Narratore

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Con il termine narratore si indica colui che racconta, narra gli avvenimenti di un certo fatto.

Secondo recenti studi di narratologia, una delle funzioni importanti in un libro di narrativa (romanzo o racconto) è il narratore, che non deve essere confuso con la persona reale dell'autore.

Il narratore nelle opere letterarie italiane[modifica | modifica wikitesto]

Il narratore di un testo può essere di tipo:

  • onnisciente, conosce alla perfezione situazioni del presente, passato e futuro, conosce la psicologia dei personaggi, ciò che pensano,come agiscono, perché agiscono.
  • nascosto, non conosce nel dettaglio le situazioni narrate. Di conseguenza affianca delle supposizioni e opinioni personali alla descrizione degli avvenimenti.
  • esterno alla storia, ("eterodiegetico") non è coinvolto nella trama e si limita a raccontarla. Generalmente i narratori esterni alla storia sono onniscienti (la narrazione avviene in terza persona),
  • interno alla storia, ("omodiegetico") è un personaggio (il protagonista o un personaggio secondario). Di solito i narratori interni alla storia non sono onniscienti (la narrazione avviene in prima o in terza persona).
  • inaffidabile – il narratore la cui credibilità è stata seriamente compromessa; i narratori inaffidabili sono solitamente narratori in prima persona

All'interno di uno stesso testo narrativo il narratore non può adottare diversi punti di vista e, in tal caso, si parla di focalizzazioni dogmatiche:

  • focalizzazione zero: si ha unicamente quando il narratore è esterno, eterodiegetico e onnisciente; in tal caso lo spettatore è messo nelle condizioni di dominare tutta la narrazione, essendo informato di tutto da un narratore onnisciente che penetra nei pensieri dei personaggi e si trova in più posti diversi contemporaneamente;
  • focalizzazione interna: quando il narratore adotta un punto di vista interno, cioè simile a quello che può avere un personaggio che conosce solo determinate vicende e non tutti i pensieri dei suoi coprotagonisti;
  • focalizzazione esterna: quando il narratore adotta un punto di vista esterno e ne sa meno dei personaggi stessi riguardo a una determinata vicenda; un esempio tipico è il romanzo poliziesco e, più in generale, quegli stili in cui deve prevalere la suspense del pubblico.

Se il narratore rielabora quanto gli è stato detto da un altro personaggio, si parla di:

  • narratore di primo grado, cioè colui che comunica direttamente con il lettore e che ha rielaborato la storia;
  • narratore di secondo grado, cioè la persona che ha comunicato la vicenda a quello di primo grado;
  • allo stesso modo possono esistere narratori di terzo, quarto, ... grado.

Per esempio, ne I promessi sposi, il narratore di primo grado afferma di aver trovato un manoscritto di un anonimo, il quale è il narratore di secondo grado.

La controparte del narratore è il narratario, ovvero colui che riceve il racconto del narratore; è il personaggio che compare nel testo come eventuale destinatario di ciò che il narratore enuncia. Un lettore, ma non quello reale (che ha letto o leggerà l'opera) bensì uno implicito, quello a cui l'autore si riferisce (esempio: Manzoni - primo capitolo de I promessi sposi).

Intradiegesi ed extradiegesi[modifica | modifica wikitesto]

Per diègesi si intende il contenuto di una qualsiasi narrazione.

Vi sono due possibilità fondamentali: il narratore è interno alla vicenda narrata, ne è partecipe o almeno testimone. In questo caso si parla di narratore intradiegetico (è il caso di Alla ricerca del tempo perduto). Se invece il narratore si colloca al di fuori della storia narrata, si parla di narratore extradiegetico.

Il narratore intradiegetico, a sua volta, può essere autodiegetico, quando riporta fatti inerenti a sé stesso, oppure eterodiegetico, quando racconta fatti relativi ad altri personaggi.

Questo tipo di differenziazione si applica anche alla funzione della musica nel cinema e nel teatro. In questo caso la musica intradiegetica è quella che costituisce parte della vicenda, e che in quanto tale viene udita anche dai personaggi, mentre quella extradiegetica ha funzione di commento o di sottolineatura sonora ed implica di conseguenza la presenza di un narratore.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

  • Dante, nella Divina Commedia, è un esempio di narratore autodiegetico e omodiegetico, dalla focalizzazione interna.
  • L'Anonimo di Manzoni ne I Promessi Sposi è un narratore eterodiegetico onnisciente a focalizzazione zero.
  • Ne Il Nome della Rosa di Umberto Eco, il narratore Adso de Melk è autodiegetico onnisciente, in quanto lui narra da vecchio vicende avvenute durante la sua giovinezza e dunque conosce già lo svolgimento di esse. La focalizzazione è interna.
  • Nei libri di Harry Potter il narratore è eterodiegetico con focalizzazione interna (nel protagonista). Le vicende sono narrate in terza persona. Tuttavia, non mancano alcuni capitoli iniziali nel corso dei sette libri in cui il narratore racconta vicende al di fuori del punto di vista del protagonista Harry.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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