Vincenzo Bellini

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Vincenzo Bellini

Vincenzo Salvatore Carmelo Francesco Bellini (Catania, 3 novembre 1801Puteaux, 23 settembre 1835) è stato un compositore italiano, tra i più celebri operisti dell'Ottocento.

Le sue opere più famose e rappresentate sono La sonnambula, Norma e I puritani.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La casa natale del Bellini a Catania
Il "Real Collegio di musica" di San Sebastiano, a Napoli, dove studiò nella seconda parte della sua carriera accademica, era ubicato in via San Sebastiano, nei locali che oggi ospitano il liceo classico Vittorio Emanuele II. Dal 1890, in epoca post-unitaria, l'istituzione prese il nome di "Regio conservatorio di musica", situato in via San Pietro a Majella. Attualmente ha assunto la denominazione di conservatorio di musica San Pietro a Majella di Napoli, che appare nella foto.

Nacque a Catania in Piazza San Francesco, 3 il 3 novembre 1801. Studiò musica prima nel capoluogo etneo, poi a partire dal 1819, grazie ad una borsa di studio offerta dal comune di Catania, si trasferì a Napoli per perfezionarsi al Real Collegio di Musica di San Sebastiano. Qui tra i suoi maestri ebbe Nicola Antonio Zingarelli, che lo indirizzò verso lo studio dei classici e il gusto per la melodia piana ed espressiva, senza artifici e abbellimenti, secondo i dettami della scuola musicale napoletana. Tra i banchi del conservatorio ebbe come condiscepoli Saverio Mercadante ed il musicista patriota Piero Maroncelli, ma soprattutto conobbe il calabrese Francesco Florimo, la cui fedele amicizia lo accompagnerà per tutta la vita e dopo la morte, allorché Florimo diventerà bibliotecario del conservatorio di Napoli e sarà tra i primi biografi dell'amico prematuramente scomparso.

In questo periodo Bellini compose musica sacra, alcune sinfonie d'opera e alcune arie per voce e orchestra, tra cui la celebre Dolente immagine, oggi nota solo nelle successive rielaborazioni per voce e pianoforte.

Nel 1825 presentò al teatrino del conservatorio la sua prima opera, Adelson e Salvini, come lavoro finale del corso di composizione. L'anno dopo colse il primo grande successo con Bianca e Fernando, andata in scena al teatro San Carlo di Napoli col titolo ritoccato in Bianca e Gernando per non mancare di rispetto al principe Ferdinando di Borbone.

L'anno seguente il celebre Domenico Barbaja commissionò a Bellini un'opera da rappresentare al Teatro alla Scala di Milano. Partendo da Napoli, il giovane compositore lasciò alle spalle l'infelice passione per Maddalena Fumaroli, la ragazza che non aveva potuto sposare per l'opposizione del padre di lei, contrario al matrimonio con un musicista.

Monumento a Bellini in piazza Stesicoro, a Catania, città natale del compositore

Sia Il pirata (1827) che La straniera (1829) ottennero alla Scala un clamoroso successo: la stampa milanese riconosceva in Bellini l'unico operista italiano in grado di contrapporre a Gioachino Rossini uno stile personale, basato su una maggiore aderenza della musica al dramma e sul primato del canto espressivo rispetto al canto fiorito.

Meno fortuna ebbe nel 1829 Zaira, rappresentata a Parma per inaugurare il nuovo Teatro Ducale di Parma (oggi Teatro Regio di Parma) e la cui rappresentazione riscosse scarso successo. Lo stile di Bellini mal si adattava ai gusti del pubblico di provincia, più tradizionalista. Delle cinque opere successive, le più riuscite sono non a caso quelle scritte per il pubblico di Milano (La sonnambula, e Norma, entrambe andate in scena nel 1831) e Parigi (I puritani - 1835). In questo periodo compose anche due opere per il Teatro La Fenice di Venezia: I Capuleti e i Montecchi (1830), per i quali adattò parte della musica scritta per Zaira, e la sfortunata Beatrice di Tenda (1833).

La svolta decisiva nella carriera e nell'arte del musicista catanese coincise con la sua partenza dall'Italia alla volta di Parigi. Qui Bellini entrò in contatto con alcuni dei più grandi compositori d'Europa, tra cui Fryderyk Chopin, e il suo linguaggio musicale si arricchì di colori e soluzioni nuove, pur conservando intatta l'ispirazione melodica di sempre. Oltre ai Puritani, scritti in italiano per il Théâtre-Italien, a Parigi Bellini compose numerose romanze da camera di grande interesse, alcune delle quali in francese, dimostrandosi pronto a comporre un'opera in francese per il Teatro dell'Opéra di Parigi. Ma la sua carriera e la sua vita furono stroncate a meno di 34 anni da un'infezione intestinale probabilmente contratta all'inizio del 1830.

La tomba di Bellini nel duomo di Catania
La lapide che ricorda il soggiorno di Bellini a Moltrasio, sul Lago di Como.

Bellini fu sepolto nel cimitero Père Lachaise, dove rimase per oltre 40 anni, vicino a Chopin e a Cherubini. Nel 1876 la salma fu traslata nel Duomo di Catania.

Nelle varie tappe che segnarono il ritorno in Patria, il feretro del compositore fu accolto ovunque con calore e commozione. Giunto infine nella sua città natale, vennero celebrate le solenni esequie, a cui parteciparono migliaia di catanesi, alcuni parenti del compositore (tra cui due fratelli ancora in vita), e una folta rappresentanza di autorità civili, militari e religiose.

La tomba fu realizzata dallo scultore Giovanni Battista Tassara, mentre il monumento cittadino fu opera di Giulio Monteverde.

Heinrich Heine lo descrive così[1]: "Egli aveva una figura alta e slanciata e moveva graziosamente e in modo, starei per dire, civettuolo. Viso regolare, piuttosto lungo, d'un rosa pallido; capelli biondi, quasi dorati, pettinati a riccioli radi; fronte alta, molto alta e nobile; naso diritto; occhi azzurri, pallidi; bocca ben proporzionata; mento rotondo. I suoi lineamenti avevano un che di vago, di privo di carattere, di latteo, e in codesto viso di latte affiorava a tratti, agrodolce, un'espressione di dolore". Secondo Heine, Bellini parlava francese molto male, anzi: "orribilmente, da cane dannato, rischiando di provocare la fine del mondo"[2].

Stile[modifica | modifica sorgente]

Dotato di una prodigiosa vena melodica, Bellini dedicò la sua breve vita alla composizione. Il suo talento nel cesellare melodie della più limpida bellezza, conserva ancora oggi un'aura di magia, mentre la sua personalità artistica si lascia difficilmente inquadrare entro le categorie storiografiche.

Legato ad una concezione musicale antica, basata sul primato del canto, sia esso vocale o strumentale, il siciliano Bellini portò prima a Milano e poi a Parigi un'eco di quella cultura mediterranea che l'Europa romantica aveva idealizzato nel mito della classicità. Il giovane Wagner ne fu tanto abbagliato da ambientare proprio in Sicilia la sua seconda opera, Il divieto d'amare, additando la chiarezza del canto belliniano a modello per gli operisti tedeschi e tentando di seguirlo a sua volta.

All'interno di una sorta di Bellini renaissance, la musica del compositore catanese ha attirato nel XX secolo l'attenzione di diversi compositori d'avanguardia come Bruno Maderna e, soprattutto, Luigi Nono, che l'hanno riletta al di fuori delle categorie operistiche, concentrando l'attenzione su una particolare concezione del suono, della voce e dei silenzi le cui radici - secondo musicologia contemporanea - affonderebbero nella musica della Grecia antica e dell'area del Mar Mediterraneo piuttosto che nella moderna tradizione musicale europea.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'onore

Composizioni[modifica | modifica sorgente]

Tutte le composizioni di Bellini saranno pubblicate nella Edizione critica delle opere di Vincenzo Bellini, Milano, Ricordi, 2003 sgg.

Opere liriche[modifica | modifica sorgente]

Iscrizione sulla lapide della Tomba di Bellini con l'incipit dell'aria de La sonnambula:
"Ah! non credea mirarti / Sì presto estinto, o fiore"

Composizioni vocali da camera[modifica | modifica sorgente]

Perdute[modifica | modifica sorgente]

Arie e cantate[modifica | modifica sorgente]

Frontespizio dell'edizione Venturini (1901) della cantata Imene (intitolata dall'incipit "Ombre pacifiche").
Aiuto
Vincenzo Bellini (info file)
La farfalletta — Versione per clarinetto e pianoforte
  • T'intendo, sì, mio cor, versi di Pietro Metastasio, per 4 soprani, senza accompagnamento
  • No, traditor non curo, aria per soprano e pianoforte (probabilmente in origine per soprano e orchestra)
  • Sì, per te gran nume eterno, cavatina per soprano e orchestra
  • Gioite, amiche contrade, aria di Cerere, per soprano e orchestra
  • E nello stringerti a questo core, aria per voce e orchestra
  • Torna, vezzosa Fille, cantata
  • Imene, cantata epitalamica per soprano, due tenori e orchestra (1824?)
  • Quando incise su quel marmo, scena ed aria per contralto e orchestra, versi di Giulio Genoino (?) (1824?)
  • Giacché tu dei lasciarmi, scena ed aria per voce e pianoforte[3]

Musica sinfonica[modifica | modifica sorgente]

  • Capriccio, ossia Sinfonia per studio in Do minore
  • Sinfonia in Si bemolle maggiore
  • Sinfonia in Do minore
  • Sinfonia in Re minore
  • Sinfonia in Re maggiore
  • Sinfonia in Mi bemolle maggiore
  • Sinfonia in Mi bemolle maggiore
  • Concerto per oboe e orchestra

Musica per pianoforte[modifica | modifica sorgente]

  • Allegretto in Sol minore
  • Capriccio in Sol maggiore per pianoforte a 4 mani
  • Polacca per pianoforte a 4 mani
  • Sonata in Fa maggiore per pianoforte a 4 mani
  • Pensiero musicale (edito da Francesco Paolo Frontini) Musica
  • Tema in Fa minore (1834 circa)
  • Capriccio ad uso della Signorina Luisella D'Andreana

Musica per organo[modifica | modifica sorgente]

  • Sonata in Sol maggiore

Musica sacra[modifica | modifica sorgente]

Bellini ritratto da Natale Schiavoni

Tutte le composizioni sacre di Bellini risalgono al periodo di studi, ovvero sono state scritte prima del 1825.

  • Compieta (perduta)
  • Cor mundum crea in Fa maggiore, per voci soliste e organo
  • Credo in Do maggiore, per 4 voci e orchestra
  • Cum sanctis
  • De torrente
  • Dixit Dominus per solisti, 4 voci e orchestra
  • Domine Deus
  • Gallus cantavit
  • Gratias agimus in Do maggiore, per soprano e orchestra
  • Juravit
  • Kyrie
  • Laudamus te
  • Litanie pastorali in onore della Beata Vergine per 2 soprani e organo
  • Magnificat per 4 voci e orchestra
  • Messa in Re maggiore per 2 soprani, tenore, basso e orchestra (1818)
  • Messa in Sol maggiore per 2 soprani, tenore, basso e orchestra
  • Messa in La minore per soprano, contralto, tenore, basso, 4 voci e orchestra
  • Pange lingua per 2 voci e organo
  • Qui sedes
  • Qui tollis
  • Quoniam per tenore, 4 voci e orchestra
  • Quoniam per soprano e orchestra
  • Salve regina in La maggiore, per 4 voci e orchestra
  • Salve regina in Fa minore, per basso e organo
  • Tantum ergo in Re maggiore per contralto e orchestra (1823)
  • Tantum ergo in Mi maggiore, per voci soliste, coro e orchestra (1823)
  • Tantum ergo in Fa maggiore, per 2 voci e orchestra (1823)
  • Tantum ergo in Sol maggiore, per soprano e orchestra (1823)
  • Tantum ergo con Genitori in Sib maggiore, per soprano e orchestra
  • Tantum ergo con Genitori in Mib maggiore, per soprano e orchestra
  • Tantum ergo con Genitori in Fa maggiore, per 2 soprani, 4 voci e orchestra
  • Tantum ergo in Fa maggiore, per soprano e orchestra
  • Tantum ergo con Genitori in Sol maggiore, per coro e orchestra
  • Te Deum in Do maggiore, per 4 voci e orchestra
  • Te Deum in Mib maggiore, per 4 voci e orchestra
  • Versetti da cantarsi il Venerdì Santo per 2 tenori e orchestra
  • Virgam virtutis

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Banconota da 5.000 lire italiane raffigurante Vincenzo Bellini

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Heinrich Heine, "Notti fiorentine", in: Il rabbi di Bacharach e altri racconti, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1934, p. 207.
  2. ^ Heinrich Heine, ibidem, p. 208.
  3. ^ Inedita, segnalata in Francesco Cesari, Nuove acquisizioni al catalogo vocale da camera di Vincenzo Bellini, in AA. VV. La romanza italiana da salotto, a cura di Francesco Sanvitale, EDT, Torino 2002, pp. 209-277 (221-2, 260-2).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Catania giorno e notte, Catania, Prova d'autore, 2013. ISBN 978-88-6282-114-8.
  • Raffaele Monterosso, BELLINI, Vincenzo in Dizionario Biografico degli Italiani, VII volume, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970. URL consultato il 02-05-2013.
  • Franco La Magna, Vi ravviso, o luoghi ameni. Vincenzo Bellini nel cinema e nella televisione, Reggio Calabria, Città del Sole Edizioni, 2007. ISBN 978-88-7351-120-5.
  • AA.VV., Vincenzo Bellini: verso l'edizione critica, Atti del Convegno internazionale, Siena, 1-3 giugno 2000, a cura di Fabrizio Della Seta e Simonetta Ricciardi ("Chigiana", vol. 45) Olschki, Firenze 2004. ISBN 88-222-5299-3.
  • AA. VV., Vincenzo Bellini nel secondo centenario della nascita, Atti del Convegno internazionale, Catania, 8-11 novembre 2001, a cura di Graziella Seminara e Anna Tedesco, Olschki, Firenze 2004. ISBN 88-222-5390-6.
  • John Rosselli, Bellini, Ricordi, Milano 1995. ISBN 88-7592-448-1.
  • Salvatore Enrico Failla, Vincenzo Bellini, Critica-Storia-Tradizione, Maimone ed., Catania, 1991. ISBN 88-77510-56-0.
  • Maria Rosaria Adamo, Friedrich Lippmann, Vincenzo Bellini, Edizione RAI Tadiotelevisione Italiana (ERI), Torino 1981. ISBN 88-397-0283-0.
  • (DE) Friedrich Lippmann, "Bellinis-Opern: Daten und Quellen", in: "Vincenzo Bellini und die italienische Oper seiner Zeit", Analecta musicologica, 1969:6, pp. 365–97. ISSN: 0585-6086.
  • Francesco Pastura, Bellini secondo la storia, Guanda, Parma 1959, 713 pp.
  • Maria Luisa Cambi, Bellini - Epistolario, Mondadori, Milano 1943.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 39560983 LCCN: n80122768