Letteratura per ragazzi

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L'espressione letteratura per ragazzi si riferisce a un vasto insieme di opere e generi letterari che, in qualche modo, si ritengono adatti per un pubblico di bambini o ragazzi. Per esempio si possono intendere come opere letterarie per ragazzi:

  • opere pensate esplicitamente per la lettura da parte di ragazzi
  • opere giudicate adatte ai minori da parte di una autorità riconosciuta come competente (per esempio associazioni di genitori e insegnanti o giurie di premi internazionali del settore come lo Hans Christian Andersen Award o il Lewis Carroll Shelf Award)
  • opere notoriamente apprezzate dai ragazzi

Queste tre definizioni (che non sono le uniche possibili) sono correlate ma non necessariamente equivalenti. Per esempio, la valutazione da parte di autorità competenti prende tipicamente in esame i contenuti morali delle opere per rilevare messaggi potenzialmente diseducativi, valutazione evidentemente non univoca e potenzialmente in contrasto con le intenzioni degli autori. Opere come Il principe e il povero o Huckleberry Finn di Mark Twain, molto apprezzate dal pubblico dei più giovani, erano pensate per gli adulti; Alice nel Paese delle Meraviglie, al contrario, fu concepito come storia per bambini ma viene generalmente considerato più adatto (o adatto soprattutto) a un pubblico adulto.

L'espressione "letteratura per ragazzi" può anche essere usata per riferisi a uno specifico segmento del mercato dell'editoria. È specialmente in questo contesto che vengono applicate suddivisioni sistematiche dei testi per ragazzi secondo fasce di età come 0-5, 5-7, 7-11 e così via.

Indice

[modifica] Generi

Alcuni generi letterari si possono considerare intrinsecamente adatti ai ragazzi; vi compaiono certamente il romanzo o racconto educativo, la fiaba, la favola o addirittura la filastrocca. Altri sono considerati generalmente, ma non necessariamente, adatti ai ragazzi: un esempio sono i romanzi d'avventura. In linea di principio, tuttavia, la maggior parte dei generi letterari (dal romanzo di formazione, al romanzo storico, al fantasy e così via) possono essere reinterpretati nel contesto della letteratura per bambini, spesso attraverso una contaminazione di generi. Un esempio paradigmatico può essere il ciclo di Redwall di Brian Jacques, che utilizza molti elementi del fantasy classico (alla Tolkien o Terry Brooks) in storie con animali del bosco come protagonisti (contaminazione con la fiaba o la favola). Un altro esempio è la serie Piccoli brividi di R. L. Stine, che riprende temi e ambientazioni del giallo e dell'horror. Questo fenomeno di contaminazione, sempre più frequente anche nelle nuove pubblicazioni, contribuisce a definire una serie di nuovi sottogeneri ("fantasy per ragazzi", "fantascienza per ragazzi", "horror per ragazzi") e così via.

Un concetto correlato è quello di adattamento per ragazzi, una rielaborazione per ragazzi di un testo per adulti (per esempio allo scopo di semplificarne il linguaggio o la trama). Con questo mezzo si possono realizzare contaminazioni particolarmente improbabili, come riformulare un poema epico (per esempio l'Iliade) come romanzo d'avventura.

È anche possibile proporre una serie di specializzazioni locali nella letteratura per ragazzi, pur in presenza di numerose eccezioni: gli autori statunitensi, ad esempio, hanno tradizionalmente preferito racconti dal forte sapore morale e didattico, come nel caso di Louisa May Alcott o dell'americana di adozione Frances Hodgson Burnett. Nel Regno Unito e nei paesi nordici si sono spesso privilegiati forti elementi fantastici, folclorici e favolistici, come fanno, tra gli altri, James Matthew Barrie, C.S. Lewis, Hans Christian Andersen e, più recentemente, Joanne Kathleen Rowling. L'avventura sembra prevalere nei paesi latini, con autori come Jules Verne in Francia e Emilio Salgari in Italia. La vena umoristica, invece, è geograficamente trasversale, se si considerano maestri come l'inglese Lewis Carroll, gli italiani Carlo Collodi, Dino Buzzati e Luigi Bertelli detto Vamba, il francese Charles Perrault, la svedese Astrid Lindgren e gli statunitensi Mark Twain e Lyman Frank Baum. Anche il tono patetico è universalmente diffuso, sebbene in netto calo a partire seconda metà del XX secolo, come ancora testimoniano i libri di Edmondo de Amicis in Italia, Hector Malot in Francia e Ferenc Molnár in Ungheria.

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