Fahrenheit 451

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Fahrenheit 451
Ray Bradbury 1959.JPG
L'autore Ray Bradbury nel 1959
Autore Ray Bradbury
1ª ed. originale 1953
1ª ed. italiana 1956
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza distopica
Lingua originale inglese
Ambientazione imprecisato futuro (dopo il 1960)
Personaggi Guy Montag, Clarisse, Mildred, Beatty, Faber

Fahrenheit 451 (edito in Italia anche con il titolo Gli anni della fenice) è un romanzo di fantascienza del 1953 scritto da Ray Bradbury.

Nasce come espansione del racconto breve The Fireman, pubblicato originariamente nel numero di febbraio 1951 della rivista Galaxy Science Fiction e, in italiano, sulla rivista Urania in due puntate (nn. 13 e 14, novembre e dicembre 1953) con il titolo Gli anni del rogo. In forma di romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1953 sulla nascente rivista Playboy, sul secondo, terzo e quarto numero[1].

Ambientato in un imprecisato futuro posteriore al 1960, vi si descrive una società distopica in cui leggere o possedere libri è considerato un reato, per contrastare il quale è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume.

Il titolo del romanzo si riferisce a quella che Bradbury riteneva essere la temperatura di accensione della carta (e che nel Sistema internazionale corrisponde a circa 506 K , 233 °C), anche se nel testo non vi si fa riferimento: tale cifra compare, infatti, solo sul numero sull'elmetto da pompiere del protagonista Montag. In realtà la temperatura d'accensione della carta dipende dal suo spessore: quella di giornale si accende per esempio a 185 °C, quella da lettera a 360 °C.

Nel 1966 il libro è stato trasposto in un omonimo film per la regia di François Truffaut. Nel 2004 al libro è stato assegnato il premio Retro Hugo come miglior romanzo 1954.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il rogo di un libro

Il protagonista Guy Montag lavora nel corpo dei pompieri, i quali hanno il compito di rintracciare chi si è macchiato del "reato di lettura", bruciandone tutti i libri. I cittadini rispettosi della legge devono utilizzare la televisione per istruirsi, informarsi e vivere serenamente al di fuori di ogni altra inutile forma di comunicazione. La televisione viene utilizzata dal governo come mezzo ossessivo per definire le regole sociali, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

All'inizio della narrazione Montag sembra convinto della sua missione distruttiva:

« Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia[2] »

Un giorno però commette un'improvvisa infrazione: decide di leggere un breve trafiletto di un libro che dovrebbe bruciare. In seguito, attirato dalla sua prima fugace lettura, salva alcuni libri e inizia a leggerli di nascosto. La decisione di infrangere le regole gli viene suggerita dalla conoscenza di Clarisse, una ragazza sua vicina di casa, che mostra un modo di vivere diverso dagli altri. Infatti Montag ha notato che i familiari di Clarisse alla sera non guardano la televisione, che non possiedono, ma trascorrono il tempo parlando tra di loro, con un'allegria e una spensieratezza difficili da comprendere e facilmente invidiabili.

La famiglia di Clarisse sembra felice, a differenza di quella di Montag, la cui moglie Mildred (che ha appena tentato il suicidio ingerendo barbiturici) non vuole avere figli. Montag, dopo aver riflettuto a lungo, prende coscienza di non amare né realmente conoscere quella donna, e capisce che nella sua vita c'è qualcosa di profondamente sbagliato. La lettura dei libri che ha preso lo conduce a scoprire un nuovo mondo, ma lo spinge anche verso la rovina. Mildred, dopo aver scoperto l'infrazione del marito e dato l'allarme alla caserma, abbandona Montag, mentre i vigili del fuoco lo costringono a bruciare i suoi libri. Poco dopo Montag, minacciato e provocato dalle parole del suo ex capo Beatty, in preda alla rabbia brucia quest'ultimo con un lanciafiamme insieme alla casa e, ferito da un segugio meccanico che poi distruggerà con lo stesso lanciafiamme, fugge dolorante verso la periferia della città.

Montag si ripara poi lungo il fiume, sulle cui rive incontra un gruppo di uomini fuggiti dalla società che, insieme ad altri loro compagni sparsi per tutta la nazione, costituiscono la memoria letteraria dell'umanità, in quanto conoscono a memoria numerosi testi letterari andati ormai perduti. Sulla città viene sganciato un ordigno nucleare e Montag, con i suoi nuovi compagni, si avvia verso di essa per prestare soccorso ai sopravvissuti.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

La passione di Bradbury per i libri, che lo accompagnerà per tutta la vita, cominciò molto presto. Come cliente frequente delle librerie locali tra il 1920 e il 1930, spesso fece notare il suo disappunto per il fatto che non fossero rifornite di popolari romanzi fantascientifici, come ad esempio quelli di H. G. Wells, perché all'epoca non erano considerati abbastanza eruditi. Tra questo episodio e il venire a sapere della distruzione della Biblioteca di Alessandria[3], nel giovane uomo si fece strada la profonda consapevolezza della vulnerabilità alla censura e alla distruzione a cui sono soggetti i libri. Una volta diventato teenager Bradbury fu inorridito dal rogo dei libri perpetrato dal regime nazista e in seguito anche dalla campagna politica di repressione messa in atto da Stalin, le Grandi purghe, durante la quale numerosi poeti e scrittori, tra gli altri, furono arrestati e spesso giustiziati[4].

Nel 1945, dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale e dopo le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, gli USA concentrarono il loro interesse sul progetto della bomba atomica sovietica e l'espansione del comunismo. La Commissione per le attività anti-americane (HUAC) - nata nel 1938 per investigare su cittadini americani che fossero in qualche modo collegati ai comunisti - nel 1947 tenne delle udienze per investigare su presunte influenze del comunismo nelle produzioni di film a Hollywood. Queste udienze risultarono nella lista nera dei cosiddetti "Hollywood Ten"[5], un gruppo di sceneggiatori e registi piuttosto influenti. Questa interferenza del governo in affari artistici e di tipo creativo scatenò l'ira di Bradbury[6]. Amareggiato e interessato alle mosse del suo governo, in una notte del tardo 1949 incontrò uno zelante poliziotto che avrebbe ispirato Bradbury per la stesura di una breve storia, "The Pedestrian", che sarebbe dapprima diventata "The fireman" e poi "Fahrenheit 451". L'ascesa del senatore McCarthy e le sue udienze di accusa contro i comunisti a partire dal 1950, avrebbero approfondito a dismisura il disprezzo dello scrittore nei confronti del governo.

Lo stesso anno che  la commissione per l’attività anti-americane iniziò ad investigare a Hollywood è spesso considerato l’inizio della guerra fredda, come nel marzo 1947, fu annunciato dalla Dottrina Truman. Intorno al 1950, la guerra fredda era al suo apice e la paura degli americani per la guerriglia atomica e l’influenza comunista era a livelli febbrili. La scena era pronta per la stesura dell’olocausto nucleare presente alla fine del romanzo “Fahrenheit 451”, esemplificando uno scenario tanto temuto dal popolo americano del tempo.

Nella sua giovinezza, Bradbury fu un testimone dell’età d’oro della radio, mentre la transizione all'età d’oro della televisione iniziò all'incirca quando cominciò a lavorare sulle storie che l’avrebbero condotto a Fahrenheit 451.Bradbury vide questi media come una minaccia alla lettura dei libri, come una minaccia alla società, perché possono costituire una distrazione dalle questioni più importanti. Questo disprezzo per i mass media si esprimerà attraverso Mildred e le sue amiche ed è un importante tema presente all'interno del libro.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il testo – dal quale lo stesso Bradbury ha tratto una versione per il teatro – rientra nel filone della fantascienza sociologica e vuole rappresentare in modo esplicito i rischi di una società distopica.

Secondo alcuni critici[senza fonte] vorrebbe altresì simboleggiare un'allegoria del maccartismo imperante nella società statunitense dei primi anni cinquanta. Secondo altri,[senza fonte] l'autore avrebbe inteso prefigurare semplicemente una società distopica cresciuta all'ombra di cervellotici machiavellismi.

Analogie con Huxley e Orwell[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo di Bradbury affronta il tema delicato della gestione delle informazioni e del controllo della società e - sotto questo particolare aspetto - tratta lo stesso tema dell'altrettanto famoso romanzo di Aldous Huxley Il mondo nuovo, pubblicato nel 1932. In entrambi i romanzi l'attenzione delle persone verso l'operato del governo è annichilita dall'imposizione di un consumo di massa, dove il fine ultimo è apparenza, protagonismo e appagamento materialista. Nonostante il proposito delle dittature, la felicità risulta essere solo apparente e sussistono numerose manifestazioni di depressione, che però possono essere eliminate facilmente grazie all'uso di stupefacenti.

Fahrenheit 451 ha anche numerose analogie con il romanzo 1984 di George Orwell: in entrambe le storie è incoraggiata la delazione (persino fra componenti dello stesso nucleo familiare) e si fa un uso massiccio della censura, dove però quest'ultima è organizzata in modo differente. Mentre in 1984 tutte le notizie vengono costantemente falsate ad opera di un ministero delegato, nel romanzo di Bradbury è bandita qualsiasi informazione scritta. I libri sono quindi dichiarati materiale illegale, e come tale, tenuti nascosti nei posti più disparati dai lettori fuorilegge per far fronte alle continue incursioni dei pompieri incendiari.

A differenza di quanto accade in 1984, Fahrenheit 451 e il Mondo nuovo possono essere considerati libri critici verso le degenerazioni informative dei regimi democratici, basati sul sempre più invadente consumo di massa. In ogni caso il libro di Bradbury ha un finale aperto a una nuova vita e alla speranza, mentre Huxley e Orwell non lasciano alcuna via di fuga.

Opere derivate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fahrenheit 451 (film).

Nel 1966 il libro è stato trasposto in un omonimo film, diretto da François Truffaut e con Oskar Werner nella parte di Guy Montag.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il breve racconto dello scrittore Robert Sheckley The Mnemone (1971) narra di un'epoca dove i libri sono banditi ed in un piccolo centro americano sopraggiunge un uomo la cui conoscenza mnemonica di numerosi testi permette di tramandarli oralmente a dei potenziali clienti.[7]

Papercelsius 154 è una parodia disneyana a fumetti del romanzo, scritta da Giorgio Figus e disegnata da Claudio Panarese, pubblicata su Topolino n. 2156. In questa storia è la musica ad essere proibita.

Parecchi elementi della storia si ritrovano nel film Equilibrium; tra questi, il rogo dei libri, l'appartenenza del protagonista a una speciale milizia governativa e il suo ravvedimento. Nel film, comunque, sono le emozioni ad essere proibite, e di conseguenza tutti gli oggetti del passato che hanno il potere di evocarle, libri inclusi.

A titolo e tag-line di questo romanzo si è ispirato il regista statunitense Michael Moore per il suo documentario Fahrenheit 9/11 basato sui fatti dell'11 settembre 2001. Bradbury si è detto molto infastidito dal "furto" del titolo, chiedendo più volte le scuse di Moore e un cambio di titolo del film.[8][9]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ray Bradbury, un ragazzo con i capelli bianchi - Repubblica.it
  2. ^ Ray Bradbury, Fahrenheit 451: Gli anni della Fenice, A. Mondadori, 1986
  3. ^ Cusatis, John (2010). Research Guide to American Literature: Postwar Literature 1945–1970. Facts on File Library of American Literature 6 (New ed.). New York, NY: Infobase Publishing. ISBN 978-1-4381-3405-5.
  4. ^ “Ray Bradbury’s Fahrenheit 451 audio guide”.The Big Read. 08:57–09:44. "Well, we should learn from history about the destruction of books. When I was fifteen years old, Hitler burned books in the streets of Berlin. And it terrified me because I was a librarian and he was touching my life: all those great plays, all that great poetry, all those wonderful essays, all those great philosophers. So, it became very personal, didn't it? Then I found out about Russia burning the books behind the scenes. But they did it in such a way that people didn't know about it. They killed the authors behind the scenes. They burned the authors instead of the books. So I learned then how dangerously it all was."
  5. ^ “Playboy Interview: Ray Bradbury”. raybradbury.com. "In the movie business the Hollywood Ten were sent to prison for refusing to testify before the HUAC, and in the Screen Writers Guild Bradbury was one of the lonely voices opposing the loyalty oath imposed on its members."
  6. ^ Beley, Gene (2007). Ray Bradbury uncensored!. Lincoln, NE: iUniverse. ISBN 978-0-595-37364-2
  7. ^ Robert Sheckley, Giardiniere di uomini, antologia, collana Urania n. 604, 29 ottobre 1972
  8. ^ "Fahrenheit 451" author wants title back in Hardball with Chris Matthews, 29 giugno 2004.
  9. ^ Call it a tale of two 'Fahrenheits', MSNBC, 29 giugno 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni di Fahrenheit 451 in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.