Émile Zola

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(FR)
« La science a-t-elle promis le bonheur? Je ne le crois pas. Elle a promis la vérité, et la question est de savoir si l'on fera jamais du bonheur avec de la vérité. »
(IT)
« La scienza ha promesso la felicità? Non credo. Ha promesso la verità, e la questione è sapere se con la verità si farà mai la felicità. »
(Émile Zola[1])
Émile Zola

Émile Zola (Parigi, 2 aprile 1840Parigi, 29 settembre 1902) è stato un giornalista, scrittore e saggista francese. È considerato il creatore del filone naturalista.

Firma di Zola

Indice

Biografia [modifica]

Ritratto del giovane Zola (a destra) assieme ai genitori

Émile Zola, nasce a Parigi il 2 aprile 1840, figlio di François Zola (nato Francesco Zolla) un militare e ingegnere italiano, ufficiale della Legione straniera francese ed originario di Venezia, e di Émilie Aubert (1819-1880), una francese (della Beauce, una regione della Francia centrale), di ventidue anni più giovane del marito.[2] L'infanzia e la prima giovinezza di Emile trascorrono a Aix-en-Provence, dove il padre è stato chiamato a dirigere la costruzione di una diga e di un canale per alimentare la città di acqua potabile. A questo periodo risale la sua amicizia con Paul Cézanne e Philippe Solari. Morto il padre (1847), il ragazzo compie i suoi studi ad Aix e vi resta fino al 1858, anno in cui raggiunge la madre, che, soprattutto per le crescenti difficoltà economiche, è rientrata a Parigi.[3]Nello stesso anno, si ammalò di tifo, ma guarì.[4]

Émile Zola con i suoi figli, Denise e Jacques

Carriera letteraria e giornalistica [modifica]

Nella capitale, Zola ha difficoltà di ambientamento che si riflettono sui suoi studi presso il liceo Saint-Louis. Dopo essere stato respinto per due volte agli esami di maturità (baccalauréat), decide di abbandonare gli studi e di trovarsi un lavoro. Fra il 1860 e il 1861 egli lavora presso l'amministrazione dei Docks ma presto abbandona l'impiego non traendone soddisfazione, quindi si sostenta a malapena con vari tipi di attività. In questo periodo inizia a scrivere poesie. Nel 1862 entra come fattorino nella casa editrice Hachette. Qui viene notato per la sua intelligenza e gli viene affidato l'ufficio Pubblicità. Questo lavoro gli permette di entrare in contatto con il mondo letterario e artistico del tempo.[5] Nello stesso anno ottiene la cittadinanza francese. Sempre nello stesso anno, inizia la sua collaborazione al Journal populaire di Lilla. Inizia così la sua carriera di giornalista, attività che proseguirà per tutta la vita, contemporaneamente a quella di scrittore. Nel 1864 pubblica il suo primo libro: i Contes à Ninon (una raccolta di racconti che non ottiene particolare successo) e nel 1865 il romanzo la Confession de Claude. Tutte e due le opere risentono di influssi romantici. Sposa nel frattempo (1870) Alexandrine Meley, ma avrà due figli dall'amante Jeanne Rozerot nel 1889 e nel 1891. Dopo un tentativo di separazione della moglie, Zola lasciò la giovane, ma la stessa signora Zola avrebbe accettato di ospitare e occuparsi dei due bambini ed, in seguito, ebbe anche un rapporto conciliante con la loro madre, dopo la morte dello scrittore.[6] A proposito della sua situazione familiare Zola ebbe a dichiarare: "Sono andato a letto con le mogli dei miei migliori amici. Davvero, in amore non ho alcun senso morale...".[7]

Il romanzo sperimentale e la nascita del Naturalismo [modifica]

Ammiratore dei fratelli Goncourt[8], di Honoré de Balzac e di Gustave Flaubert e attirato dalla idee di Hippolyte Taine e di Claude Bernard, Zola si avvicina sempre più alla corrente del Naturalismo. Nel 1866 egli lascia l'editore Hachette, inizia a scrivere come critico letterario e pubblica due raccolte di articoli. Nel 1867 pubblica il suo primo grande romanzo, Thérèse Raquin, la cui apparizione è accompagnata da violente polemiche a causa del crudo realismo che lo caratterizza. Nel 1868 pubblica Madeleine Férat, romanzo tratto da un dramma che egli aveva scritto nel 1865, senza riuscire a farlo rappresentare. Sviluppa quindi la sua concezione del romanzo come "opera sperimentale", applicando il metodo scientifico all'osservazione della realtà sociale.[9] Tale teoria lo avvicina a scrittori come Guy de Maupassant e Joris-Karl Huysmans, futuri scrittori del decadentismo, allora fautori del realismo, facendone il caposcuola del Naturalismo. Venne anche in contatto con le idee del socialismo e del marxismo, che approvò in larga parte, anche se molti critici di quell'area politica attaccarono inizialmente i suoi romanzi, poiché troppo pessimisti sul futuro rivoluzionario della classe operaia.[10] Divenne anche ateo e anticlericale, e si avvicinò al positivismo.[11] Così, in seguito alla lettura dei testi scientifici di Charles Darwin sulla selezione naturale e l'ereditarietà, e quelli di Auguste Comte sulla sociologia, formulò le regole del cosiddetto romanzo sperimentale, che doveva riprodurre su carta ciò che sarebbe avvenuto in un laboratorio scientifico per lo studio dell'umanità, rappresentati nel suo primo grande ciclo di romanzi dalla famiglia dei Rougon-Macquart. Zola prese anche posizioni a favore dei diritti degli animali.[12] Le sue idee, lo stile narrativo e le teorie sul naturalismo favorirono anche la nascita di un altro movimento del realismo in letteratura, il Verismo italiano, nato per opera di Giovanni Verga e Luigi Capuana, ma la sua influenza è presente anche su altri della stessa corrente come Federico De Roberto e Matilde Serao (Il ventre di Napoli, riprende il titolo del romanzo zoliano Il ventre di Parigi).

Zola ritratto da Édouard Manet

Negli anni 1870-1893 Zola compone il lungo ciclo dei Rougon-Macquart, una serie di venti romanzi incentrati sulla realtà sociale del tempo, i cui personaggi sono legati da parentela. I personaggi e gli ambienti in cui si muovono sono osservati e descritti con scrupoloso realismo, secondo il canone dell'impersonalità e della cosiddetta "eclissi dell'autore", come in un documentario, anche se è possibile scorgere la simpatia dello scrittore per le classi umili e gli sfruttati della società. Questa sua linea narrativa, oltre a grandi consensi, gli attira spesso violente critiche da parte degli ambienti più conservatori e moralisti dell'epoca. Nei suoi romanzi vengono infatti frequentemente smascherate le ipocrisie e le bassezze della borghesia francese[13], con descrizioni freddamente oggettive anche nei confronti dei costumi sessuali (come in Nanà), il che gli procura anche l'epiteto di pornografo. In altri romanzi vengono denunciate con vigore le miserevoli condizioni di vita delle classi più povere (come per esempio in "Germinal", storia di uno sciopero sindacale ambientato in un villaggio di minatori), o la corruzione della società del Secondo impero, il che gli attirò l'accusa di essere addirittura un sovversivo.

L'affare Dreyfus e il nuovo ciclo di romanzi [modifica]

Nel 1898 intervenne con passione nell'affare Dreyfus in difesa dell'accusato, con una celebre lettera aperta al Presidente, intitolata J'accuse, che fu pubblicata nel quotidiano L'Aurore. Questo intervento, a causa delle accuse rivolte ai vertici delle forze armate, lo costrinse a fuggire in Inghilterra, per evitare il carcere, e può rientrare solo in seguito a un'amnistia.[14] Fu anche amico, fino al 1886, anno della pubblicazione del romanzo L'ouvre, del pittore Paul Cézanne. Questo romanzo, che narrava di un pittore fallito e suicida, causò la fine della loro amicizia. Nello stesso periodo cominciò a lavorare ai nuovi cicli letterari Tre città e I quattro evangeli, anch'essi storia di una famiglia. In particolare nel primo, è famoso il romanzo Lourdes, che contiene accenti polemici contro la religione cattolica, e, per questo fu messo all'Indice dei libri proibiti. Il secondo ciclo, invece, tenta di recuperare gli aspetti genuini e umanitari del cristianesimo, unito al socialismo. L'attività giornalistica si fece inoltre particolarmente intensa e Zola divenne uno dei leader culturali della sinistra francese. In contrasto con la sua attività sociale, si rifiutò di aderire con la sua firma, nel 1896, ad una petizione che chiedeva la grazia per lo scrittore britannico Oscar Wilde, condannato nel 1894 ad un periodo di prigione di tre anni per omosessualità.[15] Zola aveva conosciuto Wilde, insieme ad André Gide, nel 1891[16], forse declinò anche a causa del fatto che l'autore del Dorian Gray aveva definito Thérèse Raquin "capolavoro dell'orrido"[17], pur avendo apprezzato invece Gérminal.[18] Wilde, tornato a Parigi, strinse amicizia con alcuni dei nemici di Dreyfus.[19]

Tomba di Émile Zola nel cimitero di Montmartre fino al 1908.

La morte [modifica]

Tomba di Émile Zola al Panthéon

Émile Zola morì nel 1902, soffocato nel sonno dalle esalazioni di una stufa, ma i dubbi su un assassinio non furono mai fugati del tutto. La moglie Alexandrine riuscì a salvarsi andando nel bagno, mentre lo scrittore non si preoccupò dell'odore di fumo, cercando di rassicurare la moglie.[20] Soltanto anni dopo, in particolare, un certo Henri Buronfosse (morto nel 1923), fumista che con i domestici e gli spazzacamini si era occupato di ripulire la canna fumaria dell'appartamento parigino degli Zola, dove lo scrittore era appena tornato da Medan, sarebbe stato coinvolto (più di cinquant'anni dopo), nel 1953, quando l'anziano Pierre Hacquin confessò di aver ostruito appositamente il camino, assieme a lui. I due uomini avrebbero avuto la complicità del domestico dello scrittore. La loro motivazione sarebbe stata politica: essi, membri di un gruppo nazionalista, volevano vendicare l'affronto del caso Dreyfus.[21][22][23]La morte di Zola venne archiviata nel 1903 come avvelenamento accidentale da monossido di carbonio e l'ipotesi dell'omicidio, pur probabile, non ha mai avuto prove certe.[24] Le sue spoglie sono sepolte a Parigi nel Pantheon, accanto alle tombe di due altri grandi scrittori francesi, Alexandre Dumas padre e Victor Hugo, dove furono traslate dal cimitero di Montmartre nel 1908.

Émile Zola

Le collaborazioni con i giornali [modifica]

L'elenco delle collaborazioni è tratto da "Zola, La disfatta - Edizione Newton p. 16 ISBN 88-8289-115-1"

  • La Provence (1859-1860)
  • Le Journal du dimanche (1861)
  • Athenaeum français (1863)
  • Revue du mois (1863)
  • Le Journal populaire de Lille (1863-1864)
  • L'Écho du Nord (1864)
  • La Nouvelle Revue de Paris (1864)
  • L'Entra'acte (1864)
  • Le Petit journal (1864-1865)
  • Le Courrier du monde (1865)
  • La Revue française (1865)
  • La Vie parisienne (1865)
  • Le Journal des villes et des campagnes (1865)
  • Le Grand journal (1865-1866)
  • Le Salut public de Lyon (1865-1867)
  • Le Figaro (1865-1867)
  • L'Événement (1866)
  • La Revue contemporaine (1866)
  • L'Illustration (1866-1867)
  • La Revue du XIX siècle (1867)
  • La Situation (1867)
  • La Rue (1867)
  • Le Globe (1868)
  • L'Événement illustré (1868)
  • Le Gaulois (1868-1869)
  • La Tribune (1868-1870)
  • Le Rappel (1869-1870)
  • La Marseillaise (1870)
  • La Cloche (1870-1872)
  • Le Sémaphore de Marseille (1871-1872)
  • Le Corsaire (1872)
  • L'Avenir national (1873)
  • La Reinaissance littéraire et artistique (1873)
  • Revue du nouveau monde (1874)
  • Le Messager de l'Europe (1875-1880)
  • Le Bien public (1876-1878)
  • La Vie littéraire (1877)
  • Le Voltaire (1878-1880)
  • La Réforme (1878-1881)
  • Le Figaro (1880-1881)
  • La vie moderne (1881)
  • Le Globe (1881)
  • Le Figaro (1885-1891)
  • Le Figaro (1892)
  • Le Gaulois (1892)
  • Le Journal (1893)
  • Le Temps (1893)

Opere [modifica]

Il J'accuse

Romanzi [modifica]

Ciclo dei "Rougon-Macquart" (1871-1893) [modifica]

Paul Alexis legge un manoscritto a Zola, di Paul Cézanne (1869-1870)
  1. La fortuna dei Rougon (La Fortune des Rougon, 1871)
  2. La cuccagna (La Curée, 1872)
  3. Il ventre di Parigi (Le Ventre de Paris, 1873)
  4. La conquista di Plassans (La Conquête de Plassans, 1874)
  5. La colpa dell'abate Mouret (La Faute de l'Abbé Mouret, 1875)
  6. Sua Eccellenza Eugène Rougon (Son Excellence Eugène Rougon, 1876)
  7. L'ammazzatoio (L'Assommoir, 1877)
  8. Una pagina d'amore (Une Page d'amour, 1878)
  9. Nanà (Nana, 1880)
  10. Quel che bolle in pentola (Pot-Bouille, 1882)
  11. Al paradiso delle signore (Au Bonheur des Dames, 1883)
  12. La gioia di vivere (La Joie de vivre, 1884)
  13. Germinal (Germinal, 1885)
  14. L'Opera (L'Œuvre, 1886)
  15. La Terra (La Terre, 1887)
  16. Il Sogno (Le Rêve, 1888)
  17. La bestia umana (La Bête humaine, 1890)
  18. Il denaro (L'Argent, 1891)
  19. La disfatta (La Débâcle, 1892)
  20. Il dottor Pascal (Le Docteur Pascal, 1893)

Ciclo delle tre città [modifica]

  • Lourdes (Lourdes, 1894)
  • Roma (Rome, 1896), trad. anomina, Roux e Viarengo, Torino 1904
  • Parigi (Paris, 1897), trad. di G. Palma, Roux & Viarengo, Torino 1904

Lourdes [modifica]

Nel suo viaggio a Lourdes, Zola ebbe un'esperienza privilegiata, in quanto vi si trovò proprio nei giorni in cui avvennero le presunte guarigioni di Marie Lebranchu e Marie Lemarchand, due dei miracoli poi riconosciuti ufficialmente, casi che il dottor Boissarie, a capo del Bureau Médical, presentò allo scrittore. Zola, scettico sul tema, nel suo romanzo, si riferì alle due donne, con altro nome, facendole però morire nel racconto. Questo episodio è tornato in auge, in veste polemica, sulla stampa italiana in occasione della pubblicazione sul "Corriere della Sera" di un articolo del giornalista cattolico Vittorio Messori[25]. L'articolo di Messori è stato criticato da Pierluigi Pellini, docente di Letterature Comparate presso l'Università di Siena e curatore di importanti edizioni italiane delle opere di Zola[26].

Appunti di viaggio [modifica]

  • Viaggio a Lourdes (Mon voyage à Lourdes, 1958[27]), tr. Mario Porro, introduzione di Marco Dotti, Medusa, Milano 2010 ISBN 978-88-7698-093-0
  • Diario romano (titolo originale: Mes Voyages), trad. di Silvia Accardi, note di René Ternois, prefazione di Cesare De Seta, SugarCo, Milano 1994 ISBN 88-7198-268-1

Ciclo de I quattro Vangeli [modifica]

  1. Fecondità (Fécondité, 1899)
  2. Lavoro (Travail, 1901)
  3. Verità (Vérité, 1903, postuma)
  4. Giustizia (Justice, incompiuta)

Saggi [modifica]

Romanze [modifica]

Le Nuage

Fotografia [modifica]

Zola si interessò anche di fotografia. Realizzò tra l'altro, molti suoi autoritratti.

Note [modifica]

  1. ^ Discours à l'Assemblée générale des étudiants de Paris (18 maggio 1893), in Œuvres complètes, Émile Zola, ed. François Bernouard, 1927, vol. 50, p. 288
  2. ^ Emile Zola: biografia e opere
  3. ^ Emile Zola: biografia e opere
  4. ^ Introduzione a L'ammazzatoio
  5. ^ Emile Zola: biografia e opere
  6. ^ Source
  7. ^ Il diario dei Goncourt ovvero le avventure erotiche dei grandi scrittori
  8. ^ ibidem
  9. ^ Emile Zola: biografia e opere
  10. ^ Sambugar, Ermini, Salà, Percorsi modulari di lettura, La Nuova Italia
  11. ^ Articolo su Zola, Lourdes e religione
  12. ^ Bruna D'Aguì, Creaturismo. Le fondamenta del creato, Nuova Stampa, Roma 2007, p. 210
  13. ^ Emile Zola: biografia e opere
  14. ^ Emile Zola: biografia e opere
  15. ^ Stuart Merrill, Pour Oscar Wilde: Epilogoe "La Plume" del gennaio 1896
  16. ^ Wilde
  17. ^ Il temperamento dell'autore: Therese Raquin di Zola
  18. ^ Introduzione a Germinal
  19. ^ Oscar Wilde in Paris
  20. ^ Emile Zola: biografia e opere
  21. ^ L'ultima notte di Emile Zola: il giallo è servito
  22. ^ articolo su Libération, dal 29 settembre al 7 ottobre 1953
  23. ^ Alain Pagès, Émile Zola - De J'accuse au Panthéon, Editions Lucien Souny, p. 272-275
  24. ^ Henri Mitterand, Biographie d'Émile Zola Vol 3, L'honneur, p. 801
  25. ^ Da Zola a Internet. L'eterno duello su Lourdes, "Corriere della Sera", 23 febbraio 2010
  26. ^ Il caso è descritto in dettaglio nel post intitolato "Le storie di Messori", del blog Bioetica
  27. ^ Editore Fasquelle. Jean-Dominique Merchet, Lourdes, c'est du Zola, liberation.fr, 11 febbraio 2008

Bibliografia [modifica]

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Collegamenti esterni [modifica]

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