Auguste Comte

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(FR)
« L'Amour pour principe et l'Ordre pour base; le Progrès pour but »
(IT)
« L'Amore per principio e l'Ordine per fondamento; il Progresso per fine »
(Auguste Comte, Sistema di politica positiva[1])
Auguste Comte

Auguste Comte, nome completo Isidore Marie Auguste François Xavier Comte (Montpellier, 19 gennaio 1798Parigi, 5 settembre 1857), è stato un filosofo e sociologo francese, considerato il padre del Positivismo[2].

Discepolo di Henri de Saint-Simon, è generalmente considerato l'iniziatore di questa corrente filosofica.[2] Comte coniò il termine "fisica sociale" per indicare un nuovo campo di studi. Questa definizione era però utilizzata anche da alcuni altri intellettuali suoi rivali e così, per differenziare la propria disciplina, inventò la parola sociologia. Comte considerava questo campo disciplinare come un possibile terreno di produzione di conoscenza sociale basata su prove scientifiche.[2] Volendo sbarazzarsi della metafisica, esalta quasi religiosamente la conoscenza scientifica che mira a osservare per conoscere senza apriorismi.[2] Si richiama comunque a Kant e Leibniz affermando che nell'uomo esistono disposizioni mentali spontanee.[2]

Il libro che secondo la maggior parte degli storici segna l'inizio del Periodo positivista è il Corso di Filosofia Positiva, monumentale opera che raccoglie i suoi cicli di lezioni.[2] Negli ultimi anni Comte fondò una sorta di religione atea e scientifica, la Chiesa Positivista.[2]

La sua citazione «Ordine e progresso» figura sulla bandiera del Brasile (Ordem e progresso).[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Auguste Comte nasce a Montpellier nel 1798 da famiglia di sentimenti cattolici e monarchici legittimisti, contrari al governo rivoluzionario e a quello di Napoleone, e sostenitori della deposta dinastia dei Borbone di Francia.[4]

Clothilde de Vaux

Nel 1814 entra all'Ecole polytecnique di Parigi e nel 1817 incontra il filosofo socialista Saint-Simon di cui divenne segretario e con il quale collaborò per sette anni.[4] L'idolo della sua gioventù fu Benjamin Franklin che Comte definì il Socrate moderno[5].

Nel 1822 pubblica Il piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società, dopo due anni romperà la collaborazione con Saint-Simon e successivamente nel 1826 inizia nella propria abitazione un corso di filosofia, sospeso per un disagio psicologico depressivo - causato dai tradimenti della moglie, l'ex prostituta Caroline Massin - che lo tormenterà tutta la vita, inducendolo a tentare il suicidio (si gettò nella Senna ma fu ripescato da una guardia reale).[4] Figlia illegittima di attori di provincia, Caroline Massin gestiva una sala di lettura nel Boulevard du Temple.

Secondo le sue stesse dichiarazioni, incontrò Auguste Comte nel periodo in cui ella si prostituiva presso il Palazzo Reale, e lui era probabilmente uno dei suoi clienti, ma la relazione fissa fra i due si instaurò solamente due anni dopo. Sposò Comte nel febbraio del 1825, ma il matrimonio non fu felice e i due si separarono definitivamente nell'agosto del 1842. Ciononostante, Caroline continuò a seguire l'opera di Comte per tutta la sua vita, come bibliotecaria.[6] Comte stenterà parecchio a riprendersi dal crollo della sua unione con Caroline.[4]

L'opera più celebre di Comte, Corso di Filosofia positiva appare nel 1830, è il primo di sei volumi, i cui cinque volumi nonostante il successo ottenuto dalla pubblicazione del primo volume, Comte, non ottiene nessun riconoscimento accademico[non chiaro]. Nel 1844 propone in occasione di un corso di astronomia popolare, una delle migliori sintesi del suo pensiero, Il Discorso sullo spirito positivo, ma nello stesso anno perderà il posto di esaminatore riuscendo a vivere a stento grazie ai sussidi ottenuti da amici e discepoli. I suoi lavori successivi verranno pubblicati tra il 1835 e il 1842[4].

Dopo il fallimento del matrimonio, conosce Clothilde de Vaux, giovane sorella di un suo allievo, di cui si innamora, ma che morirà pochi mesi dopo, e che rifiuterà la sua proposta di matrimonio perché malata di tubercolosi; la vicenda accentuò il suo disagio psichico e ne influenzò il pensiero in senso mistico-religioso, senza che Comte tornasse alla religione tradizionale: nacque così la filosofia scientista del Catechismo positivista.[4] Il filosofo tornò a vivere con la madre Rosalie Boyer, e adottò la sua domestica Sophie.[7]

Si entusiasmò inizialmente per la rivoluzione francese del 1848, prendendone le distanze quando vide che la società non fu organizzata razionalmente e ordinatamente (errore che egli riscontrava anche nella prima rivoluzione francese), esprimendo criticità nei confronti di Luigi Napoleone, che invece sostenne quando Bonaparte ascese al trono imperiale con il nome di Napoleone III.[8]

Comte morì a 59 anni nel 1857, a causa di un'emorragia interna, forse conseguente ad un tumore allo stomaco, lasciando incompiuta l'opera: Sistema soggettivo o sistema universale delle concezioni proprie dello stato normale dell'Umanità.[9][4] Venne sepolto al cimitero del Père Lachaise.[10]

Louis Jules Etex, Auguste Comte

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

La legge dei tre stadi filosofici[modifica | modifica wikitesto]

« La storia del metodo scientifico fu intesa da Auguste Comte quasi come se fosse la filosofia stessa. »
(Friedrich Nietzsche, Volontà di potenza, § 467)

Nell'opera del 1824 Piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società Comte aveva formulato la legge dei tre stadi che riprenderà poi nel Corso di filosofia positiva.[11] Comte considerava la sociologia come l'ultimo risultato di uno sviluppo di scienze, quali la biologia, la chimica, la fisica. Egli credeva che lo studio di tale disciplina avrebbe portato l'umanità ad uno stato di benessere, dato dalla comprensione e dalla conseguente capacità di controllo del comportamento umano. Comte si concentrò in particolare sul tentativo di ricostruzione della società francese, all'indomani degli sconvolgimenti provocati dalla Rivoluzione Francese. Per questo motivo mise a punto una teoria sull'evoluzione della società nella storia, che è anche evoluzione del pensiero, delle facoltà dell'uomo e della sua organizzazione di vita: con la legge dei tre stadi Comte prefigurava l'avvento dell'era positiva in cui la scienza avrebbe avuto un posto centrale nella vita degli uomini.[11] La legge è articolata in tre fasi (ispirate alle tre età di "corsi e ricorsi" temporalmente ciclici - degli dei, degli eroi e degli uomini - esposte da Giambattista Vico nella Scienza nuova, che il Vico aveva tratto a sua volta dal greco Esiodo[12]) che riguardano sia lo sviluppo dell'individuo che quello dell'umanità intera[11]:

  • Stadio teologico: chiamato anche età teologica o «fittizia», corrisponde al periodo dell'infanzia dell'umanità; nella quale la ricerca delle cause dei fenomeni viene attribuita ad esseri soprannaturali, dapprima ai feticci delle religioni animistiche poi a pluralità di divinità (politeista) e alla fine all'unico Dio (monoteista).
    Questa è l'età dell'immaginazione in cui gli uomini sono sottoposti a regimi come il Papato, che detiene il potere spirituale, e la casta militare, che detiene quello temporale (es. Medioevo).
  • Stadio metafisico: chiamato anche età metafisica o «astratta», corrisponde al periodo dell'adolescenza o giovinezza del pensiero; in cui gli agenti soprannaturali sono rimpiazzati da forze astratte: la «Natura» di Spinoza, il «Dio-geometra» di Cartesio, la «Materia» di Diderot e d'Holbach, la «Ragione» dell'intero Illuminismo, l'Orologiaio - Grande Architetto di Voltaire e della Massoneria.
    Questa epoca è un'evoluzione rispetto al pensiero antropomorfico anteriore ed anche sul piano politico porta ad una maggiore consapevolezza degli uomini, con libertà di coscienza e sovranità popolare. Ma il pensiero resta prigioniero dei concetti filosofici astratti e universali. Si rapporta la realtà a dei principi primi. È il «Metodo del filosofo».
  • Stadio positivo: chiamato anche età positiva, è descritto come «lo stato virile della nostra intelligenza», esso comporta lo sviluppo della filosofia positiva. In questa fase, l'uomo smette di sognare: la ragione non divaga più, bensì viene finalizzata alla prassi.

Quindi lo spirito positivo rigetta la ricerca del «perché ultimo» delle cose per considerare i fatti, «le loro leggi effettive, cioè le loro relazioni immutabili di successione e somiglianza»[13]. Il ricorso ai fatti, alla sperimentazione, alla prova della realtà, è ciò che ci permette di uscire dai discorsi speculativi e dalla ricerca dell'assoluto, accettando i limiti connaturati alla ragione e quindi la relatività della conoscenza. È il primo principio del positivismo. Allorché lo spirito metafisico ricorre a dei concetti eterni e universali che non sottomette alla realtà, lo spirito positivo confronta le ipotesi al mondo reale. Questo stato è quello ancora da realizzare e a cui tendere, regolato da leggi universali e costanti e con una società industriale organizzata razionalmente, in cui il potere spirituale è nelle mani di scienziati e tecnocrati, mentre quello temporale nelle mani degli industriali.

Busto di Auguste Comte

Il fatto descritto da Comte venne letto in due modi, il primo (prevalente), lo identifica come dato della scienza, quindi come certezza indipendente da ogni trasformazione umana (determinismo); un'altra lettura, più critica, preferì guardare ad esso in termini critico-empirici, affidando alle capacità dell'uomo l'adozione di un metodo sperimentale per controllare i fatti.

Comte individua 5 significati diversi del termine positivo, i quali concorrono tutti a definire il carattere della nuova concezione filosofica; positivo può significare[14]

  • Reale, cioè l'ambito di conoscenza umana in opposizione al chimerico ricercare essenze ultime della metafisica.
  • Utile, la ricerca deve esser finalizzata, invece che all'astratta speculazione, al miglioramento concreto delle condizioni umane.
  • Certo, in opposizione all'indecisione e ai dubbi esistenziali. Un sapere, quindi, ben saldo entro i propri limiti.
  • Preciso, cioè determinante il proprio oggetto, in contrasto con il vago del pensiero e del linguaggio teologico-metafisico.
  • Costruttivo, a differenza della negatività distruttiva dell'illuminismo che si limitava alla critica.

La classificazione delle scienze[modifica | modifica wikitesto]

Divisione delle scienze secondo Comte

Ogni scienza per poter esser ritenuta tale deve giungere allo stato positivo. Tale meta viene raggiunta seguendo un criterio preciso: il "principio della complessità crescente e della semplicità decrescente".[15]Comte vuol dimostrare con questa classificazione che il pensiero positivo, che si è sviluppato dapprima nelle materie semplici, prima o poi dovrà necessariamente estendersi ad altre materie quali la politica, giungendo così alla nascita di una scienza positiva della società, la sociologia. Il filosofo propone inoltre un nome di un personaggio celebre per ogni scienza, una sorta di "patrono".[15] In base al criterio di semplicità/generalità la classificazione è la seguente: astronomia, fisica, chimica, biologia e sociologia.[11]

Astronomia (o fisica celeste), fisica e chimica hanno per oggetto la materia inorganica, meno complessa e più generale di quella organica, esse sono anche dette discipline sintetiche o analitiche. L'Astronomia riguarda solo il movimento matematico degli astri: il nome proposto per questa scienza è Niccolò Copernico; la fisica, il movimento meccanico dei corpi e la chimica studiano la composizione degli elementi e le loro relazioni: il nome proposto da Comte per questa scienza è Galileo Galilei; infine vi è la chimica classica: il nome di personaggio celebre proposto dal filosofo per questa scienza è quello di Antoine-Laurent de Lavoisier, anche se lo criticherà per certi versi.[16][15] A questa prima distinzione seguono poi le scienze che hanno per oggetto la materia organica. La biologia (o fisica organica) la quale si occupa delle strutture e del movimento degli organismi naturali (il nome associato è Xavier Bichat) e infine la sociologia (o fisica sociale) che studia invece gli organismi sociali ed è una dottrina in grado di affiancarsi alle altre scienze esplicative: Comte fa riferimento a lui stesso riguardo a questa nuova scienza.[17][15]

Dalla sua classificazione Comte esclude però quattro discipline[15]:

  • la matematica, la quale, lungi dal non essere una disciplina, è la scienza fondamentale poiché costituisce la metodologia che consente a tutte le altre discipline di conseguire la positività. È il massimo grado semplice e generale.
  • la psicologia, regola base del positivismo è «non si può aver scienza se non di fatti». Poiché l'osservatore e l'organo osservato coincidono, non è possibile avere osservazione dei fenomeni intellettuali in atto, per cui ritenendo impossibile la descrizione dei processi mentali e della psiche come indipendenti dai fatti fisiologici o da quelli sociali, Comte, riconduce la psicologia o alla biologia o alla sociologia.
  • la filosofia, anch'essa non ha collocazione all'interno della classificazione delle scienze poiché non ha un oggetto proprio, bensì ha l'importantissima funzione di coordinare le varie discipline studiandone relazioni e principi comuni. La filosofia fornisce, oltre alla classificazione stessa delle scienze, il «sistema generale delle idee».
  • la logica, perché secondo Comte essa non può esistere a livello di pura astrazione teorica, ma si inserisce in maniera metodicamente concreta nello sviluppo di ogni ambito conoscitivo.[11][15]

La sociologia, scienza dell'umanità[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Comte

La riorganizzazione sociale sulle basi del sapere positivo, tradotto in pratica, resta quindi sempre meta di Comte. A tale scopo è indirizzata la sociologia. Essendo al vertice della classificazione delle scienze, è la disciplina più complessa ed è l'unica a non aver ancora conseguito pienamente lo stadio positivo, questo è per Comte il compito morale, intellettuale e politico più importante del suo tempo.[15] Alla costruzione della sociologia Comte dedica il Corso di filosofia positiva. Tale fisica sociale si divide in due branche, nella realtà inscindibili[15]:

  • statica, la quale ha per oggetto le strutture permanenti nella società e quindi si basa sul concetto di ordine.
  • dinamica, la quale ha per oggetto le trasformazioni nel tempo e quindi si basa sul concetto di progresso.

Ordine e progresso quindi proseguono di pari passo, il progresso mira all'ordine e l'ordine è finalizzato al progresso. Tale teoria, per Comte, fornisce una conciliazione tra le dottrine reazionarie (dottrina dei re) e quelle rivoluzionarie (dottrina dei popoli).[15]

Come tutti i sociologi, Comte inizia le sue riflessioni studiando la società del suo tempo. La crisi del suo tempo secondo lui era determinata da ciò: un certo tipo di società (ancien régime), definita teologica e militare, sta per scomparire, mentre un altro tipo di società, scientifica e industriale, sta per nascere e sostituirsi all'esistente.[15] Comte quindi fa proprie le posizioni del maestro Saint-Simon ma ritiene che l'auspicato passaggio alla costruenda società industriale richieda una riorganizzazione culturale e scientifica che tenga conto del processo storico attraverso cui le scienze raggiungono lo stato positivo (cioè la loro definitiva validità epistemologica). Comte riprende il concetto di Montesquieu sul determinismo dei fenomeni storici e sociali e collegandolo con l'idea del progresso di Condorcet.[18] Ricostruendo lo sviluppo della società propone una vera e propria filosofia della storia scandita in tre momenti che rispecchiano la legge dei tre stadi[15]:

  • epoca teologica, in cui vige una società teologico-militare (medievale), fondata sul potere spirituale della Chiesa cattolica e perpetuata da preti e teologi, che si occupano degli aspetti spirituali della società, mentre il potere temporale è affidato ai guerrieri. La guerra quindi è considerata necessaria e ha come fine la conquista.
  • epoca metafisica, è uno stadio intermedio, di transizione, con un carattere critico.
  • epoca positiva, sede della nuova società, quella che per Comte stava affiorando in quegli anni, in cui il potere spirituale e intellettuale sarà in mano ai sociologi e agli scienziati mentre quello temporale sarà prerogativa degli industriali. Questa nuova società non sarà più finalizzata alla conquista bensì alla produzione industriale.[15]

Quindi, per Comte, la società si evolverà inevitabilmente, e la storia dell'umanità percorrerà la via del progresso. Questo progresso è inevitabile, può solo essere rallentato o accelerato, ed è compito dei sociologi accelerarlo, affinché la crisi del genere umano finisca una volte per tutte.[15]

La "religione" positivista[modifica | modifica wikitesto]

Tempio positivista a Porto Alegre (Brasile) con iscritti sul frontone gli ideali del positivismo: «O amor por principio, e a ordem por base, o progresso por fin» traduzione del motto di Comte: «L'Amour pour principe et l'Ordre pour base; le Progrès pour but.»[19] («L'amore per principio, l'ordine per fondamento, il progresso per fine.»). Il motto ordem e progresso si ritrova anche nella bandiera brasiliana[20].

Il Comte maturo, rielaborando alcune concezioni mistiche ed ideali del romanticismo (de Maistre, Mazzini, Hegel, ecc.), le spoglia dalla derivazione religiosa e cristiana fondendole con la visione illuminista, per costruire una sorta di religione laicista e scientista (Comte intende il termine in senso buono, ovviamente), la Chiesa positivista[21]. Nel Calendario positivista (che prevede tredici mesi) e nel Catechismo positivista, il filosofo francese traspone gli elementi dottrinali, liturgici ed etici della Chiesa nella sua nuova religione dell'umanità di cui il sociologo, l'intellettuale positivista e lo scienziato sono i nuovi sacerdoti. Qua Comte si allontana dal liberalismo dell'individuo del collega John Stuart Mill, pur mantenendo un'impronta utilitaristica, per avvicinarsi ad una concezione di Essere Supremo-Umanità, che ricorda vagamente il Leviatano di Hobbes e lo Stato di Hegel, il Grand Etre (Grande Essere), un concetto derivato da quello del Culto della Ragione e di quello dell'Essere Supremo di Robespierre.[22] La triade positivista, oltre al Grande Essere (l'Umanità), è composta dal Grande Feticcio (la Terra) e dal Grande Ambiente o Grande Mezzo (lo Spazio).[23][24]L'aldilà era visto come la sopravvivenza nella celebrazione e nel ricordo, anche se furono proprio alcuni seguaci di Comte a indagare scientificamente per primi su fantasmi e reincarnazione, fondando pseudoscienze come lo spiritismo.[25] Anziché sopprimere la religione, come vorrebbero Marx e Stirner, l'ateo Comte ne inventa una che veneri l'Uomo: al culto dei santi sostituisce quello degli eroi laici della storia scientifica e civile. Comte propose un'alleanza temporanea ai gesuiti, da questi rifiutata. A Parigi esiste ancora una cappella positivista in funzione, mentre in Brasile è tuttora attiva una Chiesa Positivista, con alcuni templi. Alcuni critici sono convinti che Comte fosse preda di un forte disagio psichico, dovuto alla morte della donna amata, che avrebbe cercato di colmare con questi ideali ritenuti stravaganti, ma che furono la base di alcune cosiddette "religioni dell'uomo" successive, anche nell'ambito dell'umanismo stesso.[26]

Lo Stato positivista[modifica | modifica wikitesto]

In effetti in questa fase Comte soffre di sbalzi d'umore, e si divide tra progressismo e conservatorismo, venendo ritenuto sia precursore del totalitarismo[27] sia di una certa concezione democratica moderna, non egualitaria ma meritocratica, nonché laica, in cui la società è guidata dallo scienziato, dall'industriale, dal genio e dal filosofo-sociologo.[28]

Giunge ad elaborare coerentemente una concezione di "capitalismo sociale statalista" anticipatore dell'economia keynesiana, in uno stato di tipo tecnocratico.

Ingresso della Cappella dell'Umanità a Parigi, fondata da Comte nel luogo dove visse la sua amata Clothilde de Vaux

Nonostante l'esaltazione quasi acritica della scienza, Comte ritiene che il progresso debba avere una morale certa, e compito della filosofia positivista sia elaborarla; ad esempio Comte esprime netta contrarietà alla vivisezione, in contrasto con le posizioni cartesiane che egli giudica, in questa materia, ormai superate. Ritiene, riprendendo sensismo e utilitarismo, che gli animali abbiano coscienza e che, al tempo in cui scrive, essi non debbano essere maltrattati e uccisi nemmeno in nome della scienza medica.[29]

In nome delle libertà individuali il positivismo difendeva il diritto del lavoratore di non indossare uniforme, a meno lui stesso lo desiderasse. Rivendicava la libertà di mendicare, avversava la schiavitù, schierandosi a favore degli indios e del loro diritto di possedere le terre che occupavano, contro il militarismo e le spese per gli armamenti, dimostrando una certa sensibilità per la causa del proletariato, tutte idee che favorirono un grande seguito per le sue idee in Brasile.[30]

Lo studioso e filosofo neo-illuminista Ludovico Geymonat[31] afferma che «resta il problema storiografico se la seconda fase del pensiero di Comte debba venire considerata come il puro e semplice parto di una mente esaltata, o invece come lo sviluppo coerente di alcuni motivi già rintracciabili nelle prime opere comtiane. Gli studiosi odierni propendono per questa seconda interpretazione, pur senza negare che la particolare forma data da Comte alle sue ultime concezioni sia stata almeno parzialmente determinata dalla sovreccitazione, per non dire dalla nevrosi, che attanagliava il suo animo vulnerabile ed alquanto provato»; mentre Diego Fusaro osserva che «se prescindiamo da questa stranezza (che trova il culmine nell'idea di Comte di un papa della scienza), che gli scienziati siano sempre più diventati i custodi del sapere è un dato di fatto, soprattutto negli anni in cui vive Comte».[2]

La nascita della sociologia[modifica | modifica wikitesto]

È spesso attribuita a Comte la nascita della moderna scienza sociale. Numerosi volumi di Storia del pensiero sociologico cominciano la loro trattazione da questo autore. Nondimeno il primo pensatore moderno che ragionò in termini "sociologici" fu Montesquieu, ben 100 anni prima. Fu però Comte a coniare il nome per questa nuova scienza che inizialmente egli chiamò "Fisica Sociale"; questo termine fu tuttavia utilizzato inconsapevolmente da Adolphe Quetelet nel 1835 per indicare l'importanza dell'uomo medio come trascinatore della società e l'uniformità del sistema sociale. Le idee di Comte erano molto diverse, egli vedeva l'élite nelle vesti di traghettatrice dell'umanità. Così decise di coniare il termine "sociologia" per differenziarsi dal pensatore belga.

L'ineguaglianza dei sessi[modifica | modifica wikitesto]

Comte è un sostenitore dell'inferiorità naturale della donna rispetto all'uomo. La teoria di Gall sulle funzioni cerebrali, secondo lui, «comincia a fare scientificamente giustizia di quelle chimeriche dichiarazioni rivoluzionarie sulla pretesa eguaglianza dei due sessi [...] Oggi non si può seriamente contestare l'evidente inferiorità relativa della donna, molto meno adatta dell'uomo all'indispensabile continuità e all'alta intensità del lavoro mentale, sia in virtù della minore forza intrinseca della sua intelligenza, sia per la sua più viva suscettibilità morale e fisica».[32]

Tesi da lui ribadita a Stuart Mill che gli fece rilevare la differente qualità dell'istruzione riservata a quel tempo alle donne. Comte osservò che se le donne si trovavano in una posizione subalterna, ciò dimostrava proprio la loro incapacità di mantenere il passo degli uomini. Tale subalternità si sarebbe mantenuta indefinitamente, «poiché riposa direttamente su un'inferiorità naturale che niente potrà distruggere».[33] Pertanto, Comte si oppone alla «disastrosa eguaglianza sociale dei due sessi», perché qualora si realizzasse «tenderebbe moralmente a distruggere il principale fascino che oggi ci trascina verso le donne e che suppone le donne in una posizione passiva».[34]

La donna non ha e non deve avere alcun ruolo nella società. Esclusa dal lavoro che non sia quello della conduzione della casa e dell'allevamento dei figli, «non può essere onorata per i suoi meriti personali al di fuori del gruppo familiare», e il divorzio è escluso perché minerebbe la famiglia, dove le donne possono far «prevalere la loro dolce disciplina morale per reprimere, allo stato nascente, tutti gli impulsi viziosi o abusivi».[35] La moglie dovrà essere fedele al marito anche nella vedovanza, che è «il completamento finale della vera monogamia [...]» e «l'eterna adorazione d'una memoria che la morte rende più toccante» le permetterà di votarsi meglio «al servizio attivo dell'Umanità».[36]

Queste tesi, forse derivate da Rousseau (Emilio o dell'educazione) e dalla sua concezione borghese tradizionale (ma diffuse persino tra i progressisti)[37], furono criticate da altri positivisti, che pure apprezzavano le sue idee, tra cui il citato John Stuart Mill, ma anche Maria Montessori, e da teorici vicini al positivismo, come l'anarchico Kropotkin.

Nonostante la misoginia di Comte, numerose studiose moderne di sesso femminile, hanno sottolineato che questa visione non inficia il positivismo, in quanto non è molto diversa nemmeno da quella dei socialisti del tempo (l'anarchico Proudhon su tutti) e da altri pensatori uomini ottocenteschi (di cui Mill rappresenta la vistosa eccezione): d'altro canto hanno sottolineato la sua opposizione al matrimonio d'interesse e la sua difesa del matrimonio d'amore, per libera scelta dei coniugi, un ennesimo sintomo della contradditorietà del pensiero comtiano dell'ultimo periodo, oltre a rilevarne la sostanziale portata innovativa per la filosofia e la sociologia politica.[38][39][40][41][42][43]

Ricezione successiva del pensiero[modifica | modifica wikitesto]

La ricezione postuma di Comte ha avuto risultati quasi paradossali: pur capace di dare nome ad un'epoca culturale, il positivismo, la filosofia di Comte circolava fra gli stessi contemporanei più attraverso le interpretazioni dei discepoli che la lettura diretta delle sue opere. Nella seconda metà dell’Ottocento tale diffusione passa più tra autori variamente collegati al positivismo come Littré, Stuart Mill, Darwin e Spencer, che non più sui testi comtiani.[44] Sarà in Francia che le opere di Comte verranno riscoperte: egli viene interpretato e diventa ispiratore di correnti di pensiero persino opposte, che vanno dai positivisti veri e propri agli ideologi e sostenitori della Terza Repubblica, cioè progressisti, laici e democratici (come Émile Zola), ai loro oppositori nazionalisti e reazionari (come, in seguito, Charles Maurras); questo tentativo di appropriazione fra sinistra e destra è raro tra gli esponenti della filosofia politica ottocentesca.[44] Dopo la fine dell’era del positivismo, l’opera di Comte venne apparentemente dimenticata, relegata ai libri di filosofia e di storia. L’interesse sull’autore del Corso è ricominciato sulla scorta del neopositivismo, del nuovo razionalismo "neo-illuministico", specialmente negli anni '80 del XX secolo, per culminare in Francia nel bicentenario della nascita, solennemente celebrato nel 1998.[44]

Influenze sul pensiero di Comte[modifica | modifica wikitesto]

Comte volle essere il profeta di una nuova "epoca d'oro" dell'umanità, innestando le proprie idee personali nella sua filosofia universale e generale, non sempre con successo. Essendo egli stesso una personalità complessa e facile ad entusiasmi e cambi d'umore, pessimista nella vita privata e ottimista per l'umanità (se essa seguirà i precetti positivisti), spesso si trovano influenze disparate sulla sua filosofia, che tentano di conciliare idee poco conciliabili, in un originale amalgama di pensiero.[45]

Egli fonde le filosofie razionaliste con quelle spirituali, tramite il progresso e gli vuole realizzare l'ordine sognato dai reazionari, ma egli è convinto, a differenza dei controrivoluzionari e tradizionalisti, che tale ordine non possa scaturire da idee vecchie e ormai superate (questo è il suo inappellabile giudizio sul cristianesimo e le religioni): occorre una nuova guida, che è la scienza interpretata dal positivismo, che fonde i vari rami del sapere.[46] Molteplici e conflittuali, ma fuse ecletticamente tra loro, sono le idee che egli accoglie: dai citati Immanuel Kant, Gottfried Leibniz e Benjamin Franklin[47]a Giambattista Vico da cui trae la filosofia della storia fino a Jean-Jacques Rousseau con la concezione della nuova società, il contrattualismo e la pedagogia naturalistica.[45] per la filosofia della scienza, lo scetticismo scientifico, l'amore del progresso e la volontà di riformare razionalmente la società, egli attinge dagli illuministi come il Marchese di Condorcet, David Hume, Voltaire, Denis Diderot (per la concezione della filosofia sistematica delle scienza e la loro catalogazione enciclopedica), Montesquieu (precursore della sociologia) e da utopisti vari come Henri de Saint-Simon, principale ispiratore della sociologia, la nuova scienza dell'uomo di Comte, e autore di una concezione collettivistica, pseudo-utilitaristica e socialisteggiante.[45] Da Jeremy Bentham trae una netta visione utilitaristica.[45]

La sua concezione del metodo scientifico come fonte di verità certa gli deriva da Francis Bacon, Galileo Galilei e Cartesio, esaltati nel Corso.[48] Comte si ispira anche a Georg Wilhelm Friedrich Hegel[49], per l'idea dello stato "sacralizzato", rappresentante dell'Assoluto (per lui non spirituale ma materialistico), ricavato anche dalla lettura di Thomas Hobbes, statalista, contrattualista, e, a tratti, quasi totalitario (Hobbes è in realtà "assolutistico", in accordo con la sua epoca)[45], e a Xavier Bichat e Franz Joseph Gall. In campo economico è stato influenzato dalle figure di Adam Smith, circa il progresso derivato dalla divisione del lavoro e Jean-Baptiste Say, sulla creatività, essenziale per lo sviluppo industriale, degli imprenditori.

Nella fase "religiosa" egli si ispira a vari ideologi romantici e spiritualisti, Louis de Bonald e Joseph de Maistre (studiato anche da Saint-Simon)[50], per la visione misticheggiante-teocratica, in Comte spogliata da ogni dimensione dimensione cristiana cattolica e trascendente, e sostituita dalla visione mistica e immanentistica della scienza e delle sue scoperte; per Comte non è la Provvidenza che guida l'umanità, ma la spinta al progresso.[45] Inoltre egli ammira la visione controrivoluzionaria del filosofo della restaurazione: Comte considera una buona cosa la rivoluzione francese dell'inizio (1789), ma la condanna nettamente, in quanto apportatrice di disordine e violenza, per tutto ciò che accadde dopo il 1791, soprattutto nel periodo del Terrore (1793-1794); Comte critica inoltre la rivoluzione di luglio, mentre all'inizio appoggia invece la rivoluzione francese del 1848, per diventare però subito un suo oppositore, e poi un neo-bonapartista sostenitore dell'Impero, per paura di nuovi disordini, in quanto i vecchi rivoluzionari sono diventati i garanti di un ordine nuovo, più moderno. Come de Maistre affida la tutela giuridica super partes sugli Stati al Papa, Comte la affida invece al filosofo-sociologo positivista, come una sorta di Pontefice laico, il quale dà le indicazioni alla società, giudica senza essere giudicato, in senso morale e non dittatoriale: egli conosce la verità scientifica e sa interpretarla, e solo egli può guidare "spiritualmente" i governanti. La mistica cattolica diventa mistica scientifica, la Società Futura di Saint-Simon (che riprende l'utopista socialista Robert Owen) e il Regno dello Spirito di Gioacchino da Fiore diventano lo Stato Positivo, il regno dell'Uomo sul mondo sognato da Comte.[51][52][53]Però, come già detto, per il suo culto si rivolge anche alle idee del rivoluzionario giacobino Maximilien de Robespierre, ispirandosi a quello dell'Essere supremo di intonazione romantico-razionalista.[54]

L'impronta romantica verso il progredire della storia, destino che si dovrà prima o poi avverare, è simile anche a quella di Giuseppe Mazzini, per la concezione dei "doveri dell'uomo" e dell'umanità come unione mistica e immanente, incarnazione della divinità, e la concezione romantica del progresso e della storia.[55]

Influenza su pensatori successivi[modifica | modifica wikitesto]

Comte, tramite la sua creatura, il positivismo, ha influito e stimolato numerosi intellettuali successivi, anche solo per reazione alla sua impronta filosofica, tra essi: John Stuart Mill[45], Marcelin Berthelot, Claude Bernard, Hippolyte Taine, Emile Durkheim[45], Émile Littré, Harriet Martineau, Sigmund Freud, Cesare Lombroso, Karl Marx, Charles Darwin, Pierre-Joseph Proudhon, Roberto Ardigò, Maria Montessori[45], Émile Zola, Giovanni Verga, Friedrich Nietzsche[56], Benedetto Croce, Carlo Cattaneo.[45] Anche la scrittrice di scuola libertariana Ayn Rand, fondatrice dell'Oggettivismo, pare che abbia tratto alcune idee da Comte, come l'esaltazione del progresso apportato dall'industria, dallo scienziato e dall'imprenditore, criticando e respingendo però le altre formulazioni, come il concetto di altruismo innato (Comte è molto criticato per aver coniato il termine, interpretato, anche se in senso negativo dalla Rand, nella stessa definizione data dal filosofo francese ossia come obbligo ad aiutare i propri simili) e lo statalismo del positivismo comtiano, che spesso in area liberale vengono avvicinate al marxismo, nonostante le notevoli differenze tra lo stato marxista e lo stato positivista.[57][58]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società, 1822, ristampato nel 1824 col titolo Politica positiva.
  • Corso di filosofia positiva, 1830-1842.
  • Discorso sullo spirito positivo, 1844.
  • Calendario positivista, 1849.
  • Discorso sull'insieme del positivismo.
  • Sistema di politica positiva, 1851-1854.
  • Catechismo positivista, 1852.
  • Appello ai conservatori, 1855.
  • Sistema soggettivo o sistema universale delle concezioni proprie dello stato normale dell'Umanità, 1856-1857.
  • Lettere di Comte a John Stuart Mill, 1877.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angèle Kremer-Marietti, L’anthropologie positiviste d’Auguste Comte, Thèse Paris IV, 1977.
  • Realino Marra, La proprietà in Auguste Comte. Dall’ordine fisico alla circolazione morale della ricchezza, in «Sociologia del diritto», XII-2, 1985, pp. 21-53.
  • Terence R. Wright, The religion of humanity: the impact of comtean positivism on Victorian Britain, Cambridge University Press, Cambridge, 1986.
  • Henri Gaston Gouhier, La philosophie d'Auguste Comte: esquisses, Vrin, Paris, 1986
  • Jean-Paul Frick, Auguste Comte, ou La République positive, Presses universitaires de Nancy, Nancy, 1990.
  • Mary Pickering, Auguste Comte: an intellectual biography, 3 vols, Cambridge Univ. Press, Cambridge, 1993-2009
  • Jacques Muglioni, Auguste Comte: un philosophe pour notre temps, Kimé, Paris, 1995
  • Marco Genua, Auguste Comte e la cultura francese dell’Ottocento, Cisalpino, Milano, 2004
  • Wolf Lepenies, Auguste Comte: die Macht der Zeichen, Carl Hanser, München, 2010

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ in questa formulazione si trova anche in: Testament d'Auguste Comte avec les documents qui s'y rapportent, pièces ..., p.90,in Auguste Comte, Pierre Laffitte - Publicado por Fonds typographique de l'Exécution testamentaire d'Auguste Comte, 1896 - 610 pagine
  2. ^ a b c d e f g h Auguste Comte, a cura di Diego Fusaro
  3. ^ La bandiera brasiliana
  4. ^ a b c d e f g Vita di Comte
  5. ^ Gli eroi del pensiero, Will Durant, a cura di Ettore e Mara Fabietti, ed. Sugar Editore, 1964
  6. ^ « La philosophie positive », revue dirigée par E. Littré et G. Wyrouboff, article « Mme Comte », tome 18, 1877, page 290.
  7. ^ Henri Gouhier, La vie d'Auguste Comte, Gallimard, 1931
  8. ^ Gouhier, op. cit.
  9. ^ Gouhier, op. cit.
  10. ^ Le sepolture del Pere Lachaise
  11. ^ a b c d e A. Comte, Corso di filosofia positiva, pag. 5-7
  12. ^ Tempo e divenire: l'età dell'oro da Esiodo a Gian Battista Vico
  13. ^ Corso, I
  14. ^ A. Comte, Discorso sullo spirito positivo
  15. ^ a b c d e f g h i j k l m Comte: contro il culto metafisico della sovranità popolare
  16. ^ The Positive Philosophy of Auguste Comte, pag. 19 e segg.
  17. ^ Auguste Comte e il positivismo
  18. ^ A. Comte, Sistema di politica positiva
  19. ^ A.Comte, Système de politique positive (1852)
  20. ^ G.Allegretti, Porto Alegre tra democratizzazione e ricerca della sostenibilità. Radici locali e replicabilità di un’utopia realizzata In ‘Democrazia fai-da-te’, Ed. Carta-Cantieri Sociali, Roma-Napoli, 2000 pag.2
  21. ^ da non confondere con il cristianesimo positivo o il cristianesimo scientista.
  22. ^ Raquel Capurro, Auguste Comte. Attualità di un'eresia
  23. ^ A. Comte, Catechismo positivista
  24. ^ Un amore febbrile di progresso. Comte dalla filosofia positivista alla religione dell'umanità
  25. ^ Spesso questo misticismo venne preso di mira per screditare il positivismo, come in Benedetto Croce: "il positivismo generò dal suo seno il misticismo e le rinnovate forme religiose (...) perché questo è figlio di quello. Un positivista, dopo le gelatine dei gabinetti, non credo abbia altro di più caro che l'inconoscibile, cioè la gelatina in cui si coltiva il microbio del misticismo." (Di un carattere della più recente letteratura italiana, 1907)
  26. ^ Il tribunale di Comte. La testa mozzata di Lavoisier, fondatore della chimica moderna ma spirito troppo metafisico. "Controriforme" di Francesco Agnoli. Tratto da Il Foglio del 4,11,18 ottobre 2007
  27. ^ Friedrich August von Hajek - Gli errori del socialismo, dello scientismo e del positivismo di Renzo Grassano
  28. ^ Retorica sull'Europa e democrazia
  29. ^ A. Comte, Corso di filosofia positiva, lezione 40, III, 27, Paris, 1969; riportato anche in: Morale e religione, Torino, Bocca, 1921, 246, ss.
  30. ^ Ordem e progresso, Corriere della sera.it
  31. ^ in Storia del pensiero filosofico e scientifico, Milano, 1970-76, 7 voll.
  32. ^ A. Comte, Cours de philosophie positive, IV, 1877, pp. 404-407.
  33. ^ Lettres inédites de J. S. Mill à A. Comte, publiées avec le réponses de Comte, 1889, p. 250.
  34. ^ Lettres inédites de J. S. Mill à A. Comte, cit., p. 280.
  35. ^ A. Comte, Discours sur l'ensemble du positivisme, 1907, p. 246.
  36. ^ A. Comte, Discours sur l'ensemble du positivisme, cit., p. 253.
  37. ^ ANTONIO CARLOS FERNANDES A mulher na ótica pedagógica e filosófica
  38. ^ Mirella Larizza, Bandiera verde contro bandiera rossa, 1999
  39. ^ Intervento di Regina Pozzi, in Auguste Comte aujourd’hui (opera diretta da Michel Bourdeau, Jean-François Braunstein e Annie Petit)
  40. ^ Juliette Grange, Philosophie d’Auguste Comte. Science, politique, religion
  41. ^ Auguste Comte. Trajectoires positivistes 1798-1998, diretto da Annie Petit
  42. ^ Sociologia, politica e religione: la filosofia di Comte per il diciannovesimo secolo, curato da Cristina Cassina
  43. ^ Maria Donzelli (a cura di), La biologia: parametro epistemologico del XIX secolo
  44. ^ a b c Claudio De Boni, Comte oggi
  45. ^ a b c d e f g h i j Comte e il positivismo dal sito Homolaicus: 1 e 2
  46. ^ Nikolaj Berdiaev, Nuovo Medioevo, pag. 37
  47. ^ Durant, op. cit.
  48. ^ Maurizio Ferraris, Storia dell'ermeneutica, 2.2.1
  49. ^ La concezione della storia di Comte
  50. ^ Carolina Armenteros, Richard Lebrun, Joseph de Maistre and His European Readers: From Friedrich Von Gentz to Isaiah Berlin, 2011, pag. 30 e segg.
  51. ^ Berdjaev, op. cit
  52. ^ Jean Servier, Gianfranco de Turris, Storia dell'utopia. Il sogno dell'Occidente da Platone ad Aldous Huxley, p.167
  53. ^ A. Comte, Corso di filosofia positiva, IV, 46
  54. ^ Capurro, op. cit.
  55. ^ Massimo Scioscioli, Giuseppe Mazzini: i princìpi e la politica, 1995, pag. 305, nota 34
  56. ^ Robin Small, Nietzsche and Rée: A Star Friendship, p- 163
  57. ^ Ayn Rand and altruism
  58. ^ Ayn Rand (1964). The Virtue of Selfishness (paperback ed.). New York: Signet. ISBN 0-451-16393-1.

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