La gioia di vivere

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La gioia di vivere
Titolo originale La joie de vivre
ZolaJoieVivre.jpg
Autore Émile Zola
1ª ed. originale 1884
Genere Romanzo
Lingua originale francese
Serie Ciclo dei Rougon-Macquart
Preceduto da Al paradiso delle signore
Seguito da Germinal

La gioia di vivere (La joie de vivre) è il dodicesimo romanzo dello scrittore francese Émile Zola appartenente al ciclo dei Rougon-Macquert. Il romanzo uscì dapprima a puntate sulla rivista "Gil Blas" nel 1883 e in seguito venne pubblicato in forma di libro dall'editore Charpentier nel febbraio 1884.

Il personaggio principale è Pauline Quenu figlia di Lisa Macquart e M. Quenu salumieri parigini che già erano apparsi nel romanzo del 1873 Il ventre di Parigi dove Pauline aveva una piccolo ruolo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La vicenda del romanzo ha inizio nel 1863 e copre l'arco di dieci anni. Pauline, alla morte dei genitori, va a vivere con i Chanteaus, parenti da parte di suo padre, nel borgo marinaro di Bonneville a circa 10 chilometri da Arromanches-les-Bains in Normandia.

Zola contrappone l'ottimismo di Pauline e la sua serenità d'animo con la malattia, il risentimento e la depressione prevalenti nella famiglia Chanteau. In particolare il figlio diciannovenne Lazare, uno studioso degli scritti di Schopenhauer, è convinto della futilità della vita e intriso di pessimismo e nichilismo che egli cerca di esprimere in un incompiuta opera dal titolo "Symphony of Sorrow".

Nel corso di diversi anni una serie di rovesci finanziari costringe Mme. Chanteaus a "prendere in prestito" denaro dalla successione di Pauline. Lazare investe in una fabbrica per estrarre minerali dalle alghe e il suo progetto di costruire una serie di pontili e dighe per proteggere Bonneville dalle onde batteriche - e il successivo fallimento di entrambe le imprese - ridurranno ancora di più la fortuna di Pauline. Attraverso tutte queste vicende, Pauline mantiene però la sua visione ottimistica verso la vita e l'amore per Lazare e per i suoi genitori. Alla fine l'amore si estende a tutta la città poiché Pauline fornisce denaro, cibo e sostegno ai poveri di Bonneville, nonostante la loro evidente avidità e degenerazione. A poco a poco in Mme. Chanteau cresce il risentimento verso Pauline che viene accusata di essere avara, ingrata, egoista e di essere la sfortuna della famiglia. Anche sul letto di morte Mme. Chanteau non è in grado di superare il suo risentimento e accusa Pauline di volerla avvelenare quando lei tenta di curarla.

Pur essendo Lazare e Pauline sentimentalmente ma tacitamente impegnati, Pauline lo lascia libero in modo che egli possa sposare Thibaudier Louise, figlia di un ricco banchiere che sta trascorrendo le sue vacanze con la famiglia Chanteaus. Il loro matrimonio risulterà però essere infelice e il comportamento ossessivo- compulsivo di Lazare raggiunge l'apice ed egli è sempre più preso dalla paura della morte.

L'incapacità di Lazare di mantenere un lavoro subordinato e la sua evidente apatia aumenta l'infelicità del matrimonio. Louise dà alla luce un bambino apparentemente morto, ma Pauline riesce a salvargli la vita immettendo, bocca a bocca, aria nei suoi polmoni.

Il romanzo si conclude 18 mesi più tardi quando ormai il piccolo Paul sta crescendo in buona salute mentre tra Louise e Lazare cresce ancor più la tensione e Bonneville viene completamente distrutta dalle onde.

Il suicidio di un servo di famiglia porta il romanzo a una stretta, con M. Chanteau che, distrutto dalla gotta e in agonia, inveisce contro il suicidio e loda le gioie inerenti alla lotta in corso per la vita di fronte alla tristezza e all'infelicità.

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

  • trad. di Ferdinando Bideri, prefazione di Achille Macchia, Bideri, Napoli 1915 (con il titolo Voluttà della vita)
  • trad. di Paola Messori, introduzione di Guido Ceronetti, con una nota di Henri Mitterand, BUR, Milano 1994 ISBN 8817169897

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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