Arnoldo Mondadori Editore

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Arnoldo Mondadori Editore
Logo
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: MN
Fondazione 1907 a Ostiglia
Fondata da Arnoldo Mondadori
Sede principale Segrate
Gruppo Fininvest
Persone chiave
Settore Editoriale (cartaceo e digitale)
Prodotti libri, giornali e riviste, e-book, App, negozi, radio, pubblicità, servizi
Fatturato 1.275,8 milioni di (Gruppo Mondadori) (2013)
Risultato operativo Red Arrow Down.svg 183,1 milioni di (2013)
Utile netto Red Arrow Down.svg 185,4 milioni di (2013)
Dipendenti 3.436 (2013)
Sito web http://www.mondadori.it/

La Arnoldo Mondadori Editore, meglio nota come Mondadori, è una casa editrice italiana, con sede a Segrate (MI). Fondata nel 1907 da Arnoldo Mondadori è attualmente controllata dal Gruppo Fininvest. Mondadori pubblica libri e giornali (cartacei e digitali) in Italia e nel mondo, dispone di un'estesa catena di negozi, anche con la formula del franchising, opera nel settore radiofonico con un'emittente e una rete di accordi commerciali, ha una concessionaria pubblicitaria in joint venture con Publitalia 80 e una divisione dedicata allo sviluppo e all'innovazione digitale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione al 1945[modifica | modifica wikitesto]

L'attività editoriale di Arnoldo Mondadori (1889-1971) inizia nel 1907. La sua prima pubblicazione è un periodico “popolare istruttivo”, Luce![1]. Nel 1911 conosce Tomaso Monicelli (padre del famoso regista Mario Monicelli) e insieme fondano "La Sociale", uno stadio iniziale di quella che poi diventerà la casa editrice Mondadori.

Arnoldo e Tomaso iniziano a lavorare a una collana editoriale dedicata ai ragazzi in età scolare, con l'obiettivo di pubblicare libri formativi, ovvero letture di accompagnamento ai testi scolastici. Nel 1912 pubblicano il primo libro, Aia Madama, una raccolta di novelle scritte da Monicelli a cui l'anno successivo si aggiunge Il piccolo viandante, scritto sempre da Monicelli. La collana viene chiamata "Bibliotechina della Lampada" e i racconti verranno pubblicati regolarmente fino al 1927.[2]

Negli anni della prima guerra mondiale Arnoldo Mondadori ha l'idea di un periodico illustrato dedicato alle truppe al fronte. Lancia La Tradotta, che riscontra un buon successo. La Tradotta viene affiancato da La Ghirba, cui contribuiscono pittori e scrittori famosi tra cui Soffici, De Chirico e Carrà.[3] Contemporaneamente allarga l'attività libraria pubblicando nomi importanti della narrativa nazionale. Nel 1917 trasferisce il proprio stabilimento a Verona e alla fine del 1919 apre la nuova sede dirigenziale a Milano.

Gli anni venti sono un periodo di crescita intensa. La casa editrice inizia la pubblicazione di numerose collane di periodici. Nel 1923 entra nella società con un consistente afflusso di capitale l'industriale Senatore Borletti, che assume la presidenza, carica che mantiene fino al 1939, anno della sua morte. Su suggerimento di Borletti, Mondadori acquista il quotidiano Il Secolo.

Nel 1926 la casa editrice inizia la pubblicazione dell'opera omnia di Gabriele D'Annunzio, il maggiore scrittore italiano dell'epoca[4]. La Mondadori riesce così a guadagnarsi quel prestigio in ambito finanziario e culturale che gli permetterà di sostenere negli anni altri progetti ambiziosi. Sono pubblicate le opere di giovani scrittori, come di autori già affermati e dei classici della letteratura. Tra gli altri si ricordano: Luigi Pirandello, Giovanni Pascoli, Giovanni Verga, Antonio Fogazzaro, Sibilla Aleramo, Grazia Deledda.[5]

Nasce il genere giallo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1929 vengono lanciati i "Libri Gialli" (dirige la collana Alberto Tedeschi), un progetto editoriale che consisteva nella pubblicazione di opere a carattere poliziesco di scrittori internazionali, un genere nuovo per l'Italia. La collana di distingue per il colore giallo delle copertine. Nonostante il prezzo abbastanza alto per l'epoca (cinque lire e mezzo), la risposta del pubblico fu positiva, con cinquantamila copie vendute in un mese e ottantamila dopo cento giorni. Accanto a quelli che sono considerati i maestri del genere, come ad esempio Raymond Chandler, Dashiell Hammett, Georges Simenon, Agatha Christie e Erle Stanley Gardner, nel 1931 iniziano ad interessarsi al genere e scrivere romanzi gialli anche alcuni scrittori italiani come Alessandro Varaldo e Augusto De Angelis.[6]

La collana ottiene un successo tale da dare il proprio nome al genere letterario. Seguono altre iniziative editoriali collegate: la collezione rilegata dei "Libri Gialli" (1929-1941), quella popolare dei "Gialli Economici" (1933-1942), fino alla raccolta dei "Supergialli" (1933-1941).[7] Nel 1935 la Mondadori lanciò un nuovo settimanale, Il Cerchio Verde (1935-1937), che pubblicava racconti polizieschi.

Dal 1937 il regime fascista iniziò a far sentire la propria pressione sull'ormai nota collana. In quell'anno, infatti, il Ministero della Cultura Popolare dichiarò che nei romanzi “l’assassino non deve assolutamente essere italiano e non può sfuggire in alcun modo alla giustizia”, e sui libri stranieri apparvero fascette che dicevano: "Gli usi e i costumi della polizia descritti in quest’opera non sono italiani. In Italia, Giustizia e Pubblica Sicurezza sono cose serie". Nel 1941 fu ordinata la chiusura della collana Mondadori, in seguito a una rapina con scasso che si ipotizzò potesse essere stata istigata dalla narrativa "gialla".[8] Due anni dopo (1943) Mussolini ordinò che entro il 31 luglio venissero confiscati "tutti i romanzi gialli in qualunque tempo stampati e ovunque esistenti in vendita".

La collana riaprì solo nell'aprile 1946 con il nuovo nome "Il Giallo Mondadori", che tuttora la caratterizza.

Da Medusa a Topolino[modifica | modifica wikitesto]

Il rapporto con il regime fascista fu, come per tutti i grandi industriali dell'epoca, di reciproco interesse.[9] Nel 1933 Mondadori inaugura una collana dedicata interamente a opere di autori stranieri, "Medusa", intuendo le potenzialità di un nuovo mercato. Il catalogo della collana è uno dei più ricchi dell'editoria italiana ed ottiene un successo inaspettato. La Medusa contribuisce anche a sprovincializzare il mercato interno.[10]

In tre anni vengono stampati circa 60 titoli, con pubblicazioni di autori insigniti del premio Nobel, e create un paio di collane figlie. La Medusa vide nascere lo sviluppo anche di nuove professionalità, come quella del traduttore, tra i più importanti si ricordano scrittori del calibro di Cesare Pavese e Corrado Alvaro.[11]
Il portafoglio riviste, negli anni trenta, comprende famosi periodici:

Nel 1935 Mondadori dà alle stampe L'Enciclopedia dei ragazzi, originariamente un'enciclopedia inglese. I diritti sull'opera erano stati acquistati 14 anni prima (1921) da un piccolo editore milanese[12]. Negli anni venti l'opera era stata tradotta e pubblicata a dispense. Mondadori decide la riedizione integrale, rinnovando sia i contenuti che la veste grafica. La nuova opera viene pubblicata nel 1935, ottenendo circa 40 tra ristampe ed edizioni.[13]

Nello stesso anno Mondadori raggiunge un accordo con Walt Disney, che porta la casa editrice a pubblicare in Italia tutto il materiale della Disney, tra cui Topolino.[14][15]

Successivamente la casa editrice decide di ampliare la sua offerta editoriale aprendosi anche ai periodici. Nel 1938 pubblica Grazia, rivista dedicata al pubblico femminile e l'anno successivo il Tempo, precursore delle riviste di informazione che caratterizzeranno gli anni del dopoguerra in Italia, alla cui direzione si trova Alberto Mondadori, primogenito di Arnoldo.[13]

Nel periodo della seconda guerra mondiale le redazioni e la sede vengono spostate, a causa dei bombardamenti, ad Arona, sul Lago Maggiore. Dopo l'8 settembre 1943 (armistizio tra Italia e Alleati) tutti gli impianti vengono requisiti dal governo della Repubblica Sociale Italiana, costringendo la famiglia Mondadori a rifugiarsi in Svizzera.[16]

Dal secondo dopoguerra agli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel secondo dopoguerra, superata la fase di assestamento, una delle principali iniziative editoriali di Mondadori fu la creazione di una collana di libri che andasse a colmare il vuoto del bel libro ad un prezzo contenuto. Nel 1948 nasce così la Biblioteca Moderna Mondadori che punta ad allargare il bacino dei lettori, rivolgendosi soprattutto al pubblico giovane.[17]

Sul versante dei periodici escono: Confidenze, Bolero Film e, nell'ottobre 1950, 'Epoca, testata che porta in Italia il modello di giornalismo illustrato di tipo americano. Curata a livello grafico da Bruno Munari e diretta da Alberto Mondadori, la rivista oltre a distinguersi per la raffinatezza dell'impianto grafico, vanta tra le sue collaborazioni le più importanti firme del panorama giornalistico italiano del tempo. Si ricordano tra queste Cesare Zavattini, Elio Vittorini, Giovanni Spadolini e più tardi anche Indro Montanelli.[13]

Seguiranno poi i mensili Arianna (che verrà chiuso nel 1972) e Storia Illustrata (1956-2000).

In questo periodo inizia anche la pubblicazione di altre importanti collane fra cui "I libri del pavone" e "Il bosco".

Nel 1952 inizia la pubblicazione de "I romanzi di Urania", una collana di romanzi di fantascienza, tuttora pubblicata, che ha contribuito in maniera sostanziale alla diffusione di questo genere letterario in Italia. Il primo romanzo pubblicato è Le sabbie di Marte di Arthur Clarke.[18][19]

Nel 1954 nasce la prima catena di librerie (Mondadori per voi); è invece del 1960 la creazione del Club degli Editori, primo esempio di organizzazione per la vendita di libri per corrispondenza.[20]

Nel 1958 Mondadori fonda la casa editrice Il Saggiatore, con l'obiettivo di entrare nel difficile mercato dell'editoria colta. Intanto la casa madre è impegnata nella fondazione di dieci nuove collane. Tra esse vi sono le prime pubblicazioni in edizione economica.

Panorama e gli Oscar Mondadori[modifica | modifica wikitesto]

Qualche anno più tardi, nel 1962, Mondadori pubblica Panorama. Il periodico, preceduto da cinque numeri zero, nasce come mensile d'informazione il cui fondatore e direttore è Nantas Salvalaggio. Nei primi anni la rivista ottiene un tiepido riscontro, sarà poi sotto la guida del direttore Lamberto Sechi che, ispirandosi alla formula editoriale di Time e Newsweek, lo trasformerà in periodico di attualità raggiungendo i favori di pubblico e pubblicità.[21]

Nel 1965 è la prima casa editrice a lanciare una collana di libri tascabili nelle edicole (gli "Oscar Mondadori"): un esperimento che avrà un enorme successo e che sarà imitato da molti editori. L'obiettivo della collana era quello di raggiungere quel pubblico poco abituato all'acquisto in libreria. Il primo romanzo pubblicato con questa formula fu Addio alle armi di Ernest Hemingway, che riscontrò subito grandi risultati in termini di copie vendute.[13]

Il periodo di grande espansione porta la Mondadori a diventare, nel decennio '60, il primo gruppo editoriale italiano nel settore librario e la 46a società italiana per fatturato complessivo.

Nel 1968 il fondatore Arnoldo Mondadori nomina suo successore alla presidenza il figlio Giorgio. Nel 1969 viene ridisegnato da Bob Noorda il logo.

Nello stesso anno vede la luce un nuovo progetto editoriale di Mondadori, la collana "I Meridiani", che ha lo scopo di raccogliere in una sola opera gli scrittori più significativi di tutti i tempi e di tutte le letterature. Ai classici antichi e moderni, si affianca la letteratura del Novecento. Vengono pubblicati 256 titoli dedicati a 172 autori nei primi quarant'anni di vita della collana.[22]

La nuova sede progettata da Oscar Niemeyer[modifica | modifica wikitesto]

La sede della Mondadori a Segrate, progettata dall'architetto Oscar Niemeyer.

Verso la metà degli anni sessanta l'espansione della casa editrice rende necessario il trasferimento in nuovi uffici, visto che quelli di via Bianca di Savoia a Milano, anche a causa della localizzazione molto centrale, sono difficilmente ampliabili. Arnoldo e Giorgio Mondadori valutano molti progetti, ma nessuno convincerà fino in fondo i due manager. È invece nel corso di un viaggio in Sudamerica che Giorgio Mondadori resta letteralmente folgorato dal palazzo del ministero degli Esteri a Brasilia, in Brasile: Itamaraty, il palazzo degli archi, realizzato dall'architetto Oscar Niemeyer. Matura così la decisione di affidare a Niemeyer anche la progettazione della nuova sede della casa editrice, che tra il 1967 e il 1968 acquista un'area di oltre 166 mila metri quadrati nel comune di Segrate, alle porte di Milano. Il progetto definitivo è datato 1970, anno nel quale il consiglio di amministrazione della società decide di vendere alle Assicurazioni Generali il terreno di Segrate: il palazzo di Niemeyer sarà dunque realizzato a spese di Generali, che lo concederanno poi in affitto a Mondadori. Con questa operazione Giorgio Mondadori ottiene il duplice risultato di non impegnare i conti dell'azienda, senza rinunciare però a un'opera di grande impatto. La costruzione inizia nel 1971, mentre il trasferimento dell'azienda nei nuovi uffici è datato gennaio 1975.[23]

Dagli anni sessanta al 1991[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni settanta la Mondadori acquisisce la struttura definitiva di grande gruppo multimediale. Il portafoglio dei periodici si espande in diversi settori: economico (Espansione); domestico (Casaviva, Guida Cucina, Guida Maglia; Guida tv); per ragazzi (Centocose, Dolly, BarbieTopolino è leader nel segmento con 500.000 copie); femminili (' 'Donna Più); maschili (Il Fotografo); culturali (i trimestrali Nuovi Argomenti e Prometeo).

Nel 1976 grazie ad una joint venture con il Gruppo Editoriale L'Espresso nasce il quotidiano la Repubblica.[24] Nello stesso anno Giorgio Mondadori lascia la casa editrice per mettersi in proprio fondando la Editoriale Giorgio Mondadori.

Alla fine degli anni settanta fa la sua breve comparsa un particolare tipo di stampa: il Bilibro animato. Nel 1979, la Mondadori, entra nel mercato televisivo - prima attraverso la G.P.E. e la Telemond, società di raccolta pubblicitaria - e poi nel 1981 con una propria rete televisiva, Retequattro. Non si ottengono i risultati attesi e nel 1984 la rete viene ceduta alla Fininvest. La cessione però non copre le perdite. Per la prima volta dai tempi di Borletti, il gruppo accetta l'ingresso nell'azionariato di capitali provenienti da ambienti industriali e finanziari estranei al mondo dell'editoria.

Nel 1980 una joint venture con la canadese Harlequin Enterprises porta alla nascita di Harlequin Mondadori, che tratta esclusivamente romanzi rosa. La casa editrice pubblica in Italia la collana "Harmony", che in breve tempo diventa leader di mercato con il 55% del totale.

Nel 1987 scompare a causa di una malattia il presidente Mario Formenton, artefice del rilancio dell'azienda dopo la sfortunata avventura nel mondo della televisione commerciale.

A cavallo fra gli anni ottanta e novanta, la CIR di De Benedetti e la Fininvest di Berlusconi si contendono la proprietà della Mondadori: per dirimere la questione si affidano ad un arbitrato super partes. Il conseguente lodo arbitrale, depositato il 20 giugno 1990, dà ragione a De Benedetti, ma Berlusconi impugna il lodo dinanzi alla Corte di Appello di Roma che il 24 gennaio 1991 lo annulla, riassegnando la Mondadori alla Fininvest. Successivamente, nel 2007 la Cassazione stabilirà che quella sentenza era stata viziata dalla corruzione del giudice Vittorio Metta da parte di Cesare Previti. La successiva divisione dei valori materiali ed immateriali sollecitata da Carlo Caracciolo ed intermediata tra le parti da Giuseppe Ciarrapico assegnerà definitivamente:

  • l'Arnoldo Mondadori Editore e le controllate librarie alla Fininvest;
  • il Gruppo Editoriale L'Espresso (con La Repubblica, la concessionaria di pubblicità A. Manzoni & C ed i quotidiani locali della Finegil) e le cartiere di Ascoli e Marsoni alla CIR.

In questi anni viene pubblicata l'edizione italiana del libro I Versi Satanici di Salman Rushdie, per il quale lo scrittore inglese viene minacciato di morte. Anche la Mondadori entra nel mirino della fatwa lanciata contro lo scrittore: il 3 luglio 1991 il traduttore italiano del libro, Ettore Capriolo, è ferito da un facinoroso nella sua casa a Milano.

Dal 1991 al 2006[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991, quindi, entra a far parte del gruppo Fininvest, attuale azionista di maggioranza (53,06%). L'azienda è guidata da Marina Berlusconi (presidente) ed Ernesto Mauri (amministratore delegato), mentre il Cda è composto da 14 membri: Marina Berlusconi, Pier Silvio Berlusconi, Pasquale Cannatelli, Bruno Ermolli, Ernesto Mauri, Martina Mondadori, Danilo Pellegrino, Roberto Poli, Angelo Renoldi, Mario Resca, Cristina Rossello, Carlo Sangalli, Marco Spadacini, Carlo Maria Vismara.

Nel 1994 la Mondadori pubblicò un saggio riguardante la mafia dal titolo L'Europe des parrains (L'Europa dei padrini), del giornalista italo-francese Fabrizio Calvi, nel quale l'autore parlava anche delle inchieste svolte nel 1984 dalla Criminalpol sui "legami dell’entourage di Berlusconi con il boss Vittorio Mangano". La Mondadori, in fase di traduzione in italiano, eliminò tutti i riferimenti al Cavaliere ed al fattore di Arcore[25]. Con l'inizio degli anni 2000 l'espansione dell'azienda ed il conseguente aumento del personale richiede l'utilizzo di sedi distaccate a Segrate-Milano Oltre (via Durazzo, via Trentacoste e via Lampedusa), mentre la sede della ex-SIlvio Berlusconi Editore in Corso Europa a Milano viene ceduta.

Gli e-book[modifica | modifica wikitesto]

Mondadori è uno dei primi editori ad entrare nel mercato degli ebook: nel 2000 viene siglato un accordo[26] con la Microsoft Corporation per la creazione del primo sito italiano per la vendita dei libri elettronici[27] Nel 2012 le case editrici del Gruppo Mondadori (Xs di Edizioni Mondadori, Shots di Edizioni Piemme, Quanti di Giulio Einaudi editore e Tips di Sperling&Kupfer Editori) lanciano collane di libri solo in versione elettronica.

Il decesso di Leonardo Mondadori[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 dicembre 2002 è morto a Milano, dopo una lunga malattia, Leonardo Mondadori, nipote del fondatore Arnoldo: entrato nel gruppo editoriale subito dopo la laurea, nel 1972, è stato vicepresidente dal 1982 al 1991 e poi presidente dal 1991 fino al suo decesso. La casa editrice pubblica nella home page del sito istituzionale un affettuoso e informale saluto: "Ciao Leonardo".

L'espansione internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 viene lanciata la prima edizione internazionale del settimanale Grazia, in Bulgaria: attraverso accordi di licensing o joint venture locali, la Mondadori crea negli anni una vera e propria rete di testate femminili basato sul marchio della storica rivista di moda. Il «Grazia International Network»[28] si espande in Gran Bretagna e negli Emirati Arabi (2005), in Serbia e Croazia (2006), in Russia e Olanda (2007), in India (2008), in Francia, Cina, Tailandia e Indonesia (2009), in Germania e Bahrain (2010), in Bosnia (2011), in Sud Africa, Polonia e Slovenia (2012), per finire con Spagna, Corea, Messico e Albania nel 2013. Alcuni lanci non hanno il successo atteso e le edizioni internazionali in Grecia e Australia vengono chiuse dopo pochi anni. La direzione editoriale del Grazia International Network è affidata a Carla Vanni, nota giornalista del settore, per molti anni direttore dell'edizione italiana dello stesso settimanale.
L'espansione dell'attività internazionale ha portato alla nascita della controllata «Mondadori International Business», che gestisce le attività internazionali, compreso il licensing di altre riviste come Casaviva, Interni, Flair, Sale & Pepe e Icon.

Nel gennaio del 2005 la Mondadori acquista l'emittente radiofonica Radio 101 One-O-One, tramite Monradio S.r.l., trasformandola in R101, acquistando anche il 10% della società Rock FM S.r.l..

Nell'agosto del 2006 ottiene il controllo della filiale francese (Emap France) del gruppo editoriale inglese EMAP plc. per 545 milioni di euro, rinominandola poi Mondadori France. La quota di mercato detenuta dalla società nella stampa periodica è considerata la terza per dimensione nel paese.

Oltre a controllare alcune case editrici, pubblica alcuni libri insieme con la Rai Eri.

Dal 2007 al 2012[modifica | modifica wikitesto]

Il 2007 è l'anno in cui ricorre il centenario della casa editrice. La Mondadori viene definita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita alla sede di Segrate, "patrimonio di tutto il paese".[29]

Il 13 luglio 2007, la II sezione penale della Corte di cassazione ha reso definitiva la condanna ad un anno e sei mesi per Cesare Previti, ed altri imputati, comminata in secondo grado. Questa sentenza stabilisce in modo definitivo che la sentenza del 14 gennaio del 1991 con cui la Corte d'appello di Roma annullava il lodo arbitrale - che assegnava la maggioranza alla cordata che faceva riferimento a Carlo De Benedetti - era frutto di corruzione.[30]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lodo Mondadori.

La cessione delle attività di stampa[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre del 2008 Mondadori vende l'80% del capitale di Mondadori Printing S.p.A. (società in cui erano concentrate le attività della divisione grafica e di stampa) al Gruppo Pozzoni[31]. Nel gennaio 2012 viene acquisito dal Gruppo Pozzoni il rimanente 20% del capitale[32]. Nell'aprile 2012 Mondadori Printing S.p.A. ha acquistato dalla Pozzoni S.p.A. il ramo d'azienda Elcograf e Datamill[33]. A dicembre 2012 viene rimossa la vecchia insegna Mondadori Printing dagli stabilimenti di Verona, a testimoniare il cambio definitivo di proprietà e gestione[34].

Da gennaio 2010 le attività della divisione libri del Gruppo Mondadori vengono presidiate da due nuove Direzioni Generali: editoria "Trade", o più propriamente editoria d’autore (libri di narrativa e saggistica pubblicati da Mondadori, Einaudi, Piemme e Sperling), ed editoria "di Creazione" (libri progettati internamente come quelli scolastici, d’arte e illustrati pubblicati da Mondadori Education ed Electa).

La partnership con Kobo[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio del 2012 viene annunciato[35] l'accordo con la società canadese Kobo (del gruppo giapponese Rakuten) in base al quale Mondadori distribuirà sul mercato italiano gli e-reader e i tablet della famiglia Kobo, caratterizzati dalla capacità di leggere e-book in qualsiasi formato (aperto) e quindi non vincolati a uno specifico fornitore. In base all'accordo l'intero catalogo elettronico di Mondadori viene unito a quello mondiale di Kobo, all'interno del sito http://www.kobobooks.com. Dopo qualche settimana l'e-store di Mondadori, Bol.it, viene trasformato in InMondadori.it e agganciato alla piattaforma Kobo.

La trasformazione da Bol.it a InMondadori non riguarda solo gli spazi virtuali, visto che da settembre 2012 anche molti negozi fisici Mondadori cambiano insegna per diventare InMondadori[36].

Nell'ottobre 2012 Gruner+Jahr/Mondadori (joint venture Mondadori-Bertelsmann) annuncia la chiusura di Focus Extra, Focus Domande e Risposte, Focus Brain Trainer, Wars, Biografie, Jack, Geo e Focus Wild (queste ultime due verranno invece continuate) con 60 esuberi (su 120 dipendenti)[37]; la vicenda si chiude nel gennaio del 2013, quando viene firmato[38] l'accordo sullo stato di crisi alla Gruner+Jahr/Mondadori, approvato all'unanimità dall'assemblea dei giornalisti della casa editrice.

Un caso controverso di boicottaggio riguarda il libro Imprimatur scritto da Rita Monaldi e Francesco Sorti.[senza fonte]

I numeri del 2012
  • 2.714 nuovi libri pubblicati
  • 597 punti vendita
  • 40 magazine pubblicati in Italia
  • 28 magazine pubblicati in Francia
  • 20 edizioni internazionali per il network del magazine Grazia
  • 27,6% quota di mercato (a valore) libri trade in Italia
  • 31,1% quota di mercato (a valore) periodici in Italia

Dal 2013 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Il 2013 è un anno di svolta per il Gruppo di Segrate e si apre con le dimissioni[39] dell'amministratore delegato Maurizio Costa, per 16 anni alla guida dell'azienda: gli subentra Ernesto Mauri, già presidente e direttore generale di Mondadori France e dei periodici del Gruppo.

I primi mesi del 2013 sono caratterizzati da operazioni sui periodici: prima la chiusura o la cessione[40] di alcune testate (Casa Viva, Ville e Giardini, Panorama Travel, Men's Health), poi il rilancio[41] di alcuni marchi forti (Chi, Donna Moderna, Tu Style, Grazia).

L'area digitale del Gruppo riparte da nomi nuovi che arrivano dal mondo di Internet e della tecnologia: Federico Rampolla viene nominato[42] responsabile dell'area digital innovation.

L'acquisizione di aNobii[modifica | modifica wikitesto]

L'11 marzo 2014 Mondadori ha annunciato[43] l'acquisizione di anobii.com, rete sociale dedicata ai libri, fondata da Greg Sung nel 2005, alla data uno dei maggiori social network verticali dedicati agli amanti dei libri.

La newco Mondadori Libri S.p.A.: un altro passaggio storico per la casa editrice[modifica | modifica wikitesto]

Il 2014 si chiude con l'annuncio della nascita di una società per azioni[44] (Mondadori Libri S.p.A.) nella quale verranno concentrate tutte le attività delle case editrici del gruppo di Segrate: un passaggio storico che rende più agile e indipendente una delle aree nelle quali le sfide del digitale sono più forti. La società controllerà[45] le partecipazioni nelle case editrici di libri nei settori trade, arte e scolastica: Edizioni Piemme (100%), Giulio Einaudi editore (100%), Mondadori Education (100%), Mondadori Electa (100%), Sperling & Kupfer Editori (100%), Harlequin Mondadori (50%) - e nella società operativa nel settore della distribuzione Mach 2 Libri (34,91%).

L'approccio alla responsabilità sociale d'impresa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 l'azienda crea il Comitato di sostenibilità con lo scopo di individuare le linee di sviluppo della strategia di responsabilità sociale d'impresa (Csr) e di redigere una versione sperimentale a uso interno del Bilancio di sostenibilità. La prima versione pubblica esce nel 2012 (Bilancio di sostenibilità 2011), cui seguono gli aggiornamenti annuali[46].

Sempre nel 2012 viene creata una sezione «Sostenibilità» sul sito istituzionale, che si classifica al 17º posto nella graduatoria Csr Online Award (Premio online sulla responsabilità sociale d'impresa) 2012 e al 15° nell'edizione successiva, prima tra le società quotate italiane del settore comunicazione[47].

Principali società del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

  • Mondadori International Business S.r.l. (100%)
  • Mondadori Libri S.p.A. (100%)
  • Mondadori Pubblicità S.p.A. (100%)
  • Mondadori Seec Advertising Co. Ltd (50%)
  • Monradio S.r.l. (100%)
  • Press-Di S.r.l. (100%)
  • Sperling & Kupfer Editori S.p.A. (100%), che detiene tra gli altri il marchio Edizioni Frassinelli

Principali collane[modifica | modifica wikitesto]

Collane per l'edicola

Collane Ragazzi

Collane libri economici

Collane e-book

  • Xs di Edizioni Mondadori
  • Shots di Edizioni Piemme
  • Quanti di Giulio Einaudi editore
  • Tips di Sperling&Kupfer Editori

Altre collane

Periodici pubblicati in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Informazioni finanziarie e azionariato[modifica | modifica wikitesto]

Tabella con confronto dei principali dati finanziari di Mondadori del periodo 2007-2013[50] [51] [52]:

Anno Fatturato (milioni €) Margine Lordo Operativo – EBITDA (milioni €) Risultato Operativo – EBIT (milioni €) Utile Netto (milioni €)
2013 1.275,8 -12,8 -183,1 -185,4
2012 1.416,1 68,1 -149,9 -166,1
2011 1.507,2 130,4 103,8 49,6
2010 1.558,3 140,2 114,2 42,1
2009 1.540,1 106,2 71,8 34,3
2008 1.819,2 249,2 203,5 97,1
2007 1.958,6 268,9 225,2 112,6

La società è controllata dalla famiglia Berlusconi che detiene la maggioranza dell'azionariato con il 50,02%. Questa la suddivisione delle quote[53]:

  • Fininvest = 50,02%
  • Altri azionisti <2% = 33,35%
  • Silchester International Investors Ltd. = 12,56%
  • Norges Bank = 2,06%
  • River and Mercantile Asset Management LLP = 2,01%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mondadori, redattori del periodico "Luce!", Ostiglia 1900-1909, Sistema archivistico nazionale, 19 novembre 2012.
  2. ^ Linea del Tempo 1912, Gruppo Mondadori. URL consultato il 29 giugno 2012.
  3. ^ Giornali di trincea, Museo Satira. URL consultato il 29 giugno 2012.
  4. ^ Mondadori, Catalogo storico dei libri per la scuola, Franco Angeli, p. 13. URL consultato il 29 giugno 2012.
  5. ^ Linea del Tempo 1926, Gruppo Mondadori. URL consultato il 29 giugno 2012.
  6. ^ 1929, un'estate thriller con il Giallo Mondadori, Corriere della Sera. URL consultato il 29 giugno 2012.
  7. ^ Linea del Tempo 1929, Gruppo Mondadori. URL consultato il 29 giugno 2012.
  8. ^ Questo il commento riportato da un giornale: "Il Minculpop ha disposto, per ragioni di carattere morale, che la pubblicazione dei libri gialli sia sotto forma di periodici, sia di dispense, venga sottoposta alla sua preventiva autorizzazione. […] Il provvedimento è saggio e intelligente. Era ora di finirla con questo genere di bassa letteratura improntata sull’apologia del delitto".
  9. ^ Mario Lombardo, La stampa periodica in Italia, Roma, Editori Riuniti, 1985.
  10. ^ Mario Lombardo, op. cit..
  11. ^ Linea del Tempo 1933, Gruppo Mondadori. URL consultato il 29 giugno 2012.
  12. ^ Il titolo originale era The Children's Encyclopedia, pubblicata da Arthur Mee.
  13. ^ a b c d Mondadori, Arnoldo, Treccani. URL consultato il 29 giugno 2012.
  14. ^ Arnoldo Mondadori Editore, SIUSA. URL consultato il 29 giugno 2012.
  15. ^ Nel 1988 la Disney diventerà autonoma e cesserà l'accordo con Mondadori.
  16. ^ Tra la guerra e la pace in Italia: cinque formidabili "editori protagonisti" e un agente, Griseldaonline. URL consultato il 29 giugno 2012.
  17. ^ Linea del Tempo 1948, Gruppo Mondadori. URL consultato il 2 luglio 2012.
  18. ^ Urania, Curiosando. URL consultato il 2 luglio 2012.
  19. ^ Linea del Tempo 1952, Gruppo Mondadori. URL consultato il 2 luglio 2012.
  20. ^ La storia, Gruppo Mondadori. URL consultato il 2 luglio 2012.
  21. ^ Linea del Tempo 1962, Gruppo Mondadori. URL consultato il 2 luglio 2012.
  22. ^ I Meridiani, Einaudi Bologna. URL consultato il 2 luglio 2012.
  23. ^ Oscar Niemeyer. Il Palazzo Mondadori, Electa. URL consultato il 17 settembre 2013.
  24. ^ Il Gruppo Espresso uscirà definitivamente dalla Mondadori nel 1991.
  25. ^ Le bugie di Mondadori e la censura sui “Padrini”, il Fatto Quotidiano. URL consultato il 9 luglio 2011.
  26. ^ Mondadori Chooses Microsoft Reader for Debut of eBooks For the Italian Language Market
  27. ^ Occorre tuttavia aspettare almeno una decina di anni, e l'arrivo di una serie di altri operatori, per assistere a una crescita significativa del mercato italiano.
  28. ^ FIPP
  29. ^ Mondadori:Napolitano, è patrimonio di tutto il paese, Il Sole 24 Ore Radiocor. URL consultato il 2 luglio 2012.
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  31. ^ Storia di Mondadori Printing. URL consultato il 10 dicembre 2012.
  32. ^ Mondadori: cede a Pozzoni 20% di M. Printing, Prima Comunicazione. URL consultato il 10 dicembre 2012.
  33. ^ Pozzoni riorganizza l'area periodici. Elcograf e Datamill assorbite da Mondadori Printing, Stampamedia. URL consultato il 10 dicembre 2012.
  34. ^ Addio Mondadori, via con l'insegna un pezzo di storia, l'Arena. URL consultato il 10 dicembre 2012.
  35. ^ L’annuncio di Costa (Mondadori): “Venderemo il reader Kobo in Italia”, Corriere della Sera. URL consultato il 19 marzo 2013.
  36. ^ INMONDADORI, AL VIA L’ECOSISTEMA MULTICANALE CHE RIUNISCE TUTTO IL MONDO RETAIL DEL GRUPPO MONDADORI. IL NOME NASCE DA UN’IDEA DI OVNI, YouMark. URL consultato il 19 marzo 2013.
  37. ^ Mondadori taglia le riviste scientifiche. Funerale-protesta dei dipendenti – Video Il Fatto Quotidiano TV
  38. ^ FIRMATO L’ACCORDO SULLO STATO DI CRISI alla GRUNER+JAHR/MONDADORI. Cassa integrazione a rotazione con una riduzione dell'orario di lavoro del 24 per cento e con la conseguente riduzione dello stipendio. Un sacrificio votato all'unanimità che la dice lunga sul senso di responsabilità e di solidarietà dei redattori che hanno in tal modo impedito l'espulsione di 17 cosiddetti esuberi., Franco Abruzzo. URL consultato il 19 marzo 2013.
  39. ^ Corriere della Sera, Mondadori, cambi ai vertici: Ernesto Mauri prende il posto di Maurizio Costa.
  40. ^ Affari Italiani, Mondadori, perdita di 167 milioni di euro nel 2012. E chiudono 4 riviste.
  41. ^ Maddalena Camera, il Giornale, Mondadori: 15,6 milioni per il rilancio dei «femminili».
  42. ^ Italia Oggi, Federico Rampolla in Mondadori.
  43. ^ Mondadori acquisisce Anobii
  44. ^ Mondadori: vara newco libri, decolla primo gennaio, Ansa.
  45. ^ Mondadori: approvata costituzione Mondadori Libri Spa, [Corriere della sera].
  46. ^ Sostenibilità - Mondadori
  47. ^ Lundquist, Csr Online Awards Italy: 2 companies out of 3 in Italy do not offer basic sustainability information online.
  48. ^ Dal 1º Luglio 2011 la società Mondolibri S.p.A. è stata incorporata nella società Mondadori Direct S.p.A. (già Mondadori Retail S.p.A.), Club degli editori, 1º luglio 2011.
  49. ^ Da Bol.it a InMondadori.it: Mantovani racconta la svolta dello store online di Segrate, Affari Italiani, 7 novembre 2012.
  50. ^ sito della società.
  51. ^ profilo società su sito Borsa Italiana.
  52. ^ comunicato società bilancio 2013.
  53. ^ Profilo società su sito Borsa Italiana. URL consultato il 5 dicembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]