Arnoldo Mondadori Editore
| Arnoldo Mondadori Editore | |
|---|---|
| Stato | |
| Tipo | Società per azioni |
| Borse valori | Borsa Italiana: MN |
| Fondazione | 1907 a Ostiglia |
| Fondata da | Arnoldo Mondadori |
| Sede principale | Segrate |
| Gruppo | Fininvest |
| Persone chiave |
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| Settore | Editoria |
| Fatturato | 1.416,1 milioni di €[1] (Gruppo Mondadori) (2012) |
| Risultato operativo | |
| Utile netto | |
| Dipendenti | 3.703 (2012) |
| Sito web | www.mondadori.it |
La Arnoldo Mondadori Editore, meglio nota come Mondadori, è una casa editrice italiana.
Indice |
Storia[modifica]
Dalla fondazione al 1929[modifica]
L'attività editoriale di Arnoldo Mondadori (1889-1971) inizia nel 1907. La sua prima pubblicazione è un periodico “popolare istruttivo”, Luce![4]. Nel 1911 conosce Tomaso Monicelli (padre del famoso regista Mario Monicelli) e insieme fondano "La Sociale", uno stadio iniziale di quella che poi diventerà la casa editrice Mondadori.
Arnoldo e Tomaso iniziano a lavorare a una collana editoriale dedicata ai ragazzi in età scolare, con l'obiettivo di pubblicare libri formativi, ovvero letture di accompagnamento ai testi scolastici. Nel 1912 pubblicano il primo libro, Aia Madama, una raccolta di novelle scritte da Monicelli a cui l'anno successivo si aggiunge Il piccolo viandante, scritto sempre da Monicelli. La collana viene chiamata "Bibliotechina della Lampada" e i racconti verranno pubblicati regolarmente fino al 1927.[5]
Negli anni della prima guerra mondiale Arnoldo Mondadori ha l'idea di un periodico illustrato dedicato alle truppe al fronte. Lancia La Tradotta, che riscontra un buon successo. La Tradotta viene affiancato da La Ghirba, cui contribuiscono pittori e scrittori famosi tra cui Soffici, De Chirico e Carrà.[6] Contemporaneamente allarga l'attività libraria pubblicando nomi importanti della narrativa nazionale. Nel 1917 trasferisce il proprio stabilimento a Verona e alla fine del 1919 apre la nuova sede dirigenziale a Milano.
Gli anni venti sono un periodo di crescita intensa. La casa editrice inizia la pubblicazione di numerose collane di periodici. Nel 1923 entra nella società con un consistente afflusso di capitale l'industriale Senatore Borletti, che assume la presidenza, carica che mantiene fino al 1939, anno della sua morte. Su suggerimento di Borletti, Mondadori acquista il quotidiano Il Secolo.
Nel 1926 la casa editrice inizia la pubblicazione dell'opera omnia di Gabriele D'Annunzio, il maggiore scrittore italiano dell'epoca[7]. La Mondadori riesce così a guadagnarsi quel prestigio in ambito finanziario e culturale che gli permetterà di sostenere negli anni altri progetti ambiziosi. Sono pubblicate le opere di giovani scrittori, come di autori già affermati e dei classici della letteratura. Tra gli altri si ricordano: Luigi Pirandello, Giovanni Pascoli, Giovanni Verga, Antonio Fogazzaro, Sibilla Aleramo, Grazia Deledda.[8]
Nasce il genere giallo[modifica]
Nel 1929 vengono lanciati i "Libri Gialli" (dirige la collana Alberto Tedeschi), un progetto editoriale che consisteva nella pubblicazione di opere a carattere poliziesco di scrittori internazionali, un genere nuovo per l'Italia. Nonostante il prezzo abbastanza alto per l'epoca (cinque lire e mezzo), la risposta del pubblico fu positiva, con cinquantamila copie vendute in un mese e ottantamila dopo cento giorni. Accanto a quelli che vengono considerati i maestri del genere, come ad esempio Raymond Chandler, Dashiell Hammett, Georges Simenon, Agatha Christie e Erle Stanley Gardner, iniziano ad interessarsi al genere e scrivere romanzi gialli anche alcuni scrittori italiani come Alessandro Varaldo e Augusto De Angelis.[9]
La collana ottenne un successo tale da dare il proprio nome al genere letterario. Seguono altre iniziative editoriali collegate: la collezione rilegata dei Libri Gialli (1929-1941), quella popolare dei Gialli Economici (1933-1942), fino alla raccolta dei Supergialli (1933-1941).[10] Nell'aprile del 1946 il nome della collana viene modificato in Il Giallo Mondadori, nome che tuttora la caratterizza.
Da Medusa a Topolino[modifica]
Il rapporto con il regime fascista fu, come per tutti i grandi industriali dell'epoca, di reciproco interesse.[11] Nel 1933 Mondadori inaugura una collana dedicata interamente a opere di autori stranieri, Medusa, intuendo le potenzialità di un nuovo mercato. Il catalogo della collana è uno dei più ricchi dell'editoria italiana ed ottiene un successo inaspettato. La Medusa contribuisce anche a sprovincializzare il mercato interno.[12]
In tre anni vengono stampati circa 60 titoli, con pubblicazioni di autori insigniti del premio Nobel, e create un paio di collane figlie. La Medusa vide nascere lo sviluppo anche di nuove professionalità, come quella del traduttore, tra i più importanti si ricordano scrittori del calibro di Cesare Pavese e Corrado Alvaro.[13]
Il portafoglio riviste, negli anni trenta, comprende famosi periodici:
- Il Cerchio Verde di Cesare Zavattini (1935-1937);
- Le Grandi Firme (fondata nel 1924 da Dino Segre alias Pitigrilli, rilevata nel 1937);
- Grazia (fondata nel 1938);
- Tempo (fondato nel 1939).
Nel 1935 Mondadori dà alle stampe "L'Enciclopedia dei ragazzi", originariamente un'enciclopedia inglese. I diritti sull'opera erano stati acquistati 14 anni prima (1921) da un piccolo editore milanese[14]. Negli anni venti l'opera era stata tradotta e pubblicata a dispense. Mondadori decide la riedizione integrale, rinnovando sia i contenuti che la veste grafica. La nuova opera viene pubblicata nel 1935, ottenendo circa 40 tra ristampe ed edizioni.[15]
Nello stesso anno Mondadori raggiunge un accordo con Walt Disney, che porta la casa editrice a pubblicare in Italia tutto il materiale della Disney, tra cui Topolino.[16][17]
Successivamente la casa editrice decide di ampliare la sua offerta editoriale aprendosi anche ai periodici. Nel 1938 pubblica Grazia, rivista dedicata al pubblico femminile e l'anno successivo il Tempo, precursore delle riviste di informazione che caratterizzeranno gli anni del dopoguerra in Italia, alla cui direzione si trova Alberto Mondadori, primogenito di Arnoldo.[15]
Nel periodo della seconda guerra mondiale le redazioni e la sede vengono spostate, a causa dei bombardamenti, ad Arona, sul Lago Maggiore. Dopo l'8 settembre 1943 (armistizio tra Italia e Alleati) tutti gli impianti vengono requisiti dal governo della Repubblica Sociale Italiana, costringendo la famiglia Mondadori a rifugiarsi in Svizzera.[18]
Dal secondo dopoguerra agli anni sessanta[modifica]
Nel secondo dopoguerra, superata la fase di assestamento, una delle principali iniziative editoriali di Mondadori fu la creazione di una collana di libri che andasse a colmare il vuoto del bel libro ad un prezzo contenuto. Nel 1948 nasce così la Biblioteca Moderna Mondadori che punta ad allargare il bacino dei lettori, rivolgendosi soprattutto al pubblico giovane.[19]
Sul versante dei periodici escono: "Confidenze", "Bolero Film" e, nell'ottobre 1950, "Epoca", testata che porta in Italia il modello di giornalismo illustrato di tipo americano. Curata a livello grafico da Bruno Munari e diretta da Alberto Mondadori, la rivista oltre a distinguersi per la raffinatezza dell'impianto grafico, vanta tra le sue collaborazioni le più importanti firme del panorama giornalistico italiano del tempo. Si ricordano tra queste Cesare Zavattini, Elio Vittorini, Giovanni Spadolini e più tardi anche Indro Montanelli.[15]
Seguiranno poi i mensili "Arianna" (che verrà chiuso nel 1972) e "Storia Illustrata" (1956-2000).
In questo periodo inizia anche la pubblicazione di altre importanti collane fra cui "I libri del pavone" e "Il bosco".
Nel 1952 inizia la pubblicazione de I romanzi di Urania, una collana di romanzi di fantascienza, tuttora pubblicata, che ha contribuito in maniera sostanziale alla diffusione di questo genere letterario in Italia. Il primo romanzo pubblicato è Le sabbie di Marte di Arthur Clarke.[20][21]
Nel 1954 nasce la prima catena di librerie (Mondadori per voi), è invece del 1960 la creazione del Club degli Editori, primo esempio di organizzazione per la vendita di libri per corrispondenza.[22]
Nel 1958 Mondadori fonda la casa Il Saggiatore, con l'obiettivo di entrare nel difficile mercato dell'editoria colta. Intanto la casa madre è impegnata nella fondazione di dieci nuove collane. Tra esse vi sono le prime pubblicazioni in edizione economica.
Panorama e gli Oscar Mondadori[modifica]
Qualche anno più tardi, nel 1962, Mondadori pubblica "Panorama". Il periodico, preceduto da cinque numeri zero, nasce come mensile d'informazione il cui fondatore e direttore è Nantas Salvalaggio. Nei primi anni la rivista ottiene un tiepido riscontro, sarà poi sotto la guida del direttore Lamberto Sechi che, ispirandosi alla formula editoriale di Time e Newsweek, lo trasformerà in periodico di attualità raggiungendo i favori di pubblico e pubblicità.[23]
Nel 1965 è la prima casa editrice a lanciare una collana di libri tascabili nelle edicole (gli Oscar Mondadori): un esperimento che avrà un enorme successo e che sarà imitato da molti editori. L'obiettivo della collana era quello di raggiungere quel pubblico poco abituato all'acquisto in libreria. Il primo romanzo pubblicato con questa formula fu "Addio alle armi" di Ernest Hemingway, che riscontrò subito grandi risultati in termini di copie vendute.[15]
Il periodo di grande espansione porta la Mondadori a diventare, nel decennio '60, il primo gruppo editoriale italiano nel settore librario e la 46a società italiana per fatturato complessivo.
Nel 1968 il fondatore Arnoldo Mondadori nomina suo successore alla presidenza il figlio Giorgio. Nel 1969 viene ridisegnato da Bob Noorda il logo.
Nello stesso anno vede la luce un nuovo progetto editoriale di Mondadori, la collana I Meridiani, che ha lo scopo di raccogliere in una sola opera gli scrittori più significativi di tutti i tempi e di tutte le letterature. Ai classici antichi e moderni, si affianca la letteratura del novecento. Vengono pubblicati 256 titoli dedicati a 172 autori nei primi quarant'anni di vita della collana.[24]
Dagli anni sessanta al 1991[modifica]
Nel corso degli anni settanta la Mondadori acquisisce la struttura definitiva di grande gruppo multimediale. Il portafoglio dei periodici si espande in diversi settori: economico (Espansione); domestico (Casaviva, Guida Cucina, Guida Maglia; Guida tv); per ragazzi (Centocose, Dolly, Barbie – Topolino è leader nel segmento con 500.000 copie); femminili (' 'Donna Più); maschili (Il Fotografo); culturali (i trimestrali Nuovi Argomenti e Prometeo).
Nel 1976 grazie ad una joint venture con il Gruppo Editoriale L'Espresso nasce il quotidiano la Repubblica.[25] Nello stesso anno Giorgio Mondadori lascia la casa editrice per mettersi in proprio fondando la Editoriale Giorgio Mondadori.
Alla fine degli anni settanta fa la sua breve comparsa un particolare tipo di stampa: il Bilibro animato. Nello stesso periodo la Mondadori entra nel mercato televisivo - prima attraverso la G.P.E. e la Telemond, società di raccolta pubblicitaria - e poi nel 1981 con una propria rete televisiva, Rete quattro. Non si ottengono i risultati attesi e nel 1984 la rete viene ceduta alla Fininvest. La cessione però non copre le perdite. Per la prima volta dai tempi di Borletti, il gruppo accetta l'ingresso nell'azionariato di capitali provenienti da ambienti industriali e finanziari estranei al mondo dell'editoria.
Nel 1980 una joint venture con la canadese Harlequin Enterprises porta alla nascita di Harlequin Mondadori, che tratta esclusivamente romanzi rosa. La casa editrice pubblica in Italia la collana Harmony, che in breve tempo diventa leader di mercato con il 55% del totale.
A cavallo fra gli anni ottanta e novanta, la CIR di De Benedetti e la Fininvest di Berlusconi si contendono la proprietà della Mondadori: per dirimere la questione si affidano ad un arbitrato super partes. Il conseguente lodo arbitrale, depositato il 20 giugno 1990, dà ragione a De Benedetti, ma Berlusconi impugna il lodo dinanzi alla Corte di Appello di Roma che il 24 gennaio 1991 lo annulla, riassegnando la Mondadori alla Fininvest. Successivamente, nel 2007 la Cassazione stabilirà che quella sentenza era stata viziata dalla corruzione del giudice da parte di Cesare Previti.
Dal 1991 ad oggi[modifica]
Nel 1991, quindi, entra a far parte del gruppo Fininvest, attuale azionista di maggioranza (53,06%). L'azienda è guidata da Marina Berlusconi (presidente) ed Ernesto Mauri (amministratore delegato), mentre il Cda è composto da 14 membri: Marina Berlusconi, Pier Silvio Berlusconi, Pasquale Cannatelli, Bruno Ermolli, Ernesto Mauri, Martina Mondadori, Danilo Pellegrino, Roberto Poli, Angelo Renoldi, Mario Resca, Cristina Rossello, Carlo Sangalli, Marco Spadacini, Carlo Maria Vismara.
Nel 1994 la Mondadori pubblicò un saggio riguardante la mafia dal titolo L'Europe des parrains (L'Europa dei padrini), del giornalista francese Fabrizio Calvi, nel quale l'autore parlava anche delle inchieste svolte nel 1984 dalla Criminalpol sui "legami dell’entourage di Berlusconi con il boss Vittorio Mangano”. La Mondadori, in fase di traduzione in italiano, eliminò tutti i riferimenti al Cavaliere ed al fattore di Arcore[26].
Nel 2001, in seguito ad un accordo con la Microsoft Corporation, viene creato il primo sito italiano per la vendita degli eBook (libri elettronici).
Nel gennaio del 2005 la Mondadori acquista l'emittente radiofonica Radio 101 One-O-One, tramite Monradio S.r.l., trasformandola in R101, acquistando anche il 10% della società Rock FM S.r.l..
Nell'agosto del 2006 ottiene il controllo della filiale francese (Emap France) del gruppo editoriale inglese EMAP plc. per 545 milioni di euro, rinominandola poi Mondadori France. La quota di mercato detenuta dalla società nella stampa periodica è considerata la terza per dimensione nel paese.
Oltre a controllare alcune case editrici, pubblica alcuni libri insieme con la Rai Eri.
La cessione delle attività di stampa[modifica]
Nel novembre del 2008 Mondadori vende l'80% del capitale di Mondadori Printing S.p.A. (società in cui erano concentrate le attività della divisione grafica e di stampa) al Gruppo Pozzoni[27]. Nel gennaio 2012 viene acquisito dal Gruppo Pozzoni il rimanente 20% del capitale[28]. Nell'aprile 2012 Mondadori Printing S.p.A. ha acquistato dalla Pozzoni S.p.A. il ramo d'azienda Elcograf e Datamill[29]. A dicembre 2012 viene rimossa la vecchia insegna Mondadori Printing dagli stabilimenti di Verona, a testimoniare il cambio definitivo di proprietà e gestione[30].
Da gennaio 2010 le attività della divisione libri del Gruppo Mondadori vengono presidiate da due nuove Direzioni Generali: editoria “Trade”, o più propriamente editoria d’autore (libri di narrativa e saggistica pubblicati da Mondadori, Einaudi, Piemme e Sperling), ed editoria “di Creazione” (libri progettati internamente come quelli scolastici, d’arte e illustrati pubblicati da Mondadori Education ed Electa).
La partnership con Kobo[modifica]
Nel luglio del 2012 viene annunciato[31] l'accordo con la società canadese Kobo (del gruppo giapponese Rakuten) in base al quale Mondadori distribuirà sul mercato italiano gli e-reader e i tablet della famiglia Kobo, caratterizzati dalla capacità di leggere e-book in qualsiasi formato (aperto) e quindi non vincolati a uno specifico fornitore. In base all'accordo l'intero catalogo elettronico di Mondadori viene unito a quello mondiale di Kobo, all'interno del sito http://www.kobobooks.com. Dopo qualche settimana l'e-store di Mondadori, Bol.it, viene trasformato in InMondadori.it e agganciato alla piattaforma Kobo.
La trasformazione da Bol.it a InMondadori non riguarda solo gli spazi virtuali, visto che da settembre 2012 anche molti negozi fisici Mondadori cambiano insegna per diventare InMondadori[32].
Nell'ottobre 2012 la joint venture Mondadori-Bertelsmann annuncia la chiusura di Focus Extra, Focus Domande e Risposte, Focus Brain Trainer, Wars, Biografie, Jack, Geo e Focus Wild, con 60 esuberi (su 120 dipendenti)[33]; la vicenda si chiude nel gennaio del 2013, quando viene firmato[34] l'accordo sullo stato di crisi alla Gruner+Jahr/Mondadori, approvato all'unanimità dall'assemblea dei giornalisti della casa editrice.
Un caso controverso di boicottaggio riguarda il libro Imprimatur scritto da Rita Monaldi e Francesco Sorti.[senza fonte]
I numeri del 2010[modifica]
- 53.400.000 copie stampate (2008)
- 2.379 nuovi volumi pubblicati
- 517 negozi/librerie della divisione retail
- 50 società controllate
- 42 magazine pubblicati in Italia
- 27 magazine pubblicati in Francia
- 27,1% quota di mercato Libri in Italia
- 34,2% quota di mercato Periodici in Italia
Processo lodo Mondadori[modifica]
| Per approfondire, vedi Lodo Mondadori. |
Il 13 luglio 2007, la II sezione penale della Corte di cassazione ha reso definitiva la condanna ad un anno e sei mesi per Cesare Previti, ed altri imputati, comminata in secondo grado. Questa sentenza stabilisce in modo definitivo che la sentenza del 14 gennaio del 1991 con cui la Corte d'appello di Roma annullava il lodo arbitrale - che assegnava la maggioranza alla cordata che faceva riferimento a Carlo De Benedetti - era frutto di corruzione.[35]
Principali società del gruppo[modifica]
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Principali collane[modifica]
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Collane libri economici Collane storiche Collane Ragazzi |
Periodici pubblicati in Italia[modifica]
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Informazioni finanziarie[modifica]
Tabella con confronto dei principali dati finanziari di Mondadori degli ultimi 6 anni[38] [39]:
| Anno | Fatturato (milioni €) | Margine Lordo Operativo – EBITDA (milioni €) | Risultato Operativo – EBIT (milioni €) | Utile Netto (milioni €) |
|---|---|---|---|---|
| 2012 | 1.416,1 | 66,5 | -151,6 | -167,3 |
| 2011 | 1.507,2 | 130,4 | 103,8 | 49,6 |
| 2010 | 1.558,3 | 140,2 | 114,2 | 42,1 |
| 2009 | 1.540,1 | 106,2 | 71,8 | 34,3 |
| 2008 | 1.819,2 | 249,2 | 203,5 | 97,1 |
| 2007 | 1.958,6 | 268,9 | 225,2 | 112,6 |
Azionariato[modifica]
La società è controllata dalla famiglia Berlusconi che detiene la maggioranza dell'azionariato con il 53,06%. Questa la suddivisione delle quote[40]:
- Fininvest = 53,06%
- Altri azionisti <2% = 27,56%
- Silchester International Inverstors Ltd. = 13,32%
- Arnoldo Mondadori Editore Spa: = 6,06%
Note[modifica]
- ^ http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,499572/Mondadori_nel_2012_perdita_da_167_3_mln_ma.aspx?refresh_ce
- ^ http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,499572/Mondadori_nel_2012_perdita_da_167_3_mln_ma.aspx?refresh_ce
- ^ http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,499572/Mondadori_nel_2012_perdita_da_167_3_mln_ma.aspx?refresh_ce
- ^ Mondadori, redattori del periodico "Luce!", Ostiglia 1900-1909. Sistema archivistico nazionale, 19 novembre 2012
- ^ Linea del Tempo 1912. Gruppo Mondadori. URL consultato in data 29 giugno 2012.
- ^ Giornali di trincea. Museo Satira. URL consultato in data 29 giugno 2012.
- ^ Mondadori, Catalogo storico dei libri per la scuola, p. 13. Franco Angeli. URL consultato in data 29 giugno 2012.
- ^ Linea del Tempo 1926. Gruppo Mondadori. URL consultato in data 29 giugno 2012.
- ^ 1929, un'estate thriller con il Giallo Mondadori. Corriere della Sera. URL consultato in data 29 giugno 2012.
- ^ Linea del Tempo 1929. Gruppo Mondadori. URL consultato in data 29 giugno 2012.
- ^ Mario Lombardo, La stampa periodica in Italia , Roma, Editori Riuniti, 1985.
- ^ Mario Lombardo, op. cit..
- ^ Linea del Tempo 1933. Gruppo Mondadori. URL consultato in data 29 giugno 2012.
- ^ Il titolo originale era The Children's Encyclopedia, pubblicata da Arthur Mee.
- ^ a b c d Mondadori, Arnoldo. Treccani. URL consultato in data 29 giugno 2012.
- ^ Arnoldo Mondadori Editore. SIUSA. URL consultato in data 29 giugno 2012.
- ^ Nel 1988 la Disney diventerà autonoma e cesserà l'accordo con Mondadori.
- ^ Tra la guerra e la pace in Italia: cinque formidabili "editori protagonisti" e un agente. Griseldaonline. URL consultato in data 29 giugno 2012.
- ^ Linea del Tempo 1948. Gruppo Mondadori. URL consultato in data 2 luglio 2012.
- ^ Urania. Curiosando. URL consultato in data 2 luglio 2012.
- ^ Linea del Tempo 1952. Gruppo Mondadori. URL consultato in data 2 luglio 2012.
- ^ La storia. Gruppo Mondadori. URL consultato in data 2 luglio 2012.
- ^ Linea del Tempo 1962. Gruppo Mondadori. URL consultato in data 2 luglio 2012.
- ^ I Meridiani. Einaudi Bologna. URL consultato in data 2 luglio 2012.
- ^ Il Gruppo Espresso uscirà definitivamente dalla Mondadori nel 1991.
- ^ Le bugie di Mondadori e la censura sui “Padrini”. il Fatto Quotidiano. URL consultato in data 9/7/2011.
- ^ Storia di Mondadori Printing. URL consultato in data 10/12/2012.
- ^ Mondadori: cede a Pozzoni 20% di M. Printing. Prima Comunicazione. URL consultato in data 10/12/2012.
- ^ Pozzoni riorganizza l'area periodici. Elcograf e Datamill assorbite da Mondadori Printing. Stampamedia. URL consultato in data 10/12/2012.
- ^ Addio Mondadori, via con l'insegna un pezzo di storia. l'Arena. URL consultato in data 10/12/2012.
- ^ L’annuncio di Costa (Mondadori): “Venderemo il reader Kobo in Italia”. Corriere della Sera. URL consultato in data 19/3/2013.
- ^ INMONDADORI, AL VIA L’ECOSISTEMA MULTICANALE CHE RIUNISCE TUTTO IL MONDO RETAIL DEL GRUPPO MONDADORI. IL NOME NASCE DA UN’IDEA DI OVNI. YouMark. URL consultato in data 19/3/2013.
- ^ http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/10/16/mondadori-taglia-riviste-scientifiche-funerale-protesta-dipendenti/207604/
- ^ FIRMATO L’ACCORDO SULLO STATO DI CRISI alla GRUNER+JAHR/MONDADORI. Cassa integrazione a rotazione con una riduzione dell'orario di lavoro del 24 per cento e con la conseguente riduzione dello stipendio. Un sacrificio votato all'unanimità che la dice lunga sul senso di responsabilità e di solidarietà dei redattori che hanno in tal modo impedito l'espulsione di 17 cosiddetti esuberi.. Franco Abruzzo. URL consultato in data 19/3/2013.
- ^ Lodo-Mondadori, confermate le condanne, Corriere della Sera, 13 luglio 2007
- ^ Dal 1º Luglio 2011 la società Mondolibri S.p.A. è stata incorporata nella società Mondadori Direct S.p.A. (già Mondadori Retail S.p.A.). Club degli editori, 1 luglio 2011
- ^ Da Bol.it a InMondadori.it: Mantovani racconta la svolta dello store online di Segrate. Affari Italiani, 7 novembre 2012
- ^ sito della società
- ^ profilo società su sito Borsa Italiana
- ^ Profilo società su sito Borsa Italiana. URL consultato in data 5/12/2012.