Trascendentalismo

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Il trascendentalismo è un movimento filosofico e poetico, sviluppatosi nel Nord America nei primi decenni dell'Ottocento, nel quale, partendo dall'affermazione di trascendentale kantiano come unica realtà, si esprimeva una reazione al razionalismo e un'esaltazione dell'individuo nei rapporti con la natura e la società; motivi che in definitiva possono ricondursi all'ideologia romantica, anche se il trascendentalismo si poneva come vigorosa affermazione dell'originalità della cultura americana nei confronti di quella europea.

I maggiori rappresentanti della cultura e della filosofia del trascendentalismo sono Ralph Waldo Emerson (1803-1882), Nathaniel Hawthorne e Henry David Thoreau. La lettura di Emerson influì su Friedrich Nietzsche e questo è stato il tramite con cui il trascendentalismo si è riversato nella cultura europea. D'altra parte, su Emerson ebbe larghissima influenza l'opera del pensatore scozzese Thomas Carlyle, il quale (soprattutto con il suo Sartor Resartus, pubblicato per la prima volta in volume negli Stati Uniti proprio a cura di Emerson) ebbe la funzione di mediatore tra la letteratura tedesca (Fichte e Goethe innanzitutto) e il pensatore americano.

Altri trascendentalisti furono Margaret Fuller, John Muir, Amos Bronson Alcott, Louisa May Alcott, Walt Whitman, Emily Dickinson, George Ripley, William Ellery Channing, Charles Timothy Brooks, Orestes Brownson, William Ellery Channing, William Henry Channing, James Freeman Clarke, Christopher Pearse Cranch, John Sullivan Dwight, Convers Francis, William Henry Furness, Frederic Henry Hedge, Sylvester Judd, Theodore Parker, Elizabeth Palmer Peabody, Thomas Treadwell Stone e Jones Very.

Edgar Allan Poe cita i trascendentalisti nel racconto "Non bisogna scommettere la testa con il diavolo", all'interno del quale svolge un racconto che egli stesso definisce "morale" in ossequio ai suoi critici trascendentalisti che lo accusavano di immoralità. Tra gli autori citati da E. A. Poe vi sono Carlyle ed Emerson.

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