schumann stesso) come il musicista del futuro; Brahms, per parte sua, considerò Schumann il suo unico e vero maestro, restandogli vicino con devozione fino alla morte. Il legame con la moglie Clara Wieck Schumann durò fino alla morte di lei; Brahms le sopravvisse meno di un anno.

L'attività concertistica di Brahms continuò fino agli anni settanta, spesso insieme con Joachim, parallelamente alla composizione e alla direzione d'orchestra. Una recensione così descrive il suo stile pianistico di quegli anni: «Molti artisti possiedono una tecnica più brillante, ma sono pochi quelli che sanno tradurre le intenzioni del compositore in maniera altrettanto convincente, o seguire il volo del genio beethoveniano e rivelarne tutto lo splendore, come fa Brahms».

Il teatro di Detmold

Già dal 1853, anno della tournée con Reményi durante la quale aveva incontrato Joachim a Gottinga, Brahms cominciò quella vita un po' raminga cui lo costringeva il suo lavoro e che in fondo, nonostante fosse uomo molto legato alle proprie abitudini e al proprio modo di vivere, non doveva dispiacergli. La sua passione erano però i soggiorni che gli consentivano lunghe passeggiate in mezzo alla natura, occasioni propizie per continuare a elaborare musica.

Quando Clara Schumann si stabilì a Berlino, nel 1857 Brahms tornò ad Amburgo, dove costituì e diresse per tre anni un coro femminile. L'attività con il coro, che continuò alla corte di Detmold e poi alla Singakademie di Vienna, aveva certamente motivazioni economiche, ma fu anche importante per la composizione; Brahms non produsse mai musica per opere, ma pose grande attenzione alla scrittura per voce. Egli lasciò una battuta divertente e significativa, che lega la sua storia di scapolo a quella di mancato compositore d'opera: «Scrivere un'opera sarebbe per me altrettanto difficile che sposarmi. Ma probabilmente, dopo la prima esperienza, ne farei una seconda!»

Hans Von Bülow

Nel 1862 soggiornò a Vienna, che dall'anno successivo divenne il suo principale luogo di residenza. A Vienna fu assai apprezzato, sviluppò relazioni e vi si stabilì definitivamente nel 1878. Fu lì che avvenne il suo unico incontro con Wagner e soprattutto, nel 1870, conobbe Hans von Bülow, il grande direttore che divenne suo amico e uno dei suoi principali estimatori.

Alla continua ricerca di perfezione stilistica, Brahms fu assai lento nello scrivere e soprattutto nel pubblicare ed eseguire le proprie opere, o almeno quelle che egli considerava "importanti". La sua Prima sinfonia (che von Bülow definì "la Decima di Beethoven") ebbe la prima esecuzione solo nel 1876, a Bayreuth: il maestro aveva già 43 anni e viveva di musica praticamente da sempre.

Negli ultimi 20 anni di vita, Brahms poté infine dedicarsi soprattutto alla composizione; sono gli anni dei principali lavori per orchestra: le altre 3 sinfonie, il Concerto per violino, il Secondo Concerto per pianoforte, fino ai magistrali capolavori cameristici dell'ultimo periodo.

Morì a Vienna di un cancro — come suo padre — il 3 aprile 1897, pochi mesi dopo la sua amica di una vita, Clara Schumann; fu sepolto nel cimitero di Vienna, nel "Quartiere dei musicisti".

L'estetica di Brahms — che fa di lui uno dei grandissimi musicisti dell'800 — si fonda su una straordinaria miscela di forme classiche rigorose, fondate su una grande sapienza contrappuntistica e polifonica, e spirito profondamente romantico, che si manifesta nel magnifico colore musicale, nell'inventiva melodica, nelle sorprendenti sovrapposizioni ritmiche.

Brahms e la religione[modifica | modifica sorgente]

Brahms, di fede luterana, rimase per tutta la vita umanamente e eticamente tale. Tra le abitudini che non lasciò mai, sino dall'infanzia, c'era la lettura della Bibbia che gli era stata donata nell'anno della sua nascita e dalla quale egli trasse i testi per le composizioni corali sacre. La leggeva assiduamente e fino alla morte rimase per lui uno dei libri più importanti.

Il compositore tedesco, suo amico, Walter Niemann ha dichiarato: "Il fatto che Brahms abbia iniziato la sua attività creativa con la canzone popolare tedesca e abbia chiuso con la Bibbia rivela il vero credo religioso di questo grande uomo del popolo"[4].

Tuttavia si ritiene perlomeno "critico" il rapporto e l'atteggiamento di Brahms verso la religione. Il compositore Josef Suk riportò di una discussione del marzo 1896, insieme a Brahms e Antonín Dvořák, durante la quale il primo sconcertò il devotissimo Dvořák ammettendo di avere "letto troppo Schopenhauer per essere religioso".[5][6]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista delle composizioni di Johannes Brahms.

Tra parentesi la data di composizione

Composizioni per orchestra[modifica | modifica sorgente]

Musica da camera senza pianoforte[modifica | modifica sorgente]

Musica da camera con pianoforte[modifica | modifica sorgente]

  • Quintetto per pianoforte e archi in fa minore op. 34 (1862-1864)
  • Quartetti per pianoforte e archi:
    • n. 1 in sol minore op. 25 (1861)
    • n. 2 in la maggiore op. 26 (1861)
    • n. 3 in do minore op. 60 (1873-1874)
  • Trii per pianoforte e archi:
    • n. 1 in si maggiore op. 8 (1854, seconda versione 1889)
    • n. 2 in do maggiore op. 87 (1882)
    • n. 3 in do minore op. 101 (1886)
  • Trio per pianoforte, violino e corno in mi bemolle maggiore op. 40 (1865)
  • Trio per pianoforte, clarinetto e violoncello in la minore op. 114 (1891)
  • Sonate per pianoforte e violino:
    • n. 1 in sol maggiore op. 78 (1878-1879)
    • n. 2 in la maggiore op. 100 (1886)
    • n. 3 in re minore op. 108 (1886)
  • Scherzo per pianoforte e violino (per la Sonata F.A.E., 1853)
  • Sonate per pianoforte e violoncello:
    • n.1 in mi minore op. 38 (1862-1865 movimento)
    • n.2 in fa maggiore op. 99 (1886)
  • Sonate per pianoforte e clarinetto (o viola) op. 120 (1894)
  • n.1 in fa minore
  • n.2 in mi bemolle maggiore

Composizioni per pianoforte[modifica | modifica sorgente]

Due pianoforti[modifica | modifica sorgente]

Pianoforte a quattro mani[modifica | modifica sorgente]

Aiuto
op. 39 - Valzer n°5 (info file)
Valzer n°5 dai 16 Valzer per pianoforte a quattro mani (op. 39) di Brahms.
  • Variazioni su un tema di Robert Schumann op. 23 (1863)
  • 16 Valzer op. 39 (1865)
    • n.1 in si maggiore: Tempo giusto
    • n.2 in mi maggiore
    • n.3 in sol diesis minore
    • n.4 in mi minore: Poco sostenuto
    • n.5 in mi maggiore: Grazioso
    • n.6 in do diesis maggiore: Vivace (do maggiore nella versione per pianoforte solo)
    • n.7 in do diesis minore: Poco più Andante
    • n.8 in si bemolle maggiore
    • n.9 in re minore
    • n.10 in sol maggiore
    • n.11 in si minore
    • n.12 in mi maggiore
    • n.13 in do maggiore (si maggiore nella versione per pianoforte solo)
    • n.14 in la minore (sol diesis minore nella versione per pianoforte solo e per due pianoforti)
    • n.15 in la maggiore (la bemolle maggiore nella versione per pianoforte solo e per due pianoforti)
    • n.16 in re minore (do diesis minore nella versione per pianoforte solo)
  • 21 Danze ungheresi WoO 1 (1869 e 1880)
    • n.1 in sol minore: Allegro molto
    • n.2 in re minore: Allegro non assai
    • n.3 in fa maggiore: Allegretto
    • n.4 in fa minore (fa♯ minore per orchestra): Poco sostenuto
    • n.5 in fa♯ minore (sol minore per orchestra): Allegro
    • n.6 in re♭ maggiore (re maggiore per orchestra): Vivace
    • n.7 in la maggiore (fa maggiore per orchestra): Allegretto
    • n.8 in la minore: Presto
    • n.9 in mi minore: Allegro non troppo
    • n.10 in mi maggiore (fa maggiore per orchestra): Presto
    • n.11 in re minore: Poco andante
    • n.12 in re minore: Presto
    • n.13 in re maggiore: Andantino grazioso
    • n.14 in re minore: Un poco andante
    • n.15 in si♭ maggiore: Allegretto grazioso
    • n.16 in fa minore: Con moto
    • n.17 in fa♯ minore: Andantino
    • n.18 in re maggiore: Molto vivace
    • n.19 in si minore: Allegretto
    • n.20 in mi minore: Poco allegretto
    • n.21 in mi minore: Vivace
  • Liebeslieder-Walzer per canto (ad libitum) e pianoforte a 4 mani op. 52a (1869)
  • Trascrizioni da opere proprie o di altri autori

Pianoforte solo[modifica | modifica sorgente]

Aiuto
op. 49 - n°4 (info file)
Johannes Brahms: Ninna nanna per pianoforte solo
  • Sonate
    • n. 1 in do maggiore op. 1 (1852-1853)
    • n. 2 in fa diesis minore op. 2 (1852)
    • n. 3 in fa minore op. 5 (1853)
  • Scherzo in mi bemolle minore, op. 4 (1851)
  • Variazioni:
    • su un tema di Schumann op. 9 (1854)
    • su un tema originale op. 21,1 (1857)
    • su un tema ungherese op. 21/2 (1854)
    • su un tema di Händel op. 24 (1861)
    • su un tema di Paganini op. 35 (1862-1863)
  • 4 Ballate op. 10 (1854)
  • Valzer op. 39 (1865)
  • 8 pezzi op. 76 (1878)
  • 2 rapsodie op. 79 (1879)
  • 7 fantasie op. 116 (1892)
  • 3 intermezzi op. 117 (1892)
  • 6 pezzi op. 118 (1893)
  • 4 pezzi op. 119 (1893)
  • Trascrizioni, esercizi, cadenze

Composizioni per organo[modifica | modifica sorgente]

  • Fuga in la bemolle minore WoO 8 (1856, ampliata nel 1864)
  • Preludio e fuga in la minore WoO 9 (1856)
  • Preludio e fuga in sol minore WoO 10 (1857)
  • Preludio corale e fuga su “O Traurigkeit, o Herzeleid„ WoO 7 (1858, preludio rielaborato nel 1882)
  • 11 preludi corali op. post. 122 (1896)

Musica vocale[modifica | modifica sorgente]

Composizioni corali con orchestra[modifica | modifica sorgente]

Francobollo commemorativo emesso in Germania in occasione del 150º anniversario della nascita di Brahms
  • Ave Maria per coro femminile e orchestra o organo op. 12 (1858)
  • Begräbnisgesang (Canto funebre) per coro e strumenti a fiato op. 13 (1858)
  • Vier Gesänge (Quattro canti) per coro femminile, 2 corni e arpa op. 17 (1859, 1860)

1) Es toent ein voller Harfenklang 2) Lied da Shakespeare (Komm herbei) 3) Der Gärtner (Il giardiniere) 4) Gesang aus Ossians Fingal (Canto dalla Grotta di Fingal)

  • Ein deutsches Requiem (Requiem tedesco) per soprano e baritono soli, coro e orchestra op. 45 (1868)
  • Rinaldo, cantata per tenore, coro maschile e orchestra op. 50 (1863, 1868)
  • Rapsodia per contralto solo, coro maschile e orchestra op. 53 (1869)
  • Schicksalslied (Canto del destino) op. 54 (1871)
  • Triumphlied (Canzone trionfale) op. 55 (1870,1871)
  • Nänie (Nenia) op. 82 (1881)
  • Gesang der Parzen (Canto delle parche) op. 89 (1882)

Composizioni a più voci con pianoforte o organo[modifica | modifica sorgente]

Diverse composizioni tra cui:

  • Liebeslieder-Walzer per canto (ad libitum) e pianoforte a 4 mani op. 52 (1869)
  • Neue Liebeslieder-Walzer per canto e pianoforte a 4 mani op. 65 (1874)
  • Zigeunerlieder (Canzoni zigane) per 4 voci e pianoforte op. 103 (1887-1888)

Cori a cappella[modifica | modifica sorgente]

Diverse composizioni tra cui Mottetti e arrangiamenti di canzoni popolari.

Duetti con pianoforte[modifica | modifica sorgente]

24 composizioni divise in 6 numeri d'opus.

Lieder[modifica | modifica sorgente]

Circa 330 Lieder per canto e pianoforte tra cui:

  • 5 Melodie per voce sola e pianoforte op. 49 (1868),
  • 15 Romanze dalla Magelone di Ludwig Tieck op. 33 (1861-1869)
  • 2 canti per contralto, viola e pianoforte op. 91 (1864, 1884)
  • Zigeunerlieder (Canzoni zigane) op. 103 (1886-1888)
  • 5 Lieder per voce grave op. 105 (1886-1888)
  • 4 Ernste Gesänge (canti seriosi) per basso op. 121 (1896)

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Brahms con Johann Strauss figlio (a sinistra)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Brahms, Johannes - Sapere.it
  2. ^ Johannes Brahms nell’Enciclopedia Treccani
  3. ^ Claudio Casini, Storia della musica, dal Seicento al Novecento, Bompiani, Milano 2006, pp. 489-490
  4. ^ Klaus Wolters: Handbuch der Klavierliteratur zu zwei Händen. Atlantis-Verl., Zürich u.a. 1994 (4. Aufl.). ISBN 3-254-00188-5
  5. ^ Josef Suk, Wiener Brahms-Erinnerungen, Der Merker 2, 1910, p.149
  6. ^ [1] J.A. Loader, Johannes Brahms, agnosticism and some other wisdom, University of Vienna

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Johannes Brahms, Album Letterario o Lo Scrigno del Giovane Kreisler, a cura di Artemio Focher, pp. 207, Torino, EdT, 2007, ISBN 978-88-6040-181-6
  • Margit L. McCorkle, Brahms Werkverzeichnis, München, Henle, 1984
  • Christian M. Schmidt, Brahms, Torino, EDT, 1990
  • Amedeo Poggi - Edgar Vallora, Brahms. Signori, il catalogo è questo, Torino, Einaudi, 1997
  • Francesco Bussi, Tutti i Lieder di Johannes Brahms per voce e pianoforte, LIM Libreria Musicale Italiana, Lucca, 1999 (ristampa 2007), ISBN 88-7096-479-5
  • Francesco Bussi, La Musica strumentale di Johannes Brahms, LIM Libreria Musicale Italiana, Lucca, 2008 (ristampa 2008), ISBN 978-88-7096-524-7
  • Giorgio Pestelli, Canti del destino. Studi su Brahms, Einaudi, 2000 (ristampa 2007), ISBN 88-06-14836-2
  • Guido Salvetti, Le Sonate per pianoforte e violoncello di Johannes Brahms, Libreria Musicale Italiana, Lucca, 2005, ISBN 88-7096-413-2
  • Umberto Berti - Domenico Mason, L'assoluto microcosmo. / L'op. 91 di Johannes Brahms, Zecchini Editore, Varese, 2007, ISBN 88-87203-57-1
  • Alessandro Romanelli, "Brahms. Il principe della variazione", Schena Editore, Fasano, 1997
  • Massimo Mila, "Brahms e Wagner", Torino, Einaudi, 1994
  • Florence May "The Life of Johannes Brahms", E. Arnold, 1905

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 7573295 LCCN: n79077221