Jane Austen

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Jane Austen

Jane Austen (Steventon, 16 dicembre 1775Winchester, 18 luglio 1817) è stata una scrittrice britannica, figura di spicco della narrativa preromantica nonché tra le autrici del panorama letterario inglese più famose e conosciute al mondo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia ed educazione[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione della Canonica di Steventon, da A memoir of Jane Austen (2ª ed. 1871).

Figlia del pastore anglicano George Austen e di Cassandra Leigh, Jane Austen nacque il 16 dicembre del 1775 a Steventon, nello Hampshire, un piccolo villaggio nel sud-est dell'Inghilterra. Penultima di otto figli, sei maschi e due femmine (James, George, Edward, Henry Thomas, Francis William Frank, Charles John, Jane e Cassandra Elizabeth), fu legata particolarmente alla sorella Cassandra (che, come l'autrice, non si sposerà mai), con la quale intrattenne una fitta corrispondenza[1] andata per la maggior parte distrutta.[2]

Jane trascorse il primo anno della sua vita insieme a una balia, come era uso per l'epoca. Crebbe in un ambiente vivace e culturalmente stimolante; il padre si occupò personalmente della sua educazione insegnandole il francese e le basi della lingua italiana e contribuì alla sua crescita letteraria grazie ad una collezione di libri che contava circa 500 volumi.[3] Nel 1783, secondo le consuetudini familiari, Jane e Cassandra andarono a Oxford e in seguito a Southampton per approfondire la loro istruzione insieme a Mrs. Ann Cawley. Dal 1785 al 1786 le due sorelle frequentarono la Abbey School di Reading[4] e tornarono a casa nel dicembre di quell'anno.

Tra il 1787 e il 1793 la Austen scrisse i suoi Juvenilia, tre raccolte, dai toni umoristici o gotici, di racconti, poesie, bozze di romanzi e parodie che emulavano la letteratura dell'epoca e che erano scritti per divertire la ristretta cerchia di conoscenti. Tutti i brani sono infatti dedicati ad amici e parenti ad eccezione di Edgar ed Emma.[5] Amore e amicizia, il più famoso tra gli Juvenilia, è una parodia in forma epistolare dei racconti romantici; le protagoniste (Laura, Isabel e Marianne) descrivono per corrispondenza le proprie emozioni amorose con toni forti e violenti dimenticando il decoro e il buon senso. La Austen tratterà approfonditamente questo tema pochi anni dopo col personaggio di Marianne Dashwood in Ragione e sentimento.

Primi romanzi[modifica | modifica sorgente]

Albero genealogico della famiglia Austen.

Nel dicembre del 1795 la Austen conobbe Thomas Langlois Lefroy, il nipote di alcuni vicini di Steventon, per il quale inizia a provare un attaccamento; la famiglia Lefroy ritenne la figlia del reverendo Austen inadeguata socialmente per il giovane Tom e decise di allontanarlo da Steventon già nel gennaio del 1796. Data la dipendenza economica del giovane Lefroy dal prozio che si occupava dei suoi studi per indirizzarlo all'attività legale, il matrimonio fu così impossibile.[6]

Tra il 1795 e il 1799 la Austen iniziò la stesura di quelli che diventeranno i suoi lavori più celebri: Prime impressioni, prima bozza di Orgoglio e pregiudizio ed Elinor e Marianne che divenne Ragione e sentimento. Nel 1795 lavorò anche a un racconto epistolare, Lady Susan, e scrisse, appunto, il suo primo romanzo Elinor e Marianne. Nel 1796 iniziò a lavorare al suo secondo romanzo Prime impressioni, terminato nell'agosto del 1797 all'età di soli 21 anni.

Colpito dalle doti letterarie della figlia, George Austen, nello stesso anno, contattò un editore proponendo la pubblicazione di Prime impressioni ma senza ottenere alcun esito positivo.[7] Tra il 1797 e il 1798 la Austen rielaborò Elinor e Marianne eliminandone lo stile epistolare e avvicinandolo molto alla stesura finale di Ragione e sentimento. Terminata la revisione iniziò la stesura di un nuovo romanzo che la impegnerà per circa un anno, inizialmente intitolato Susan, poi diventato L'abbazia di Northanger, satira del romanzo gotico molto in voga ai tempi della Austen. Venduto nel 1803 per 10 sterline da Henry Austen a un editore, Benjamin Crosby, non fu pubblicato finché gli Austen non ne riacquistarono i diritti nel 1816.[8]

Bath e Southampton[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre del 1800 il Reverendo Austen decise di lasciare Steventon per trasferirsi a Bath seguito dalla famiglia. Durante il soggiorno nella città Jane scrisse I Watson, rimasto incompleto, e lavorò ad alcune modifiche di Susan. A Bath il padre morì improvvisamente nel 1805, lasciando la moglie e le due figlie in precarie condizioni finanziarie seppur aiutate da Edward, James, Henry e Francis Austen.

Nel 1806 le tre donne si trasferirono a Southampton, dal fratello Frank, e successivamente, nel 1809, a Chawton, un piccolo villaggio dell'Hampshire a pochi chilometri dal loro luogo di origine, dove il fratello Edward mise a disposizione della madre e delle sorelle un cottage di sua proprietà.

Chawton[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'arrivo a Chawton, Jane Austen riuscì a far pubblicare quattro romanzi ottenendo un discreto successo. Tramite il fratello Henry, l'editore Thomas Egerton acconsentì nel 1811 a pubblicare Ragione e sentimento di cui si vendettero tutte le copie già a metà del 1813. Lo stesso Egerton pubblicò, nel gennaio del 1813, Orgoglio e pregiudizio, ultima revisione di Prime impressioni. Il romanzo fu accolto immediatamente molto bene e già nell'ottobre dello stesso anno ne fu stampata una seconda edizione. Nel 1812 iniziò la stesura di Mansfield Park, terminato e pubblicato nel 1814, ne furono vendute tutte le copie in sei mesi.[9]

Sempre nel 1814 iniziò la stesura di Emma, concluso nel 1815 e pubblicato nel dicembre dello stesso anno da John Murray, noto editore di Londra. Emma fu l'ultimo romanzo della Austen pubblicato in vita. Infatti il suo ultimo e più maturo romanzo, Persuasione (che scrisse nel 1815), fu pubblicato postumo nel dicembre del 1817 insieme a L'abbazia di Northanger ancora inedito.

Il cottage di Chawton dove la Austen visse alcuni anni della sua vita, ora è il Jane Austen's House Museum.

Nel 1816 la Austen si ammalò gravemente. Tra le varie ipotesi la più accreditata è quella che la Austen fosse stata colpita dal morbo di Addison[10][11], a quel tempo incurabile; nel 1817 la sorella Cassandra la condusse a Winchester, in cerca di una cura adeguata, ma in quella città la Austen morì e fu sepolta nella cattedrale. Ancora oggi si può vedere, poco lontano dalla cattedrale, il cottage dove visse gli ultimi tempi della sua vita e dove morì. Negli ultimi mesi di vita aveva continuato a scrivere iniziando la stesura di Sanditon, una satira sul progresso e sulle sue conseguenze, rimasto incompiuto a causa dell'aggravarsi della sua malattia. Nel suo testamento ella indicò di lasciare tutto ciò che aveva a sua sorella e la somma di 50 sterline al fratello. [12]

I suoi romanzi furono pubblicati anonimamente, semplicemente con indicazioni quali "by a Lady" o "by the autor of Sense and Sensibility". Nonostante in alcuni circoli aristocratici il nome dell'autrice fosse noto, solo con la pubblicazione postuma de L'Abbazia di Northanger e Persuasione il fratello Henry rivelò il nome dell'autrice al pubblico.

In vita Jane non lasciò mai la sua famiglia e morì nubile come la sorella; dopo la sua morte, la sorella Cassandra, e in seguito i fratelli e i loro discendenti, distrussero gran parte delle lettere e delle carte private che le erano appartenute.[2] Il nipote J. E. Austen-Leigh ne scrisse una biografia, A memoir of Jane Austen, pubblicata nel 1869; in essa la Austen viene presentata come una signorina esemplare, presa dalla vita domestica e dedita solo incidentalmente alla letteratura[13].

Temi[modifica | modifica sorgente]

Pur vivendo nel periodo delle guerre napoleoniche, la Austen non tratta mai nei suoi romanzi gli avvenimenti bellici. Le milizie di passaggio sono sullo sfondo degli eventi a lei più cari: le cerchie ristrette della provincia, le storie d'amore e la vita quotidiana.[14] Con ironia e arguzia[15] illustra i personaggi che popolano la campagna inglese e che influenzano il sogno di felicità matrimoniale delle sue eroine. Le donne sono il fulcro fondamentale di ogni romanzo, facendo di Jane Austen "una delle prime scrittrici a dedicare l'intero suo lavoro all'analisi dell'universo femminile"[16] o, con le parole di Virginia Woolf, "l'artista più perfetta tra le donne".[17]

Ma l'ironia di Jane Austen non risparmia nemmeno le sue eroine, di cui descrive pregi e difetti in maniera implacabile. Attraverso poche battute sarcastiche il lettore inquadra i personaggi senza la necessità di lunghe dissertazioni. Le donne devono possedere virtù come la moderazione e il buon senso che vincono sulla spontaneità e la passione, come dimostra il diverso destino che la Austen riserva alla ragionevole Elinor e all'impetuosa Marianne in Ragione e sentimento. La timida Fanny Price di Mansfield Park e la remissiva Anne Elliot di Persuasione attendono pazientemente il loro momento conquistando l'amore. Ma anche Elizabeth Bennet coi suoi pregiudizi, la viziata Emma Woodhouse e la sognatrice Catherine Morland maturano e capiscono l'importanza della riflessione[18] giungendo al, sempre presente, matrimonio desiderato.

La quotidianità diventa un importante soggetto narrativo: le abitudini, i luoghi e le classi sociali sono elementi essenziali per lo svolgimento degli eventi. I paesaggi influenzano i caratteri, la riservata campagna è contrapposta alla corrotta città e ai suoi abitanti contro i quali l'autrice si schiera.[14] L'egoismo dei ricchi (i Ferrars, i Bertram) e l'avidità dei nobili (gli Elliot, Lady Catherine de Bourgh) sono gli ostacoli da superare per raggiungere la felicità.

Stile[modifica | modifica sorgente]

"Allora," osservò Elizabeth, "il suo concetto di donna istruita deve comprendere capacità non comuni."

"Appunto, capacità non comuni."

"Oh, si capisce!" esclamò la sua [di Darcy] fedele sostenitrice [Caroline Bingley]; "non si può stimare veramente istruita una persona che non superi di molto la media. Una donna deve conoscere a fondo la musica, il canto, il disegno, la danza e le lingue moderne, per meritare questo attributo; e oltre a tutto ciò, deve avere un certo non so che nell'aspetto e nell'andatura, nel tono di voce, nel modo di esprimersi e di rivolgere la parola, altrimenti l'aggettivo sarà meritato soltanto per metà."

"Deve possedere tutto questo," soggiunse Darcy, "e a tutto questo deve tuttavia unire qualcosa di più sostanziale, il risultato di un affinamento spirituale derivato dalle molte letture."

"Non mi sorprende più che lei conosca soltanto cinque o sei donne istruite. Mi stupisce, se mai, che ne conosca anche una."

Orgoglio e pregiudizio, capitolo 8.[19]

La scrittura austeniana presenta poche scene descrittive e digressioni narrative, ma è caratterizzata dai dialoghi che l'autrice rende con il discorso diretto, con lo stile epistolare e con il discorso indiretto libero.
Quest'ultimo, fondendo il discorso diretto con la mediazione del narratore, fu utile all'autrice per rendere, in maniera ironica o drammatica, i pensieri e le parole dei protagonisti.[20]

« Il ritratto! Che ardore aveva mostrato a proposito del ritratto! E la sciarada! E cento altre circostanze... come erano parse indicare chiaramente Harriet! Certo, la sciarada, col suo "pronto ingegno" ma d'altronde i suoi "teneri occhi...": di fatto, non conveniva né all'una né all'altra; era un capriccio senza gusto o verità. Chi avrebbe potuto raccapezzarsi in quella balordaggine? »
(Emma Woodhouse, capitolo 26, Emma)

La mancanza dei verbi "dire" e "pensare" nella funzione di collegamento tra il narratore e il personaggio, danno l'illusione al lettore di essere nella mente dei protagonisti. La Austen utilizza ampiamente questa tecnica anche per illustrare il background dei personaggi.
Nell'uso del discorso diretto, la Austen assegna ad ogni personaggio dei caratteri distintivi che lo rendono riconoscibile dalle sue parole. Ad esempio l'Ammiraglio Croft in Persuasione è riconoscibile dallo slang navale mentre il Signor Woodhouse di Emma dal suo linguaggio perennemente ipocondriaco.

« "È molto gentile da parte vostra, Mr. Knightley, uscire a questa tarda ora per farci una visita. Ho paura che sia stata per voi una camminataccia."

"Niente affatto, signore. È una magnifica notte di luna; e così mite che devo ritirarmi dal vostro gran fuoco."
"Ma dovete averla trovata umidissima e fangosissima. Mi auguro che non vi prendiate un'infreddatura."
"Fangosa, caro signore! Ma guardate le mie scarpe. Non c'è uno schizzo." »

(Mr. Knightley e Mr. Woodhouse, capitolo 1, Emma)

I dialoghi sono genericamente composti da periodi molto brevi e gli scambi di battute sono rapidi e incisivi. In questo senso, sono particolarmente rilevanti alcune conversazioni tra Elizabeth e Darcy in Orgoglio e pregiudizio.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Cronologia delle opere[modifica | modifica sorgente]

Romanzi

Racconti

  • Lady Susan (1794, 1805)
  • Sanditon (incompiuto)
  • I Watsons (incompiuto)

Altri lavori

  • Sir Charles Grandison (1793, 1800)
  • Progetto di un romanzo (1815)
  • Poesie
  • Preghiere
  • Lettere
Ritratto di Jane Austen, da A memoir of Jane Austen (1870).

Juvenilia - Primo volume (1787-1790)

  • Frederic ed Elfrida
  • Jack e Alice
  • Edgar ed Emma
  • Henry ed Eliza
  • Le avventure di Mr. Harley
  • Sir William Mountague
  • Le memorie di Mr. Clifford
  • La bella Cassandra
  • Amelia Webster
  • La visita
  • Il mistero
  • Le tre sorelle
  • A Miss Jane Anna Elizabeth Austen:
    • Un frammento - scritto per inculcare l'esercizio della Virtù
    • Una eccellente descrizione dei diversi effetti del Sentimento su Menti diverse
    • Il curato generoso
  • Ode alla pietà

Juvenilia - Secondo volume (1790-1792)

  • Amore e amicizia
  • Lesley Castle
  • La storia d'Inghilterra
  • Raccolta di lettere
  • A Miss Fanny Catherine Austen:
    • La filosofa
    • Primo atto di una commedia
    • Lettera di una Signorina
    • Una gita nel Galles
    • Racconto

Juvenilia - Terzo volume (1792-1793)

  • Evelyn
  • Catharine, o la pergola

Influenze nella cultura[modifica | modifica sorgente]

Il lavoro di Jane Austen è stato fonte di ispirazione per scrittori e registi e, a più di due secoli dalla sua morte, la sua popolarità è ancora molto alta.[22] Oltre agli innumerevoli saggi sulla sua produzione letteraria, è osservabile una "rinascita" più popolare negli anni 90 in cui sono stati prodotti decine di film di successo per il cinema e la televisione, al punto che Vanity Fair nel 1996 scrisse[23]:

(EN)
« The hottest writer in show business is not John Grisham or Michael Crichton, but Jane Austen »
(IT)
« Lo scrittore più di moda nello show business non è John Grisham o Michael Crichton, ma Jane Austen »
(Vanity Fair, 1996)

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Anne Hathaway ha interpretato il ruolo di Jane Austen in Becoming Jane.
  • Jane Austen a Manhattan è un film di James Ivory del 1980 che narra le avventure di due compagnie teatrali rivali di New York che lottano per mettere in scena un'opera giovanile della Austen.
  • Nel 2007 è stato girato il film Il club di Jane Austen: filo conduttore è un club letterario in cui ogni mese viene discusso un romanzo della Austen.
  • Alla ricerca di Jane è un film del 2013 diretto da Jerusha Hess, basato sul romanzo Austenland di Shannon Hale. La protagonista, Jane Hayes, è una ragazza newyorkese ossessionata dal personaggio di Mr. Darcy ed insoddisfatta della propria vita amorosa che decide di acquistare un viaggio nel Regno Unito in un resort a tema su Jane Austen alla ricerca del perfetto gentiluomo.

Orgoglio e pregiudizio

Ragione e sentimento

Mansfield Park

Emma

Persuasione

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Olivia Williams ha interpretato il ruolo di Jane Austen in "Miss Austen Regrets"

Orgoglio e pregiudizio

Ragione e sentimento

Mansfield Park

  • Mansfield Park serie televisiva del 1983, diretta da David Giles con Sylvestra Le Touzel, Nicholas Farrell e Anna Massey.
  • Mansfield Park film TV del 2008, diretto da Iain B. MacDonald con Billie Piper.

Emma

L'abbazia di Northanger

Persuasione

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

  • The Janeites è un racconto di Rudyard Kipling pubblicato nella raccolta Debits and Credits del 1926. Narra di un gruppo di soldati della prima guerra mondiale fan dei romanzi di Jane Austen.
  • Come trovare l'uomo giusto secondo Jane Austen è un saggio di Lauren Henderson che, studiando le eroine dei romanzi della Austen, stila un manuale di comportamento per le relazioni di coppia.[28]
  • Nel 2008 è stato pubblicato in Italia il romanzo di Syrie James, Il diario perduto di Jane Austen, che narra di un'immaginaria storia d'amore tra la scrittrice e il Signor Ashford, personaggio ispirato agli eroi protagonisti dei romanzi di Jane Austen.[29]
  • Orgasmo e pregiudizio. Il sesso perduto di Jane Austen è un romanzo di Arielle Eckstut. L'autore scrive delle scene erotiche, originariamente contenute nei romanzi della Austen, ma censurate dalla sorella Cassandra.[30]
  • La ragazza che voleva essere Jane Austen è un romanzo per ragazzi di Polly Shulman edito in Italia nel 2007. Narra delle vicende amorose di due amiche, Julia e Ashleigh, con una grande passione per la Austen. L'eccentrica Ashleigh, presa dall'entusiasmo, inizierà a credersi l'eroina di Orgoglio e pregiudizio.[31]

Orgoglio e pregiudizio

  • La scrittrice Pamela Aidan ha pubblicato una trilogia, tratta da Orgoglio e pregiudizio, che presenta la vicenda dal punto di vista di Mr Darcy. I romanzi sono editi dalla Tea. "Per orgoglio o per amore. Un romanzo di Fitzwilliam Darcy, gentiluomo", "Tra dovere e desidderio. Un romanzo di Fitzwilliam Darcy, gentiluomo" e "Quello che resta. Un romanzo di Fitzwilliam Darcy, gentiluomo".
  • La scrittrice statunitense Carrie Bebris è autrice di quattro romanzi gialli (Orgoglio e preveggenza[32], Sospetto e sentimento[33], Le ombre di Pemberley[34], L'enigma di Mansfield Park[35]) che hanno come protagonisti il Signore e la Signora Darcy. Nei quattro sequel, Darcy ed Elizabeth incontrano i protagonisti di altri romanzi della Austen.
  • L'indipendenza della Signorina Bennet (2008) di Colleen McCullough narra della vita di Mary Bennet, unica fra le sorelle Bennet a non sposarsi, dopo la morte della madre.[36]
  • Nel 2009 è stato pubblicato Orgoglio e Pregiudizio e Zombie, romanzo di Seth Grahame-Smith che unisce al testo della Austen elementi del genere horror.[37]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Col termine Janeites si identificano gli appassionati di Jane Austen che elevano la loro adorazione per la scrittrice a fenomeno di culto. Il termine fu coniato per la prima volta da George Saintsbury nell'introduzione a Orgoglio e pregiudizio nell'edizione del 1894. Questo termine è stato ripreso anche da Rudyard Kipling nel racconto The Janeites. La scrittura di fanfiction e il ritrovo in club di lettura o fan site sono le principali attività dei Janeites.[38]
  • Nel videogioco Saints Row IV, se tutte le missioni lealtà vengono completate prima del finale, Jane Austen viene rivelata essere la narratrice esterna.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pietro Citati, Un cappellino di velluto nero in la Repubblica, 21-5-1992. URL consultato il 6-1-2011.
  2. ^ a b Roberto Bertinetti, Jane Austen e Ragione e sentimento, quell'oscura Lady del desiderio in Il Messaggero. URL consultato il 6-1-2010.
  3. ^ Poplawski, op. cit., p. 67.
  4. ^ Austen, De Zordo, op. cit., p. 16.
  5. ^ Austen, Ierolli, op. cit., p. 5.
  6. ^ Austen, Mazzucco, op. cit., p. 5.
  7. ^ Poplawski, op. cit., p. 11.
  8. ^ Poplawski, op. cit., p. 19.
  9. ^ Poplawski, op. cit., p. 18.
  10. ^ Natalia Aspesi, Niente sesso per zia Jane in la Repubblica, 23-7-1989. URL consultato il 6-1-2010.
  11. ^ Dopo quasi due secoli scoperte cause morte di Jane Austen in ASCA.it, 3-12-2009. URL consultato il 6-1-2010.
  12. ^ Jane Austen, Shakespeare, Francis Bacon, sir Francis Drake: testamenti online. URL consultato l'11 marzo 2014.
  13. ^ Austen, Leigh, op. cit..
  14. ^ a b Giusti, op. cit., p. 31.
  15. ^ AAVV, Enciclopedia Garzanti della Letteratura, Garzanti, 2007.
  16. ^ Bertinetti, op. cit., p. 132.
  17. ^ Woolf, op. cit., p. 124.
  18. ^ Lara, op. cit., p. 144.
  19. ^ Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, traduzione di Maria Luisa Agosti Castellani, Biblioteca Universale Rizzoli, 2010, ISBN 978-88-17-01154-9.
  20. ^ Franca Gavino Olivieri, Letture & Lettori, Principato.
  21. ^ Indice romanzi canonici. URL consultato il 6-1-2010.
  22. ^ Harman, op. cit..
  23. ^ (EN) Austen as a Hot Property. URL consultato il 7-1-2011.
  24. ^ Giovanna Grassi, Le mie nozze indiane, tutte da ridere in Il Corriere della Sera, 7-12-2004. URL consultato il 7-1-2011.
  25. ^ (EN) Pride and Prejudice. URL consultato il 7-1-2011.
  26. ^ La sceneggiatrice di destini. Jane Austen e il cinema: il perché di una relazione profonda. URL consultato il 7-1-2011.
  27. ^ (EN) Geetika Lizardi. URL consultato il 7-1-2011.
  28. ^ Lauren Henderson, Come trovare l'uomo giusto secondo Jane Austen, La Tartaruga, 2006, ISBN 978-88-773-8440-9.
  29. ^ Syrie James, Il diario perduto di Jane Austen, Edizioni Piemme, 2008, ISBN 978-88-566-1257-8.
  30. ^ Arielle Eckstut, Orgasmo e pregiudizio. Il sesso perduto di Jane Austen, Newton Compton, 2006, ISBN 978-88-541-0730-4.
  31. ^ Polly Shulman, La ragazza che voleva essere Jane Austen, Fabbri Editori, 2007, ISBN 978-88-451-4210-9.
  32. ^ Carrie Bebris, Orgoglio e preveggenza, TEA, 2007, ISBN 978-88-502-1280-4.
  33. ^ Carrie Bebris, Sospetto e sentimento, TEA, 2008, ISBN 978-88-502-1511-9.
  34. ^ Carrie Bebris, Le ombre di Pemberley, TEA, 2009, ISBN 978-88-502-1721-2.
  35. ^ Carrie Bebris, L'enigma di Mansfield Park, TEA, 2009, ISBN 978-88-502-2029-8.
  36. ^ Colleen McCullough, L'indipendenza della Signorina Bennet, Rizzoli, 2008, ISBN 978-88-170-2729-8.
  37. ^ Seth Grahame-Smith, Orgoglio e pregiudizio e zombie, Nord, 2009, ISBN 978-88-42-91644-4.
  38. ^ Susanna Nirenstein, Chi è che bussa al mio portale in la Repubblica, 30-6-2000. URL consultato il 7-1-2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jane Austen in Ornella De Zordo (a cura di), Persuasione, 2ª edizione, Roma, Newton Compton Editori, 2007, ISBN 978-88-8183-472-3.
  • Jane Austen in Giuseppe Ierolli (a cura di), Juvenilia, 2009.
  • J.E. Austen-Leigh, Ricordo di Jane Austen, Palermo, Sellerio, 1992, ISBN 88-389-0840-0.
  • Jane Austen in Melania G. Mazzucco (a cura di), Orgoglio e pregiudizio, 7ª edizione, Milano, Rizzoli, 2010, ISBN 978-88-17-01154-9.
  • Roberto Bertinetti, Ritratti di signore: saggio su Jane Austen, Milano, Jaca Book, 1987, ISBN 88-16-95026-9.
  • Laura M. Giusti, Letteratura inglese, Hoepli, 2002, ISBN 88-483-0250-5.
  • Claire Harman, Jane's Fame, Picador, 2011, ISBN 0312680651.
  • Giuseppe Ierolli, Jane Austen si racconta, Utelibri, 2012, ISBN 978-88-6736-015-4.
  • Maria Pia Lara, Intrecci morali. Narrazioni femministe della sfera pubblica, Roma, Armando Editore, 2003, ISBN 8883584546.
  • Paul Poplawski, A Jane Austen Encyclopedia, Westport, Greenwood Press, 1998, ISBN 0-313-30017-8.
  • Paola Partenza, Sguardo e narrazione. Quattro esempi di scrittura femminile. Wollstonecraft, Hays, Austen, Gaskell, 2008, Carocci, Roma, ISBN 978-88-430-4660-7
  • Virginia Woolf, Le donne e la scrittura, Baldini Castoldi Dalai, 2003, ISBN 8877383968.
  • Francesco Marroni and Gloria Lauri-Lucente (eds.), Jane Austen's Emma. Revisitations and Critical Contexts, Roma, Aracne, 2011.ISBN 978-88-548-4282-3

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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