Giorgio Monicelli

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Giorgio Monicelli intorno agli anni quaranta

Giorgio Monicelli (Tradate, 21 maggio 1910Milano, 2 novembre 1968) è stato un traduttore ed editore italiano, fratello maggiore del regista cinematografico Mario.

Fondatore di Urania nel 1952 e ideatore della parola "fantascienza" (parola d'autore creata con un calco linguistico dell'inglese science fiction)[1], è considerato colui che ha introdotto il genere in Italia.[2]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio illegittimo di Tomaso e dall'attrice Elisa Severi, apprende da autodidatta la lingua inglese e francese. La zia Andreina Monicelli fu la moglie di Arnoldo Mondadori. Avendo affinità con la famiglia Mondadori, si trova presto nel mondo dell'editoria. Inizia la sua carriera nel mondo dei libri a 18 anni, traducendo dal francese e dall'inglese, anche con lo pseudonimo di Tom Arno. Traduce dal francese Estaunié, Dorgelès, Maupassant, Zola e Simenon. Nel 1935 viene assunto dalla edizioni Walt Disney-Mondadori, traducendo albi a fumetti[3]. Figura come redattore della collana Galassia dell'Editrice Galassia, Udine, sia come Monicelli, sia con lo pseudonimo Patrizio Dalloro.

Per l'editore Ponzoni di Milano realizzò la collana I Romanzi del Cosmo (giugno 1958), che curò come Tom Arno per 10 numeri. Dal 1952 al 1959 curò la parte narrativa per la rivista Visto, pubblicando (e traducendo) centinaia di racconti, nella massima parte fantascientifici, spesso in forma condensata.

Fondò e diresse, nel 1949, la collana di narrativa contemporanea della Mondadori Medusa, quindi, nel 1952, la rivista Urania e la collana I romanzi di Urania (che alcuni anni dopo abbreviò il suo nome in Urania), illustrata all'epoca da disegnatori come Kurt Caesar (1906-1974) e Carlo Jacono (1929-2000). È proprio a Monicelli che si deve, sulle pagine di Urania, l'invenzione del neologismo "fantascienza", calco dell'inglese science fiction[1].

Nel 1961 abbandonò la direzione di Urania per seri problemi di salute, ma anche per gravi conflitti con i dirigenti della Mondadori, nonostante la stretta parentela - Arnoldo Mondadori era suo zio e Alberto era suo cugino.

Monicelli continuò brevemente a prestare la sua opera di traduttore; per alcuni numeri, la curatela della rivista venne assunta da Andreina Negretti (in redazione dal 1958), fino all'avvento di Carlo Fruttero. Nel 1937 ha sposato Italia Buzzi da cui ebbe tre figlie: Diana, Fede ed Eva. Aveva un'altra figlia, Elisa, da un matrimonio precedente. Passerà gli ultimi anni, prima di morire di cirrosi epatica nell'autunno del 1968, con la sua ultima compagna, Maria Teresa "Mutty" Maglione, anche lei traduttrice alla Mondadori. Oltre a fantascienza e gialli, Monicelli si occupò anche di traduzioni di testi della narrativa inglese, come George Orwell e Malcolm Lowry, e di quella americana, come Ernest Hemingway, Nelson Algren e Ray Bradbury (Fahrenheit 451 e Cronache marziane).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Parole d'autore (in "Enciclopedia dell'italiano", Treccani), 13/01/2014.
  2. ^ Antonello 2008, op. cit.
  3. ^ Giorgio Monicelli, 28/05/2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti
Approfondimenti
  • Luigi Cozzi, Dossier Fantascienza: L'Uomo che inventò la fantascienza, in «Mystero» n. 6, novembre2000, pp. 46-51.
  • Luigi Cozzi, Giorgio Monicelli. Gli occhi pieni di stelle, in «Mystero» n. 10, marzo 2001, pp. 48-53.
  • Luigi Cozzi, Giorgio Monicelli. Il Cittadino dello Spazio, in «Mystero» n. 16, settembre 2001, pp. 46-52.
  • Luigi Cozzi, Giorgio Monicelli. L'uomo che inventò "Urania", in «Mystero» n. 25, giugno 2002, pp.55-60.
  • Luigi Cozzi, I mondi invisibili di Giorgio Monicelli, in «Mystero» n. 24, maggio 2002, pp. 56-60.
  • Luigi Cozzi, Monicelli contro tutti, in «Mystero» n. 9, Febbraio 2001, pp. 50-55.
  • Luigi Cozzi, Tra le sabbie di Marte con Giorgio Monicelli, in «Mystero» n. 13, giugno 2001, pp. 46-50.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]